Il volume Enrico Filippini a trent’anni dalla morte. Scrittura, giornalismo, politica culturale nell’Italia del secondo Novecento (Sesto San Giovanni, Mimesis Edizioni, 2020), presenta un’indagine a tutto campo sul lavoro culturale dell’intellettuale originario di Cevio, sullo sfondo di anni decisivi (1950-1990) per l’apertura dell’Italia a un orizzonte internazionale.
I dodici contributi, frutto del convegno tenutosi a Locarno nel 2018 per i trent’anni dalla scomparsa, esplorano gli esordi in Ticino, l’incontro a Milano con Antonio Banfi, Enzo Paci e la fenomenologia, il lavoro nell’editoria, la sua importante mediazione tra la cultura mitteleuropea e quella italiana attraverso le traduzioni di Husserl, Benjamin, Binswanger.
Meno note, e qui per la prima volta approfondite, sono le relazioni con la Francia, la Spagna e l’America latina.
Documenti e testimonianze inedite chiariscono l’attività letteraria di Filippini e il ruolo che ebbe tra l’editoria e la Neoavanguardia, importante per la fondazione del Gruppo 63. Emergono nuovi elementi sulla produzione giornalistica a «la Repubblica», articoli che come pochi altri hanno saputo raccontare la «cultura della crisi» e il «moderno».
Interverranno:
Mario Andreose, presidente della casa editrice La nave di Teseo e collaboratore di «Domenica» de «Il Sole 24 ORE»; Massimo Danzi e Marino Fuchs, curatori del volume.
Modererà la serata Stefano Vassere, direttore della Biblioteca cantonale di Bellinzona.