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Ieri, 18:352017-05-28 18:35:34
@laRegione

Donne incinte e diabete: c'entra l'estate

Le donne incinte, che trascorrono l’ultimo o gli ultimi mesi prima del parto d’estate in luoghi molto caldi, corrono più rischi di ammalarsi di diabete. I dati provengono da...

Le donne incinte, che trascorrono l’ultimo o gli ultimi mesi prima del parto d’estate in luoghi molto caldi, corrono più rischi di ammalarsi di diabete. I dati provengono da un vasto studio su ben 400’000 donne, tutte residenti in una regione del Canada con forti escursioni termiche fra inverno ed estate: la prevalenza di diabete gestazionale – dalla sintomatologia non sempre chiara – è risultata pari al 7,7% tra le donne esposte a temperature calde negli ultimi mesi di gravidanza. L’incidenza del diabete era invece pari al 4,6% tra le future mamme esposte a temperature fredde prima del parto. I ricercatori hanno confermato i risultati seguendo la salute delle stesse donne anche in una seconda gravidanza, potendo così escludere altri fattori di rischio quali etnicità, stato sociale ed altro.

Condotto all’Istituto ’Clinical Evaluative Sciences’ di Toronto e pubblicato sul Journal dell’associazione dei medici canadesi, il rapporto osserva come i dati emersi si traducono in un incremento del rischio di diabete gestazionale del 6-9% per ogni aumento di temperatura di 10 gradi Celsius.

27.5.2017, 16:412017-05-27 16:41:00
@laRegione

Ford Kuga

Aveva bisogno di recuperare terreno, e ci è riuscita. Grazie a un aggiornamento che arriva a quattro anni dal debutto della seconda generazione e che, oltre a renderla accattivante fuori, la ringiovanisce...

Aveva bisogno di recuperare terreno, e ci è riuscita. Grazie a un aggiornamento che arriva a quattro anni dal debutto della seconda generazione e che, oltre a renderla accattivante fuori, la ringiovanisce soprattutto dentro.

 

Ford ha un estremo bisogno di recuperare il tempo perso e infatti ce la sta mettendo tutta. Già nel 2012, quando la Kuga della seconda generazione fece la sua apparizione in Europa, appariva un netto contrasto tra le linee tese e moderne dell’esterno e attuali ancora oggi, accostate ad una plancia che – al contrario di quanto stava attuando la concorrenza – era ancora disseminata di tasti e nella quale era integrato un sistema di intrattenimento e navigazione (il SYNC di prima generazione) che già allora sembrava accusare i segni del tempo. Due anni più tardi l’aggiornamento di Focus e Mondeo ha introdotto parallelamente sia un nuovo Layout della plancia – più pulito e leggero, con solo i comandi essenziali – che la seconda generazione del SYNC, il quale pur essendo completamente nuovo non aveva un aspetto “fresco” e innovativo come quello di altre concorrenti. 
Ma è stato comunque un primo passo nella giusta direzione. La Kuga ora mette una marcia in più, in quanto non solo adotta anche lei una nuova plancia ripulita dagli interruttori superflui, ma aggiorna pure l’infotainment introducendo il SYNC di terza generazione. Il quale si è sempre distinto per i comandi vocali: basta dire “ho voglia di un caffè” o “trovami un parcheggio” che esso vi porterà esattamente dove potrete trovare ciò che state cercando. Anche sul fronte multimediale, insomma, la Kuga è ora tanto moderna quanto lo è il nuovo design al quale è stata data una “rinfrescata”. All’esterno spiccano infatti la nuova calandra trapezoidale, i fanali di nuova foggia nonché gli accattivanti fendinebbia. 
Sul fronte dei motori c’è da segnalare che il precedente 2 litri turbodiesel da 120 cavalli è stato sostituito con un quattro cilindri da 1,5 litri della stessa potenza, dichiarando 4,4 l/100 km. Un propulsore molto fluido e silenzioso, ben isolato e privo di sgradevoli vibrazioni. Complessivamente sono sei i motori disponibili, equamente ripartiti tra turbo-benzina e turbodiesel, con potenze comprese tra i 120 e i 182 cavalli e consumi omologati che partono da 4,7 litri ogni 100 chilometri percorsi. Tre di questi si possono pure abbinare alla trazione integrale, la quale pur essendo ‘on demand’ per abbattere i consumi dispone di sensori che monitorano ogni 16 millisecondi eventuali perdite di motricità dell’avantreno. Per il resto la Kuga si guida come in precedenza, contraddistinta da un buon equilibrio anche con le motorizzazioni più prestanti e un bel piacere di guida, genuino, specialmente con cambio manuale.
Chi volesse enfatizzarne le qualità stradali potrà ora optare per il pacchetto “ST-Line”, il quale oltre ad un’estetica più sportiveggiante completa di paraurti dedicati e cerchi in lega da 18 o 19 pollici, offre pure un assetto più rigido e una taratura dello sterzo rivista. Per i più esigenti in termini di lusso è ora disponibile la pregiatissima versione Vignale. Una versione che necessita di un approfondimento in quanto non si tratta di una semplice versione meglio rifinita, bensì di una vera e propria esperienza d’acquisto. Gli acquirenti hanno infatti a disposizione un ‘concierge’ personale disponibile 24 ore su 24, il quale può prenotarvi un hotel mentre siete in viaggio, trovare il ristorante giapponese più vicino a voi o lungo il vostro tragitto o affiancarvi per qualsiasi informazione abbiate bisogno o qualsiasi problematica dobbiate risolvere.
Oltre a ciò vi verrà offerto un lavaggio completo al mese, potrete usufruire di un servizio di ritiro e consegna della vettura quando prenotate un appuntamento in officina. Ma come detto si tratta pure di una versione più pregiata, perciò completa di speciale sedili in pelle a motivo romboidale, vernice perlata e una caratterizzazione estetica completa di cerchi in lega, calandra e body-kit specifici.


