Estero

Ieri, 23:352017-10-16 23:35:41
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Londra, 3 accoltellati a Parsons Green, ma e 'solo' delinquenza comune

Tre persone, tutti uomini, sono stati accoltellati stasera a Londra di fronte alla stazione della metropolitana di Parsons Green, nella zona...

Tre persone, tutti uomini, sono stati accoltellati stasera a Londra di fronte alla stazione della metropolitana di Parsons Green, nella zona di Fulham, in quello che la polizia britannica ritiene essere un’aggressione non legata a motivi di terrorismo. Lo riporta l’Evening Standard online citando la precisazione fatta da fonti di Scotland Yard. I tre feriti sono stati portati in ospedale e le loro condizioni al momento non sono state chiarite. Parsons Green è stato teatro il mese scorso di un attentato terroristico, quando un ordigno rudimentale fu collocato in un vagone della metropolitana ed esplose parzialmente ferendo una trentina di persone in modo non grave. Per quella vicenda è finito in carcere come sospetto autore materiale un giovane rifugiato di origini irachene.

Ieri, 22:482017-10-16 22:48:00
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Catalogna, leader indipendentisti in carcere. Puigemont twitta 'prigionieri politici'

Un giudice spagnolo ha ordinato l’arresto dei presidenti delle due grandi organizzazioni indipendentiste della società...

Un giudice spagnolo ha ordinato l’arresto dei presidenti delle due grandi organizzazioni indipendentiste della società civile catalana Anc e Omnium, Jordi Sanchez e Jordi Cuixart. I due leader indipendentisti sono accusati di "sedizione" per le manifestazioni pacifiche di Barcellona il 20 e il 21 settembre, riferisce Tv3.

"La Spagna incarcera i leader della società civile della Catalogna per avere organizzato manifestazioni pacifiche. Purtroppo ci sono di nuovo prigionieri politici": così il presidente catalano Carles Puigdemont su twitter.

 

Spain jails Catalonia's civil society leaders for organising peaceful demonstrations. Sadly, we have political prisoners again

— Carles Puigdemont (@KRLS) 16 ottobre 2017

 

La presidente del parlamento catalano Carme Forcadell ha denunciato l'arresto come un "atto barbaro". "E' inconcepibile in uno stato democratico" ha detto a Tv3, rilevando che Sanchez e Cuixart sono stati imprigionati "per avere mobilitato pacificamente centinaia di migliaia di persone". Forcadell ha invitato il popolo catalano a "non cadere in provocazioni". Il vicepresidente della Anc Agustì Alcoberro ha definito i due leader "ostaggi politici nelle mani del governo spagnolo". Alcoberro ha lanciato un appello alla mobilitazione del popolo della Catalogna. "Siamo indignati" ha detto a Tv3 il segretario di Omnium Jordi Bosch, che ha invitato i catalani "alla serenità e al pacifismo" davanti a "questa provocazione". Il portavoce del governo catalano Jordi Turull parla di "vergogna democratica", definendo i due arrestati "detenuti politici nella Spagna del XXI secolo". Su Madrid: "Noi proponiamo il dialogo, loro rispondono con il carcere".  E ancora "Vogliono la nostra resa, non l'avranno".

Ieri, 22:092017-10-16 22:09:48
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'Ci sono criminali ovunque si guardi'. Chi era Daphne Caruana Galizia

E' stata uccisa da una bomba piazzata sulla sua auto Daphne Caruana Galizia, la giornalista investigativa maltese che aveva messo in...

E' stata uccisa da una bomba piazzata sulla sua auto Daphne Caruana Galizia, la giornalista investigativa maltese che aveva messo in imbarazzo il governo Muscat con scoop sui legami con il regime azero e accuse di corruzione. La cronista, 53 anni, è salita a bordo della Peugeot 108 che aveva preso in affitto intorno alle tre del pomeriggio, a due passi da casa, a Bidnija: mezz'ora prima aveva pubblicato l'ultimo articolo sul suo blog, 'Running Commentary', che si concludeva con la frase "ci sono criminali ovunque si guardi, la situazione è disperata". Poi il boato, un'esplosione violenta che ha incendiato il mezzo. Il cadavere "era irriconoscibile", hanno riferito gli agenti di polizia arrivati sul posto. Il premier maltese Joseph Muscat ha denunciato un "attacco barbaro": "Tutti sanno quanto Galizia fosse critica nei miei confronti, ma nessuno può giustificare questo atto barbaro". Il premier ha fatto appello all'unità nazionale e promesso che non avrà pace "finché non verrà fatta giustizia".

La cronista, 15 giorni fa, aveva depositato una denuncia dopo aver ricevuto minacce di morte. Galizia aveva iniziato la professione scrivendo per il 'Sunday Times of Malta' e successivamente per il 'The Malta Independent'. Qualche anno fa l'idea di lanciare un blog dal quale sono partite bordate contro il governo e "l'altra economia dell'isola", divenuta un vero e proprio paradiso fiscale, tanto da meritarsi l'appellativo di "Panama del Mediterraneo". Lo scorso maggio l'ultimo scandalo, i 'Malta-files', un'inchiesta in cui L'Espresso ha svolto il ruolo di capofila per l'Italia, patrocinata dal consorzio giornalistico Eic (European Investigative Collaborations). Malta "fa da base pirata per l'evasione fiscale in Ue", conclusero i cronisti.

