Estero

Ieri, 23:492017-03-22 23:49:35
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Attacco a Londra, i morti salgono a cinque

Cinque morti e 40 feriti. Le vittime sono l'aggressore, un agente e tre civili. In tarda serata la polizia di Londra, diffonde il bilancio riveduto e ancora provvisorio,...

Cinque morti e 40 feriti. Le vittime sono l'aggressore, un agente e tre civili. In tarda serata la polizia di Londra, diffonde il bilancio riveduto e ancora provvisorio, con un morto e venti feriti in più, di un pomeriggio di sangue nel cuore di Londra. Dopo aver colpito in tutta Europa, il terrore non ha risparmiato la capitale britannica: oggi un uomo sui 40 anni – era circolato il nome di Trevor Brooks, noto come Abu Izzadeen, imam di Clapton e considerato un "predicatore d’odio", noto all’intelligence del Regno sin dal 2006, ma l’identità è stata smentita – si è lanciato a tutta velocità con un Suv lungo il Westminster Bridge, travolgendo molte persone, per poi finire la sua corsa proprio davanti ad uno degli ingressi del Parlamento. E’ uscito dal veicolo e, armato di coltello, ha colpito a morte un agente di polizia per cadere lui stesso sotto il fuoco di reazione dei poliziotti.

Ieri, 14:522017-03-22 14:52:15
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Truppe speciali americane sono...

Truppe speciali americane sono state schierate nelle ultime ore sul fronte di Raqqa, roccaforte dell'Isis in Siria. Le forze Usa sono state trasportate in elicottero con le milizie curde a Tabqa, a 60 km a ovest di Raqqa.

Truppe speciali americane sono state schierate nelle ultime ore sul fronte di Raqqa, roccaforte dell'Isis in Siria. Le forze Usa sono state trasportate in elicottero con le milizie curde a Tabqa,  a 60 km a ovest di Raqqa.

Ieri, 10:152017-03-22 10:15:45
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La Russia finirà di pagare i debiti dell'Unione Sovietica 'entro 45 giorni'

Il debito estero dell’Unione Sovietica verrà pagato per intero entro poche settimane, una volta che Mosca salderà i 125 milioni di...

Il debito estero dell’Unione Sovietica verrà pagato per intero entro poche settimane, una volta che Mosca salderà i 125 milioni di dollari che deve ancora alla Bosnia-Erzegovina. Così il ministero delle Finanze russo ripreso da RT. Secondo il vice ministro Sergey Storchak, il debito sarà pagato entro "45 giorni".

Il debito nei confronti delle ex repubbliche jugoslave di Croazia, Serbia, Montenegro, Slovenia e Macedonia era stato pagato dalla Russia tra il 2011 e 2016. In totale, al collasso dell’Unione Sovietica, la Federazione Russa, in quanto Stato "continuatore", ereditò circa 66 miliardi di dollari di debito estero contratto dall’Urss a fronte di pochi miliardi presenti in cassa.

Allo stesso tempo, la Russia poteva vantare crediti nei confronti di molti altri Paesi generosamente sovvenzionati dall’Unione Sovietica. Crediti però difficili da riscuotere. Infatti, negli ultimi anni, Mosca ha annullato miliardi di dollari di debiti da parte di paesi in Africa, Asia e America centrale.

Nel 2013 la Russia ha per esempio annullato quasi per interno il debito da 32 miliardi di dollari accumulato da Cuba. Secondo il ministero delle Finanze, i crediti non riscossi nei confronti dell’ex Unione Sovietica ammontano a circa 34 miliardi di dollari: quattrini che la Russia probabilmente non vedrà mai.

Ieri, 09:582017-03-22 09:58:50
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Bruxelles ricorda l'orrore a un anno dagli attentati

Esattamente un anno fa alle 7.58 i jihadisti Ibrahim El Bakraoui e Najim Laachraoui facevano esplodere le prime due bombe all’aeroporto di Bruxelles, uccidendo...

