Culture

Oggi, 12:352017-02-23 12:35:45
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Lugano disposta ad aumentare il proprio contributo

L'accordo raggiunto oggi tra Orchestra della Svizzera italiana e Ssr prevede, come detto, minori entrate per circa un milione di franchi l'anno. Un buco che andrà...

L'accordo raggiunto oggi tra Orchestra della Svizzera italiana e Ssr prevede, come detto, minori entrate per circa un milione di franchi l'anno. Un buco che andrà coperto con "aiuti supplementari già discussi con altri partner" spiega la Fondazione per l'Osi in un comunicato, citando in particolare la Città di Lugano disposta ad aggiungere 150mila franchi ma "a condizione che la medesima cifra supplementare possa giungere dagli altri comuni del Luganese, nonché da importanti sponsorizzazioni le cui trattative sono a buon punto".

Oggi, 11:082017-02-23 11:08:46
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A Bruno Ganz il Premio d’onore del cinema svizzero 

Il Premio d’onore del cinema svizzero 2017 sarà consegnato, il prossimo 24 marzo, a Bruno Ganz.

Ganz, scrive l'Ufficio federale della cultura in una...

Il Premio d’onore del cinema svizzero 2017 sarà consegnato, il prossimo 24 marzo, a Bruno Ganz.

Ganz, scrive l'Ufficio federale della cultura in una nota, "è uno dei più illustri attori di lingua tedesca, pluripremiato e presente sulla scena cinematografica e teatrale internazionale in un’infinità di produzioni".
Diversi film che ha interpretato gli sono valsi il Premio del cinema svizzero. Nel 2000 ha girato con Silvio Soldini «Pane e tulipani» per il quale nel 2001 gli è stato assegnato il Premio del cinema svizzero come miglior interprete. Nel 2006 ha recitato in «Vitus» del regista Fredi M. Murer, che ha ricevuto il Premio del cinema svizzero come miglior lungometraggio nel 2007. Il suo ultimo film, «Un juif pour l’exemple» per la regia di Jacob Berger, è in lizza per il Premio del cinema svizzero 2017 nella categoria «Miglior lungometraggio». Per la parte di Arthur Bloch è inoltre tra i finalisti nella categoria «Miglior interprete». 

Ieri, 19:062017-02-22 19:06:09
@laRegione

Scoperti sette pianeti simili alla Terra

Sette pianeti, grandi grosso modo come la Terra, nell’orbita della stella nana rossa ultrafredda Trappist-1, a circa 40 anni luce di distanza dal nostro sistema solare: è...

Sette pianeti, grandi grosso modo come la Terra, nell’orbita della stella nana rossa ultrafredda Trappist-1, a circa 40 anni luce di distanza dal nostro sistema solare: è questa la scoperta comunicata poco fa dalla Nasa e preannunciata come una grande “scoperta al di là del nostro sistema solare” preannunciata.
Niente omini verdi o civiltà extraterrestri, come magari si aspettava qualcuno, e neppure tracce di vita; anzi al momento non si hanno neppure prove dirette della presenza di acqua sui sette pianeti che, nonostante le premesse, potrebbe essere decisamente inospitali.

Si tratta comunque di una scoperta molto importante, sia perché quasi nessuno si aspettava che una stella così piccola (circa un decimo del nostro Sole) potesse avere dei pianeti, sia perché Trappist-1 è relativamente vicina alla Terra, cosa che permette di studiare l'atmosfera dei pianeti con il telescopio spaziale Hubble, ottenendo davvero la conferma della presenza di acqua allo stato liquido.

Ieri, 16:282017-02-22 16:28:35
Claudio Lo Russo @laRegione

Pedrazzini e la polemica sul Gioco del mondo: 'Savoia fuori luogo, così la Rsi è autoreferenziale'

La polemica, innescatasi ieri, è tipicamente ticinese. Non proprio brillante, ma con delle sue ragioni,...

