Culture

Oggi, 09:132017-06-27 09:13:51
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Tanti auguri Harry Potter: spente 20 candeline

Compie vent'anni 'Harry Potter e la pietra filosofale', il primo volume della saga che ha rivoluzionato il mondo del fantasy e della letteratura per ragazzi, creato una...

Compie vent'anni 'Harry Potter e la pietra filosofale', il primo volume della saga che ha rivoluzionato il mondo del fantasy e della letteratura per ragazzi, creato una nuova generazione di lettori e cambiato la vita dell'autrice, J K Rowling, che ha superato in ricchezza la Regina Elisabetta e conquistato milioni di fan di tutte le età ed estrazioni. Un libro che è andato oltre l'evento editoriale per diventare un esplosivo fenomeno sociale globale. Eppure, anche se è difficile da credere oggi, la storia del maghetto con la cicatrice a forma di fulmine sulla fronte, che ha spopolato in tutto il mondo, è stata rifiutata da 12 editori prima di essere pubblicata in Inghilterra, il 26 giugno 1997, dalla casa editrice Bloomsbury che ora prepara grandi festeggiamenti per il ventennale tra cui edizioni speciali de 'La pietra filosofale' con 8 nuove copertine con lo stemma delle casate di Hogwarts. Il Grifondoro, Corvonero, Tassorosso e Serpeverde dove i ragazzi che arrivano a Hogwarts vengono smistati da un Cappello magico. Mille gli esemplari della prima edizione ricercatissima dai collezionisti pronti a pagarla a peso d'oro.

In Italia a capire la portata della storia del maghetto dai prodigiosi poteri è stata la casa editrice Salani che ha pubblicato 'Harry Potter e la pietra filosofale' un anno dopo, il 29 maggio del 1998, ed è stato boom a tempi record anche nel nostro Paese. L'idea di Harry Potter è venuta alla Rowling nel 1990, durante un viaggio in treno da Manchester a Londra come ha raccontato più volte la scrittrice. Da quel giorno è partita un'avventura che sarebbe diventata una saga in 7 volumi che ha venduto 450 milioni di copie nel mondo e 11 milioni di copie in Italia. E' stata pubblicata in 200 Paesi e tradotta in 79 lingue. Nel Regno Unito i primi quattro volumi sono usciti a distanza di un anno l'uno dall'altro e gli altri tre con un intervallo di due anni e sono arrivati nelle librerie italiane a distanza di massimo 8 mesi dall'edizione inglese. Scritto negli anni tra il matrimonio e il divorzio dal giornalista portoghese Jorge Arantes - dal quale la Rowling ha avuto la prima figlia Jessica, nel 1993 - sulla genesi de 'La pietra filosofale' si è anche molto favoleggiato raccontando della scrittrice sola, disoccupata, con una bambina piccola che scriveva al bar sotto casa, a Edimburgo, perché non aveva i soldi per pagarsi il riscaldamento.

Joanne Rowling, vero nome della scrittrice, che su consiglio del suo primo editore ha usato lo pseudonimo letterario JK Rowling per far credere che 'La pietra filosofale' fosse stata scritta da un uomo, è nata il 31 luglio 1965 in un sobborgo di Bristol da una famiglia di modeste origini, ha cominciato a scrivere a sei anni ed è diventata celebre e ricca con Harry Potter, terzo libro più venduto dopo la Bibbia e il 'Libro rosso' di Mao. Sul motivo della pottermania e dell'inarrestabile successo della saga, anche al cinema - il primo film della Warner è uscito nel 2001 con Daniel Radcliffe - si è molto dibattuto, sono usciti studi e volumi. Il maghetto adolescente, orfanello apprendista stregone alla Hogwarts School di Albus Silente, dove la posta è consegnata dai gufi e lo sport preferito è il Quidditch che si pratica a cavallo di un manico di scopa, ha catalizzato l'attenzione anche dei ragazzini più riluttanti alla lettura per la facilità a identificarsi con il suo mondo fantastico dove l'amicizia e il coraggio vincono la paura. E dove la comunità magica vive fianco a fianco a quella dei Babbani che non sono dotati di poteri magici. E poi c'e' Lord Voldemort, il malvagio 'Signore Oscuro' che ha tentato di uccidere Harry. Parole magiche sono entrate nel linguaggio della generazione Harry Potter, quella dei lettori che adesso hanno fra i 19 e i 30 anni ma l'attrazione continua anche per i bambini di oggi.

