Rubriche

Ieri, 08:452017-09-23 08:45:27
Susanna Petrone

I cavallucci marini, pesci particolari!

Anche se il loro nome deriva dalla parola “cavallo”, i cavallucci marini non sono dei cavalli che vivono sott’acqua. È per via della forma della loro testa, simile a quella di...

Anche se il loro nome deriva dalla parola “cavallo”, i cavallucci marini non sono dei cavalli che vivono sott’acqua. È per via della forma della loro testa, simile a quella di un cavallo, che si sono aggiudicati questo particolare nome. Ma allora che animali sono? I cavallucci marini, detti anche ippocampi, sono in tutto e per tutto dei pesci. Osservandoli da vicino, è possibile riconoscerne le branchie, le pinne pettorali e una pinna dorsale proprio come in un normalissimo pesce. Le pinne pettorali, che assomigliano vagamente a delle orecchie, servono a spostarsi verso destra e verso sinistra. Grazie alla pinna dorsale, invece, possono nuotare rimanendo in posizione eretta. Gli ippocampi sono dei pessimi nuotatori e sono estremamente lenti. Alcune specie impiegano un’ora per percorrere un metro! I cavallucci marini vivono in prossimità della costa dove rimangono nascosti nelle praterie marine o tra i coralli. La maggior parte di questi animali vive nella regione indopacifica tra Australia e Giappone, ma si possono trovare anche in Africa, Europa e Sudamerica. Come i camaleonti questi animali possono adattare i propri colori all’ambiente circostante e possono muovere gli occhi in maniera indipendente l’uno dall’altro. Per evitare di essere trasportati via dalla corrente, si aggrappano grazie alla lunga coda prensile alle erbe marine o ai coralli. Per mangiare aspirano plancton e piccoli crostacei con il lungo muso sdentato. Non esiste una sola specie di cavalluccio marino, ma più di 33! Quando due cavallucci marini si incontrano, spesso rimangono insieme per tutta la vita. Iniziano una danza di accoppiamento che può durare giorni. Tra i cavallucci marini non sono le femmine a partorire, bensì i maschi, dotati di un apposito marsupio nel quale la compagna depone le uova. Il maschio feconda le uova nel suo ventre e porta a termine la gravidanza. I piccoli vengono al mondo da 9 a 30 giorni dopo. La maggior parte delle specie partorisce dai 100 ai 300 cuccioli alla volta ma esistono specie che hanno quasi 2’000 piccoli in un colpo solo! Dopo la loro nascita i cavallucci, grandi solo pochi millimetri, devono cavarsela da soli. Gli ippocampi non hanno nemici naturali perché sono troppo liscosi, duri e indigesti. Ciononostante alcune specie sono minacciate a causa dell’uomo: in Asia, infatti, si pensa che i cavallucci marini possano curare malattie e quindi vengono essiccati e poi mangiati. Inoltre, finiscono accidentalmente nelle reti e vengono ributtati in mare una volta morti. Per questo motivo il WWF contribuisce allo sviluppo di nuovi metodi di pesca.


Le alpi e i prati secchi

Le Alpi sono un ambiente di grande importanza naturalistica in cui vivono decine di migliaia di specie di piante e animali, molte delle quali endemiche, ossia si trovano solo qui. Ad esempio, di circa 4’500 specie di piante vascolari delle Alpi, quasi l’8% sono endemiche. L’unicità della flora alpina deriva dalla varietà di habitat presenti e dalle condizioni ambientali esistenti che spingono le specie a evolversi per adattarsi a questi ambienti particolari.
Le Alpi però sono anche la catena montana più densamente popolata ed economicamente sfruttata al mondo. Questo implica una enorme pressione sul territorio e sulla sua biodiversità, tanto che molti ambienti, e molte delle specie che vi vivono, sono sempre più frammentati e in pericolo. Per questo il WWF ha incluso le Alpi fra le sue ecoregioni, cioè quelle regioni particolarmente importanti a livello globale nelle quali concentrare gli sforzi di conservazione. Al loro interno sono poi state identificate delle aree più piccole particolarmente importanti dal punto di vista naturalistico, chiamate “Aree prioritarie di conservazione”. Una di queste gemme preziose è il Sottoceneri.
Per preservare la biodiversità di quest’area, il WWF e il suo partner, l’Alleanza Territorio e Biodiversità, hanno individuato degli ambiti prioritari d’intervento: gli habitat d’acqua dolce, la messa in rete degli ambienti di fondovalle e delle aree urbanizzate, le formazioni forestali ricche di biodiversità e i prati secchi.
Questi ultimi, i prati secchi – conosciuti anche come prati magri – sono poco noti al grande pubblico eppure sono importantissimi. Sono habitat creati da secoli, se non millenni, di utilizzo agricolo tradizionale. Essi ospitano una grande varietà di piante e animali e costituiscono un rifugio per le specie che richiedono spazi aperti e che, in alcuni casi, si sono evolute proprio per adattarsi a questi ambienti.
Purtroppo questi habitat stanno scomparendo dalle Alpi a seguito dell’abbandono delle pratiche agricole tradizionali. Il WWF ha collaborato, insieme ai partner locali, ai contadini e agli enti pubblici, per recuperare e a mantenere alcuni prati secchi situati sulle pendici del Monte Generoso. Questo sforzo contribuirà a preservare la ricchezza ecologica della regione e a mantenere un patrimonio culturale. Questi prati sono tra gli ultimi luoghi in Svizzera dove crescono ancora allo stato selvatico la rara Peonia e l’Asfodelo montano. Questo fine settimana, i volontari del WWF si incontrano per aiutare a gestire uno di questi prati secchi per far sì che anche in futuro vi crescano ancora fiori come la Peonia.

22.9.2017, 18:512017-09-22 18:51:00
@laRegione

All'asta una lettera di Cristoforo Colombo

La copia stampata di una rara lettera scritta da Cristoforo Colombo andrà all’asta a New York. Si tratta di un testo che il navigatore scrisse di suo pugno per informare i...

La copia stampata di una rara lettera scritta da Cristoforo Colombo andrà all’asta a New York. Si tratta di un testo che il navigatore scrisse di suo pugno per informare i reali di Spagna sui risultati del suo primo viaggio verso le Americhe.

Il documento, intitolato "De Insulis nuper in mari Indico repertis" è conosciuto anche come "La lettera di Colombo", e sarà messo all’asta il prossimo 26 settembre alla Bonhams a New York. È stimato fino a un milione di dollari. La lettera fu stampata in diverse copie a Basilea nel 1494 e divenne uno dei best seller di quelli che erano all’epoca una dei primi esempi di editoria. "Si tratta di un documento importante perché rappresenta il primo annuncio della scoperta del nuovo mondo", spiega all’agenzia di stampa italiana Ansa Ian Ehling, direttore del dipartimento libri e manoscritti di Bonhams New York, nel presentare la Lettera di Colombo che sarà messa all’asta a New York. Questa copia della lettera – spiega Ehling – fu acquistata ad un’asta nel 1876 da un collezionista e apparteneva a William Menzies, a sua volta un collezionista di New York". "La lettera – continua – è una copia di alcuni manoscritti che Colombo mandò alla corte spagnola di ritorno dal suo primo viaggio. All’epoca quei documenti erano mantenuti segreti ma in quel modo si riuscì a stamparne delle copie nel 1493. Le prime furono pubblicate a Barcellona in Spagna e ne esiste solo una copia attualmente".