Ma le luci della ribalta per la giornalista erano arrivate nel 2016 con i Panama Papers. Spulciando tra le carte, Galizia scoprì che due compagnie off-shore erano intestate al ministro dell'Energia maltese Konrad Mizzi e al capo dello staff del premier, Keith Schembri. All'epoca dell'inchiesta, Galizia venne denominata "una donna Wikileaks" da Politico, che l'aveva inserita tra le 28 personalità che "stanno agitando l'Europa". Lo scorso aprile, sul blog, accusa la moglie di Muscat, Michelle, di essere la proprietaria di 'Egrant', la terza compagnia panamense citata nei Panama Papers. Spuntano finanziamenti per milioni di euro e legami sospetti con il regime azero di Ilham Aliyev. La vicenda porta a elezioni anticipate. Muscat nega tutto e viene rieletto. Galizia allora sposta la propria attenzione su Adrian Delia, il leader del partito nazionalista maltese, accusandolo di aver fatto l'avvocato per una compagnia maltese basata a Londra che era finita nelle maglie di un'inchiesta per corruzione. Il premier ora ha annunciato un'inchiesta a cui parteciperà anche l'Fbi statunitense.

Ieri, 21:572017-10-16 21:57:00
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Delitto di Yara, dai giudici d'appello nessuna attenuante per Bossetti

"L’inaudita gravità del fatto", commesso "vigliaccamente" ai danni di "una ragazzina debole e indifesa, aggredita per motivi sicuramente...

"L’inaudita gravità del fatto", commesso "vigliaccamente" ai danni di "una ragazzina debole e indifesa, aggredita per motivi sicuramente spregevoli"; la "notevole intensità" del dolo, la "condotta contemporanea e susseguente al reato" fanno sì che Massimo Bossetti debba essere condannato all’ergastolo per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio e che al muratore non debbano nemmeno essere concesse le attenuanti generiche. I giudici della Corte d’assise d’appello di Brescia, presieduti da Enrico Fischetti, usano parole di una durezza inusitata per confermare la sentenza emessa dai loro colleghi bergamaschi che avevano deciso il carcere a vita per Bossetti che continua a proclamarsi innocente e i cui difensori, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, ricorreranno in Cassazione.

Le finalità dell’aggressione di Yara, che sparì dalla palestra di Brembate di Sopra il 26 novembre del 2010, a poca distanza da casa, per essere poi ritrovata morta tre mesi dopo in un campo di Cignolo d’Isola, furono "dai contorni sessuali" secondo i giudici perché Yara respinse le sue avances. Lo dimostrano la dinamica dell’omicidio, il fatto che Bossetti si aggirò con il proprio autocarro "in attesa di qualcuno" nei pressi della palestra, mentre dalle analisi dei suoi computer si deduce "un insistente e perdurante interesse" per "adolescenti in età puberale"; perché, infine, anche il contenuto delle lettere con la detenuta Gina, nel carcere di Bergamo "dimostrano come Bossetti avesse pulsioni sessuali così intense da manifestarle a una persona mai vista prima né contattata personalmente". Al di là di questo, per la Corte "non solo l’imputato è raggiunto dalla prova generica granitica" del Dna "diretta in quanto rappresentativa direttamente del fatto da provare, collocandolo sul luogo dell’omicidio" – una "firma" dell’assassino – ma anche "da una serie di elementi indiretti che uniti consentono di giungere a una sicura affermazione di responsabilità". Prova del Dna valida perché "non sono stati violati i principi del contraddittorio e delle ragioni difensive" e "si deve ribadire quindi ancora una volta e con chiarezza che un’eventuale perizia, chiesta a gran voce dalla difesa e dall’imputato, consentirebbe un mero controllo tecnico sul materiale documentale e sull’operato del Ris", perché "non vi sono più campioni di materiale genetico in misura idonea a consentire nuove amplificazioni e tipizzazioni".

Se i giudici non lesinano critiche all’atteggiamento processuale di Bossetti, non meno stigmatizzano la tentata spettacolarizzazione del dibattimento che, "oltre a svolgersi nelle aule di giustizia si è svolto parallelamente sui media, alimentandosi di notizie vere e false, senza peraltro in alcun modo influenzare la regolarità e serenità del processo giudiziario". Un passaggio delle motivazioni è stato dedicato all’immagine satellitare del 24 gennaio 2011 che i difensori hanno cercato di fare entrare nel processo per mettere in dubbio che la tredicenne fosse stata uccisa nel campo dove fu trovato il corpo. Per i giudici, in quell’immagine "non si distingue assolutamente nulla" e anche l’ingrandimento al computer la rende sgranata "rendendola indecifrabile".