La pottermania ha generato una pioggia di gadget tra libri e film. L'uscita di ogni volume è stata un evento superatteso con notti bianche nelle librerie. Sui social si sono scatenati i fan con anticipazioni, indiscrezioni e curiosità ad ogni uscita di volume e nelle sale per ogni film l'invasione è stata massiccia. Per l'anniversario la Bloomsbury ha organizzato, per ottobre 2017, con la British Library una mostra sulla magia ispirata alla saga di Harry Potter, con draghi, grifoni, oggetti e manoscritti sulle origini della Pietra Filosofale.

Ieri, 19:372017-06-26 19:37:08
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Deceduto Gianfranco Righi, l'ideatore di Geronimo Stilton

In Mondadori ha lanciato la collana di libri per ragazzi dedicata a Geronimo Stilton, il topo più famoso dopo Topolino. Gianfranco Righi, 75 anni, ex...

In Mondadori ha lanciato la collana di libri per ragazzi dedicata a Geronimo Stilton, il topo più famoso dopo Topolino. Gianfranco Righi, 75 anni, ex dirigente della casa editrice per cui attualmente era consulente, è morto oggi in un incidente stradale a Ivrea, nel Torinese. In sella alla sua moto, ha tamponato un suv che, all’incrocio tra via Jervis e corso Nigra, si era fermato per dare la precedenza a un pick-up. Prima di lavorare alla Mondadori, Righi era stato il capo del personale della Olivetti.

Ieri, 17:412017-06-26 17:41:02
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Un mediatore per riorganizzare il Museo d'Arte dei Grigioni

Il direttore del Dipartimento dell’educazione del Canton Grigioni, Martin Jäger, opta per l’intervento di un 'mediatore' nella vicenda della...

Il direttore del Dipartimento dell’educazione del Canton Grigioni, Martin Jäger, opta per l’intervento di un 'mediatore' nella vicenda della riorganizzazione della gestione del Museo d’Arte, con un cambio al vertice annunciato il 14 giugno e 'congelato' dopo pochi giorni. Sarà il 73enne Hans Hatz, membro del consiglio della fondazione 'Kulturforschung Graubünden' ed ex presidente della Banca Cantonale dei Grigioni, il 'mediatore' scelto da Jäger per seguire la seconda fase del processo di riorganizzazione del personale al Museo d’Arte dei Grigioni. Lo comunica lo stesso Dipartimento in una nota odierna aggiungendo che “la sospensione della riorganizzazione annunciata il 20 giugno dà la possibilità di analizzare più a fondo la ristrutturazione del personale nelle prossime settimane estive e di trarre le dovute conclusioni”. In questa fase si procederà a consultazioni con le parti interessate interne ma anche esterne, si spiega nella nota, ovvero organizzazioni e soggetti del mondo culturale del cantone, ma soprattutto si farà ricorso a un 'mediatore', una persona “neutrale, affermata ed esperta”, si legge nella nota. Hatz, che è stato anche consigliere comunale della città di Coira e dispone di “molti anni di esperienza nelle questioni culturali, politiche ed economiche”, parteciperà a tutto il processo di analisi accompagnando i colloqui con i diretti interessati, ma la regia resta a Jäger che si impegna a trovare la soluzione definitiva entro le prossime settimane. Cambio vertice museo: annuncio e dietrofront Poco meno di due settimane fa Jäger aveva annunciato un cambio al vertice nel Museo: Stephan Kunz, in carica dall’ottobre 2011, avrebbe dovuto assumere il ruolo di curatore principale lasciando la direzione (ad interim per un anno) alla 36enne Nicole Seeberger, che lavora per la struttura dal 2009. Dopo le polemiche sollevate da più parti nel panorama culturale grigionese, perplesso per l’annuncio, il Governo aveva fatto marcia indietro annunciando il 20 giugno la decisione di "congelare" la riorganizzazione per analizzare ed approfondire ulteriormente la questione, lasciando la direzione vacante.

Ieri, 06:302017-06-26 06:30:19
Beppe Donadio @laRegione

Paolo Belli: 'la musica, il mio sogno di bambino'

Erano gli anni di Huey Lewis and The News, gli anni delle blues band con sezione fiati, tutti sul palco, stringendosi un po’. Sono stati anche gli anni dei Ladri di...