21.9.2017, 18:392017-09-21 18:39:16
laRegione Ticino

Ascoltare Mozart come rimedio all'epilessia

Poche note della sonata K 448 di Wolfgang Amadeus Mozart, ascoltate ogni giorno, ridurrebbero di quasi il 21% la frequenza delle crisi epilettiche in pazienti resistenti...

Poche note della sonata K 448 di Wolfgang Amadeus Mozart, ascoltate ogni giorno, ridurrebbero di quasi il 21% la frequenza delle crisi epilettiche in pazienti resistenti ai farmaci. Sono i risultati dello studio realizzato dall'Unità di ricerca dell'Istituto Serafico di Assisi, coordinata dal direttore sanitario Sandro Elisei, presentato alla International Conference on Mental Health 2017 a Cambridge. Secondo lo studio dell'istituto Serafico - centro specializzato nella riabilitazione, cura ed educazione di bambini e ragazzi con gravi disabilità fisiche e cognitivo comportamentale - l'ascolto indotto della Sonata K 448 di Mozart avrebbe degli effetti benefici. I ricercatori hanno infatti constato che, nei soggetti affetti da epilessia farmacoresistente in aggiunta a una severa disabilità
intellettiva, ascoltare la sonata di Mozart ridurrebbe il rischio di ricaduta: in 1 paziente su 2, la melodia del compositore austriaco porterebbe a una riduzione di circa il 21%
delle crisi epilettiche e nel 10% dei casi si è assistito alla loro scomparsa. La musica inoltre porterebbe a un miglioramento delle abilità comunicative, verbali, motorie, emotive e sociali.

Ecco perché si parla di 'Effetto Mozart'. Da tempo riconosciuta come 'malattia sociale', l'epilessia è una patologia neurologica che si manifesta sotto forma di crisi, disturbi improvvisi e transitori, causata da una alterata funzionalità dei neuroni. È una delle malattie più diffuse e nel mondo ci sono circa 65 milioni di persone che ne soffrono. In Italia, il dato si attesta a mezzo milione, con più di 30.000 nuovi casi l'anno. Lo studio ha però portato alla luce anche un altro aspetto: gli effetti benefici rilevati sono temporanei. Infatti, a distanza di qualche mese la frequenza delle crisi epilettiche è tornata ai numeri iniziali. Per avere effetti positivi a lunga durata, affermano i ricercatori, "è quindi consigliabile 'prescrivere' l'ascolto della Sonata K 448 a vita". Questo studio è un "importante contributo a sostegno dell'indicazione di far ascoltare la musica come terapia aggiuntiva nella gestione clinica dell'epilessia in soggetti con una disabilità profonda, soprattutto quando i trattamenti farmacologici standard non si dimostrano particolarmente efficaci", ha concluso Elisei.

21.9.2017, 17:072017-09-21 17:07:43
laRegione Ticino

Meduse sorprese a sonnecchiare… Non ci vuole un cervello per dormire

Per dormire non occorre avere un cervello: lo dimostrano le meduse Cassiopea, i primi animali senza sistema nervoso centrale sorpresi a...

Per dormire non occorre avere un cervello: lo dimostrano le meduse Cassiopea, i primi animali senza sistema nervoso centrale sorpresi a sonnecchiare. Li hanno colti sul fatto i ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) con uno studio, pubblicato su Current Biology, che dimostra come il sonno sia un comportamento molto più antico e primitivo di quanto ipotizzato finora. "Potrebbe non sembrare sorprendente che le meduse dormano: dopo tutto i mammiferi dormono, e anche altri invertebrati come i vermi e i moscerini della frutta. Da un punto di vista evolutivo, però – sottolinea il ricercatore Ravi Nath – le meduse sono gli animali più antichi che sappiamo essere in grado di dormire. Questa scoperta genera molte domande: il sonno è una proprietà tipica dei neuroni? Oppure, spingendosi ancora oltre: le piante dormono?". Per essere considerato ’dormiente’, un organismo deve dimostrare un periodo di ridotta attività (quiescenza) in cui è meno reattivo agli stimoli, e deve avere una forte spinta ad addormentarsi qualora venga privato del sonno.

I ricercatori californiani sono riusciti a dimostrare tutte e tre queste condizioni per le meduse Cassiopea, piccoli organismi argentati grandi quanto una moneta da un dollaro che vivono sul fondo delle paludi di mangrovie. Nel primo esperimento, 23 meduse sono state filmate per sei giorni consecutivi: i video dimostrano che durante la notte le meduse pulsano più lentamente, con una frequenza di 39 battiti al minuto invece che 58. Nel secondo esperimento, le meduse sono state adagiate su un piano sospeso nell’acquario che è stato poi improvvisamente abbassato, lasciando gli animali sospesi nell’acqua: intontiti dal sonno, hanno impiegato diversi secondi per riorientarsi e ridepositarsi sul fondo. Nel terzo ed ultimo esperimento, le meduse sono state tenute sveglie per 6-12 ore a notte, colpendole con dei getti d’acqua: il giorno seguente si sono mostrate più sonnolente e propense a diventare quiescenti.

21.9.2017, 14:412017-09-21 14:41:00
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Honda H-RV

Era la Honda che mancava: un Suv compatto, molto prati­co e spazioso, con un design originale ma senza eccessi, bello da guidare e dai consumi contenuti, proposto a un prezzo assolutamente ragionevole. Tutte...

Era la Honda che mancava:
un Suv compatto, molto prati­co e spazioso, con un design originale ma senza eccessi, bello da guidare e dai consumi contenuti, proposto a un prezzo assolutamente ragionevole. Tutte qualità emer­­se durante la nostra prova su strada completa. 