La polemica, innescatasi ieri, è tipicamente ticinese. Non proprio brillante, ma con delle sue ragioni, almeno per i toni e gli argomenti con cui sono state espresse da Fabio Pontiggia sul Cdt. Il direttore ha trovato discutibile la presenza in qualità di ospite di Maurizio Rotaris nell'ultima puntata del Gioco del Mondo su Rsi La1. Rotaris, es terrorista di Prima Linea, una volta uscito dal carcere si è proficuamente dedicato all'impegno sociale con tossicodipendenti ed emarginati a Milano. Una storia esemplare, niente da dire, ma già raccontata a Storie 6 anni fa. Inoltre, ha evidenziato Pontiggia, Rotaris non ha mancato di definirsi “prigioniero”, in riferimento ai suoi anni di detenzione: sarebbe stato più opportuno un “detenuto”, in seguito a regolari processi.

Poi ci hanno pensato Fabio Regazzi e Sergio Savoia a far scadere il livello della discussione. Il consigliere nazionale scrivendo su Facebook di una Rsi che ha “sbroccato un'altra volta”, perché “al peggio non c'è limite”. Regazzi ha così pure risposto al reintegrato Savoia, che aveva difeso le scelte Rsi dicendo che più ti attaccano in modo “pretestuoso”, “più vuol dire che sei indipendente e libero”.

Ecco, adesso è arrivata la presa di posizione di Luigi Pedrazzini a nome della Corsi. Cosî si legge nel comunicato: “ Illustrare alla RSI un'esperienza come quella di Rotaris - passato dalla militanza terroristica all’impegno sociale - è senz'altro scelta redazionale condivisibile. Il problema è che la RSI aveva già prestato nel passato spazio a questo ospite, nell'ambito della trasmissione “Storie”, e allora non devono stupire le reazioni di chi…”. Pedrazzini stigmatizza poi le parole di Savoia, perché emblematiche “ di un atteggiamento autoreferenziale che molti rimproverano alla Rsi”.

La soluzione proposta dal presidente della Corsi? “Un confronto aperto in televisione fra Fabio Pontiggia e il responsabile del programma 'Gioco del mondo', per spiegare il primo le ragioni della sua posizione critica e, il secondo, i motivi che hanno portato alla rinnovata scelta dell'ospite! In prospettiva penso che farebbe bene al nostro servizio pubblico creare in radio e televisione un dibattito aperto sulle scelte editoriali”.

Ieri, 15:042017-02-22 15:04:00
Ivo Silvestro @laRegione

A beneficio di tutti

Intervista a David Jordan, direttore delle politiche editoriali della Bbc, sul ruolo del servizio pubblico

Dal rapporto con le emittenti private all’importanza dell’intrattenimento: uno...

Intervista a David Jordan, direttore delle politiche editoriali della Bbc, sul ruolo del servizio pubblico

Dal rapporto con le emittenti private all’importanza dell’intrattenimento: uno sguardo sul senso del servizio pubblico radiotelevisivo nel Ventunesimo secolo

A volte, i dibattiti si incagliano sui dettagli e si perde di vista il quadro generale. Un rischio presente anche nella discussione sul finanziamento della Ssr, nella quale si rischia di trascurare la questione di fondo sul senso e gli obiettivi di un servizio pubblico radiotelevisivo. Di questo si è parlato venerdì all’Università della Svizzera italiana, in un incontro organizzato in collaborazione con la Corsi, la cooperativa per la Rsi, con tra gli ospiti David Jordan, direttore delle politiche editoriali della britannica Bbc.