Erano gli anni di Huey Lewis and The News, gli anni delle blues band con sezione fiati, tutti sul palco, stringendosi un po’. Sono stati anche gli anni dei Ladri di Biciclette, che nel 1989 fecero conoscere all’Italia intera la forza esplosiva e il buonumore contagioso del fondatore e front-man Paolo Belli. Da quella fine di decennio, il musicista-cantante-intrattenitore si è messo in proprio, è cresciuto, sino a diversificare la sua carriera tra palco, teatro e tv. Oggi, anche calcisticamente parlando, è il neo Presidente della Nazionale Italiana Cantanti. Icona dell’intrattenimento misurato, impegnato nel sociale con altrettanta misura, la sua carriera musicale è sempre corsa parallela a tutto il resto. Mercoledì 28 giugno, dalle 22 sul New Orleans stage, va in scena l’atto unico di Paolo Belli a JazzAscona, con band di undici elementi al seguito. Una prima assoluta per Mister Swing, che con la Svizzera ha un ‘conto aperto’, bellissimo da ascoltare…

Sul libro dei sinonimi, alla voce “Paolo Belli”, c’è scritto “buonumore”…

Te lo dico senza giri di parole: io da bambino sognavo di fare questo. Non solo faccio quello che ho sempre sognato, ma vengo anche pagato per farlo. Dimmi perché non dovrei essere felice. Sento che devo restituire questa felicità in tutto e per tutto agli altri, che spesso non hanno avuto una vita felice come la mia, soprattutto di questi tempi.

JazzAscona è un’occasione importante per il pubblico, ma anche per te…

Sì. Nella mia vita artistica ho avuto tanto successo, ma anche un periodo bruttissimo. La Svizzera nel momento brutto ha continuato a trattarmi come se io fossi Bruce Springsteen. Mi hanno sempre chiamato, e ogni volta ero quasi in imbarazzo, perché sapevo di non essere al top in quel momento. Anzi, tutt'altro che al top, ero sotto terra. Questo mi ha fatto capire che da voi c'è un rispetto verso la cultura e verso l'artista che viene gratificato. Una cosa che mi ha insegnato molto. È stato un piacere tutte le volte. Poi è arrivato un momento nel quale la mia carriera è tornata ad essere bella, fulgida, tenendomi impegnatissimo e lontano dalla Svizzera, e infatti sono molto curioso di tornare  per capire se c'è sempre quel rispetto per il jazz, lo swing, per la musica in generale. Sono convinto che sia ancora così. Torno anche per dire grazie, perché se sono ancora qua lo devo anche alla Svizzera.

L’ambiente musicale non è proprio il circolo del bridge. Come si resta in vetta per 30 anni?

La mia esperienza mi porta a dire che ci vuole innanzitutto rispetto del dono che ti hanno dato dall'alto. Hai un dono? Bene, adesso però da lì partiamo. Quindi studiare, mettersi in gioco con umiltà, senza fermarsi mai.

Hai parlato della musica come di un gioco molto serio…

Io ho sempre fatto musica con tanta gente, più che da solista, e la storia insegna che non è facile far sopravvivere le persone con il jazz e con lo swing. Mi spiego. Capita di avere proposte economicamente così allettanti che un furbo suonerebbe in quintetto. Ma io non sono un furbo. Invece di dividere la torta per 5, preferisco dividerla per 25, tra musicisti, tecnici e tutto il resto. Però io so che quando arriverò lì, darò il massimo di me stesso, e non potrò recriminare su niente. Questo è il mio modo di giocare nella maniera più seria possibile. Devi avere rispetto di chi lavora con te, e questo rispetto, a mio parere, paga sempre.

Questa era la parte seria. E il gioco?

Non mi prendo mai sul serio. Quando ho scritto la canzone, ho fatto le prove e sono salito sul palco, da lì in poi deve venir fuori il bambino. Poi, suonando jazz e swing, ogni volta vengono fuori cose che nemmeno te lo aspettavi. Ma la colpa è dei miei maestri, Jannacci, Buscaglione, Carosone, che non si sono mai presi sul serio. Me ne lavo le mani, la responsabilità è tutta loro.

Da Belli a Carosone. Un emiliano e un napoletano. Niente di più simile…

Due terre vicinissime per via del jazz e dello swing, unite dal funk, dal blues, dal sole, dalla voglia di stare in mezzo alla gente.

Diecimila persone a Cosenza, data di apertura del tuo tour. Dunque la gente ha ancora voglia di musica?

Sì, come non mai. Credo sia un segnale che abbiamo fame di serenità. E cos’è la prima cosa che fai quando hai voglia di serenità? Ascolti musica. Quando cinque anni fa ci fu il terremoto nella mia terra, dopo ognuna delle scosse di assestamento che sentivamo, io e mia moglie ascoltavamo musica. C’è tanta voglia di musica, grazie a Dio, mai come in questo momento ce n’è bisogno. La musica è una cosa talmente grande, tanto più in alto di noi…

Non hai mai nascosto di essere juventino, hai pure scritto l’inno della squadra. Hai mai pensato di esserti giocato una parte di pubblico?