 Honda ha fatto centro, su questo non ho alcun dubbio. Nella strategia di rinascita del marchio giapponese che a partire dal 2015 sta proponendo un rinnovamento ed un ampliamento della propria gamma, la H-RV ha giocato il ruolo da primatista. E in effetti, non è difficile capire il perché. Dato che i Suv compatti sono diventati la tendenza degli ultimi anni, proporne uno lungo 4,3 metri appare proprio la scelta giusta. Poi però bisogna stare attenti al design, aspetto in cui Honda ha sempre cercato di dare una propria impronta certamente originale ma a volte eccessiva, ‘toppando’ completamente riguardo al gusto degli automobilisti europei. Questa volta l’originalità c’è  e si vede dal profilo a mo’ di coupé e dalle maniglie integrate nella portiera posteriore, ma si è nel complesso cercato di mantenere una certa semplicità d’insieme senza cadere negli eccessi. Ed il risultato, infatti, è un bel design. Lo stesso vale per la plancia che rappresenta un bel mix tra modernità e razionalità, che in effetti ha quale risultato un abitacolo in cui tutto è ben disposto e la strumentazione ben leggibile, senza essere per questo banale. Considerando che il prezzo di partenza della H-RV è fissato a 24’300 franchi e che anche nelle versioni meglio equipaggiate come la nostra è difficile superare i 35’000 franchi, la qualità è assolutamente pregevole, presentandosi bene ma senza particolari raffinatezze come emerge per esempio analizzando la fattura delle guarnizioni della portiera.
Nonostante le dimensioni compatte è impressionante lo spazio ricavato a bordo, a cominciare da un bagagliaio la cui soglia di carico bassa (ad appena 65 centimetri dal suolo) dà accesso ad un vano da ben 470 litri perfettamente sfruttabile. Anche i passeggeri posteriori non possono lamentarsi dato che si sale bene e che lo spazio per le gambe c’è, sebbene l’andamento spiovente del tetto non privilegi lo spazio per la testa dei più alti di statura.
La ciliegina sulla torta è rappresentata da un lato dal serbatoio della benzina posizionato sotto ai sedili anteriori lasciando così maggiore spazio in corrispondenza di quelli posteriori, e dall’altro dai Magic Seats. Questa esclusiva di Honda permette di modulare a proprio piacimento i sedili posteriori, per esempio sollevando il piano di seduta e bloccandolo in posizione verticale così da avere un’altezza di carico (dal pavimento al tetto) pari ad un metro e ventiquattro centimetri: l’ideale per caricare oggetti ingombranti dietro ai sedili anteriori.
Seduti al posto di guida si percepiscono benissimo gli ingombri e, più in generale, una volta in movimento si instaura subito un bel feeling con la vettura. Le prestazioni del ‘piccolo’ turbodiesel da 1,6 litri sono brillanti e il suo temperamento vivace una volta superati i 1’500 giri/min., il tutto enfatizzato da un cambio manuale veloce e preciso come da tradizione Honda. Le sospensioni hanno una buona capacità di assorbimento garantendo quindi un buon comfort, ma nonostante un rollio piuttosto marcato è piacevole da guidare tra le curve. Questo in particolare per la qualità dello sterzo che è molto omogeneo e ben raccordato alla vettura, donando nel complesso un’esperienza di guida molto gradevole. Stabile anche alle alte velocità, la H-RV è un Suv affidabile in tutte le situazioni di guida, con un impianto frenante che trasmette sicurezza e una motricità mai in affanno. Peccato che gli interventi dell’elettronica siano a volte un po’ ‘disordinati’. E i consumi? Davvero bassi considerando che mediamente necessita circa di cinque litri di carburante ogni 100 chilometri, dimostrando inoltre un’ottima efficienza anche in autostrada.
Honda, insomma, con questo modello non ha sbagliato una virgola, introducendo peraltro il suo infotainment di ultima generazione con cui è possibile accedere a svariati servizi internet, e proponendo di serie un dispositivo di sicurezza attiva capace di frenare autonomamente in caso di pericolo di collisione, evitando o comunque riducendo gli incidenti al di sotto dei 32 km/h. Il tutto racchiuso in un prezzo altamente concorrenziale. Non c’è quindi da stupirsi se la H-RV sia diventata uno dei modelli di maggior successo del marchio in Europa, come pure nel mondo.

Scheda Tecnica

ModelloHonda H-RV
Versione1.6 i-DTEC Executive
Motore4 cilindri turbodiesel 1.6 litri 
Potenza, coppia120 cv, 300 Nm
Trazioneanteriore
Cambiomanuale a 6 rapporti
Massa a vuoto1’324 kg
0-100 km/h10,1 secondi
Velocità massima192 km/h
Consumo medio4 l/100 km (omologato)
Prezzo33’500 CHF
La compri se…cerchi un Suv compatto molto completo e pratico, originale ma senza fronzoli, ad un prezzo onesto

 

21.9.2017, 11:032017-09-21 11:03:00
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Feeling esclusivo

Riassumendo in poche parole il comportamento dinamico della nuova Yamaha MT-10 SP direi: precisa come un orologio svizzero. Il suo 4 cilindri fronte marcia con architettura crossplane è dotato di una gran...

Riassumendo in poche parole il comportamento dinamico della nuova Yamaha MT-10 SP direi: precisa come un orologio svizzero. Il suo 4 cilindri fronte marcia con architettura crossplane è dotato di una gran coppia ma, al tempo stesso, 
è un esempio di trat­tabilità. Le nuove sospensioni elettroniche si amalgamano 
alla perfezione in un equilibrio già ottimo e, assieme alla nuova livrea, accentuano la sensazione di esclusività.

Nel 2016 alla presentazione della MT-10 eravamo rimasti ben impressionati dalle prestazioni straordinarie ma anche da una spiccata vocazione turistica.
Avevamo intitolato la nostra recensione “Tranformers” proprio per sottolineare le doti dinamiche e le linee stilistiche di quella che fu la MT più potente e tecnologica di sempre.
Con l’introduzione della nuova MT-10 SP, Yamaha ha raffinato la già ottima versione di base della propria Hyper  Naked, dotandola in parte della tecnologia supersport derivata dalla YZF-R1 M.
Andiamo a vedere le caratteristiche principali della nuova MT-10 SP.
Öhlins Electronic Racing Suspension (ERS)
La centralina denominata SCU (suspension control unit) analizza i dati provenienti da diversi sensori che monitorizzano le condizioni di guida. In tempo reale il cervello elettronico delle sospensioni calcola i setting e modifica tramite motori elettrici le tarature delle sospensioni in compressione come in estensione per ottenere in ogni momento della guida la taratura ideale.
Strumentazione Thin Film Transistor (TFT)
Il display TFT permette al conducente di vedere una moltitudine di informazioni.
Questa strumentazione multifunzionale LCD offre un’alta definizione a colori, inoltre tutti i dati possono essere visionati con uno sfondo chiaro o scuro.
Livrea Silver Blu Carbon
Come per la supersportiva YZF-R1M i progettisti Yamaha hanno studiato una livrea dedicata per la loro Hiper Naked di punta. Le raffinatezze di cui è dotata la nuova MT-10 SP si notano guardando le rifiniture, i cerchi blu, la carenatura argento e la forcella dorata. Si nota subito che si tratta della versione più estrema ed esclusiva delle Naked di casa Yamaha.
Comparto elettronico
Tramite i blocchetti elettrici posizionati sul manubrio si può “entrare” nello splendido display TFT e effettuare  innumerevoli personalizzazioni. Ci si può cucire addosso la belva regolando la gestione elettronica del motore del traction control e delle sospensioni.
La MT-10SP è inoltre dotata del cruise control, della frizione antisaltellamento e del cambio elettronico QSS che consente di cambiare rapidamente senza l’utilizzo della frizione (in inserimento e non in scalata).
Motore
Motore a quattro cilindri con architettura crossplane CP4, (scoppi irregolari) di base è lo stesso che equipaggia la R1 ma i tecnici lo hanno adattato per esprimere al meglio la sua fantastica progressione nella guida stradale, dotato di oltre 160 cv e 111 Nm di coppia.
Posizione di guida
La posizione di guida è molto azzeccata, il manubrio è piuttosto alto e vicino alla sella, le pedane sono abbastanza distanti dalla seduta. Ne consegue una inclinazione del busto leggermente reclinata in avanti ma che non va a caricare troppo i polsi.
La sella permette al conducente di muoversi per adattarsi alle diverse situazioni di guida, inoltre nella parte anteriore si restringe per appoggiare i piedi a terra con facilità.
Il test
Ringraziamo la Hostettler AG (importatore ufficiale Yamaha per la svizzera) per la disponibilità, dato che ci ha dato la possibilità di testare la nuova MT-10SP sia su strada che in circuito.
La prova stradale è stata effettuata in una tre giorni in giro per i nostri magnifici passi alpini con tre tester che a intervalli regolari si mettevano alla guida.
Il test in pista lo abbiamo svolto sul variegato circuito  dell’Anneau du Rhin.
Prova stradale
Dopo la magnifica prova che avevamo svolto in Spagna con la versione base siamo veramente curiosi di provare come vanno le novità tecniche che arricchiscono la SP.
Premiamo il pulsante start, si libera il tipico sound del 4 in linea Yamaha a scoppi irregolari. Un suono che conosciamo bene e che apprezziamo ogni qualvolta andiamo ad utilizzare una MT-10 o una R1.
Su strada dopo pochi metri ritroviamo quel bilanciamento speciale che ci aveva lasciati a bocca aperta nel primo approccio con la versione base.
A qualsiasi ritmo la MT10 SP risulta neutra e fluida nelle curve, è chiaro, alzando il ritmo la moto diventa più fisica però si ha sempre quella sensazione gradevole di avere sotto al sedere una moto schietta.
Con le sospensioni Öhlins la moto guadagna in precisione di guida, i trasferimenti di carico risultano più controllati, ne consegue una maggiore stabilità. 
La MT-10 SP predilige lunghi curvoni a medio raggio ma anche nelle strade più strette e tortuose riesce a girare stretta, anche perché si lascia guidare anche in stile supermotard.
Si adatta bene a diversi stili di guida, è “gentile” con tutti a patto di condurla in maniera fluida e non strattonarla.
Prova in pista
In circuito abbiamo trovato subito un buonissimo feeling, la nuova ammiraglia Yamaha riesce ad amalgamare bene il fascino delle prestazioni con una dotazione tecnica di rilievo e, soprattutto, tradurre queste sensazioni di cuore in puro gusto di guida.
Su consiglio dei tecnici Yamaha impostiamo il settaggio delle sospensioni in modalità A-1, mappatura più sportiva e adatta per l’uso in pista.
In frenata apprezziamo la forcella Öhlins che riesce a sostenere bene la moto e al tempo stesso affondare progressivamente, percepiamo una buona decelerazione del veicolo che in questa fase risulta fluido e stabile, ne consegue un’entrata in curva molto naturale. 
Nella percorrenza della curva la MT-10 è precisa e non disdegna piccole correzioni di traiettoria che si rivelano immediate.
Le sensazioni forti arrivano in uscita di curva, la MT-10 ci catapulta fuori dalle curve con quel mix di grinta e cortesia unici, che solo il Cp4 di derivazione R1 può offrire.
Il traction control lavora molto bene, il suo intervento è morbido e consistente soprattutto quando le gomme sono in buono stato. Avere i pneumatici in buono stato, se possiamo dare un consiglio, è una condizione importante per la sicurezza sia in pista come in strada.
Il vero motivo del successo della MT-10 SP è la sua guidabilità, a qualsiasi ritmo e su qualsiasi percorso ha regalato il sorriso a tutti i nostri tester.  
Ricordiamo che la MT-10 è proposta in tre versioni.
- Base 
- SP
- Tourer edition. 