Servizio pubblico radiotelevisivo: ne abbiamo bisogno, adesso che disponiamo di una sempre più vasta offerta privata?
Sì, ne abbiamo bisogno. Sono convinto che, adesso e prevedibilmente anche in futuro, il servizio pubblico possa offrire programmi che nessun altro offre, e questo per via del meccanismo di finanziamento: il servizio pubblico è tenuto, in cambio del canone, a offrire programmi per tutti i suoi ascoltatori, spettatori e utenti online. È un imperativo diverso dall’imperativo commerciale che seguono molte emittenti private e che permette al servizio pubblico di offrire una gamma di programmi più ampia. Inoltre, con questo meccanismo il servizio pubblico può assumersi dei rischi che le emittenti private difficilmente affrontano, dal momento che la loro preoccupazione principale è il numero di spettatori, il successo commerciale di una trasmissione, mentre il servizio pubblico si concentra di più sull’idea che il programma vuole trasmettere. Sono due motivazioni molto diverse che finora, almeno nel Regno Unito, hanno portato a programmazioni molto diverse.

Questo è valido solo per trasmissioni culturali e per l’informazione, o anche per l’intrattenimento?
La Bbc ha un obiettivo, stabilito la prima volta negli anni Venti del Novecento, e questo obiettivo è informare, educare e intrattenere (“inform, educate and entertain”). L’intrattenimento è sempre stato al cuore del servizio pubblico della Bbc, e le trasmissioni di intrattenimento che propone la Bbc sono diverse da quelle realizzate dalle emittenti private, hanno una componente di informazione e anche di educazione, combinando quindi i tre elementi. Anche un programma come ‘Strictly Come Dancing’ (talent show di danza, analogo all’italiano ‘Ballando con le stelle’, ndr) che di base è un programma di intrattenimento, insegna che cosa significa ballare bene, e lo stesso vale ad esempio per le trasmissioni dedicate alla cucina. Il pubblico del Regno Unito chiede che la Bbc si occupi anche di intrattenimento, vuole questo all’interno dell’offerta combinata del servizio pubblico.

Non c’è quindi una sovrapposizione con il privato?
Una piccola sovrapposizione c’è. Nel caso della Bbc, è capitato che i privati prendessero programmi da noi per riproporli in canali commerciali. Questo è un altro aspetto del servizio pubblico: sviluppiamo trasmissioni nuove o investiamo nella formazione di artisti, assumendoci dei rischi che i privati evitano; poi arriva il successo e le emittenti commerciali sono interessate. Una delle star della tv statunitense, il cui talk show ha un enorme successo, ha iniziato in una piccola trasmissione in una delle reti della Bbc… adesso non ce lo possiamo più permettere, ma ha iniziato da noi. E anche Adele, la celebre cantante, ha iniziato la sua carriera alla Bbc, e per questo è estremamente generosa: anche adesso che potrebbe fare molti più soldi altrove, collabora con noi proprio perché riconosce il ruolo che la Bbc ha avuto. Non avendo lo stesso imperativo commerciale dei privati, il servizio pubblico può svolgere un ruolo importante anche nel settore dell’intrattenimento, e questo a beneficio dell’emittente, degli spettatori e anche a beneficio delle aziende private.


I PRINCIPI
Indipendenza e neutralità ma non indifferenza per i valori
A chi deve rispondere il servizio pubblico? All’opinione pubblica, al governo, al parlamento?
Uno degli elementi essenziali della Bbc, e un elemento molto importante per il servizio pubblico in generale, è l’indipendenza dalle influenze politiche e l’imparzialità nell’affrontare temi politici o argomenti controversi. Non è ovviamente così per tutti i servizi pubblici radiotelevisivi, ma quelli che secondo me sono i migliori sono indipendenti – anche dagli interessi commerciali, quando possibile – e imparziali.