In vendita da inizio 2017, i prezzi della nuova Ford Kuga partono da 27’000. franchi.

27.5.2017, 05:002017-05-27 05:00:00
Susanna Petrone

Rinaturare i corsi d’acqua

Spesso non ci rendiamo conto di quanto la nostra sopravvivenza sia legata alla biodiversità. Insetti, anfibi, uccellini, pesci e farfalle: questa è la biodiversità che ci circonda, ma che...

Spesso non ci rendiamo conto di quanto la nostra sopravvivenza sia legata alla biodiversità. Insetti, anfibi, uccellini, pesci e farfalle: questa è la biodiversità che ci circonda, ma che spesso non osserviamo con cura.

In occasione della Giornata mondiale della biodiversità, celebrata il 22 maggio, va ricordato che al mondo esistono oltre un milione e 700 mila specie (ma si ipotizza che in realtà siano oltre 10 milioni). In Svizzera, le “culle” della biodiversità le troviamo nei paesaggi fluviali naturali, che sono tra gli ambienti più belli e vivi. Purtroppo il 90% dei mosaici di ambienti creati dai fiumi liberi sono scomparsi.

Anche in Ticino la situazione è critica. Dopo secoli di bonifiche e decenni di urbanizzazione e sfruttamento idroelettrico, dei maestosi corsi d’acqua e dei loro abitanti rimane ben poco.

Francesco Maggi, responsabile del WWF Svizzera italiana, ci racconta di alcuni progetti, che hanno salvato vere e proprie perle del Ticino: «Dopo decenni di lotte, ambientalisti e pescatori, uniti, hanno ottenuto un successo significativo: il piano cantonale di risanamento dei corsi d’acqua».

Gli impatti di questa decisione si vedranno solo tra qualche anno, ma il WWF è già al lavoro per approfondire e migliorare i primi importanti progetti. Ad esempio il nuovo Ritom, che permetterà di risanare il fiume Ticino tra Airolo e Rodi, e il grande progetto di rinaturazione Saleggi-Boschetti, che cambierà il volto del fiume Ticino tra Bellinzona e Gudo, creando anche preziose aree di svago per la popolazione.

Negli ultimi venti anni sono partiti diversi progetti “pilota”, come la rinaturazione del delta del Cassarate a Lugano, utili per sensibilizzare la popolazione e dimostrare che questo nuovo approccio verso i corsi d’acqua migliora il nostro ambiente ma garantisce nel contempo la necessaria sicurezza idraulica.

Tra i progetti promossi e sostenuti finanziariamente dal WWF citiamo la rinaturazione del delta del fiume Ticino alle Bolle di Magadino, la rimessa a cielo aperto dei canali Comelina (Camorino), Restabbio (Muzzano) e Brusada (Origlio) e la rinaturazione del Balma a Lodrino.

A livello di bacino fluviale il WWF sta promuovendo la messa in rete dei reticoli del Medio e Basso Vedeggio e del Laveggio e Gaggiolo, dove diversi progetti di rivitalizzazione e di rimozione degli ostacoli alla migrazione sono in corso o pianificati. Il WWF cerca sempre di ottenere il massimo beneficio per la natura senza penalizzare l’area agricola e se non è possibile è prevista una compensazione.

27.5.2017, 05:002017-05-27 05:00:00
Susanna Petrone

Il dinosauro degli oceani

La tartaruga marina è una creatura ancestrale dei mari che viveva già ai tempi dei dinosauri. Popola la terra da oltre 200 milioni di anni ed è sopravvissuta a mutamenti ecologici estremi di ogni...

La tartaruga marina è una creatura ancestrale dei mari che viveva già ai tempi dei dinosauri. Popola la terra da oltre 200 milioni di anni ed è sopravvissuta a mutamenti ecologici estremi di ogni tipo. Oggi, paradossalmente, è tra gli esseri più fragili del Pianeta: tutte e sette le specie esistenti sono a rischio estinzione.

I pericoli

Chi riesce a uscire dall’uovo (e a sopravvivere) deve fare i conti con la pesca, il turismo, l’inquinamento ambientale e i cambiamenti climatici. Ogni anno, oltre 250 mila tartarughe perdono la vita dopo essere finite nelle reti dei pescatori come pesca accidentale, altre 60 mila muoiono soffocate inghiottendo sacchetti di plastica. I loro luoghi di nidificazione stanno sparendo, per far posto ad alberghi per turisti e a causa dell’inquinamento luminoso, tante non riescono nemmeno a raggiungere il mare.

L’impegno

Questi splendidi animali sono stati celebrati il 23 maggio, in concomitanza con l’inizio del periodo di riproduzione degli esemplari dell’emisfero settentrionale. Il WWF da anni si mobilita per la tutela di questi docili rettili. Il drammatico calo delle loro popolazioni deve cessare. Su mille uova, solo una tartaruga arriva all’età adulta. Per questo motivo siamo impegnati sin dalla schiusa delle uova, passando alla migrazione attraverso aree di alimentazione e di riproduzione, fino al ritorno alla spiaggia in cui ciascuna tartaruga è nata.

Sensibilizziamo le comunità locali, sviluppando un turismo ecologico. La loro carne viene considerata una prelibatezza in alcune aree della terra e tanti esemplari finiscono nelle mani di cacciatori di frodo che vendono souvenir (pettini, gioielli etc.) prodotti con il guscio delle tartarughe. In Pakistan formiamo pescatori del posto, che liberano gli animali rimasti impigliati nella spazzatura (vedi video, ndr) e finanziamo centri di recupero in tutto il mondo (in alcuni centri si possono effettuare interventi chirurgici).

I cambiamenti climatici

Le tartarughe marine prediligono acque calde e tropicali. Ma con l’aumento delle temperature, la loro vita è a rischio.