Scheda Tecnica

Motore4 cilindri, raffreddato a liquido,
4 tempi, DOHC, 4 valvole
Cilindrata998 cc
Alesaggio corsa79 mm x 50,9 mm
Potenza max118 kW (160,4 cv) a 11’500 giri/min
Coppia max111 Nm (11,3 kg-m) a 9’000 giri/min
Sospensione anterioreforcella telescopica, Ø 43 mm
Sospensione posterioreforcellone oscillante,
(leveraggi progressivi)
Freno anterioredoppio disco idraulico, Ø 320 mm
Freno posterioredisco idraulico, Ø 220 mm
Peso210 kg
Altezza sella825 mm
Capacità serbatoio carburante17 litri

 

21.9.2017, 10:522017-09-21 10:52:00
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Suzuki SX4 S-CROSS

Un design completamente diverso, la comparsa dell’infotainment, l’implementazione di nuovi sistemi di sicurezza e motori assolutamente inediti: quello a cui è stato sottoposto il crossover di Suzuki è...

Un design completamente diverso, la comparsa dell’infotainment, l’implementazione di nuovi sistemi 
di sicurezza e motori assolutamente inediti: quello a cui è stato sottoposto il crossover 
di Suzuki è ben più di un semplice aggiornamento. Ecco la nostra prova su strada completa per sapere com’è e come va.

 

A metterle una di fianco all’altra non sembrano più la stessa vettura. Quello a cui è stata sottoposta la SX4 S-CROSS è stato un aggiornamento piuttosto intensivo, capace di mutarne l’aspetto in modo tale da sembrare un modello inedito. Caratterizzata da un’imponente calandra a listelli verticali, da un paraurti particolarmente pronunciato, da nuovi fanali dal design filante e da un cofano a conchiglia con doppia nervatura, la S-CROSS è diventata molto più accattivante ed emana un fascino vagamente statunitense, sottolineando così la sua volontà di voler essere considera più un SUV che un Crossover, sebbene di fatto si collochi di più in quest’ultimo segmento.
Come tale, essendo una vettura indirizzata in particolare alle famiglie, la S-CROSS convince per la praticità e lo spazio disponibile: dietro si sale bene e si sta comodi anche in cinque grazie al tunnel centrale poco invasivo nonostante si tratti di una trazione integrale, mentre il bagagliaio si presenta con una cubatura adeguata e soprattutto una soglia bassa che agevola non poco le operazioni di carico. Proposta ad un prezzo davvero accattivante, quando si parla di materiali e rifiniture bisogna ovviamente mettersi il cuore in pace: al pari di altri modelli del marchio anche lei è realizzata senza fronzoli e badando al sodo, senza per questo rinunciare ad una qualità costruttiva ed un assemblaggio più che soddisfacenti. La priorità, insomma, è la concretezza. Cionondimeno una delle più importanti novità di questo aggiornamento è rappresentata dallo schermo touchscreen da 7 pollici per gestire l’infotainment, dalla grafica accattivante e ben reattivo ai tocchi. La ritrovata modernità della S-CROSS passa infine da una dotazione di sicurezza attiva notevolmente ampliata, la quale comprende ora anche la frenata d’emergenza automatica ed il regolatore di velocità adattivo.
Non poteva infine mancare una gamma di propulsori aggiornata composta esclusivamente da motori turbo. La vettura in prova era equipaggiata con il più potente 1,4 litri turbo-benzina in abbinamento al cambio automatico a sei rapporti, il quale generalmente tiene il regime sempre bene in basso per contenere i consumi, che in effetti si assestano su un’ottima media di poco inferiore ai 7 litri ogni 100 chilometri percorsi. Pur essendo molto morbido nelle cambiate, utilizzato in modalità automatica non valorizza le qualità di un motore che è particolarmente ricco di coppia già ai bassi regimi, scalando più rapporti del dovuto mentre si affronta una salita. La soluzione? Usare la modalità manuale tramite i bilancieri posti dietro al volante. Con i suoi 140 cavalli assicura in ogni caso prestazioni davvero interessanti per un crossover di questa taglia, il quale tra le curve sfoggia qualità dinamiche sorprendenti. L’assetto è messo a punto con cura e non è mai cedevole mentre lo sterzo, pur leggero, si fa apprezzare per la precisione anche ai piccoli angoli.