Questa imparzialità vale anche per posizioni estreme, ad esempio vicine al razzismo o all’antisemitismo?
È importante che la Bbc rifletta tutte le opinioni presenti nel Regno Unito, senza escluderne nessuna dalla discussione e dal dibattito. Ma, ovviamente, la portata di questa presenza nell’offerta della Bbc dipende molto da quanto queste posizioni siano rappresentative: sarebbe sbagliato dare ampio spazio a un partito di minoranza dalle opinioni estreme. Ci sono state contestazioni quando, qualche anno fa, abbiamo invitato in una delle principali trasmissioni della Bbc il leader del British National Party (partito politico britannico di estrema destra, ndr), ma abbiamo scoperto che per il nostro pubblico è importante che sulla Bbc siano presenti tutte le opinioni. Abbiamo mostrato alle persone che sostengono le idee di quel partito che anche loro possono esprimere le proprie opinioni… opinioni molto contestate, come si può immaginare, dalle altre persone in studio, e dal pubblico.

Per tutti c’è uno spazio, eventualmente critico.
Attenzione: imparzialità non significa indifferenza ai valori. Una sezione della ‘Bbc charter’ (la carta fondamentale dell’ente) stabilisce l’impegno a favore dei valori democratici: siamo a favore della democrazia, della libertà di espressione, dello Stato di diritto. Quando un nostro giornalista intervista un dittatore, non gli dirà mai “guarda, potresti essere più efficace con una repressione più brutale”, perché reporter, giornalisti e presentatori della Bbc affrontano questi temi sempre partendo dal fatto che la libertà di espressione è una buona cosa, lo Stato di diritto è una buona cosa, il controllo democratico del potere è una buona cosa. Per cui, a quel dittatore chiederemo perché non conceda maggiori libertà, non perché non sia maggiormente repressivo.


FAKE NEWS
La reputazione di chi controllare i fatti
«Non credo che le fake news siano un problema specifico per la Bbc, piuttosto un problema per tutti noi» spiega Jordan, aggiungendo che «il punto cruciale è che le persone comprendano che ci sono fonti che controllano i fatti, che si preoccupano dell’oggettività e che fanno del loro meglio perché le false notizie non circolino». Ed è interessante notare che «le persone si rivolgono alla Bbc per capire se una notizia che hanno trovato online sia vera o falsa, e questo vale sia per i giovani sia per gli adulti: leggono di tutto, ma se non sono sicuri si rivolgono a chi, e ovviamente non c’è solo la Bbc, ha una buona reputazione, controlla i fatti e li riporta accuratamente». L’importanza di avere fonti affidabili è insomma ancora più importante in un mondo dove, grazie anche ai social media, le notizie inventate sembrano avere più diffusione di quelle vere. A questo, prosegue Jordan, «si aggiungono adesso i fatti alternativi (‘Alternative facts’), portati ad esempio dal presidente degli Stati Uniti: intendiamoci, non è certo una novità, per i giornalisti, controllare le affermazioni dei politici, non siamo di fronte a un fenomeno nuovo ma certo a un fenomeno molto più diffuso». E se a sbagliare è la Bbc? «Ammettere, correggere, chiedere scusa: nessuna testata è perfetta e anche noi sbagliamo, per quanto stiamo attenti a non sopravvalutare notizie di cui non siamo sicuri. Il nostro motto è: meglio tardi che sbagliato».

21.2.2017, 06:342017-02-21 06:34:57
Claudio Lo Russo @laRegione

Da fare stasera, la presentazi...

Da fare stasera, la presentazione al Lux a Massagno del 'Nido' di Klaudia Reynicke. Girato nelle Centovalli, è una tragedia innescata dalla comparsa in paese di uno “straniero” che riporta a galla un vecchio fatto di cronaca.

Da fare stasera, la presentazione al Lux a Massagno del 'Nido' di Klaudia Reynicke. Girato nelle Centovalli, è una tragedia innescata dalla comparsa in paese di uno “straniero” che riporta a galla un vecchio fatto di cronaca.

20.2.2017, 11:342017-02-20 11:34:25
Claudio Lo Russo @laRegione

La cultura fa Primavera (Locarnese)

Queste sono le date: 10-12 marzo e 6-9 aprile. Prima L'immagine è la parola a Locarno, poi gli Eventi letterari al Monte Verità, che insieme compongono la Primavera Locarnese....