Ieri, 21:252017-10-16 21:25:14
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Ophelia, forza distruttiva ed effetti collaterali: il punto della situazione (video)

Morti, migliaia di famiglie senza luce, danni e grandi disagi nei trasporti. L’uragano Ophelia si è abbattuto con violenza...

Morti, migliaia di famiglie senza luce, danni e grandi disagi nei trasporti. L’uragano Ophelia si è abbattuto con violenza sull’Irlanda, facendo tre vittime, e punta verso le coste della Gran Bretagna (in particolare Galles e Scozia), mentre i suoi fortissimi venti hanno prodotto un ’effetto collaterale’ alimentando vasti incendi in Portogallo e causando così un inferno con 35 morti.

Secondo gli esperti, è il fenomeno atmosferico più devastante che si sia abbattuto negli ultimi cinquant’anni sull’isola di smeraldo, in queste ore contraddistinta dal colore plumbeo del cielo e dalle raffiche impetuose e sinistre che sferzano città e villaggi mentre gli abitanti restano al riparo in casa. Prima uragano in arrivo dall’Atlantico, una volta raggiunte le isole britanniche Ophelia è diventata uno "storm", e quindi una tempesta, ma i suoi venti soffiano a velocità da record: oltre 170 chilometri orari sono stati rilevati nel celebre Fastnet Rock, uno scoglio nel punto più meridionale dell’Irlanda.

E proprio nel sud del Paese si registrano due morti, una signora di 50 anni intrappolata in un’automobile colpita in pieno da un albero e un 30enne che tentava con una motosega di tagliare un tronco abbattuto dai venti. Mentre un altro uomo ha perso la vita al confine con l’Irlanda del Nord, anche in questo caso per un albero che ha travolto la sua auto. Intanto l’intera nazione è stata definita dai media in "lockdown", con le scuole chiuse (anche domani), centinaia di voli cancellati (130 solo a Dublino), e soprattutto vaste zone del Paese senza corrente elettrica: si contano infatti oltre 360 mila utenti al buio e il 5-10% di questi rischiano di restare in quella situazione per oltre una settimana. "Rimanete in casa e uscite solo se strettamente necessario fino a che la tempesta non sarà passata", ha affermato più volte il primo ministro irlandese Leo Varadkar, mentre l’esercito è in stato di allerta, pronto a intervenire.

Vengono duramente criticati quanti ’sfidano’ Ophelia ad esempio facendo surf per cavalcare le onde più alte a proprio rischio e pericolo. Nelle prossime ore il fenomeno atmosferico punta verso l’Irlanda del Nord, dove già si contano 18 mila famiglie senza corrente elettrica e le scuole restano chiuse per precauzione, e sulla Gran Bretagna. Il Met Office ha emesso numerose allerte maltempo che riguardano il Galles, la Scozia meridionale e il nord dell’Inghilterra. Proprio in questi giorni 30 anni fa, nel 1987, il Great Storm colpiva le isole britanniche e il nord della Francia lasciando dopo il suo passaggio 22 vittime. Ophelia ha anche un tragico effetto collaterale: i suoi venti impetuosi hanno infatti alimentato centinaia di incendi divampati nella penisola iberica, in particolare in Portogallo, con un bilancio provvisorio di 35 morti, tra cui un bambino, e altre 7 persone disperse. La causa principale delle fiamme è rappresentata dalle temperature superiori alla media stagionale, sopra i 30 gradi, aggravate da una prolungata siccità, a cui si sono aggiunte le raffiche dell’uragano.

Non si tratta dell’unico effetto collaterale prodotto da Ophelia. Un sole rosso è spuntato qua e là in Inghilterra e Galles, mentre a Londra a un certo punto il cielo ha assunto una sfumatura arancione. Non solo, l’uragano è responsabile anche dell’odore di fumo avvertito in quota dagli equipaggi di alcuni aerei passeggeri in volo verso Liverpool, Manchester, Dublino e l’isola di Jersey, atterrati a scopo precauzionale senza problemi di sorta. Secondo gli esperti di meteorologia, dietro entrambi i fenomeni atmosferici ci sarebbe il pulviscolo del deserto del Sahara intercettato da Ophelia durante il suo tragitto, ma anche la cenere e i detriti polverizzati raccolti al passaggio sul Portogallo in fiamme prima di essere sparsi dal vento ai margini della sua zona d’impatto sulle isole britanniche.


Ieri, 20:492017-10-16 20:49:00
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Weinstein pagò le spese legali di Bill Clinton ai tempi del Sexgate

Harvey Weinstein, il produttore di Hollywood travolto dallo scandalo, nel 1998 pagò una parte delle spese legali che Bill Clinton dovette...