Il sesso delle tartarughe marine, infatti, dipende dalla temperatura: se è superiore ai 30 gradi, allora nasceranno quasi esclusivamente femmine; mentre sotto i 28 gradi, nascono quasi esclusivamente maschi. A causa dei cambiamenti climatici, la situazione sta cambiando drasticamente e il numero di femmine supera di gran lunga quello dei maschi. Tra gli esemplari che nuotano ancora  oggi negli oceani, alcuni hanno attraversato l’intero Novecento. Chissà quanti di quelli nati oggi potranno vivere così a lungo.

 

 

26.5.2017, 16:312017-05-26 16:31:00
@laRegione

Mercedes-Benz GLC Coupé

È l’ultima arrivata nella nicchia dei SUV dal tetto spio­vente, retaggio dei marchi premium. E anche lei, proprio come le sue concorrenti, si dimostra curata e piacevole da guidare, senza farsi...

È l’ultima arrivata nella nicchia dei SUV dal tetto spio­vente, retaggio dei marchi premium. E anche lei, proprio come le sue concorrenti, 
si dimostra curata e piacevole da guidare, senza farsi mancare una certa praticità.

 

Dandole una veloce occhiata si potrebbe concludere che la GLC Coupé sia semplicemente una versione dal profilo più affusolato della sua sorella GLC. Le differenze non si fermano però all’inclinazione del lunotto: pure il parabrezza è più piatto e la coda è stata ridisegnata per amalgamare al meglio le filanti linee accentuate dagli 8 centimetri di lunghezza in più e dai 4 di altezza in meno rispetto alla GLC; l’aggiunta del piccolo spoiler atto a deviare le gocce di pioggia ha pure permesso di rimuovere l’utile ma antiestetico tergicristallo posteriore. Tutto ciò, unito alla linea di cintura alta ed a cerchi di diametro fino a 20 pollici, la rende esteticamente slanciata trasmettendo un certo dinamismo.
La sportività continua anche dal lato tecnico: la silhouette atletica della Coupé ed il sottoscocca ottimizzato hanno permesso di migliorare l’aerodinamica abbassando il Cx a 0,31. Inoltre, la demoltiplicazione dello sterzo scende a 15,1:1, che all’atto pratico significa non avere necessità di staccare le mani dal volante nemmeno nelle curve a medio raggio. Ed è soprattutto allo sterzo che si può dare il merito del piacere di guida della GLC Coupé: ha il giusto carico ed è veloce nel trasmettere alle ruote gli input del conducente; se fosse più comunicativo sarebbe veramente al top. La solidità e la precisione dell’asse anteriore infondono sicurezza anche su asfalti poco levigati o ad andature sostenute, soprattutto se si opta per il Dynamic Body Control, ovvero le sospensioni con regolazione continua dello smorzamento. L’assorbimento delle asperità è generalmente molto buono nonostante una certa ruvidità in compressione sui dossi più alti: chi non si accontenta mai può comunque scegliere le sospensioni pneumatiche Air Body Control, già disponibili su altri modelli Mercedes.
Selezionando le modalità di guida Sport e Sport+ tramite il Dynamic Select che agisce su assetto, sterzo, risposta dell’acceleratore e logica di funzionamento del cambio, il rollio diventa molto limitato e quasi ci si dimentica di essere alla guida di un’automobile il cui baricentro non è proprio rasoterra. Il controllo di stabilità è tarato ottimamente permettendo di guidare allegramente in totale sicurezza; molto efficace anche la trazione integrale 4Matic, il cui grande potenziale è leggermente messo in ombra dalla prudenza del controllo di trazione. La 250d protagonista della nostra prova era equipaggiata con il quattro cilindri turbodiesel da 2.2 litri e 204 cavalli: un’unità convincente sotto tutti i punti di vista grazie all’assenza di vibrazioni, una bella spinta unita ad un discreto allungo e dei consumi reali sempre entro i 9l/100 km nel ciclo misto – che per una vettura da 2 tonnellate non è brutto valore. Il cambio automatico a 9 rapporti, di serie su quasi l’intera gamma della GLC Coupé, ben si sposa coi generosi 500 Nm di coppia del propulsore che vengono dolcemente trasmessi alle ruote, dando anche qualche soddisfazione in modalità manuale.
Ad andature tranquille si apprezzano l’elevato comfort acustico garantito dall’assenza di fruscii aerodinamici e, soprattutto, la qualità costruttiva presente all’interno della vettura: le lavorazioni e gli accostamenti tra i vari materiali sono quasi impeccabili, v’è la possibilità di scegliere colore ed intensità dell’illuminazione (ed anche la profumazione) rendendo questo SUV di taglia media ancora più premium. Il lato tecnologico è ben rappresentato dai servizi Connect Me che permettono alla vettura di comunicare autonomamente con la centrale della casa madre per la gestione della manutenzione ed eventuali problemi o incidenti e consentono al proprietario di interagire col veicolo tramite un’applicazione per smartphone atta a controllare vari parametri, la localizzazione e gestire il riscaldamento del veicolo, utile ad esempio prima del rientro dalle piste da sci. E a sciare ci si può andare con 4 amici adulti: lo spazio per la testa anche degli occupanti posteriori è generoso, al pari dell’abbondante spazio per le ginocchia. L’unico a soffrire del lunotto spiovente è il bagagliaio, non tanto per i 491 litri di capienza quanto piuttosto per la limitata capacità di caricare oggetti voluminosi: per quello c’è sempre la GLC classica.