Scheda Tecnica

ModelloSuzuki SX4 S-CROSS
Versione1.4 Boosterjet Compact Top 4x4 Automatica
Motore4 cilindri benzina (turbo), 1,4 litri
Potenza, coppia140 cv, 220 Nm
Trazioneintegrale
Cambioautomatico a 6 rapporti
Massa a vuoto1’310 kg
0-100 km/h10,2 secondi
Velocità massima200 km/h
Consumo medio5,7 l/100 km (dichiarato)
Prezzo34’900 Chf
La compri se…badi al sodo e punti sulla concretezza, ma non per questo rinunci ad un’automobile accattivante e piacevole da guidare

 

20.9.2017, 22:312017-09-20 22:31:45
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Apple ammette: il nuovo Apple Watch ha problemi di connettività

Apple ammette: il nuovo Apple Watch serie 3 che andrà a giorni in vendita ha problemi di connettività. L’ammissione alimenta i dubbi sul nuovo...

Apple ammette: il nuovo Apple Watch serie 3 che andrà a giorni in vendita ha problemi di connettività. L’ammissione alimenta i dubbi sul nuovo orologio di Cupertino che ha, come maggiore novità, proprio la connettività cellulare che gli consente una vita più autonoma dall’iPhone. Apple sta indagando sul problema.

20.9.2017, 16:292017-09-20 16:29:00
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Il sito che trasforma in 3D le foto del vostro viso.

Una squadra di ricercatori dell’Università di Nottingham (Gran Bretagna) ha realizzato un sistema che permette ti trasformare in 3D normalissime foto di volti...

Una squadra di ricercatori dell’Università di Nottingham (Gran Bretagna) ha realizzato un sistema che permette ti trasformare in 3D normalissime foto di volti umani, utilizzando l'intelligenza artificiale. Il sistema mira a dimostrare le possibilità di tale approccio anche senza il bisogno di strumenti di ripresa ed elaborazione raffinati, tanto che la beta del sito può essere utilizzata da chiunque.

Un giorno questa realtà potrà permettere importanti innovazioni in campi che vanno dalla grafica alla sicurezza. Per ora può servire a tutti per divertirsi un po', con le proprie foto e quelle degli amici.

 

20.9.2017, 14:442017-09-20 14:44:40
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Volvo V90 Cross Country

Maggiore altezza da terra, trazione integrale, estetica ispirata ai fuoristrada. I classici ingredienti delle Cross Country di Volvo sono stati amalgamati alla V90, donando un piacevole spirito...

Maggiore altezza da terra, trazione integrale, estetica ispirata ai fuoristrada.
I classici ingredienti delle Cross Country di Volvo sono stati amalgamati alla V90, donando un piacevole spirito avventuroso a questa famigliare di lusso.

 

Sono passati oltre vent’anni dall’introduzione della prima Cross Country, ma questi modelli di Volvo creati per affrontare con maggiore facilità tutti i tipi di superficie stradale in qualsiasi condizione atmosferica sembrano essere più adatti che mai ad un’epoca in cui molte persone ricercano esperienze al di fuori dei sentieri più battuti. Non è certamente un caso se queste specifiche versioni, che vestono ed equipaggiano alcuni modelli presenti nella gamma del costruttore svedese, siano aumentate sempre di più.
L’ultima arrivata è proprio la V90 Cross Country, che vede così completata la serie ‘90’. Gli ingredienti sono sempre gli stessi, ovvero trazione integrale di serie, assetto rialzato e una caratterizzazione estetica che grazie alle bordature plastiche e alle protezioni dei paraurti le dona un aspetto più avventuroso, forse meno elegante, ma sicuramente più informale. Certo è che la V90, che già avevamo definito come “l’ammiraglia tra le famigliari”, non perde nessuna delle sue qualità per quanto concerne la vita a bordo. Al di là della seduta di guida più alta, che di sicuro piacerà ai più per il richiamo ai SUV, non è stato giustamente cambiato nulla: i materiali e le finiture trasudano un appeal nordico e lussuoso, l’Infotainment resta uno tra i più moderni in circolazione pur richiedendo un minimo di apprendistato, e in generale non ci si stanca mai né di salire a bordo né di starvi per parecchie ore. La capacità di carico e gli spazi di questa famigliare lunga quasi cinque metri restano quelli già conosciuti.
L’incremento dell’altezza da terra di 65 millimetri migliora ovviamente gli angoli di attacco e di uscita, così da poter affrontare con maggiore serenità percorsi dissestati. In Volvo hanno ovviamente ricalibrato le sospensioni e gli pneumatici specifici per accentuare la comodità e il controllo della vettura in tutte le condizioni climatiche e stradali, anche fuoristrada. È ovvio quindi che la V90 Cross Country non è propriamente una cacciatrice di curve, dato che anche nella modalità “Dynamic” – pur irrigidendo le sospensioni ed incrementando il sostegno laterale – privilegia la sicurezza e nelle curve a corto raggio le sterzo resta troppo indiretto. A spiccare sono invece la morbidezza e la silenziosità che vi accompagnano nella vita di tutti i giorni, tanto che nella modalità “Comfort” sembra quasi di stare a bordo di una Bentley.
Ma quale motore scegliere? Il nostro esemplare era equipaggiato con il più potente T6, forte di 320 cavalli erogati da un 2 litri grazie all’unione di un compressore volumetrico e di un turbo. Un propulsore che manca un po’ di corpo pur avendo una bella potenza, che però non si sfrutta mai appieno. Meglio quindi optare per il più potente tra i turbodiesel (il D5 da 235 cv e 480 Nm) senza rinunce sul piano prestazionale e risparmiando qualcosina sui consumi, già comunque più che buoni (10 l/100 km) anche sulla T6.

Scheda Tecnica

ModelloVolvo V90 
VersioneCross Country Pro T6 AWD Geartronic
Motore4 cilindri benzina (compressore volumetrico + turbo), 2 litri 
Potenza, coppia320 cv, 400 Nm
Trazioneintegrale
Cambioautomatico a 8 rapporti
Massa a vuoto1’920 kg
Velocità massima230 km/h
Consumo medio7,7 l/100 km (omologato)
Prezzo85’600 CHF
La compri se…la vettura dev’essere grande abbastanza per la famiglia e/o gli hobby, frequenti spesso la natura ma non digerisci i SUV

 

20.9.2017, 13:122017-09-20 13:12:52
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Anche Amazon lavora ad occhiali 'smart'

In futuro potremo forse fare acquisti, guardando direttamente un prodotto attraverso occhiali intelligenti. Potrebbe essere anche questo l’obiettivo di Amazon, la piattaforma...

In futuro potremo forse fare acquisti, guardando direttamente un prodotto attraverso occhiali intelligenti. Potrebbe essere anche questo l’obiettivo di Amazon, la piattaforma di eCommerce più popolare al mondo, che sta lavorando ad un dispositivo indossabile ’smart’, sulla scia dei vecchi Google Glass. L’indiscrezione è del Financial Times che ipotizza anche una data di lancio, entro fine anno.

A bordo gli occhiali di Amazon dovrebbero avere l’assistente vocale Alexa ed essere collegati allo smartphone. Inoltre, sempre secondo le indiscrezioni, il dispositivo sarà dotato della tecnologia a conduzione ossea, grazie alla quale chi lo indosserà potrà ad esempio ascoltare la risposta dell’assistente digitale senza necessità di indossare ingombranti auricolari.

Il progetto più famoso di occhiali ’smart’ resta quello dei Google Glass. La versione iniziale fu presentata nel 2012 e resa disponibile nel 2013 solo per gli sviluppatori ma non è mai arrivata al grande pubblico. Nel frattempo il dispositivo è rinato solo in certi ambiti professionali, come quello medico.