Harvey Weinstein, il produttore di Hollywood travolto dallo scandalo, nel 1998 pagò una parte delle spese legali che Bill Clinton dovette sostenere per difendersi dal Sexgate. In particolare Weinstein si fece carico di una cifra pari ad almeno 10 mila dollari. Lo riportano alcuni media conservatori come Fox News, Breitbart News e Washington Free Beacon che hanno rispolverato una vecchia inchiesta del Washington Post. Hillary Clinton, che col marito Bill ha avuto per anni un rapporto di amicizia con Weinstein, negli ultimi giorni è più volte intervenuta dicendosi "scioccata e sconcertata" dalla condotta dell’ex Re di Hollywood definendola "intollerabile". L’ex first lady ha anche sottolineato come restituirà’ fino all’ultimo centesimo tutti i soldi che Weinstein ha donato per la sua campagna elettorale come finanziatore dei democratici. Ruolo di cui beneficiò anche l’ex presidente americano Barack Obama. Weinstein avrebbe poi versato fino a 250 mila dollari nella Clinton Foundation: tutti soldi – si spiega – già spesi in progetti come la lotta all’Aids, quella all’obesità infantile e quella contro i cambiamenti climatici. Secondo la lista riportata dal Wp il 22 agosto 1998, tra le 62 star di Hollywood che vennero in soccorso dei Clinton durante l’affaire Lewinski, donando fino a 10 mila dollari, ci sono oltre a Weinstein personaggi come Tom Hanks, Barbra Streisand, Michael Douglas, Ron Howard e Steven Spielberg.

Nel frattempo, dalla Francia, dopo il marito Emmanuel anche Brigitte Macron esce dal silenzio sul caso Harvey Weinstein. "Sono molto felice che le donne parlino", ha detto la Première Dame di Francia, a margine di una visita a una scuola parigina, in occasione del dettato annuale organizzato dall’associazione Ela. Brigitte spera che il caso possa contribuire a indurre le donne a denunciare gli abusi. "Forse alla fine sconteremo un male per un bene", ha aggiunto. Ieri sera in diretta tv su TF1, il marito e presidente, Emmanuel Macron, ha confermato di aver intrapreso i provvedimenti necessari "per ritirare la Legion d’Onore" al produttore americano accusato di violenze sessuali da un fiume di attrici in Europa e negli Stati Uniti. La Legion d’Honneur, uno dei massimi riconoscimenti della Repubblica francese, venne attribuita a Weinstein dal suo predecessore all’Eliseo, Nicolas Sarkozy.

Ieri, 20:352017-10-16 20:35:51
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Incendi in Portogallo, 35 morti tra cui un bebé

Gli incendi che devastano il centro e il nord del Portogallo hanno fatto 35 morti, fra i quali un bebé di un mese. Inoltre si registrano 50 feriti, 16 dei quali...

Gli incendi che devastano il centro e il nord del Portogallo hanno fatto 35 morti, fra i quali un bebé di un mese. Inoltre si registrano 50 feriti, 16 dei quali gravi, riferisce Diario de Noticias online. Il bilancio potrebbe ancora appesantirsi. Sette persone risultano disperse. Nella vicina Galizia spagnola, pure colpita da grandi incendi, le fiamme hanno fatto finora 4 morti. In Portogallo sono ancora attivi 145 incendi, 100 in Galizia.

Ieri, 19:152017-10-16 19:15:00
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Teatro romano scoperto nella città vecchia di Gerusalemme

I resti di un piccolo teatro di epoca romana sono stati scoperti da una equipe di archeologi israeliani impegnata in scavi nella zona dell’Arco di Wilson...

I resti di un piccolo teatro di epoca romana sono stati scoperti da una equipe di archeologi israeliani impegnata in scavi nella zona dell’Arco di Wilson a breve distanza dal Muro del Pianto, nella Città vecchia di Gerusalemme. Lo hanno annunciato oggi gli stessi archeologi – Joe Uziel, Tehillah Lieberman e Avi Solomon – in una conferenza stampa in cui hanno precisato di essersi trovati casualmente al cospetto dei resti del teatro mentre erano impegnati a riportare alla luce nella stessa zona otto grandi pietre alla base del Muro del Pianto. ’’È stata una scoperta sensazionale’’, hanno affermato. Il teatro poteva ospitare duecento spettatori e la sua ubicazione concorda con testi storici dell’epoca di Giuseppe Flavio e con descrizioni posteriori di quando Gerusalemme veniva chiamata dai romani Aelia Capitolina. ’’Imbatterci in quel teatro è stato per noi un colpo di scena drammatico’’ hanno detto gli archeologi. ’’Si tratta di una struttura relativamente piccola, rispetto ai teatri romani già noti, come quelli di Cesarea, Beit Shean o Beit Guvrin. In particolare, esso si trovava sotto una copertura, ossia l’Arco di Wilson. Ciò fa pensare – hanno aggiunto – che fosse quello che un tempo si chiamava un ’odeon’, una struttura utilizzata per esibizioni acustiche’’. Per ragioni ancora non accertate, quel teatro non entrò mai in funzione. ’’Notevoli sforzi furono investiti per la sua realizzazione, ma stranamente – hanno notato – fu abbandonato’’. Una delle ipotesi e’ che a segnarne la sorta possa essere stata la rivolta guidata dal combattente ebreo Bar Kochba negli anni 132-135 d.C.

Ieri, 18:302017-10-16 18:30:00
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Macedonia, largo successo dei socialdemocratici

Il Partito socialdemocratico (Sdsm) al governo ha largamente vinto nel primo turno delle elezioni amministrative svoltesi ieri in Macedonia, aggiudicandosi subito e...