Queste sono le date: 10-12 marzo e 6-9 aprile. Prima L'immagine è la parola a Locarno, poi gli Eventi letterari al Monte Verità, che insieme compongono la Primavera Locarnese.

Sono stati presentati questa mattina a Locarno. Una "storia di successo" secondo Marco Solari, giunta alla quinta edizione. Una storia, per Manuele Bertoli, scaturita "dalla volontà di lavorare insieme, perché solo lavorando in maniera sinergica di potrà sfruttare il potenziale culturale e turistico di questo cantone".

Per Carlo Chatrian, direttore dell'Immagine è la parola, si tratta "di dialogare in modo diverso con il territorio e di riflettere sul ruolo della cultura". E lo si farà con Edoardo Albinati, Premio Strega per "La scuola cattolica", Marco Bellocchio, Cristian Mungiu, Fabio Pusterla e molte proiezioni, per adulti e bambini.

Paolo Di Stefano ha invece difeso le ragioni degli Eventi letterari, diversi per l'autore italiano dai tanti grandi festival "che allontanano dalla letteratura". Qui, ha aggiunto, è il contrario. Lo si potrà scoprire andando nei Luoghi dell'utopia con il Premio Nobel Svetlana Aleksievic, con lo scrittore viaggiatore austriaco Christoph Ransmayr e fra gli altri con Alessandro Leogrande e l'astronauta scrittore Umberto Guidoni. Un'edizione, garantisce Di Stefano, "straordinaria".


19.2.2017, 18:202017-02-19 18:20:52
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La rivoluzione dei materiali speciali stampati in 3D, primo passo in Texas

Superscarpe da ginnastica, robot soffici che possono cambiare forma, guanti con cui non sentire la pressione, ma anche protesi. Sono...

Superscarpe da ginnastica, robot soffici che possono cambiare forma, guanti con cui non sentire la pressione, ma anche protesi. Sono solo alcune delle possibili applicazioni del primo materiale 'speciale' stampato in 3D, la cui struttura è stata progettata in modo da assorbire urti e pressioni solo in una direzione. Descritto su Nature, è stato messo a punto nell'università del Texas dai ricercatori guidati dall'italiano Andrea Alù.

«Il materiale è stampato in 3D – spiga Alù – e il modo in cui è stato progettato ne fa un metamateriale, ossia un materiale sintetico con proprietà che non possono essere trovate in natura. La cosa importante, ha aggiunto, è la sua microstruttura grazie alla quale trasmette l'energia facilmente in una direzione ma non nell'altra».

Il segreto è in un reticolo di quadrati e rombi, dove ogni unità è leggermente inclinata in un modo specifico. È proprio questa piccola inclinazione che controlla il modo in cui il materiale risponde agli stimoli esterni e gli permette di reagire in modo asimmetrico, come se avesse un lato molto rigido e uno morbido. Grazie a questa qualità è in assoluto il primo materiale che consente di superare un principio fondamentale che regola molti sistemi fisici, in base al quale, ha spiegato Alù, «se prendiamo un materiale normale e applichiamo una pressione da un lato, l'altro lato si sposta di una certa quantità e se applichiamo la pressione dall'altro lato, misuriamo lo stesso spostamento dal lato opposto».

Questo è un principio fondamentale chiamato reciprocità ed è anche alla base delle comunicazioni radio e spiega perché, se siamo in grado di inviare un segnale possiamo anche riceverlo.

«Il nostro materiale – rileva Alù – rompe questa simmetria». Romperla, secondo il ricercatore, è utile per costruire strumenti che isolano in una direzione ma consentono di trasmettere l'energia nella direzione opposta: «Una caratteristica che può essere utile in quelle applicazioni in cui vogliamo proteggere da urti o pressioni non volute, ma allo stesso tempo vogliamo essere in grado di trasmettere la pressione».