Secondo le indiscrezioni del Financial Times, entro l’anno Amazon dovrebbe presentare anche una videocamera di sorveglianza ed una nuova versione dell’altoparlante Echo, il ’maggiordomo’ da salotto lanciato nel 2014. Intanto l’assistente digitale Alexa è presente sulla nuova versione del tablet Fire HD 10, presentati ieri dal colosso di Seattle. (Ats)

19.9.2017, 18:142017-09-19 18:14:14
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I socialisti francesi devono vendere... 'casa'

Sconfitti alle presidenziali, ancora peggio alle politiche, i socialisti francesi – che hanno visto ridursi al minimo i rimborsi elettorali – sono costretti a vendere...

Sconfitti alle presidenziali, ancora peggio alle politiche, i socialisti francesi – che hanno visto ridursi al minimo i rimborsi elettorali – sono costretti a vendere la storica sede sulla rive gauche parigina, a rue de Solférino. Lo anticipa Libération, parlando di una decisione che dovrà essere approvata stasera dalla direzione del partito.

19.9.2017, 17:202017-09-19 17:20:00
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Jeep Compass

Ritorna la Compass, pur avendo ben poco in comune con la sua antenata. La neonata di casa Jeep si posiziona infatti tra la compatta Renegade e la nota Cherokee proponendo il meglio dei contenuti del marchio, un...

Ritorna la Compass, pur avendo ben poco in comune con la sua antenata. La neonata di casa Jeep si posiziona infatti tra la compatta Renegade e la nota Cherokee proponendo 
il meglio dei contenuti del marchio, un aspetto maturo e sicuro di sé oltre ad un’invidiabile capacità di districarsi nel fuoristrada.

In Svizzera la categoria dei Compact SUV conta già circa 40mila nuove immatricolazioni all’anno e a detta dei vertici Jeep le aspettative di crescita di questa fascia di vetture sono molto incoraggianti. Ecco quindi l’opportunità di vendere automobili come la nuova Compass: fabbricata in Messico, è un SUV relativamente compatto (4 metri e 39) che va a colmare il posto vacante tra la Cherokee e la sua sorellina Renegade. Sorellina nel vero senso della parola dato che hanno alcuni geni in comune condividendo il telaio, allungato di 7 centimetri per ottenere un abitacolo più spazioso; esternamente si ispira invece alla più massiccia Grand Cherokee mantenendo alcuni degli stilemi tipici del marchio a stelle e strisce. Parliamo ad esempio dei passaruota trapezoidali o della griglia del radiatore con sette feritoie cromate incastonate in singole cornici verniciate in nero lucido, medesimo colore in cui è disponibile il tetto per creare combinazioni bicromatiche della carrozzeria. Esclusiva per la Compass è la modanatura dei cristalli laterali (DLO), ovvero un elemento cromato che traccia una linea passante tutt’attorno alla vettura, partendo nella parte superiore dei finestrini laterali per poi celarsi nel lato inferiore del lunotto posteriore, separando così l’area del tetto da quella della carrozzeria. Un effetto visivo dal notevole impatto.
Nell’abitacolo la forma trapezoidale dei passaruota viene ripresa sulla plancia in cui è ubicato il sistema di infotainment Uconnect, il cui schermo touchscreen è disponibile in varie dimensioni (da 5, 7 o 8,4 pollici) a seconda dell’allestimento: la versione più grande, oltre alle funzioni Apple CarPlay e Android Auto (per citarne alcune), dispone anche del sistema di navigazione e l’applicazione Jeep Skills, la quale offre interessanti informazioni relative alla guida in fuoristrada.
Il che potrebbe essere utile su ognuna delle versioni a 4 ruote motrici, capaci di soddisfare le necessità fuoristradistiche della maggior parte dei suoi acquirenti, ma lo è in particolare sulla Trailhawk, la variante ancor più incline ad inerpicarsi su tracciati non asfaltati: è infatti più alta, ha paraurti specifici per ottenere angoli di attacco e di uscita più aggressivi (30 gradi, quasi il doppio delle altre versioni) e monta delle piastre protettive nel sottoscocca. È oltretutto l’unica a disporre della modalità dedicata ai fondi rocciosi nel sistema di assistenza Selec-Terrain (oltre agli specifici programmi per cavarsela su neve, sabbia e fango), della riduzione del rapporto di demoltiplicazione a 20:1 del Jeep Active Drive Low e dell’assistente alla partenza in salita. 
Questo però non significa che la Trailhawk non si trovi a disagio su strada: al pari delle altre versioni della Compass risulta confortevole, piacevolmente rifinita e piuttosto ben insonorizzata, generosa in termini di spazio per gli occupanti, invogliando comunque a guidare in modo rilassato e a godersi il panorama piuttosto che ad esplorare i limiti della vettura. A ribadire l’indole paciosa c’è anche il cambio automatico a 9 rapporti, dolce e fluido a ritmi turistici ma un po’ meno sicuro di sé improvvisando un sorpasso; è in ogni caso saggio optare per i motori più potenti poiché le prestazioni velocistiche sono influenzate dalla massa non indifferente dovuta alle quattro ruote motrici ed ai contenuti tecnici. A proposito, in termini di sicurezza la Compass offre una moltitudine di strumenti fra cui il dispositivo di avvertimento in caso di abbandono involontario della corsia LaneSense, l’assistente angolo cieco (Blind Spot Monitoring) con rilevamento di movimento dietro al veicolo adibito a segnalare la presenza di vetture difficili da scorgere o il sistema di allarme in caso di imminente collisione frontale.

La versione di accesso (l’unica a due ruote motrici) Longitude equipaggiata con l’1.4 turbo benzina da 140 cavalli e cambio manuale è proposta a 30’000 franchi, mentre per avere il 4x4 bisogna scegliere la turbodiesel 2.0 di pari potenza ed aggiungere altri 6’900 franchi. Si oltrepassa la soglia dei 40’000 per le più accessoriate versioni Limited ed Opening Edition, disponibili con l’1.4 benzina da 170 cavalli oppure il 2.0 a gasolio da 140 o 170 cv, nonché per la più specialistica Trailhawk.

Scheda Tecnica

Potenza

da 140 a 170 cavalli
Trazioneanteriore o integrale
Cambiomanuale o automatico 
Consumoda 5,2 l/100 km
Prezzoda 30’000 Chf
Ideale perintegrare i geni Jeep in un corpo vettura compatto, ma non troppo
La compri se…di tanto in tanto hai necessità 
di affrontare del fuoristrada vero

 

 
 
19.9.2017, 15:262017-09-19 15:26:24
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Dagli Usa le etichette che riconoscono il cibo scaduto

Potrebbero arrivare presto le etichette intelligenti che cambiano colore quando il cibo va a male. E' l'obiettivo dei ricercatori della Clarkson University a...

Potrebbero arrivare presto le etichette intelligenti che cambiano colore quando il cibo va a male. E' l'obiettivo dei ricercatori della Clarkson University a Potsdam, N. Y., che stanno mettendo a punto una nuova tecnologia per dare sempre più informazioni al consumatore ed elevare il livello qualitativo dei prodotti alimentari.