Il Partito socialdemocratico (Sdsm) al governo ha largamente vinto nel primo turno delle elezioni amministrative svoltesi ieri in Macedonia, aggiudicandosi subito e senza ballottaggio anche il sindaco della capitale Skopje. Stando ai dati quasi definitivi diffusi dalla commissione elettorale, nel primo turno di ieri sono stati eletti direttamente i sindaci di 45 delle 80 municipalità coinvolte, nelle altre 35 si tornerà al voto nei ballottaggi del 29 ottobre. Delle 45 cariche già definite, 37 sono andate ai socialdemocratici Sdsm, solo tre al partito conservatore Vmro-Dpmne, due al partito della minoranza albanese Dui, il resto ad altre formazioni minori. A Skopje il candidato socialdemocratico Petre Shilegov si è dichiarato vincitore al primo turno affermando di attendere l’ammissione di sconfitta da parte del sindaco uscente, il conservatore Koce Trajanovski, che era in lizza per un terzo mandato. "I risultati sono chiari. Skopje è rinata e vuole andare avanti come il resto del Paese", ha detto Shilegov promettendo che si metterà immediatamente al lavoro al servizio di tutti i cittadini.

L’affluenza nel voto di ieri, secondo la commissione elettorale, è risultata di poco superiore al 58%, in calo rispetto a quasi il 67% delle precedenti amministrative del 2013. Nel frattempo gli osservatori internazionali dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) e dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (Odihr) hanno giudicato positivamente l’andamento delle amministrative svoltesi ieri in Macedonia. "Le elezioni locali di ieri sono state generalmente in linea con gli standard internazionali", ha detto in una conferenza stampa a Skopje Audrey Glover, capo della missione. "Speriamo che ciò contribuirà a un ulteriore sviluppo sostenibile al fine di migliorare le condizioni di vita di tutti i cittadini". Secondo gli osservatori, queste elezioni hanno fatto registrare "progressi nel processo democratico in Macedonia", con una crescita della fiducia da parte dell’elettorato. L’auspicio, è stato sottolineato, è che tutto ciò proseguirà anche nel turno di ballottaggio tra due settimane. Riguardo alle denunce di irregolarità da parte delle opposizioni, Osce/Odihr ha assicurato che verranno effettuate verifiche.

Ieri, 18:082017-10-16 18:08:00
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Malta, salta in aria nella sua auto dopo avere denunciato minacce di morte

La giornalista Daphne Caruana Galizia è rimasta uccisa nel pomeriggio di oggi dall'esplosione dell'auto su cui si trovava a bordo. Lo...

La giornalista Daphne Caruana Galizia è rimasta uccisa nel pomeriggio di oggi dall'esplosione dell'auto su cui si trovava a bordo. Lo riferiscono i media locali. Ancora incerta la natura dell'esplosione. Il premier Joseph Muscat ha condannato l'episodio parlando di attacco "barbaro": "Tutti sanno quanto Galizia fosse critica nei miei confronti, ma nessun può giustificare questo atto barbaro". La cronista, 15 giorni fa, aveva depositato una denuncia dopo aver ricevuto minacce di morte.

 

Who was Daphne Caruana Galizia? https://t.co/ICbDKH0ync pic.twitter.com/FRrCqabxXR

— MaltaToday (@maltatoday) 16 ottobre 2017

 

 

 

Ieri, 17:302017-10-16 17:30:33
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Ophelia, in oltre 360mila senza elettricità (e un sole rosso sull'Inghilterra)

Oltre 360 mila utenti sono senza elettricità in Irlanda a causa dell’uragano Ophelia che sta sferzando l’isola. Ne dà notizia l’...

Oltre 360 mila utenti sono senza elettricità in Irlanda a causa dell’uragano Ophelia che sta sferzando l’isola. Ne dà notizia l’emittente pubblica irlandese Rte, secondo cui fra il 5 il 10% delle famiglie colpite rischiano di restare al buio per più di una settimana.

Sole rosso sull'Inghilterra

Un sole di colore rosso è spuntato oggi sul cielo dell’Inghilterra nord-occidentale a causa di un effetto collaterale attribuito all’uragano Ophelia, responsabile anche dell’odore "di fumo" avvertito in quota dagli equipaggi di alcuni aerei passeggeri in volo verso Liverpool, Manchester, Dublino e l’isola di Jersey, atterrati a scopo precauzionale senza problemi di sorta. Lo riportano i media britannici. Secondo gli esperti di meteorologia, dietro entrambi i fenomeni atmosferici ci sarebbe il pulviscolo del deserto del Sahara intercettato da Ophelia durante il suo tragitto, ma anche la cenere e i detriti polverizzati raccolti dall’uragano al passaggio sul Portogallo in fiamme, prima di essere sparsi dal vento ai margini della sua zona d’impatto sulle isole britanniche. Materia che ha lasciato dietro di sé l’odore di bruciato avvertito a bordo di alcuni aerei e che ha dato vita in certe zone a una sorta di filtro colorante dei raggi del sole.