Innanzitutto per me è stato un grande orgoglio quando la società ha deciso per questa canzone. Me l'ero fatta la domanda, e invece la cosa meravigliosa è scoprire che la gente ti vuole bene perché quelli che non hanno la mia stessa fede calcistica dicono “oh, sei forte. Hai solo quel piccolo difetto...”. Nessuno mi ha mai tolto dalla lista. Nemmeno quando gli dico che il difetto non è il mio, ma il loro...

Per concludere, da juventino quale sei, sai spiegarti cos’è successo a Cardiff?

Cardiff? Scusami, non so di cosa tu stia parlando...

23.6.2017, 16:222017-06-23 16:22:26
@laRegione

Antibatterici, quando il pericolo arriva dalla cura

Oltre 200 scienziati di tutto il mondo chiedono uno stop all’uso di due antibatterici, il triclosan e il triclocarban, usati in più di duemila prodotti, dai...

Oltre 200 scienziati di tutto il mondo chiedono uno stop all’uso di due antibatterici, il triclosan e il triclocarban, usati in più di duemila prodotti, dai saponi ai giochi per bambini, di cui l’efficacia non è stata dimostrata ma che secondo alcuni studi potrebbero essere addirittura dannosi per la salute. L’appello, che va sotto il nome di ’dichiarazione di Firenze’, è stato pubblicato dalla rivista Environmental Health Perspectives. I due agenti sono stati vietati per i saponi dall’Fda, ma secondo il manifesto, stilato durante un convegno nel capoluogo toscano, ne andrebbe ristretto l’uso in tutto il mondo.

Negli studi sugli animali e in vitro, sottolinea il documento, le due sostanze sono state associate a impatti sull’apparato riproduttivo e sullo sviluppo, e le potenziali implicazioni per la riproduzione umana sono ora oggetto di studio. Inoltre i due antibatterici sono molto persistenti nell’ambiente, a danno di animali e piante, e contribuiscono in caso di utilizzo eccessivo allo sviluppo di batteri resistenti. Il documento termina con alcune raccomandazioni.

"Evitare l’uso di triclosan, triclocarban e altri agenti antimicrobici, tranne quando ci sono evidenze scientifiche di benefici per la salute (come ad esempio nei dentifrici per le malattie gengivali) – scrivono gli autori -. Quando sono necessari antimicrobici usare alternative più sicure. Indicare in etichetta se un prodotto contiene queste sostanze, anche se non è richiesto. Valutare la sicurezza degli antimicrobici e dei loro prodotti di trasformazione per tutto il ciclo di vita, dalla produzione al rilascio nell’ambiente".

23.6.2017, 08:222017-06-23 08:22:20
Beppe Donadio @laRegione

Qualcuno gradisce del funk?

Le due righe di presentazione sulla pagina social sono un certificato di garanzia: “se volete del funk, vi diamo del funk”. Tutto molto chiaro. Sono bastati due soli anni a Re:Funk, band...

Le due righe di presentazione sulla pagina social sono un certificato di garanzia: “se volete del funk, vi diamo del funk”. Tutto molto chiaro. Sono bastati due soli anni a Re:Funk, band italo-ticinese, per suonare in alcune delle piazze più ambite dai musicisti, quella Grande nell'inverno del Locarno On Ice e la Rotonda durante il Festival del Cinema. Il gruppo guidato dal batterista, produttore, compositore ed educatore Dario Milan è ensemble di recente fondazione, costruito a quattro mani con Maqs Rossi, voce, attualmente impegnato anche sul fronte solistico (e co-prodotto dallo stesso Dario). I Re:Funk saranno parte integrante dell'edizione 2017 di JazzAscona (23, 26 e 29 giugno), ma si regaleranno anche una notte a Montreux (1 luglio) nella sezione 'Off' per nuove proposte, scelti tra 1.500 band. Quale migliore occasione per fare due chiacchiere proprio con il leader Milan su storia, progetti e ambizioni di un ottetto di professionisti con un dichiarato debole per il Re del Soul...

Re:Funk: la genesi in poche righe...
All'inizio del 2015, io e Maqs Rossi abbiamo deciso di mettere in piedi questa cosa molto per gioco. Siamo entrambi appassionati di funk e abbiamo pensato ad un quartetto. Per coprire la parte di repertorio anni 60/70 abbiamo chiamato un sassofonista. Poi ci siamo decisamente fatti prendere la mano, e ci siamo ritrovati in otto...