Esattamente un anno fa alle 7.58 i jihadisti Ibrahim El Bakraoui e Najim Laachraoui facevano esplodere le prime due bombe all’aeroporto di Bruxelles, uccidendo 16 persone.

Oggi alla stessa ora, lo scalo si è fermato per un minuto di silenzio che ha dato il via a una giornata di commemorazioni per le vittime: 32 in tutto, alla fine di quella giornata di terrore.

All’aeroporto di Zaventem sono arrivati il re Filippo, la regina Matilde, il premier Charles Michel, superstiti e famiglie delle vittime. È stato letto il nome dei morti, poi il re ha deposto una corona di fiori.

Durante la mattinata diversi i momenti del ricordo. Alle 9.11 un altro minuto di silenzio alla stazione della metro di Maelbeek, luogo dell’altro attentato che ha insanguinato la capitale belga. Poi l’inaugurazione di un monumento dedicato a tutte le vittime di atti terroristici, nel quartiere delle istituzioni europee.

21.3.2017, 18:302017-03-21 18:30:39
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Dopo gli Stati Uniti anche la ...

Dopo gli Stati Uniti anche la Gran Bretagna introduce il divieto di portare in cabina laptop. Il bando riguarda i voli diretti verso il Regno Unito in arrivo da Turchia, Libano, Giordania, Egitto, Tunisia e Arabia Saudita.

Dopo gli Stati Uniti anche la Gran Bretagna introduce il divieto di portare in cabina laptop. Il bando riguarda i voli diretti verso il Regno Unito in arrivo da Turchia, Libano, Giordania, Egitto, Tunisia e Arabia Saudita.

21.3.2017, 18:262017-03-21 18:26:11
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Il ministro dell'Interno franc...

Il ministro dell'Interno francese Bruno Le Roux si è dimesso dal suo incarico nel governo, in seguito alle rivelazioni sull'assunzione delle figlie minorenni come collaboratrici in parlamento.

Il ministro dell'Interno francese Bruno Le Roux si è dimesso dal suo incarico nel governo, in seguito alle rivelazioni sull'assunzione delle figlie minorenni come collaboratrici in parlamento.

21.3.2017, 07:332017-03-21 07:33:51
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Irlanda del Nord, morto McGuinness, ex premier e comandante dell'Ira

L’ex vice premier nordirlandese ed ex comandante dell’Ira Martin McGuinness è morto a 66 anni dopo una lunga malattia. Lo riporta Skynews....

L’ex vice premier nordirlandese ed ex comandante dell’Ira Martin McGuinness è morto a 66 anni dopo una lunga malattia. Lo riporta Skynews.

Lo storico leader repubblicano dell’Irlanda del Nord aveva annunciato il suo ritiro dalla politica a gennaio per una "grave malattia".

Il 66enne esponente del Sinn Fein, da poco si era anche dimesso da vice primo ministro nel governo di Belfast in aperto contrasto con il primo ministro unionista Arlene Foster.

McGuinness era stato uno dei maggiori fautori del processo di pace che aveva fermato i sanguinosi 'Troubles' e negli ultimi anni si era reso protagonista di alcuni memorabili incontri con la regina Elisabetta a simboleggiare una riconciliazione rispetto a quando i membri della famiglia reale erano nel mirino del gruppo paramilitare repubblicano. Come quando nel 1979 l’Ira uccise Lord Mountbatten, ultimo viceré d’India e zio materno del principe Filippo.

21.3.2017, 00:032017-03-21 00:03:11
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Voli verso Usa dal Medio Oriente: Pc e iPad vietati in cabina

Il bando in cabina di tutte le apparecchiature elettriche più grandi di un cellulare (come pc e iPad) sui voli diretti in Usa non riguarderà solo la...