Per esempio, ha aggiunto «un guanto con cui possiamo premere sugli oggetti, ma non sentire la pressione, protesi e robot soffici che possono cambiare forma». Un'altra applicazione potrebbero essere scarpe da ginnastica molto prestanti e confortevoli perché assorbono la pressione del piede ma nello stesso tempo non lo isolano dall'ambiente, perché permettono di percepire il suolo.

17.2.2017, 12:352017-02-17 12:35:58
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Ultim* Jedi

Spesso si dice che a tradurre si perde sempre qualcosa, ma nel caso del nuovo film della saga di Guerre Stellari/Star Wars, il titolo italiano (annunciato ieri) dice più di quello inglese.Tutta questione di...

Spesso si dice che a tradurre si perde sempre qualcosa, ma nel caso del nuovo film della saga di Guerre Stellari/Star Wars, il titolo italiano (annunciato ieri) dice più di quello inglese.
Tutta questione di grammatica: ‘The Last Jedi’ non permette di capire se si tratta di un Jedi, di una Jedi (ricordiamo che la protagonista del precedente film è una donna) o di tanti Jedi. Corretta quest’ultima, come svela il titolo italiano: ‘Star Wars: gli ultimi Jedi’.

Per il resto, dovremmo aspettare l'uscita del film, il prossimo dicembre.

16.2.2017, 19:272017-02-16 19:27:26
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Dopo un anno di pausa ritorna Miss Svizzera

Il concorso per Miss Svizzera, annullato l'anno scorso, dovrebbe di nuovo svolgersi nel primo trimestre del 2018. L'imprenditore Guido Fluri, proprietario del marchio dall...

Il concorso per Miss Svizzera, annullato l'anno scorso, dovrebbe di nuovo svolgersi nel primo trimestre del 2018. L'imprenditore Guido Fluri, proprietario del marchio dall'estate del 2012, ha venduto i diritti alla società Eventschmiede, per un prezzo non reso noto.

L'attuale reginetta Lauriane Sallin, eletta nel 2015, conserverà la corona fino alla prossima elezione. Il gruppo GF Holding di Guido Fluri, che aveva acquisito il marchio salvando il concorso dal tracollo dopo l'uscita di SRG SSR, continuerà a finanziare tutti gli impegni di Sallin nel sociale, tra cui un trasporto di materiale medico in Marocco.

Il concorso organizzato negli anni scorsi da Fluri ha infatti adottato una nuova impostazione: sfruttare la popolarità di Miss Svizzera per aiutare persone nel bisogno e sostenere organizzazioni benefiche. Inoltre la reginetta elvetica non ha partecipato all'elezione di Miss Universo e ha ricevuto uno stipendio fisso di 120'000 franchi. Negli anni scorsi l'organizzazione ha raccolto circa mezzo milione di franchi per scopi benefici.

I proprietari di Eventschmiede sono Angela Fuchs, Iwan Meyer e Andrea Meyer, riferisce oggi la stessa società.  Da subito si possono inoltrare candidature all'indirizzo www.miss.ch.

16.2.2017, 13:532017-02-16 13:53:55
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Facebook diventa agenzia di collocamento

Un posto di lavoro grazie a Facebook: il social network ha presentato...

Un posto di lavoro grazie a Facebook: il social network ha presentato Jobs, un sistema dedicato alle piccole aziende che spesso hanno difficoltà a trovare personale.

In pratica, l'azienda inserisce l'annuncio direttamente sulla pagina ufficiale della società e le persone interessate possono inviare la loro candidatura direttamente da Facebook, con già inserite tutte le informazioni personali (che, si precisa nel comunicato, si possono comunque modificare prima dell'invio).

Il servizio al momento è disponibile solo negli Stati Uniti e in Canada.

16.2.2017, 10:132017-02-16 10:13:34
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Percento culturale, premiati tre allievi della scuola Dimitri

Tre su cinque: un risultato decisamente positivo ottenuto dall'accademia Dimitri di Verscio al concorso di teatro del movimento del Percento culturale...