Due parole su questa 'famiglia allargata'?
Insieme a me e a Maqs ci sono Francesca Morandi al basso, Mad Mantello alla chitarra,
Luca Fraula alle tastiere, Emiliano Romano al sax tenore e ai cori, Mirko Roccato al sax baritono e Mauro Brunini alla tromba. Siamo un insieme di 'ticinesi ticinesi' e ticinesi d'adozione, come me, per esempio. Il mercato in Ticino è un po' piccolo per una band così grossa, contando il fatto che facciamo musica per professione, ma i riscontri importanti ci danno motivazioni importanti...

Sarete ad Ascona con “The King Years”: di che si tratta?
Portiamo appositamente per JazzAscona un omaggio a James Brown. Vorrei che passasse il concetto di omaggio e non tributo, inteso come tribute-band, cosa che non siamo. “The King Years” riassume la collaborazione con la King Records, il periodo di James Brown che noi preferiamo e che coincide anche con i successi più grandi, più o meno fino al cambio della guardia della sua band. Dopo Ascona, porteremo “The King Years” oltre Gottardo, in inverno.

JazzAscona a parte, che succede nel resto del tempo?
Stiamo lavorando al nostro primo disco di inediti, che registreremo live dall'inizio alla fine. Ci avvarremo della collaborazione di Mauro Fiero, che cura da sempre il nostro suono. Ci è anche venuta voglia di ospitare qualche guest vocale, e di allargare la sezione fiati fino a 5 o 6 elementi...

...potreste fare un colpo di telefono ai Tower of Power...
Ci sono cresciuto con i Tower of Power, ancor più che con James Brown. Li ho visti ad Estival nel 2010, purtroppo senza il baritonista, ma è stato comunque un gran concerto. Re:Funk, nello specifico, interpretano il funk proprio nelle modalità dei Tower of Power, in modo più energico di quello dei canoni tradizionali. Oggi ascolto anche cose più moderne, legate al new soul, ma le mie radici sono sempre ben piantate negli inizi...

Ti avrei chiesto chi sono i tuoi maestri, e una parte li abbiamo appena scoperti...
Sì, anche se nello specifico del mio strumento dovrei citare Dave Garibaldi o i grandi batteristi che hanno suonato con James Brown, per esempio Clyde Stubblefield, morto quest'anno, quello di “Funky drummer”. Mi ricordo un'intervista in cui disse «Io odio quel brano!», perché era nato alle 3 del mattino, suonato a fatica e male. Nonostante questo, è diventato il groove più campionato da musicisti e deejay... Ci sarebbero anche Buddy Rich, Elvin Jones, alcuni mostri sacri come Gadd, Erskine, Weckl e alcuni batteristi “più recenti” come JoJo Mayer, Benny Greb, Chris Dave, e tantissimi altri. Dentro c'è tutto, jazz, fusion, hip hop, elettronica, anche se il funk resta quella cosa che mi fa davvero battere il cuore...

22.6.2017, 15:332017-06-22 15:33:10
Beppe Donadio @laRegione

Brunori Sas, Targa Tenco alla nuda e cruda Verità

Nella primavera italiana dei Festival musicali delle compagnie telefoniche, durante i quali si certificano vendite e simpatia, arriva puntuale come ogni anno il...

Nella primavera italiana dei Festival musicali delle compagnie telefoniche, durante i quali si certificano vendite e simpatia, arriva puntuale come ogni anno il riconoscimento di una giuria specializzata e non della contabilità. Si chiama Targa Tenco ed è, in un certo senso, l’equivalente dei Razzie Award, se per equivalente s’intende il fatto che i suddetti premi si assegnano entrambi nella stessa località di ben più rinomate kermesse. Il Razzie fa da contraltare alla Notte degli Oscar (a Los Angeles) e le Targhe al più noto Festival di Sanremo (dove, lo dice il nome). Ma se il Razzie premia il peggior film dell’anno con un lampone incollato su di un nastro Super8 dipinto d’oro (valore complessivo del trofeo: meno di 5 dollari), il Club Tenco sceglie il meglio della musica italiana, consegnando una targa il cui valore, come manufatto, non è dato sapere. Non è dato sapere nemmeno cosa succederebbe se la giuria del Tenco giudicasse anche il Festival dei Fiori. E non abbiamo nessuna intenzione di chiedercelo. 

Complice il video di Giacomo Triglia, complice un disco (“A casa tutto bene”) che finalmente suona come un disco (non più scarno per dogma), complice soprattutto il suo autore, al quale si deve il brano, molto altro e il perché di questo articolo, Brunori Sas ha vinto con “La verità” la Targa Tenco per la miglior canzone dell’anno. L’artista, come presumibilmente si fa con i Telegatti, la metterà in salotto di fianco a quella vinta nel 2010 come interprete emergente. Sperando di non vederlo mai sulla poltrona del vocal coach a giudicare talentuosi adolescenti pieni di sé, brindiamo oggi allo splendido disagio creato dall’ascolto di quella canzone, esperienza umana da ripetere con parsimonia, per preservarla dall’usura, e sempre urlando sull’inciso (in particolare in auto).