Scheda Tecnica

ModelloMercedes-Benz GLC Coupé
Versione250d 4MATIC
Motore4 cilindri turbodiesel, 2.2 litri 
Potenza204 cv
Coppia500 Nm
Trazioneintegrale
Cambioautomatico a 9 rapporti
Massa a vuoto1’845 kg
0-100 km/h7,6 secondi
Velocità massima222 km/h
Prezzo57’900 franchi
Ideale perchi vuole farsi notare, ma non per questo rinunciare ad un SUV
Si distingue peril valore aggiunto in termini dinamici

 

26.5.2017, 07:252017-05-26 07:25:03
@laRegione

'Prima vengo io!'; il presidente Trump scansa il premier del Montenegro

Altro che 'Prima i nostri'. Per il presidente Usa Donald Trump è 'Prima io'. Si può riassumere così quanto accaduto a margine dell'...

Altro che 'Prima i nostri'. Per il presidente Usa Donald Trump è 'Prima io'. Si può riassumere così quanto accaduto a margine dell'inaugurazione del nuovo quartier generale della Nato a Bruxelles avvenuta ieri. Durante la foto di gruppo, infatti, probabilmente per paura di 'perdersi' la prima fila, un Trump in atteggiamento da 'bullo' – come si può vedere nel video che sta spopolando in rete – ha scansato il premier del Montenegro Dusko Markovic. E poi via: una sistematina alla giacca, due parole e tutti pronti per la foto. 

25.5.2017, 10:582017-05-25 10:58:02
Cristina Ferrari @laRegione

Sesso su Facebook: 54'000 casi al mese

La rete sociale Facebook invasa dal 'revenge porn'. È quanto emerge da un'inchiesta del 'Guardian' che ha spulciato le linee guida a cui i moderatori del social devono attenersi...

La rete sociale Facebook invasa dal 'revenge porn'. È quanto emerge da un'inchiesta del 'Guardian' che ha spulciato le linee guida a cui i moderatori del social devono attenersi quando fanno fronte a contenuti violenti, terrorismo, fake, sesso e pornografia. I potenziali casi, analizzati in un solo mese, sarebbero 54'000. Adesso sappiamo, per esempio, – come riproposto da 'Repubblica' – che Facebook consente espressioni generiche di desiderio sessuale, l'importante è che non vengano forniti i dettagli. 'Sì' a foto di baci a bocca aperta, sesso simulato e anche attività sessuali pixellate. 'No' a immagini esplicite, quando segnalate dagli utenti. Ma - in questo caso - ancor più delle regole arbitrarie e opinabili, a impressionare sono i numeri di chi sfrutta la piattaforma per forme di vendetta sessuale. Per la precisione, i documenti ottenuti dal 'Guardian' mostrano che a gennaio i moderatori hanno segnalato ai loro superiori 51'300 potenziali casi di revenge porn, cioè la diffusione di scatti senza veli destinati a umiliare e danneggiare la persona ritratta. A questi si aggiungono 2'450 casi potenziali di “sextortion”, definito come un tentativo di estorcere denaro, o altre foto compromettenti, a un individuo.

25.5.2017, 08:302017-05-25 08:30:50
@laRegione

Un 'radar' per gli spermatozoi per combattere l'infertilità

Per combattere l’infertilità maschile arriva il ’radar’ per gli spermatozoi, un nuovo strumento capace di esaminarli in maniera non invasiva, per...

Per combattere l’infertilità maschile arriva il ’radar’ per gli spermatozoi, un nuovo strumento capace di esaminarli in maniera non invasiva, per tracciarne l’identikit molecolare, distinguendo quelli ’buoni’ da quelli ’cattivi’. Presentato sulla rivista Molecular Human Reproduction dai ricercatori dell’università britannica di Sheffield, lo strumento potrebbe essere impiegato per diagnosticare le cause della sterilità maschile e per selezionare gli spermatozoi migliori in vista della fecondazione in provetta. "Avere una tecnica capace di esaminare la struttura molecolare degli spermatozoi senza danneggiarli è molto interessante – afferma Allan Pacey, esperto di fertilità all’ateneo di Sheffield – perché la maggior parte delle tecniche che oggi abbiamo a disposizione per analizzare le molecole presenti negli spermatozoi finiscono per distruggerli, usando coloranti o rompendo la loro membrana cellulare per guardare all’interno".

Questo problema è stato superato grazie alla spettroscopia con tecnica di risonanza magnetica, che finora era stata usata solo per esaminare cellule e tessuti colpiti da altre malattie, come i tumori. I ricercatori britannici, invece, l’hanno applicata per la prima volta a spermatozoi umani viventi, opportunamente separati dal liquido seminale per mezzo di una centrifuga. Grazie a potenti magneti, il ’radar’ colpisce le cellule sessuali maschili con innocui impulsi a bassa energia e ne ’ascolta’ l’eco di ritorno per ricostruire le molecole presenti al loro interno. "Poter distinguere la composizione molecolare è molto importante – commenta il ricercatore Steven Reynolds – perché offre l’opportunità di sviluppare un nuovo marcatore per la diagnosi. In futuro potrebbe permetterci anche di sviluppare specifiche terapie per aiutare gli uomini con spermatozoi problematici".

24.5.2017, 07:472017-05-24 07:47:38
Stefano Lippmann @laRegione

Il pitone Sahib non è il primo; fughe ‘illustri’ in Ticino

Sahib non è il primo e forse, chi lo sa, magari nemmeno l’ultimo. Il pitone ‘evaso’ da un appartamento di una palazzina di Bellinzona è solo l’...

Sahib non è il primo e forse, chi lo sa, magari nemmeno l’ultimo. Il pitone ‘evaso’ da un appartamento di una palazzina di Bellinzona è solo l’ultimo caso. Ha emeluato suoi illustri ‘colleghi’ che, negli anni scorsi, hanno messo in scena le stesse peripezie. Dal serpente scampato alla denuncia all’inquilino sgradito nelle fogne di Chiasso, passando per i casi di Breganzona e Losone.