Tre su cinque: un risultato decisamente positivo ottenuto dall'accademia Dimitri di Verscio al concorso di teatro del movimento del Percento culturale Migros che si è svolto nei giorni scorsi a Zurugo. La giuria internazionale ha infatti premiato cinque giovani di talento con 14'400 franchi ciascuno quale sostegno nel passaggio dalla formazione al palcoscenico, e più della metà dei premiati si è formata a Versio. Per la precisione si tratta di Mariyam Baghdadi, Jean-David L’Hoste-Lehnherr e Olivia Ronzani. Gli altri due premiati sono Sara Bienek e Mahalia Horvath.

 

15.2.2017, 19:302017-02-15 19:30:30
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Scenari: cellule artificiali per limitare la sperimentazione su animali

Sono state ottenute in laboratorio cellule artificiali che crescono in 3D imitando gli organi umani, promettendo di poter ridurre in futuro...

Sono state ottenute in laboratorio cellule artificiali che crescono in 3D imitando gli organi umani, promettendo di poter ridurre in futuro il numero degli animali utilizzati come cavie per la sperimentazione scientifica. Il risultato, pubblicato sulla rivista “Scientific Reports”, è stato ottenuto in Italia, nel Centro di Ricerca 'E.Piaggio' dell'Università di Pisa,con un finanziamento della Lega Anti-Vivisezione (Lav).

Le cellule artificiali hanno la particolarità di essere simili a quelle naturali in quanto obbediscono alla legge biologica che mette in relazione il metabolismo dell'intero organismo, ossia la quantità di ossigeno consumata, con la massa corporea. Questo rapporto, che vale per tutti gli esseri viventi, dal topo alla balena, è stato per la prima volta applicato alle cellule coltivate in laboratorio dal gruppo di ricerca coordinato da Arti Ahluwalia, direttrice del Centro.

Espresso da una formula matematica e chiamato legge allometrica di Kleiber, permette di calcolare come, via via che un organismo cresce, il suo metabolismo e la durata della sua vita si modificano a velocità prevedibile per l'effetto combinato della variazione della superficie corporea e della velocità sanguigna. «Cerchiamo di sviluppare colture tridimensionali in vitro di cellule di organi come il fegato o i polmoni», ha detto Arti Ahluwalia. «L'obiettivo è ingegnerizzare dei modelli con caratteristiche strutturali e biochimiche che li facciano funzionare come il corrispettivo organo umano».

15.2.2017, 19:202017-02-15 19:20:58
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'Ho bisogno della mia libertà di pensiero': è iniziato il viaggio di Ligabue con 'Made in Italy'

Atto primo: tutti e 14 i brani del concept album “Made in Italy”, uscito poco più di due mesi e certificato...

Atto primo: tutti e 14 i brani del concept album “Made in Italy”, uscito poco più di due mesi e certificato triplo platino, nell'ordine esatto in cui sono stati pubblicati, con tanto di “visual” a tenere il filo del racconto. Atto secondo: un tuffo nel passato, con alcuni dei suoi classici, scelti tra il 1990 e il 2010, «per mandare a casa la gente contenta».

Insomma, dopo i problemi ala gola che lo hanno costretto a ritardare la partenza, Luciano Ligabue si è rimesso in movimento con “Made in Italy - Palasport 2017”, «per raccontare l'ultimo disco ai ragazzi, andando a casa loro»: 55 date in programma nei palazzetti di 26 città fino a maggio, per un totale di circa 370 mila spettatori totali, dopo il via ieri sera da Acireale, in Sicilia. Il 12 maggio tappa a Lugano.