Brindiamo all’artista vero come la verità e al suo prendersi gioco della spocchia del cantautore sul piedistallo, figura un tempo bisognosa di riverenza da bancario (ora estinta, per credibilità) o da parroco del paese (immutata nel tempo). Brindiamo anche al Brunori che sulle pagine del Sole 24 Ore si è scritto un gustoso reportage chiamato “In Italia tutto bene”, nel quale risparmia al giornalista le domande giuste per tirargli fuori il meglio, tirandoselo fuori da sé. Dentro quel selfie fatto di pensieri c’è anche un po’ del Brunori svizzero, che tempo fa benediceva il ritardo all’appuntamento con la stampa alla Rsi e si augurava almeno un problema tecnico durante l’esibizione serale, tanto per sfatare il mito che in Svizzera funziona tutto. Brindiamo, dunque, in attesa che finalmente qualcuno – il Brunori – ce lo riporti qui, a suonare. 

22.6.2017, 06:052017-06-22 06:05:50
Beppe Donadio @laRegione

Serena Brancale, galleggiare sul ritmo

Siamo sinceri. Eravamo tra quelli che durante il Sanremo 2015, nel momento dell'esclusione di Serena Brancale dalle nuove proposte, abbiamo tirato una pantofola contro il...

Siamo sinceri. Eravamo tra quelli che durante il Sanremo 2015, nel momento dell'esclusione di Serena Brancale dalle nuove proposte, abbiamo tirato una pantofola contro il televisore. La visibile emozione della giovane barese sul palco dell'Ariston aveva reso la sua “Galleggiare” ancor più toccante di quanto la composizione fosse già. Da quella notte in riva al mare, e dal quel brano che distribuiva brividi, è nato l'album omonimo, con Michele Torpedine (già dietro la Giorgia degli esordi) nelle vesti di produttore esecutivo. Voce personalissima, calda e misurata, Serena – già parte integrante del tour di Mario Biondi – 'galleggerà' sulle rive di Ascona i prossimi 23 e 24 giugno insieme al grande batterista messicano Israel Varela e al poliedrico Angelo Trabucco al pianoforte, in un progetto il cui nome è Soulenco, da intendersi come 'musica in nome della contaminazione'...

Parlaci di Soulenco e dei tuoi compagni di viaggio...

Israel Varela, quando è nata la nostra amicizia, mi disse che quello che scrivo si presta ad essere contaminato, così filtriamo brani miei con le sue idee ritmiche e i suoi colori, unendo il suo suono acustico con quello mio, che viene dalla batteria elettronica, dalla loopstation e dal mio smartphone. È un concerto nel quale il ritmo è protagonista, anche vocalmente. Insieme a noi c'è Angelo Trabucco, pianista  capace di suonare qualsiasi cosa che sia melodica.

Posso affidarti la scheda di presentazione di Serena Brancale?

Sono di Bari, vivo a Roma. Nasco come violinista, ho suonato la batteria e ho preso qualche lezione di pianoforte. Ho iniziato a cantare tardi, a 17 anni. Ho scritto il primo pezzo a 18, ho recitato molto  recitato, e ho fatto 2 film. Ho lavorato in radio, ho danzato, poi sono arrivati i primi brani. Mi piaceva l'idea di aver confezionato dei pezzi da fare ascoltare ai miei genitori, agli amici. Ho scritto una quarantina di pezzi, molti sono inediti e altri sono finiti dentro “Galleggiare”. Suono il piano per comporre i brani, ma non sono pianista. Cerco di suonare cose semplici, anche perché spesso nelle cose semplici si nasconde la bellezza. Faccio la cantante e gioco con gli strumenti, mettiamola così...

Mario Biondi ti ha voluta con sé, ma non per fare la corista...

Si, sono stata parte integrante della band. Con la mia elettronica, la loopstation e tutto il resto ho agito esattamente come uno strumentista. E poi, ovviamente, il canto. La cosa bella, a parte i duetti con lui, è stato questo girovagare che ci ha portati in tante città italiane. Ora continuano le date con Israel Varela e con il mio quartetto, con il quale sono stata in Asia per la prima volta nella mia vita. Esperienza straordinaria, pubblico caloroso, interessato alla musica soul in italiano e molto partecipe. Un viaggio splendido nel quale ho potuto apprezzare la totale diversità del cibo, dei colori e della loro Cultura. Spero vivamente di ritornarci.