 Falsi coralli con la propensione all’evasione

Prima di Sahib (il pitone ventenne di quasi un metro e venti di lunghezza), era stata la volta di un’falso corallo’ che si era letteralmente infilato sotto il… letto. Spulciando tra l’archivio del giornale, titolava proprio ‘Serpente sotto il letto’ l’articolo del 30 settembre 2004. Allora la fuga era avvenuta a Breganzona  in un palazzo di via Lucino. Un inquilino, pronto a coricarsi, si è trovato il serpente sotto il letto. Il rettile, fortunatamente non velenoso, era fuggito dal vicino terrario di un appassionato situato in un appartamento attiguo. Lieto fine, fortunatamente, per entrambi.

Sempre un ‘falso corallo’ – Lampropeltis Triangulum o ‘serpente del latte’ – si è reso artefice di una latitanza di una decina di giorni un anno più tardi, nel 2005. Questa volta a Losone. Il rettile, in quel caso, aveva approfittato di una fessura lasciata all’uscio del terrario fuggendo poi dallo stabile dopo un volo di due piani. Dopo la latitanza durata qualche giorno il ritrovamento effettuato da una turista che ha notato ‘uno strano serpente’ in via Migiome, a circa 300 metri dal luogo dell’evasione.

Scampata denuncia ad Arbedo

‘L’uomo morso dal pitone non sporgerà denuncia’ titolava un articolo dell’agosto di 2 anni fa. Torna ad essere protagonista un pitone che morde un uomo ad Arbedo, ferendolo lievemente a un piede (leggeri segni lasciati dai denti). La femmina di un metro e mezzo fuggita da un terrario è sbucata dalla griglia di una doccia da giardino, mordendo l’uomo che era intento ad azionare l’irrigatore.

 Un boa (o un pitone) nelle fogne di Chiasso

Dispegamento di uomini e mezzi, nel novembre del 2011, in un palazzo di via Mola 1 a Chiasso. L’allarme : un boa o un pitone si aggire tra le fogne della cittadina. La segnalazione, in quel caso, è partita da una signora che ha scoperto all’interno della tazza del water un serpente con “una testa di tre o quattro centimentri”. Spab e polizia in azione, telecamera per scandagliare le tubature ma del rettile nessuna traccia.

22.5.2017, 14:032017-05-22 14:03:35
@laRegione

L'inquinamento fa dormire peggio, lo dice (anche) una ricerca

Fra i tanti effetti negativi dell’inquinamento atmosferico, potrebbe esserci anche quello di farci dormire male. Lo sostiene una ricerca dell’...

Fra i tanti effetti negativi dell’inquinamento atmosferico, potrebbe esserci anche quello di farci dormire male. Lo sostiene una ricerca dell’Università di Washington, citata dal quotidiano britannico Guardian. Lo studio prende in esame la quantità di tempo che i partecipanti trascorrono addormentati nel letto di notte rispetto a quanto passano svegli (sempre a letto), la cosiddetta "efficienza del sonno". I risultati mostrano che una maggiore esposizione al biossido di azoto e alle polveri sottili come le Pm 2,5 rende più probabile avere una scarsa efficienza del sonno. Questo, sostengono i ricercatori, potrebbe essere dovuto all’effetto dell’inquinamento sul corpo.

21.5.2017, 19:482017-05-21 19:48:21
@laRegione

Balene spiaggiate sulla costa orientale dell'Inghilterra

Almeno tre balene sono morte dopo essersi spiaggiate sulla costa dell’East Anglia (Inghilterra orientale), approdo inusuale per questo tipo di fenomeni....

Almeno tre balene sono morte dopo essersi spiaggiate sulla costa dell’East Anglia (Inghilterra orientale), approdo inusuale per questo tipo di fenomeni.

L’intera area di Felixstowe Pier, nel Suffolk, è stata recintata oggi dopo il ritrovamento di un esemplare femmina lungo 9 metri in agonia. Nella stesso tratto costiero un cetaceo più giovane era stato rinvenuto già morto ieri, mentre un terzo esemplare, adulto, ha fatto la stessa fine qualche ora dopo presso Harwich, in Essex.

I volontari della sorveglianza costiera di Felixstowe non hanno potuto far nulla, come ha raccontato alla Bbc uno di loro, John Cresswell, ipotizzando che i tre grandi mammiferi possano essere parte d’un branco più grande finito fuori rotta e ora in pericolo, senza escludere altri ritrovamenti imminenti. "È molto triste, una perdita davvero grave per la vita dell’oceano", ha commentato Cresswell.

20.5.2017, 05:252017-05-20 05:25:00
Susanna Petrone

L’animale più grande al mondo

L’elefante, il più grande animale terrestre al mondo, è nel mirino dei bracconieri da molto: si stima che negli ultimi dieci anni, il commercio illegale d’avorio di elefanti africani...

L’elefante, il più grande animale terrestre al mondo, è nel mirino dei bracconieri da molto: si stima che negli ultimi dieci anni, il commercio illegale d’avorio di elefanti africani sia costato la vita a oltre 150 mila esemplari (circa 40 al giorno), alimentando tra le altre cose anche il traffico di droga e armi a livello globale. Certo, si registrano anche segnali positivi: proprio in questi giorni l’Ue ha chiesto agli Stati membri di mettere completamente al bando il commercio d’avorio e di investire nella formazione delle forze di polizia, che effettuano i controlli alle frontiere o negli aeroporti. Ma secondo gli ultimi dati, in Africa sopravvivono circa 420 mila elefanti (in Asia non più di 30 mila). Non sono molti. Basti pensare che nell’800 se ne contavano in tutto il continente oltre un milione. In parole povere: noi esseri umani siamo riusciti a diminuire la popolazione di elefanti del 90% in soli due secoli. Se continuiamo di questo passo, fra meno di venti anni, il più grande animale terrestre al mondo sarà estinto.

Chi è?