Il bando in cabina di tutte le apparecchiature elettriche più grandi di un cellulare (come pc e iPad) sui voli diretti in Usa non riguarderà solo la Giordania ma vari di Paesi del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale, da otto ad una dozzina a secondo dei media americani. La misura, che includerebbe anche l’Arabia Saudita, potrebbe essere ufficializzata nelle prossime ore e sarebbe motivata da una non meglio precisata minaccia terroristica. Ne dà notizia l'Ansa.

No comment per ora dal Dipartimento dell’homeland security. Un esperto di sicurezza aerea ha ammonito sui rischi di far viaggiare in stiva le apparecchiature elettroniche, dall’aumento dei furti dei bagagli alle batterie di certi laptop che possono incendiarsi.

20.3.2017, 21:462017-03-20 21:46:09
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Lista offensiva nei confronti delle donne. La Rai si scusa e chiude il programma

“Sono sempre sexy, né tute né pigiamoni”. “Sono disposte a far comandare il loro uomo”. “Sono casalinghe perfette e fin da...

“Sono sempre sexy, né tute né pigiamoni”. “Sono disposte a far comandare il loro uomo”. “Sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa”. Non è la fiera degli stereotipi che anni di battaglie per l’identità e la dignità femminile hanno faticosamente cercato di spazzare via, ma la lista dei 'Motivi per scegliere una fidanzata dell’est' pescata su Internet e andata in onda, con tanto di grafica in sei punti, nel pomeriggio di Rai1.

Un tema da salotto per gli ospiti di 'Parliamone sabato', programma condotto da Paola Perego. Lo sdegno si accende sui social, infiamma il dibattito politico e la Rai corre con tempestività ai ripari, chiudendo il programma.

Prima le scuse, della presidente Monica Maggioni, che parla di “errore folle, inaccettabile”, e del direttore di Rai1 Andrea Fabiano già in mattinata su Twitter. Poi la scure del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto che decide lo stop: “Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose, ma non bastano”, è l’ira del capo azienda che si scaglia contro “contenuti che contraddicono la missione del servizio pubblico e la linea editoriale indicati fin da inizio mandato”.

Nel diluvio di prese di distanza bipartisan, a chiedere “adeguati provvedimenti” erano stati, in particolare, la presidente della Camera italiana Laura Boldrini (“E’ inaccettabile che in un programma televisivo le donne siano rappresentate come animali domestici di cui apprezzare mansuetudine, accondiscendenza, sottomissione”), e il presidente della Vigilanza, Roberto Fico, che ha stigmatizzato la “negazione del servizio pubblico”, la "carrellata inqualificabile, inimmaginabile, di luoghi comuni oscillanti tra il sessismo e il razzismo", invocando le dimissioni dei responsabili.

(Ansa)

20.3.2017, 16:392017-03-20 16:39:39
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L'Fbi al Senato Usa: nessuna prova di intercettazioni ai danni di Trump

Il presidente della commissione intelligence della Camera Usa, il repubblicano David Nunes, ha ribadito - aprendo l'audizione in cui depone...

Il presidente della commissione intelligence della Camera Usa, il repubblicano David Nunes, ha ribadito - aprendo l'audizione in cui depone il direttore dell'Fbi James Comey - che dalle verifiche condotte non vi sono state intercettazioni 'fisiche' presso la Trump Tower. E' tuttavia possibile - ha aggiunto - che "altre attività di sorveglianza" siano state condotte contro Trump e suoi collaboratori.

L'Fbi sta indagando su possibili collusioni del fronte Trump con la Russia nel corso delle elezioni 2016: lo ha confermato il direttore dell'Fbi James Comey nell'audizione presso la commissione intelligence della Camera. "Non abbiamo informazioni a sostegno" - ha detto ancora il direttore dell'Fbi durante l'audizione - di quanto espresso nel tweet del presidente Donald Trump, che ha accusato il suo predecessore Barack Obama di averlo intercettato presso la Trump Tower.