 


 

Ieri, 16:442017-10-16 16:44:00
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Obbligo di firma e ritiro del passaporto, niente arresto per il capo della polizia catalana

Il tribunale spagnolo ha deciso di lasciare in libertà il capo dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, Josep...

Il tribunale spagnolo ha deciso di lasciare in libertà il capo dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, Josep Lluis Trapero, con alcune misure cautelari, tra cui il ritiro del passaporto e l’obbligo di firma ogni 15 giorni. Respinta quindi la richiesta di arresto avanzata dalla procura per la presunta "inazione" dei Mossos durante la repressione attuata dalla polizia spagnola il primo ottobre contro la folla ai seggi del referendum catalano. In mattinata era stata interrogata come imputata pure per presunta "sedizione" l’intendente dei Mossos Teresa Laplana, che il magistrato aveva lasciato in libertà imponendole però di non uscire dal territorio nazionale con ritiro del passaporto e l’obbligo di firmare ogni 15 giorni.

Ieri, 16:292017-10-16 16:29:33
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Pestaggi e torture per i gay in Cecenia

Un omosessuale russo, Maxim Lapunov, residente in Cecenia, ha denunciato le autorità di violenze e persecuzione a causa del suo orientamento sessuale. Lo riporta Novaya Gazeta...

Un omosessuale russo, Maxim Lapunov, residente in Cecenia, ha denunciato le autorità di violenze e persecuzione a causa del suo orientamento sessuale. Lo riporta Novaya Gazeta. E' la prima volta che qualcuno punta il dito contro le autorità cecene con nome e cognome. Lapunov chiede che s'indaghi sulle torture ai danni dei gay in Cecenia. Lo ha detto lui stesso alla conferenza stampa organizzata da Novaya Gazeta. Secondo il giornale, Lapunov viveva in Cecenia già da due anni al momento del suo arresto, dove lavorava come piccolo imprenditore. Nei primi di maggio 2017 ha chiesto aiuto alla rete russa LGBT e ha fatto sapere agli attivisti di essere stato fermato a marzo dagli agenti ceceni e detenuto per 12 giorni in un seminterrato, "forse nel dipartimento della polizia criminale del ministero dell'Interno regionale ceceno". Lapunov sostiene di essere stato "torturato" per fagli rivelare i nomi di "altri gay". Lapunov ha presentato regolare denuncia nell'agosto scorso alla garante per i diritti umani russa, che ha trasmesso il suo esposto al Comitato Investigativo.

Lapunov ha raccontato di essere stato fermato da "due persone vestite in borghese". "Mi hanno preso per le braccia e mi hanno condotto verso una macchina: io ho gridato 'aiuto!' ma mi hanno portato via", dice. "Siamo arrivati credo in un ufficio di polizia e sono stato accompagnato dal loro capo, che ha controllato il mio telefono. L'accusa principale era quella di essere gay", aggiunge Lapunov. Dopo il fermo sono iniziate le persecuzioni, le richieste di "fare i nomi" pena le torture. Lapunov si rifiuta ma alla fine cede e dà un nome ai suoi aguzzini. Ebbene, gli agenti rintracciano l'uomo, lo portano dove è detenuto Lapunov e lo picchiano. "Poco dopo - prosegue il racconto - hanno malmenato anche me. Mi accusavano di essere gay e che le persone come me andavano uccise. Ho creduto davvero che mi avrebbero fatto fuori. Poi mi hanno colpito con bastoni di plastica, non so per quanto ma molto a lungo: cadevo, mi lasciavano prendere il fiato e poi mi picchiavano ancora". Lapunov racconta di aver visto celle "sporche di sangue" e attrezzi per le "torture con l'elettricità".

Ieri, 15:102017-10-16 15:10:00
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Iraq, il premier: pugno duro sui Curdi per 'l'unità del Paese'

Il primo ministro iracheno Haidar al Abadi, in un comunicato diffuso dopo l’avvio dell’attacco a Kirkuk, ha affermato di avere agito "secondo la...

Il primo ministro iracheno Haidar al Abadi, in un comunicato diffuso dopo l’avvio dell’attacco a Kirkuk, ha affermato di avere agito "secondo la Costituzione, per servire il popolo e conservare l’unità del Paese".

L’unità dell’Iraq, ha aggiunto Abadi, era "in pericolo" dopo il referendum sull’indipendenza curda, tenuto il 25 settembre anche in aree non facenti parte della regione autonoma, come appunto Kirkuk, provincia ricca di petrolio.

Questa situazione di pericolo, ha sottolineato ancora Abadi, si è venuta a creare "nel momento in cui stavamo combattendo una guerra per la sopravvivenza di fronte al gruppo terroristico di Daesh".

Il primo ministro iracheno ha rivolto un appello a tutti i cittadini perché collaborino con le forze federali, che stanno operando agli ordini del governo centrale per "imporre la pace, la legge e l’ordine". (Ats)

Ieri, 14:492017-10-16 14:49:40
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Catalogna, l'ira di Madrid: avete tre giorni, non due mesi

La vicepremier spagnola Soraya de Santamaria ha confermato che giovedì 19 ottobre alle 10 scadrà la seconda e ultima scadenza dell'ultimatum al presidente...