Già milioni di anni fa il nostro pianeta era abitato da animali simili agli elefanti, che facevano parte dei Proboscidati. Solo due rappresentanti di questi animali antichi sono sopravvissuti: l’elefante africano e l’elefante asiatico (il suo cugino più piccolo). I primi hanno delle zanne d’avorio che possono raggiungere i 2-3 metri di lunghezza. Quelli asiatici, invece, sono più piccoli e solo i maschi hanno le zanne. Gli elefanti africani vivono nelle foreste e savane sub-sahariane, mentre i cugini asiatici si possono trovare in tutta l’Asia Meridionale, dall’Iran, alla Cina, fino all’Indonesia.

Negli ultimi anni il bracconaggio ha raggiunto livelli mai visti prima. Ogni anno vengono massacrati circa 20 mila elefanti africani. E la tendenza, purtroppo, è in crescita.

Come proteggere il giardino dagli elefanti

La sopravvivenza dell’elefante è a rischio a causa del commercio d’avorio e della distruzione dell’habitat naturale. L’elefante africano presenta due sottospecie: quello della savana e quello della foresta tropicale.

L’elefante della foresta (Loxodonta africana cyclotis) vive in comunità più piccole (3-6 individui) rispetto agli elefanti della savana (Loxodonta africana africana) i cui gruppi familiari vanno dai 12 ai 70 esemplari. A capo dei clan c’è una femmina. Nella savana è inoltre possibile vedere branchi di elefanti composti da diverse migliaia di esemplari.

Per fermare il traffico illegale d’avorio, nel 1976 il WWF e l’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) hanno istituito l’organizzazione TRAFFIC, con l’obiettivo di smascherare il traffico illegale di specie minacciate, combatterlo e arginarlo per quanto possibile. Vengono raccolti dati e si fanno pressioni sui vari Stati, affinché venga vietato il commercio d’avorio. Una battaglia importante è stata vinta negli scorsi mesi (ne avevamo già parlato su LaRegione) quando la Cina ha dato il via alla chiusura di negozi che vendono prodotti in avorio. Secondo la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie (CITES), 173 Paesi si impegnano ad attuare severi controlli sul commercio internazionale di oltre 30 mila specie animali e vegetali. Solo due anni fa, presso l’aeroporto di Zurigo, furono sequestrati 262 chili di avorio. Il WWF sostiene i guardiacaccia africani, che seguono vari corsi di formazione e ai quali vengono messi a disposizioni strumenti tecnici per lavorare. Ricordiamo che ogni anno centinaia di “ranger” muoiono per mano di bracconieri. Sono gli eroi che nessuno vede e che ogni giorno mettono a rischio la propria vita.

Tensioni con gli umani

Nonostante la maggiore tolleranza nei confronti degli elefanti, i conflitti tra uomo e animali perdurano. Quando i branchi di elefanti hanno fame, nulla riesce a fermare i possenti quadrupedi, né i recinti elettrificati attorno alle coltivazioni né i fuochi d’artificio impiegati dai contadini per spaventare gli elefanti. E così si arriva a vittime tra la popolazione, nella quale cresce anche il risentimento. Ma grazie a una serie di ricerche si è scoperto il punto debole degli elefanti: il cibo piccante! Il peperoncino si è rivelato un mezzo intimidatorio molto efficace. Grazie ad un progetto sostenuto dal WWF, in alcune zone sono state avviate delle piantagioni di peperoncino che tengono lontani i pachidermi dai campi coltivati.

Clicca qui e ascolta il barrito dell'elefante!

 

 
19.5.2017, 19:382017-05-19 19:38:40
@laRegione

L'uccellino singhiozza. Stavolta è #Twitterdown

Dopo Whatsapp e Instagram, oggi ad accusare problemi di funzionamento è il social network che cinguetta. Twitter va a singhiozzo un po' in tutto il mondo. Ciò che ha...

Dopo Whatsapp e Instagram, oggi ad accusare problemi di funzionamento è il social network che cinguetta. Twitter va a singhiozzo un po' in tutto il mondo. Ciò che ha scatenato l'ironia sul web, considerato che solitamente è proprio su Twitter che gli utenti si collegano e cercano informazioni quando la “concorrenza” della flotta Zuckerberg non funziona.

https://twitter.com/iPantellas/status/865578402065108996 

https://twitter.com/stressedinblack/status/865568769736933376 

18.5.2017, 23:452017-05-18 23:45:07
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#Photogallery

Le cartoline del 18 maggio.

1. Un altro addio Grunge. Chris Cornell, mitica voce dei Soundgarden, si è suicidato a Detroit.

2. Fine del sogno mondiale. La Svizzera battuta ai quarti dalla Svezia...

Le cartoline del 18 maggio.

1. Un altro addio Grunge. Chris Cornell, mitica voce dei Soundgarden, si è suicidato a Detroit.

2. Fine del sogno mondiale. La Svizzera battuta ai quarti dalla Svezia.

3. 'Simply ridiculous'. Trump ribatte alle voci sull'impeachment.

4. Fuggitivo e recidivo. Pitone reale scappa da un appartamento di Bellinzona. Chi l'ha visto? 

18.5.2017, 17:352017-05-18 17:35:00
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Suzuki Swift

È originale, compatta e briosa. Con una massa inferiore ai 900 kg e potenze che toccano i 111 cavalli, la nuova Swift non solo è divertente da guidare ma pure ecologica grazie ai propulsori microibridi. Non...