Il democratico Adam Schiff che co-presiede la commissione intelligence della Camera negli Stati Uniti dove e' in corso l'audizione del direttore dell'Fbi James Comey, ha auspicato che il capo del Bureau sia in grado di "chiudere definitivamente" le discussioni attorno alle accuse di intercettazioni presso la Trump Tower mosse dal presidente Donald Trump al suo predecessore Barack Obama.

 

20.3.2017, 12:462017-03-20 12:46:09
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Brexit, il 'divorzio' dall'Ue incomincerà il 29 marzo

Il governo britannico di Theresa May attiverà l’articolo 50 del Trattato di Lisbona il 29 marzo, avviando ufficialmente la procedura di uscita del Regno Unito...

Il governo britannico di Theresa May attiverà l’articolo 50 del Trattato di Lisbona il 29 marzo, avviando ufficialmente la procedura di uscita del Regno Unito dalla Ue. Lo ha annunciato il portavoce di Downing Street: «Il rappresentante permanente del Regno Unito a Bruxelles - ha sottolineato - ha informato questa mattina i responsabili dell’Unione europea che la Gran Bretagna attiverà l’articolo 50 il prossimo 29 marzo».

19.3.2017, 23:172017-03-19 23:17:08
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Erdogan alza il tiro sulla Germania

Prosegue con toni sempre più accesi l’offensiva diplomatica della Turchia contro Angela Merkel e la Germania che questa sera con il ministro degli esteri risponde:"Ora è stato...

Prosegue con toni sempre più accesi l’offensiva diplomatica della Turchia contro Angela Merkel e la Germania che questa sera con il ministro degli esteri risponde:"Ora è stato passato il segno". Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha lanciato nuovi strali contro la cancelliera accusandola di sostenere "terroristi", come il corrispondente della Welt, che sarà processato per spionaggio, e, cosa che ha fatto scattare la risposta di Berlino, usa "metodi nazisti" contro i turchi in Germania. Inoltre, Ankara ha convocato l’ambasciatore di Berlino, protestando per alcune bandiere del Pkk apparse in un corteo di curdi a Francoforte. Come se non bastasse, si è aperto un altro fronte di tensione, stavolta con la Danimarca, perché alcuni suoi cittadini sarebbero stati minacciati dalle autorità turche. Giorno dopo giorno, Erdogan sta conducendo la sua campagna elettorale per il referendum di aprile sul presidenzialismo all’insegna del muro contro muro con l’Europa. A partire da Germania e Olanda, bollate come Paesi ’nazisti’ per aver vietato i comizi per il sì ai ministri turchi, con la motivazione di rischi per la sicurezza interna. E che Ankara, invece, ha letto come una sorta di ’guerra di religione’ condotta dagli europei per minare l’autorità di Erdogan, accusandolo di non rispettare gli standard democratici. Oggi, parlando da Istanbul, il leader turco è tornato sulla vicenda del reporter della Welt Deniz Yucel, con il doppio passaporto, fermato lo scorso 27 febbraio per propaganda a sostegno di organizzazione terroristica e incitamento alla violenza, tra le proteste di Berlino. "Grazie a Dio è stato arrestato", ha detto Erdogan, inviando un messaggio niente affatto conciliante alla Merkel: lei "rivuole indietro un agente terrorista", ma Yucel verrà processato dalla nostra magistratura, che è "indipendente". Poi, il nuovo affondo anti-tedesco: la cancelliera utilizza "metodi nazisti contro i miei fratelli turchi che vivono in Germania e contro i miei ministri e deputati che vanno lì". "Siamo tolleranti, ma non siamo degli imbecilli" ha detto Gabriel in un’intervista di cui il quotidiano Passauer Neue Presse ha dato delle anticipazioni aggiungendo:"Ho fatto sapere molto chiaramente al mio omologo turco che con quelle dichiarazioni è stato oltrepassato un limite" viste le dichiarazioni "scioccanti" di Erdogan.