La ricerca, iniziata 10 anni fa testando la presenza di antiossidanti nel tè e nel vino, si basa su un sensore a basso costo portatile su carta in grado di individuare deterioramento e contaminazione nei cibi ma anche nei cosmetici, visto che anche le creme hanno una scadenza.

Una rivoluzione in vista per l'intera filiera, dove il consumatore, in base al colore dell'etichetta sarà in grado di sapere se il prodotto ha subito contaminazioni da parte di inquinanti o batteri dannosi, compromettendone la qualità, e sia quindi da buttare. Nel laboratorio della capo progetto Silvana Andreescu è stata creata una piattaforma di rilevamento con tutti i reagenti necessari per la rilevazione in un pezzo di carta. La differenza dagli altri sensori, spiegano i ricercatori, sono le nanostrutture utilizzate per catturare i composti pre-determinati, 'sentinelle' del cambiamento. (Ansa)

19.9.2017, 15:102017-09-19 15:10:00
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I Suv? Secondo Tcs non brillano per visibilità

Nell’ambito di un test su vasta scala, il TCS ha verificato la visibilità circolare offerta da 69 veicoli. Sono stati presi in considerazione modelli di tutte le...

Nell’ambito di un test su vasta scala, il TCS ha verificato la visibilità circolare offerta da 69 veicoli. Sono stati presi in considerazione modelli di tutte le categorie, dalla piccola vettura al grosso SUV. Orbene, il test ha chiaramente contraddetto le frequenti asserzioni che vantano la buona visibilità circolare dei SUV, di cui è noto il successo commerciale. Infatti, proprio questi modelli hanno ottenuto i risultati meno buoni, mentre le piccole automobili occupano i primi posti.

Di regola, veicoli alti come i SUV offrono certamente una migliore visibilità davanti, grazie alla posizione rialzata del conducente. Per contro, come dimostra il test del TCS, questi fuoristrada sono più difficoltosi da posteggiare e da manovrare. Le piccole vetture e le station wagon hanno un netto vantaggio: mentre il conducente della Smart Fortwo, vincitrice del test, vede in retromarcia un ostacolo dell’altezza di 50 cm già da una distanza di 1,9 metri, quello del SUV Ford Egde si rende conto della presenza dello stesso ostacolo soltanto da una distanza di 12,5 metri. Se al posto dell’ostacolo si immagina un bambino che gioca sul suo bobby-car, ci si rende conto chiaramente del pericolo dovuto a questa cattiva visibilità.

La situazione è analoga in caso di una manovra di posteggio in avanti. La Skoda Octavia si è imposta brillantemente in questa disciplina. Al conducente di questa station wagon di categoria media risultano nascosti soltanto 92 cm davanti al veicolo quando vede il paraurti della vettura posteggiata di fianco. Nel caso del SUV Peugeot 3008 GT, che chiude la classifica, questa distanza che resta invisibile al guidatore raggiunge addirittura i 2,7 metri.

19.9.2017, 14:422017-09-19 14:42:00
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Apple iOS 11, ecco le funzioni più utili per iPhone e iPad

Arriva il nuovo sistema operativo di Apple, e tutti a chiedersi "vabbè, cosa c'è di nuovo?" Ecco, in breve, cosa.

1. Nuovi emoji

Sono le cose più...

Arriva il nuovo sistema operativo di Apple, e tutti a chiedersi "vabbè, cosa c'è di nuovo?" Ecco, in breve, cosa.

1. Nuovi emoji

Sono le cose più frivole, quelle che si notano per prime quando si prova un nuovo sistema operativo. Adesso agli amici potrete mandare non solo faccine e pollicioni, ma anche zombie, tirannosauri, faccine che vomitano. Mai più senza (come no).

2. La App "File"

Finalmente si possono organizzare e spostare i file presenti sul dispositivo da una cartella all'altra, grazie ad una nuova app nativa.

3. Siri per il giovane Werther

Ci si sente sempre un po' mentecatti, a parlare con Siri. Apple ci ha pensato e adesso potremo anche scriverle, sempre per avere risposte a tutte le nostre domande ("perchè non c'è un ristorante cinese a Olivone?", "chiedi pietà alla mia ex", e roba del genere). Siri risponde parlando o per iscritto, a seconda delle preferenze.

4. Traduzioni su Siri

Si potrà chiedere a Siri come si dice una parola o una frase nelle maggiori lingue straniere.

5. Blocco pubblicità

Ora safari ha un adblocker per evitare le pubblicità invadenti mentre navighiamo su internet. Una bella rogna per gli inserzionisti.

6. Dock per iPad

Sugli iPad si potrà ora avere un nuovo dock simile a quello dei computer Mac: premendo sui bottoni delle app 'ancorati' in fondo allo schermo, si possono gestire e organizzare le app aperte, quelle preferite e gestire il multitasking.

7. Nuove funzioni touch

Su iPad si avranno nuove possibilità per trascinare immagini e altri elementi da una app all'altra, con un semplice "drag'n'drop"

8. Nuovi funzioni per la telecamera

Stabilizzazione delle immagini, Hdr in modalità ritratto, nuovi effetti per i live: tutte funzioni che chi usa gli i-Cosi per le immagini sarà forse felice di scoprire.

9. Modalità 'non disturbare mentre guido'

Se siete fra quelli che si lasciano disturbare dallo smartphone mentre guidano (chi è senza peccato...) questa funzione fa per voi: si può impostare in modo che riconosca automaticamente quando state guidando, assicurandosi che lo schermo resti nero ed eventualmente inviando risposte automatiche tipo "sto guidando" ai contatti prescelti.

 

 

19.9.2017, 13:382017-09-19 13:38:10
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Il nuovo trailer di Mazinga Z

È stato presentato il trailer italiano di Mazinga Z Infinity, l'ultima puntata cinematografica dedicata al popolare personaggio manga, inventato dal fumettista giapponese Gō Nagai. Un...

È stato presentato il trailer italiano di Mazinga Z Infinity, l'ultima puntata cinematografica dedicata al popolare personaggio manga, inventato dal fumettista giapponese Gō Nagai. Un classico, se siete stati bimbi fra anni Settanta e Ottanta.

19.9.2017, 12:222017-09-19 12:22:00
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Software per pulire pc e smartphone nelle mani degli hacker: milioni di dispositivi a rischio

A rischio "milioni di utenti in tutto il mondo" per la violazione di Ccleaner, programma di Piriform (Avast) che...

A rischio "milioni di utenti in tutto il mondo" per la violazione di Ccleaner, programma di Piriform (Avast) che serve per fare "pulizia" su computer e dispositivi Android.

Il software è stato bucato da hacker che l’hanno trasformato in uno strumento per scaricare file dannosi sui dispositivi dov’è installato.

Lo afferma Cisco Talos, che ha rilevato la violazione, mentre la compagnia che distribuisce il programma afferma di aver rimosso la versione "illegalmente modificata" prima di danni e invita gli utenti ad aggiornare subito il software.

Ccleaner, spiega Cisco Talos, è stato vittima di un attacco in cui i criminali informatici hanno nascosto un malware all’interno dell’applicazione disponibile per il download tra il 15 agosto e il 12 settembre 2017. Informata della violazione, Avast ha rimosso la versione incriminata, la 5.33 e quella cloud 1.07 per Windows. Piriform stima che il software infetto sia stato scaricato su circa 2,27 milioni di pc. La versione per Android non sarebbe interessata.