È originale, compatta e briosa. Con una massa inferiore ai 900 kg e potenze che toccano i 111 cavalli, la nuova Swift non solo è divertente da guidare ma pure ecologica grazie ai propulsori microibridi. 
Non manca, ovviamente, la trazione integrale. E le sorpre­se non sono certo finite qui…

Cambia tutto, tranne la tradizione. Con la Swift integralmente riprogettata, Suzuki restituisce al segmento delle compatte una potenziale protagonista di prima fascia, confermandone tuttavia il look che a grandi linee ricorda quello delle prime due edizioni. Non a caso, perché buona parte della popolarità di questo modello – contenuti, di sostanza, a parte – si deve proprio al design simpatico ed espressivo. Qui ulteriormente esteso grazie, in particolare, a proporzioni leggermente più dinamiche. La Swift terza generazione, infatti, resta particolarmente compatta con una lunghezza di 3,84 metri (un cm in meno di prima), ma è notevolmente più larga (+4 cm, 1,74 m) a tutto vantaggio di una maggior “presenza”. Rimangono, rielaborati, i tratti caratteristici del modello come i montanti neri con il tetto piatto “isolato” dal resto della carrozzeria, mentre si fanno più vistosi sia la coda con i gruppi ottici estesi ai passaruota posteriori, sia il frontale che sfoggia una grande mascherina trapezoidale. La carrozzeria è unicamente a cinque aperture, il peso (senza conducente) sotto i 900 kg anche per la motorizzazione più potente con due ruote motrici.
Vettura prettamente cittadina, ma non in maniera esclusiva: la Swift è tra le più compatte del suo segmento, subito sopra le “city-car”, ma include un abitacolo riprogettato che consente lo sfruttamento ottimale dello spazio disponibile per offrire un’abitabilità di tutto rispetto, tranquillamente adeguata a trasferimenti di medio-lungo raggio. A bordo si viaggia comodi in quattro adulti (in tre, sul divano posteriore, la larghezza è strettina), con buona libertà di movimento per le gambe di chi siede dietro, mentre il vano bagagli guadagna circa 50 litri in più rispetto al precedente modello per arrivare ad una capienza minima ora più adeguata, pari a 265 litri.
L’arredo è piuttosto semplice ma molto funzionale, contribuendo ad un’accoglienza non ricercata ma sempre piacevole; in quest’ottica, stona senza eccessi la scelta di materiali plastici un po’ economici anche nella parte superiore di plancia e fianchi portiere (non sono presenti né imbottitura né superfici morbide al tatto), compensata almeno in parte da un look soddisfacente ravvivato dalla fascia trasversale a contrasto. Ben disposti i comandi secondari, con numerosi pulsanti al volante insieme a quelli circolari per la climatizzazione; al centro si trova a buona portata di dita il display touch da 7” per navigazione/multimedia, non troppo grande nella visualizzazione mappa ma corredato di interfacce smartphone complete (Android Auto, Apple CarPlay, MirrorLink). Più in basso, le prese Usb e Aux.
Sul piano meccanico si sceglie tra i conosciuti due motori benzina ultima generazione, di cui il maggiore di cilindrata è il meno caro ed il meno potente vantando però la possibilità di poter essere combinato alla trazione integrale Allgrip. L’1.2 aspirato eroga ad ogni modo 90 cv e offre un comportamento brioso, più che sufficiente a rendere la marcia discretamente brillante tra le curve o scalando qualche passo alpino: lo scatto da 0 a 100 km/h è coperto in 11,9 secondi, con velocità massima di 180 km orari e percorrenza media pari a 3,7 l/100 km. Due sole ruote motrici ma tanto brio ed elasticità in più, invece, per il piccolo 1.0 Turbo da 111 cv (0-100 km/h in 10”6, 195 km/h di punta, 4 l/100 km in media), docile e pronto a basso regime (170 Nm già a 2’000 giri) quanto brillante ai regimi medio-alti. 
Entrambe le motorizzazioni sono disponibili anche con sistema microibrido SHVS che permette di recuperare qualcosa sui consumi. Molto piacevole la guida, tra le qualità più in vista dell’auto: docile e maneggevolissima in città, tra le curve la Swift sa offrire un piacere di guida sopra la media, grazie a precisione di traiettoria e prontezza nei cambi di direzione; restando al contempo sempre stabile, semplice da condurre e confortevole sulle asperità. La dotazione (di serie o a richiesta) di sistemi attivi alla guida è, infine, da “grande”, includendo tra l’altro frenata automatica con riconoscimento pedoni e regolatore di velocità adattivo. La nuova gamma Swift è in distribuzione in Svizzera con prezzi che partono da 15’990 CHF.

 

Scheda Tecnica

Motore4 cilindri benzina
 (aspirato e turbo)
Potenzada 90 a 111 cavalli
Trazioneanteriore o integrale
Cambiomanuale o Automatico
Consumida 3,7 l/100 km
Prezzoda 15’990 CHF
Ideale perchi, a una vettura compatta,
chiede di più
Si distingue peri motori tecnologici ed il piacere di guida

 

18.5.2017, 15:122017-05-18 15:12:05
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Droni sul set grazie al poli di Zurigo

Dopo il debutto con Fast and Furious 7, The Wolf of Wall Street e Jurassic World, i droni sono pronti a diventare una presenza irrinunciabile sui set cinematografici grazie a...

Dopo il debutto con Fast and Furious 7, The Wolf of Wall Street e Jurassic World, i droni sono pronti a diventare una presenza irrinunciabile sui set cinematografici grazie a una tecnica che rende più facile utilizzarli. Messa a punto dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) e del Politecnico di Zurigo, la tecnica sarà presentata alla Conferenza Internazionale sulla Robotica e l’Automazione in programma a Singapore dal 29 maggio al 3 giugno.

Adesso le riprese fatte con i droni richiedono un’attenta pianificazione per evitare collisioni, necessitano inoltre di operatori separati per far volare i droni e gestire le telecamere, e hanno un inconveniente: i droni non riescono a riadattarsi velocemente alla scena e rischiano di perdere l’obiettivo da inquadrare in caso di movimenti repentini sul set. Per esempio se l’attore "si gira improvvisamente di 180 gradi, il drone lo riprenderà di spalle’’, ha rilevato Daniela Rus del Mit.