La vicepremier spagnola Soraya de Santamaria ha confermato che giovedì 19 ottobre alle 10 scadrà la seconda e ultima scadenza dell'ultimatum al presidente catalano Carles Puigdemont, prima dell'attivazione dell'articolo 155 della Costituzione. Tre giorni, dunque, e non due mesi come ha chiesto oggi il presidente catalano Carles Puigdemont.

L'articolo 155 potrebbe portare ad una drastica riduzione dell'autonomia catalana, e perfino ad un eventuale commissariamento del governo catalano:

"(I) Laddove la Comunità Autonoma non rispetti gli obblighi imposti dalla Costituzione o dalle altre leggi, o si comporti in modo da attentare gravemente agli interessi generali della Spagna, il Governo, previa richiesta al Presidente della Comunità Autonoma e, ove questa sia disattesa, con l’approvazione della maggioranza assoluta del Senato, potrà esigere le misure necessarie per obbligarla all’adempimento forzato di tali obblighi o per la protezione di detti interessi.  (II) Il Governo potrà dare istruzioni a tutte le Autorità delle Comunità Autonome per l’esecuzione delle misure previste nel comma precedente."

"Puigdemont ha ancora la soluzione nelle sue mani per rispondere sì o no" alla richiesta di chiarimenti sull'indipendenza della Catalogna, ha detto Soraya de Santamaria. "Nessuno nega il dialogo", ma questo deve svolgersi "dentro la legge, con la massima chiarezza, e nel Congresso dei deputati", ha aggiunto. La vicepremier ha detto anche che "il dialogo non si esige, si pratica", e ha auspicato che Puigdemont "approfitti delle ore che rimangono fino allo scadere" del secondo ultimatum giovedì alle 10 per "rispondere con chiarezza"

Anche il premier spagnolo Mariano Rajoy "deplora profondamente" che Puigdemont abbia "deciso di non rispondere" alla richiesta contenuta nell'ultimatum inviato mercoledì scorso, prima di attivare l'articolo 155 della costituzione. Lo afferma lo stesso Rajoy in una lettera al leader catalano nella quale conferma la seconda scadenza dell'ultimatum, giovedì alle 10, prima dell'attivazione delle "misure costituzionali" (Ansa/red)

Ieri, 14:382017-10-16 14:38:47
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Incidente in kayak, muore una donna svizzera.

Sarebbero stati spinti al largo dai forti venti, e avrebbero perso il controllo del kayak sul quale si trovavano: lei è morta, lui è ferito, ma non in modo fatale....

Sarebbero stati spinti al largo dai forti venti, e avrebbero perso il controllo del kayak sul quale si trovavano: lei è morta, lui è ferito, ma non in modo fatale. Questa la sorte toccata ad una coppia di turisti svizzeri - lei 53enne, lui 63enne - durante un'escursione nei pressi di Porto Palermo, lungo la costa albanese.

Lo riporta Ticinonline, che precisa come il corpo senza vita della donna - l'unica per la quale il Dipartimento federale degli affari esteri ha confermato il decesso - sia stato recuperato dalla guardia costiera greca nei pressi dell'isola di Corfù.


Ieri, 14:302017-10-16 14:30:00
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Privacy, gli esperti: il numero di Avs a rischio di frode

L’uso del numero Avs quale identificatore personale universale presenta dei rischi: la messa in guardia giunge da Privatim, la Conferenza degli incaricati...

L’uso del numero Avs quale identificatore personale universale presenta dei rischi: la messa in guardia giunge da Privatim, la Conferenza degli incaricati svizzeri della protezione dei dati, sulla base di uno studio del Politecnico federale di Zurigo (Ethz). Da qui la richiesta ai governi cantonali di rinunciare a questa pratica.

Dall’indagine emerge che i rischi per la protezione e la sicurezza dei dati di cittadini sono molto elevati, indica Privatim in una nota odierna. Il problema principale è rappresentato dal fatto che "basta conoscere il cognome, il nome e la data di nascita per identificare il 99,98% della popolazione in maniera univoca".

Privatim ha già sottolineato a varie riprese che il largo ricorso al numero Avs nelle banche dati dell’amministrazione pubblica – oggi in oltre 14’000 registri il numero Avs è usato come identificatore personale – costituisce una minaccia per i diritti fondamentali dei cittadini.

Secondo Privatim, inoltre, questa pratica facilita la messa in relazione di dati e aumenta il rischio di un loro utilizzo fraudolento. Inoltre, gli incaricati svizzeri della protezione dei dati ritengono "insufficienti" le misure attuate per proteggere tali banche dati dalle piraterie informatiche. "Una volta giunti in cattive mani, i dati rubati possono facilmente essere associati ad altre informazioni sensibili sui cittadini", deplora Privatim.

Nel suo studio, il professor David Basin dell’ETHZ mostra come l’introduzione del numero AVS quale identificatore personale, così come è preconizzato nell’ambito delle iniziative sull’amministrazione elettronica (e-government), sia "irresponsabile" dal punto di vista della protezione dei dati.