Una volta installato il malware, gli aggressori avrebbero avuto potenzialmente accesso al computer dell’utente e ad altri sistemi connessi per rubare dati personali sensibili e credenziali da utilizzare per l’online banking e altre attività.

"In modo analogo al malware Nyetya diffuso a fine giugno", afferma Cisco Talos, "anche in questo caso gli aggressori hanno violato un software legittimo e affidabile, trasformandolo in un’applicazione dannosa".

Ccleaner serve infatti per migliorare le prestazioni di pc e smartphone rimuovendo i file non necessari. A novembre 2016, ricorda Cisco Talos, contava 2 miliardi di download con un tasso di crescita di 5 milioni di utenti la settimana.

18.9.2017, 22:582017-09-18 22:58:46
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Dietro le ali delle farfalle c'è di più

Le ali di farfalla sono un capolavoro dell’evoluzione creato in quasi 60 milioni di anni da un gene 'pittore’ che ha deciso disegni e colori per le varie specie. Il suo...

Le ali di farfalla sono un capolavoro dell’evoluzione creato in quasi 60 milioni di anni da un gene 'pittore’ che ha deciso disegni e colori per le varie specie. Il suo ruolo è stato scoperto grazie al 'taglia-incolla’ del Dna, la famosa tecnica Crispr, impiegata da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dal biologo Arnaud Martin della George Washington University. Lo studio, condotto allo Smithsonian Tropical Research Institute di Panama, è pubblicato sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas) e apre interessanti prospettive anche per la ricerca sull’evoluzione del corpo umano, cervello incluso.

"Sappiamo perché le farfalle hanno bellissimi disegni colorati", afferma Martin. "Solitamente servono per la selezione sessuale, per trovare un partner, oppure è una forma di adattamento, per proteggersi dai predatori. Quello che è davvero misterioso è come sia possibile disegnare questi punti e queste strisce, come si generi questa complessità, come si regoli una determinata caratteristica nei lunghi tempi dell’evoluzione". Per scoprirlo, i biologi hanno ritoccato il Dna di sette specie di farfalle con la tecnica Crispr in modo da rimuovere il gene WntA, che negli insetti controlla lo sviluppo delle varie parti del corpo. Senza questo gene, i disegni delle ali tipici delle varie specie di farfalle si sono alterati. "La Crispr ci ha permesso non solo di capire che con l’evoluzione questo gene ha assunto molteplici ruoli nella stessa specie, ma attraverso il confronto tra diverse specie – precisa Martin – ci ha permesso di comprendere che i diversi schemi seguiti dall’evoluzione sono variazioni di un unico tema comune. Questa ricerca è fondamentale, perché si tratta di capire da dove e come siamo arrivati fin qui. In un certo senso, l’ala di una farfalla è come una tela bianca dove chiazze di cellule si sviluppano per uno specifico obiettivo, e questo vale anche per la nostra anatomia. Per fare cervelli complicati, ad esempio, servono schemi differenti. Quello che non sappiamo è come si sviluppino. Ed è qui che entrano in gioco le farfalle".

16.9.2017, 08:052017-09-16 08:05:00
@laRegione

25 anni in 34 ricordi: il compleanno de laRegione

La rucola, le videocassette, i balli lenti come occasione di rimorchio. Cose che c'erano e non ci sono più, vezzi che un tempo parevano modernissimi e oggi son...

La rucola, le videocassette, i balli lenti come occasione di rimorchio. Cose che c'erano e non ci sono più, vezzi che un tempo parevano modernissimi e oggi son quasi preistorici. Per i 25 anni de laRegione ci siamo divertiti a metterne insieme un paio, e l'occasione è buona per riproporveli qua, ché il finesettimana si presta a (ri)leggerli.

Nel 1992 la tecnologia c'era già, ma insomma, era una roba un po'diversa: erano i primi passi oltre l'analogico, in casa si vedevano i primi personal computer, quelli col Dos e i floppy disk. Davanti a uno schermo ci passavamo già i pomeriggi, a sfondarci di videogiochi come Sonic

I più piccoli fra noi invece vedevano Gli Aristogatti e si innamoravano della musica (ancora ne fischiettano la colonna sonora). Quelli nati vecchi usavano la tivù del bar per seguire Tangentopoli, e non si sono ancora ripresi. Anche se pure il Gatto Arturo destava qualche inquietudine.

Dallo schermo della televisione - profondo e pesantissimo, e su "a monte" c'erano ancora quelli di seconda mano, senza telecomando, in bianco e nero - si seguiva ovviamente anche lo sport. Qui in newsroom si ricorda soprattutto l'impresa mitica di "Pippo" Rosset, il tennista spilungone che si portò a casa l'oro di Barcellona. Ma anche l'improbabile vittoria della Danimarca agli Europei di calcio, quando gli scarpini non erano ancora un pugno in un occhio fosforescente. Ma alla fine calcio voleva sempre dire figurine.

Poi c'erano alcune mode incresciose che ancora ci chiediamo come fossero possibili, tipo il borsello maschile e l'uso improprio della penna stilografica come status symbol. Le mogli di quelli con la stilografica si compravano la pelliccia, oggi ci si vergogna quasi. Erano abbastanza imbarazzanti anche le tute da sci, ma la neve di casa era più abbondante, e via che andavi con bob e slittini.

Si pativa soprattutto nel traffico, quando in vacanza ci si trovava incolonnati sotto il sole, e di "clima" in macchina neanche l'ombra. All'autogrill, per chi andava a sud, c'era ancora la lira. Ma siccome di tempo a quel punto ce n'era, per radio passavano pezzoni da sei minuti; e se adesso una canzone ne dura al massimo tre, è anche colpa dei DJ. Ah beh, non dimentichiamo le musicassette, ideali per la camporella: ma a quel punto si era già passata la prova del ballo lento, si diceva, e non era impresa facile.

Sul fronte del cibo, non ci è ancora chiarissimo perché la rucola sia stata retrocessa da tocco di classe culinario (simil-vegano) a una trovata triste da menù turistico. Il microonde ha soppiantato i toast, e i relativi tostapane. Resistono a stento i ghiaccioli colorati (anche se il mistero di quelli marroni, rarissimi, rimane irrisolto.) Resistono molto meno le botteghe all'angolo, quelle con la farina sfusa e il latte nel cartone triangolare.

Non sono mancate le considerazioni sociali, e qui si è sospirato un po': mamme che devono spiegare ai figli cos'è lo walkman (e come abbiamo fatto a sopravvivere senza gli smartphone); ricordi di quando gli amici facevano "compagnia", e costruivano le capanne sull'albero. Gli adulti non erano stressati: avevano l'esaurimento nervoso, ed era una cosa un po' diversa. In periferia era con le partite "Svizzeri contro Italiani" che si sperimentava l'integrazione, come alla Cartiera di Tenero. Si passava anche da certe strade ormai chiuse, che a tornarci oggi è sicuro che ti perdi.

Anche in redazione le cose erano un po' diverse: la meraviglia elettronica era il fax - ci siamo venuti al mondo, tutto sommato. Le macchine per scrivere (o 'da' scrivere?) stavano invecchiando, ma erano ancora vive. Ci siamo ricordati della prima notte in cui si stampò laRegione: non proprio fra le più calme, come ricorda anche l'editore.

E insomma, ci siamo divertiti a ricordare tutte queste cose. Ma ci piace anche parecchio raccontarvi il presente, e farci trovare belli freschi quando arriva il futuro.