Con la nuova soluzione, ha aggiunto, se la persona si gira, il drone è in grado di modificare velocemente la traiettoria e tornare subito sul volto da inquadrare. La chiave del sistema è un programma che calcola costantemente, 50 volte al secondo, le velocità delle persone in movimento sul set e prevede le loro posizioni di un secondo o due.

Questo richiede un po’ di tempo per calcolare traiettorie di volo ottimali ma evita collisioni e assicura che il drone possa conservare l’inquadratura anche quando gli attori si muovono. Con il nuovo sistema, inoltre, il regista può pianificare tutti i dettagli della scena da riprendere: per esempio può impostare se riprendere il volto, il profilo, la figura intera oppure a tre quarti e questi parametri possono essere impostati per qualsiasi numero di attori o altri soggetti.

Nei test, i ricercatori hanno utilizzato un drone a 4 motori e hanno ripreso scene che hanno coinvolto fino a tre persone. Per verificare la capacità del sistema di evitare le collisioni, i volontari hanno anche cercato di scontrarsi con il drone che ha sempre evitato l’impatto.

18.5.2017, 14:172017-05-18 14:17:48
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Una pubblicità fatta col…

Clima rovente sull'estate di Francavilla al Mare, in Abruzzo, ma non per le temperature: il sindaco pubblica su Facebook l'anteprima della copertina dell'agenda con gli eventi in città e...

Clima rovente sull'estate di Francavilla al Mare, in Abruzzo, ma non per le temperature: il sindaco pubblica su Facebook l'anteprima della copertina dell'agenda con gli eventi in città e si scatena un putiferio. La Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo gli scrive chiedendo l'immediato ritiro di un'immagine ritenuta "non appropriata e non rispettosa della dignità femminile". Sul social c'è chi concorda, ma va anche oltre, e parla di plagio. Sì, perché la scritta "Francavilla 2017 - estate" campeggia sul disegno di un sedere femminile di colore giallo con costume a pois che a molti ha subito richiamato alla memoria un'opera di Parra, artista olandese classe 1976, cofondatore di un'etichetta di abbigliamento cult e membro di un gruppo musicale.

Intanto, si è scoperto che l'immagine è stata selezionata nell'ambito di un concorso. A sceglierla, spiegano al Comune, una commissione composta da un dirigente, dal capo di gabinetto del sindaco, da un esperto di grafica e da un dipendente comunale in qualità di segretario. Il vincitore avrebbe pure vinto 400 euro.

18.5.2017, 13:162017-05-18 13:16:15
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'Possiamo intervistarla?' Ma sono poliziotti e l'arrestano

Per catturare una latitante che doveva scontare quattro anni di carcere, gli agenti del commissariato di Quarto Oggiaro, a Milano si sono finti...

Per catturare una latitante che doveva scontare quattro anni di carcere, gli agenti del commissariato di Quarto Oggiaro, a Milano si sono finti giornalisti interessati a farle un'intervista sul tema della pulizia e della salubrità degli ambienti industriali. Argomento da lei ben noto visto che la condanna si riferiva proprio a una bancarotta fraudolenta relativa a una società di pulizie.

Giovanna B., di 66 anni, era latitante da circa 4 anni e intanto gestiva il blog "Giovanna risponde" su un forum di pulizie. La squadra del commissariato ha letto che scriveva di una fiera che si terrà a Verona a fine maggio e le hanno scritto un messaggio spacciandosi per redattori di un sito interessati a un'intervista. La donna ha accettato e si è presentata all'indirizzo della finta redazione, che in realtà era un ufficio affidato gratuitamente da una società ai poliziotti. Quando B. si è presentata, gli agenti in giacca e cravatta l'hanno arrestata.
Oltre ai quattro anni di carcere è stata condannata a dieci anni di interdizione dai pubblici uffici. Si è scoperto che viveva con il compagno in un camper nel campo nomadi di Mezzago.

18.5.2017, 09:352017-05-18 09:35:24
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'Donne single a Lecco', un indagato

È stato indagato per violazione della privacy, in base all'articolo 167 del Codice della privacy, il 49enne lecchese a cui sono attribuibili il "Catalogo di profili Facebook di...

È stato indagato per violazione della privacy, in base all'articolo 167 del Codice della privacy, il 49enne lecchese a cui sono attribuibili il "Catalogo di profili Facebook di donne single che vivono a Lecco" e uno analogo su donne che vivono a Monza: due e-book in vendita in rete per qualche giorno e che hanno causato roventi polemiche.

All'uomo - come riportano alcuni quotidiani - è stato notificato un avviso di garanzia emesso dalla pm di Lecco Silvia Zannini e nei suoi confronti è stata anche eseguita una perquisizione che ha reso necessaria la nomina di due legali.
I nomi delle donne, molte delle quali avevano presentato denuncia, erano contenuti in un e-book che sembravano riconducibile ad associazioni no-profit, dal titolo "donne single a Lecco" e "donne single a Monza", contenenti migliaia di profili Facebook ed pubblicizzati con lo slogan "al costo di un singolo drink! Quanto tempo impiegheresti per cercarle tutte?".

17.5.2017, 23:452017-05-17 23:45:25
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Le cartoline del 17 maggio.

1. Trump in territorio di impeachment. 'Tiè'

2. Almodovar, presidente della giuria del festival di Cannes che si è aperto oggi. 'Niente Palma ai film che non si...

Le cartoline del 17 maggio.

1. Trump in territorio di impeachment. 'Tiè'

2. Almodovar, presidente della giuria del festival di Cannes che si è aperto oggi. 'Niente Palma ai film che non si vedono in sala'. A gamba tesa su Neflix e Amazon.

3. Stesso posto, stessa dinamica. Un'altra vittima per un tamponamento al semaforo di Quinto sull'autostrada A2.

4. 17 maggio, giornata mondiale contro l'omofobia