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Violenza sulle donne, è importante “rompere il silenzio, sempre”
(Gabriele Putzu)
24 novembre 2017
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Domani si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Per l'occasione il Gruppo Donne dell'Unione dell?unione sindacale  Ticino e Moesa lancia un appello a “Rompere il silenzio, sempre”. Un triste fenomeno – si legge in un comunicato stampa – che da discutere ogni giorno, perchè ogni giorno il lettore legge di storie di donne violentate, abusate, maltrattate. «Non c’è giorno senza violenza contro le donne - si legge nel comunicato stampa - non c’è stramaledetto giorno senza leggere sui giornali le cronache di episodi di violenza di cui sono vittime le donne, considerate dai loro aguzzini merce, proprietà personale sui cui esercitare controllo e potere. E anche in Svizzera i dati indicano l’esistenza di un fenomeno persistente».  Un fenomeno che conosce ogni ambito, dalla famiglia al lavoro. «In ufficio, nelle fabbriche, nei contesti lavorativi più disparati. In Svizzera chi molesta o umilia con parole, gesti o atti una donna o un uomo sul posto di lavoro commette una violazione del diritto vigente. La legge sulla parità dei sessi vieta le molestie sessuali sul posto di lavoro, intese nelle loro molteplici forme: mostrare, esporre, mettere a disposizione e inviare materiale pornografico (anche per via elettronica); osservazioni allusive e «barzellette» sessiste; contatti fisici molesti e palpeggiamenti; approcci e pressioni per ottenere favori di natura sessuale, spesso abbinati alla promessa di vantaggi e/o alla minaccia di svantaggi». Ed ecco dunque l’appello: quello di rompere il silenzio. Di denunciare. Perchè «sul luogo di lavoro devono trovare posto solo competenza, preparazione, capacità e pari opportunità. I ricatti, di ogni genere vanno lasciati fuori dalla porta». Un obiettivo che può essere raggiunto solo tramite «un quotidiano lavoro di informazione civile che metta al centro il valore dell’identità di ogni persona, la relazione tra uomini e donne, il rispetto di ogni differenza. Negli spazi pubblici e privati».


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