In base a queste considerazioni, Privatim chiede pure al Consiglio federale di "trarre – a livello federale – le dovute conseguenze" per porre fine a questa pratica. Lo studio del professor Basin è stato commissionato in maniera congiunta dall’Ufficio federale della giustizia e dall’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza. (Ats)

Ieri, 14:252017-10-16 14:25:00
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Turchia, arrestati in una settimana 1'210 'terroristi'

Non si fermano in Turchia gli arresti di massa con accuse di "terrorismo" sotto lo stato d’emergenza post-golpe. Nell’ultima settimana sono 1.210 le persone...

Non si fermano in Turchia gli arresti di massa con accuse di "terrorismo" sotto lo stato d’emergenza post-golpe. Nell’ultima settimana sono 1.210 le persone finite in manette, secondo un bollettino del ministero degli Interni.

Quasi mille (947) sono sospettate di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gülen. Altre 205 sono invece state arrestate in operazioni contro il Pkk curdo, durante le quali sono anche stati "neutralizzati" 21 militanti, di cui 4 uccisi. Detenuti anche 49 sospetti affiliati all’Isis e 9 a gruppi illegali di estrema sinistra.

Dal tentativo di putsch del 15 luglio 2016, gli arresti per presunti reati di terrorismo in Turchia sono oltre 50 mila. (Ats)

Ieri, 13:532017-10-16 13:53:00
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Austria, Merkel: Kurz non è un buon esempio

La vittoria di Sebastian Kurz non va imitata. Lo ha detto Angela Merkel a Berlino, rispondendo a una domanda in conferenza stampa.

Il risultato delle urne non è un...

La vittoria di Sebastian Kurz non va imitata. Lo ha detto Angela Merkel a Berlino, rispondendo a una domanda in conferenza stampa.

Il risultato delle urne non è un segnale del fatto che "i problemi si risolvono se si fa come in Austria": "Io non trovo lì una formazione politica che possa immaginare come esempio da imitare per la Germania", ha affermato.

Se Berlino è freddina, a scaldarsi è Budapest. Con la vittoria di Sebastian Kurz, l’Austria si avvicina al gruppo dei quattro Paesi Visegrad (V4) – Ungheria, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca – secondo il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijarto, che congratulandosi per il successo a nome del governo ungherese, a margine del Consiglio europeo, afferma: "Sono certo che vedremo più formati di cooperazione ’V4 plus Austria’ nel futuro". (Ats)

Ieri, 07:092017-10-16 07:09:28
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Dallo 'show' alla Casa bianca, il presidente Trump citato in giudizio per molestie sessuali

Una ex concorrente del programma televisivo 'Apprentice’, che nel 2016 accusò Donald Trump di molestie sessuali, ha...

Una ex concorrente del programma televisivo 'Apprentice’, che nel 2016 accusò Donald Trump di molestie sessuali, ha citato in giudizio il tycoon, chiedendo di ottenere tutta la documentazione relativa al suo caso. Non solo: Summer Zervos ha chiesto che sia messa a disposizione la documentazione di tutte le donne – una decina – che hanno denunciato molestie da parte di Trump. La richiesta – riportano i media Usa – è stata presentata nel marzo 2017, ma è giunta all’attenzione della corte solo lo scorso mese.

Lo spettro delle presunte molestie ai danni di almeno una decina di donne torna dunque ad agitare i sonni di Donald Trump, tra l’altro nel momento in cui l’America cerca a fatica di riprendersi dallo scandalo sessuale che ha travolto il produttore più potente di Hollywood, Harvey Weinstein. Zervos nel 2016, durante il rush finale della campagna elettorale per le presidenziali, denunciò di essere stata aggredita da Trump nel 2007, in un albergo di Beverly Hills. Il tycoon – secondo il suo racconto – tentò di baciarla e di toccarla nelle parti più intime. Pochi giorni prima di questa denuncia era già esploso il caso Trump, con un audio shock pubblicato dal magazine online Access Hollywood risalente al 2005 e in cui Trump, non sapendo di essere registrato, diceva tra l’altro al conduttore di una trasmissione tv: "Quando sei una star, le donne te lo lasciano fare. Puoi fare ogni cosa. Afferrarle nelle parti intime, ovunque". Oltre una decina di donne in quelle settimane accusarono il tycoon di molestie ed abusi. E queste donne vengono menzionate nella citazione in giudizio avanzata dalla Zervos. Questa fu accusata da Trump di essere una bugiarda. Così il tycoon fu denunciato per diffamazione. È proprio nell’ambito di questa causa che ora la donna – attraverso una delle più famose donne avvocato, Gloria Allred – ha avanzato la richiesta di citazione in giudizio del presidente. Ma non c’è ancora una data di comparizione: bisognerà aspettare che prima i giudici si pronuncino sulla richiesta di archiviazione della causa per diffamazione presentata dai legali di Trump. Con la motivazione che un presidente non può affrontare una causa civile durante il suo mandato.