Maestri, punti di riferimento, amori musicali?

In Italia Eduardo De Crescenzo, Pino Daniele, Fabio Concato. Quanto agli americani, Erykah Badu, Stevie Wonder, Earth Wind & Fire. E poi grazie a Mario (Biondi, ndr) ho riscoperto la Motown, che da piccola avevo ascoltato con mio padre.

Che ricordi ti sei portata via da Sanremo?

Ho rivalutato la musica fatta in televisione. Sì, è vero che è impacchettata, che non ha la naturalezza del live, però anche per impacchettare la musica ci vuole esperienza, è una cosa da grandi professionisti e pretende capacità specifiche. La televisione ha tempi precisi, e tu precisa lo devi essere, e concentrata. Parlando della mia esibizione, è chiaro, a posteriori uno può sempre pensare di mettere a posto un po' di cose, più sicurezza e meno emozione, ma il piacere sarebbe lo stesso...

Sei una che non deve nulla ai talent. Una cosa di cui andare fiera?

Veramente io ci ho provato qualche volta a iscrivermi, ma i talent non mi hanno proprio voluta. Sinceramente, se fosse successo, credo che sarei diventata molto diversa da come sono ora...

21.6.2017, 14:502017-06-21 14:50:45
@laRegione

Amy MacDonald a Locarno per presentare Moon & Stars

Sorpresa alla presentazione delle novità di Moon&Stars, dopo Leo Leoni e Nick Maeder è arrivata Amy MacDonald.

Felice di tornare in Piazza Grande, la...

Sorpresa alla presentazione delle novità di Moon&Stars, dopo Leo Leoni e Nick Maeder è arrivata Amy MacDonald.

Felice di tornare in Piazza Grande, la cantautrice scozzese porterà pure i suoi genitori: "Ho mostrato loro le foto dell'altra volta e sono voluti venire a vedermi qui, è splendido".

Venendo alle novità, quest'anno da Largo Zorzi fino al lago sarà tutta la strada dedicata alla musica (gratuita) e allo street food. Previsti circa 50 concerti, fra cui Andrea Bignasca, Make Plain è la Vasco Jamdel sindaco Alain Scherrer. In Piazza, invece, esauriti i biglietti per Zucchero.


21.6.2017, 04:442017-06-21 04:44:17
Claudio Lo Russo @laRegione

Il diavolo torna a Bellinzona

Per il terzo anno Bellinzona accoglie le Blues Sessions, da giovedì a sabato sera in piazza Governo. Insomma, il blues ha ritrovato casa nella capitale grazie all’impegno di Coopaso e di...

Per il terzo anno Bellinzona accoglie le Blues Sessions, da giovedì a sabato sera in piazza Governo. Insomma, il blues ha ritrovato casa nella capitale grazie all’impegno di Coopaso e di tanti volontari che non risparmiano sforzi per allestire un programma di peso (tra l’altro gratuito). Fra i nomi in programma, infatti, troviamo sabato Bobby Rush, da decenni uno dei punti di riferimento del blues mondiale, ma pure Rick Estrin, Johnny Rawls, Zac Harmon e, fra gli altri, i Make Plain e la South Switzerland Blues Connection, formazione che riunisce alcuni dei migliori bluesman di questa regione. In breve, tre serate per 13 concerti. Ma, come ci spiega il direttore, Claudio Egli, non si tratta solo di questo: «È un concetto che portiamo avanti fin dall’inizio, un discorso culturale con cui spaziare oltre la musica e far capire che il blues non è una cosa sola, ma ha tante sfumature ed è all’origine di molta musica moderna».

Insomma, il blues è vivo e sempre in movimento. Dove va oggi?

Anche oggi il blues si rifà agli stili che esistono da sempre, dati dalla geografia. Il blues è nato negli Stati del sud degli Usa, poi si è trasferito al nord, in particolare a Chicago, che negli anni 50 è stata la sua patria, trasformandolo da acustico in elettrico; oppure verso ovest, creando lo stile West Coast. Ogni territorio influenza a modo suo lo stile, a ovest ad esempio ci sono influenze che arrivano dal Tex-Mex e dalla musica latina, mentre nel Mississippi si è rimasti più legati alla tradizione acustica, a New Orleans al jazz, a New York si sono sviluppate sonorità urbane vicine al funk o al rhythm’n’blues. Oggi ci sono sì dei cambiamenti generazionali, ma anche i giovani restano legati alla tradizione, pur rinnovando il linguaggio. C’è poi da dire che il blues è musica ma è anche racconto, e adesso si parla di più di temi attuali. L’importante è far passare il messaggio che il blues non è triste, al contrario fa festa.