Nonostante l'edema alle corde vocali, però, dice il Liga, «non ho seguito Sanremo, preferisco le serie tv». E poi: «Non mi era mai successo prima: ho dovuto fare i conti con questa nuova vulnerabilità e questo mi ha segato le gambe. Ma o mi fermavo 10 giorni ho rischiavo uno stop di sei mesi», ha spiegato il rocker di Correggio dopo le due ore e un quarto di concerto, durante le quali non si è risparmiato regalando ai fan una versione acustica di “Non è tempo per noi” e di “Lambrusco e pop corn”: «Siamo moderni, suoniamo ancora gli strumenti», ha scherzato.

«È stata dura aspettare, anche perché avevo voglia di tornare, di raccontare il mio disco, che non è un disco politico, ma l'espressione di un sentimento non risolto, di un amore non corrisposto verso l'Italia, della frustrazione per tutto ciò che non funziona. Ma questo non ha a che fare né con la sinistra né con la destra. Sono deluso: avevo creduto che fosse possibile che la politica si occupasse degli ultimi, che non li lasciasse indietro. Ma sono contento di aver avuto quella illusione».

Per raccontare il suo smarrimento, la sua delusione ha scelto di affidarsi a Riko, protagonista del racconto e suo alter ego. Un povero diavolo in piena crisi esistenziale, economica, familiare: «Quelli come Riko, non hanno voce, non c'è nessuno che li racconti». Nessun ricetta pronta in tasca, però. «Ce l'hanno tutti, io no».

In un mondo liquido, in trasformazione come quello in cui stiamo vivendo, perdono di significato anche le definizioni alle quali siamo stati da sempre abituati. Come 'comunista': «La parola 'comunista' ormai non so che senso abbia. Io so di venire da una famiglia comunista e da sempre sono simpatizzante di sinistra, ma non ho mai preso la tessera di nessun partito. Ho bisogno della mia libertà di pensiero».

Politica a parte, il personaggio di Riko sarà anche quello che riporterà Ligabue dietro la macchina da presa, dopo “Radiofreccia” e “Da zero a dieci”. «Ci sono due motivi che mi hanno tenuto finora lontano dal cinema: durante Radiofreccia è nato mio figlio, mentre giravo Da zero a dieci è morto mio padre, ed è come se fossi rimasto scottato da quella esperienza. E fare un film è una fatica boia, ci vuole una pazienza che io non ho, la soddisfazione che ne ricavi è infinitesimale rispetto a quando la gente canta davanti a te e poi devi stare lontano dalle scene per un anno. E poi l'alibi era che non avevo una storia. Adesso la storia c'è. Sto pensando però a una nuova struttura di film. Ho in mente Quadrophenia».

Riko-Luciano, intanto, farà il giro d'Italia, con una scaletta che cambierà per 4-5 canzoni ogni sera. E ci sarà spazio anche per una data di beneficenza il 27 aprile a Reggio Emilia.

15.2.2017, 18:252017-02-15 18:25:20
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Grigioni, la cultura tira la cinghia (o almeno non la allarga)

Gli operatori culturali grigionesi non riceveranno per ora un soldo in più dallo Stato: il Gran Consiglio non si è mostrato oggi particolarmente...

Gli operatori culturali grigionesi non riceveranno per ora un soldo in più dallo Stato: il Gran Consiglio non si è mostrato oggi particolarmente generoso nei loro confronti. Il parlamento retico si è per contro mostrato più disponibile con lo sport e ha approvato un credito aggiuntivo di 860’000 franchi per i Mondiali di sci a St. Moritz (il contributo totale del Cantone sale così a 5,86 milioni di franchi).

Le speranze degli operatori culturali professionisti grigionesi sono rimaste pesantemente deluse dall’esito della revisione totale della legge cantonale sulla promozione della cultura. Il Gran Consiglio ha respinto oggi tutte le proposte per un credito quadro. Le spese supplementari per il Cantone approvate dai deputati sono inferiori al milione di franchi. La revisione totale è stata approvata dopo due giorni e mezzo di dibattiti con 98 voti 7. Contro hanno votato i parlamentari dell’UDC. Nella legge sono stati formalmente ancorati musei, biblioteche e scuole di musica.