19.3.2017, 18:282017-03-19 18:28:57
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Francia, Macron tallona Le Pen

Emmanuel Macron ha raggiunto Marine Le Pen: secondo il sondaggio settimanale dell’istituto Kantar Sofres per Le Figaro, il candidato social-liberale di "En Marche!" è ormai alla pari –...

Emmanuel Macron ha raggiunto Marine Le Pen: secondo il sondaggio settimanale dell’istituto Kantar Sofres per Le Figaro, il candidato social-liberale di "En Marche!" è ormai alla pari – al 26% – con la presidente del Front National.

Molto staccato dai due capofila, il candidato della destra, François Fillon, con soltanto il 17% delle intenzioni di voto. Crolla il candidato socialista Benoit Hamon (12%), ormai pari a quello della sinistra alternativa, Jean-Luc Melenchon.

17.3.2017, 17:112017-03-17 17:11:51
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La cancelliera tedesca Angela ...

La cancelliera tedesca Angela Merkel è arrivata alla Casa Bianca per il primo faccia a faccia con Donald Trump, che l'ha ricevuta con una rapida stretta di mano nella West wing lobby prima del colloquio nello studio Ovale.

La cancelliera tedesca Angela Merkel è arrivata alla Casa Bianca per il primo faccia a faccia con Donald Trump, che l'ha ricevuta con una rapida stretta di mano nella West wing lobby prima del colloquio nello studio Ovale.

17.3.2017, 08:302017-03-17 08:30:20
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Amnesty denuncia: l'accordo sui migranti tra Ue e Turchia è una macchia sulla coscienza dell'Europa

Alla vigilia del primo anniversario dell’accordo tra Unione Europea e Turchia sui migranti, Amnesty...

Alla vigilia del primo anniversario dell’accordo tra Unione Europea e Turchia sui migranti, Amnesty International ha parlato di "una vergognosa macchia sulla coscienza collettiva dell’Europa", che ha causato la sofferenza di migliaia di migranti e rifugiati.

L’accordo, entrato in vigore due giorni dopo e finalizzato al rinvio dei richiedenti asilo in Turchia e fondato sulla premessa che la Turchia sia un Paese sicuro per loro, non ha raggiunto gli obiettivi che si era dato ma ha lasciato migliaia di persone in condizioni squallide e insalubri sulle isole della Grecia.

I leader europei noncuranti della miseria umana

"Oggi ricordiamo un giorno nero nella storia della protezione dei rifugiati: un giorno in cui i leader europei hanno cercato di svincolarsi dai loro obblighi internazionali, incuranti del costo che ciò avrebbe comportato in termini di miseria umana", ha dichiarato John Dalhuisen, direttore per l’Europa di Amnesty.

"Un anno fa, le isole greche sono state trasformate in campi di sosta e le coste europee da luogo di rifugio sono diventate luogo di pericolo. A un anno di distanza, migliaia di persone restano bloccate in un limbo rischioso, disperato e apparentemente senza fine", ha aggiunto.

Sebbene i leader europei continuino a fingere che la Turchia sia un paese sicuro, finora i tribunali greci hanno bloccato il ritorno dei richiedenti asilo siriani in Turchia. Amnesty ha tuttavia rilevato che alcuni richiedenti asilo provenienti dalla Siria sono stati rinviati con la forza in Turchia in violazione del diritto internazionale, senza neanche avere accesso alla procedura d’asilo e senza poter contestare la decisione. Altri hanno fatto ritorno "volontariamente" in Turchia a causa delle misere condizioni in cui si trovavano sulle isole greche.

Invece di cercare di rimandare richiedenti asilo e rifugiati in Turchia, dove non ricevono effettiva protezione, l’Ue dovrebbe collaborare con le autorità greche per trasferire urgentemente i richiedenti asilo sulla terraferma ed esaminare i loro casi. I governi europei dovrebbero metter loro a disposizione posti per la ricollocazione o ulteriori percorsi legali e sicuri per raggiungere altri Paesi europei, ad esempio attraverso visti umanitari o riunificazioni familiari, conclude Amnesty.