Ma tu quando vai negli Usa alla scoperta del blues, dove punti?

A parte New York, di solito sono arrivato a Memphis pensando di stare lì una settimana per poi spostarmi a nord. E ogni volta mi sono fermato nel Mississippi, dove il blues è nato e dove ancora oggi senti nell’aria quell’energia, non solo musicale, legata a un contesto sociale e di segregazione non ancora risolto.

Coopaso intanto è sempre senza un luogo di riferimento per i concerti durante l’anno. Dopo la collaborazione con un locale la stagione scorsa, siete tornati al punto di partenza?

Il rapporto con gli esercizi pubblici è sempre un po’ difficile. Noi lavoriamo spinti dalla passione, per fare come detto un discorso di tipo culturale, e spesso questo non si concilia con gli aspetti commerciali. Abbiamo quindi scelto un rapporto diverso con il territorio, organizzando concerti in luoghi non consueti legati al mondo del lavoro: la carrozzeria, la falegnameria, la cava, la cantina, la fattoria. E abbiamo avuto un buon riscontro, sia di pubblico che con gli sponsor. È un discorso che vorremmo portare avanti nella nuova Bellinzona, spostandoci un po’ come un circo. Certo, ritrovare una sede come il Paso sarebbe un sogno, non solo nostro. Proprio in questi giorni la nostra presidente ha presentato una mozione affinché anche la città di Bellinzona si doti di una casa della cultura, aperta ad associazioni attive in questa regione: sarebbe importante.

 

20.6.2017, 19:002017-06-20 19:00:30
@laRegione

Vasco, una app per il concertone di Modena

Una app per i 220 mila che si preparano a invadere Modena per la feste dei 40 anni di Vasco Rossi al Modena Park il 1 luglio. L'app, pensata per accompagnare il pubblico...

Una app per i 220 mila che si preparano a invadere Modena per la feste dei 40 anni di Vasco Rossi al Modena Park il 1 luglio. L'app, pensata per accompagnare il pubblico all'interno di tutti gli eventi e le iniziative legate al concerto, è disponibile sugli store Apple e Google Play. Oltre alla possibilità di inviare il proprio selfie a Vasco, pubblicare le proprie foto su Facebook e navigare sulla mappa di Modena Park, per i partecipanti al concerto è prevista una sorpresa. Tra le varie funzioni quella di scattare un selfie (fino al 28 giugno) ed inviarlo a Vasco per vederlo proiettato sul Social Wall durante il concerto; di scoprire tutti gli eventi legati a Modena Park e rimanere aggiornato; di consultare la mappa per muoversi all'interno di Modena Park.

16.6.2017, 16:302017-06-16 16:30:17
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La piramide di Christo

L’artista statunitense di origini bulgare Christo, specialista nella realizzazione di opere su grande scala, intende costruire ad Abu Dhabi una piramide tronca alta 150 metri e formata da 400’000...

L’artista statunitense di origini bulgare Christo, specialista nella realizzazione di opere su grande scala, intende costruire ad Abu Dhabi una piramide tronca alta 150 metri e formata da 400’000 barili di petrolio. Lo riporta il quotidiano Basler Zeitung, al quale l’82enne ha concesso un’intervista.

Noto per lavori spettacolari come la recente passerella di oltre tre chilometri sul lago d’Iseo che ha attirato più di un milione di visitatori, Christo ha dichiarato al giornale renano di aver cominciato a dedicarsi a questa idea circa 40 anni fa. Il progetto è denominato Mastaba: si chiamavano così le tombe egiziane che apparivano come una piramide col tetto piano. "Non è ancora stata individuata una data specifica per avviare l’installazione", ha specificato l’artista.

Insieme alla moglie Jeanne-Claude, scomparsa nel 2009, Christo è l’artefice della cosiddetta Land Art, che prevede la modifica temporanea del paesaggio.

16.6.2017, 06:192017-06-16 06:19:45
Clara Storti

Territori di svelamento

Un filo rosso che si intreccia in quattro trame che, seppur distinte, hanno alla loro origine l’identità; più precisamente la rivelazione di essa. “Svelamenti” è infatti il titolo della quinta...

Un filo rosso che si intreccia in quattro trame che, seppur distinte, hanno alla loro origine l’identità; più precisamente la rivelazione di essa. “Svelamenti” è infatti il titolo della quinta edizione di Territori - Festival di teatro in spazi urbani, che abiterà e animerà alcuni luoghi insoliti della città di Bellinzona, dal 10 al 15 luglio (con un giorno in più di programmazione). La rassegna è una realtà che si è ben radicata in questi cinque anni, si perdoni il bisticcio, nel territorio, facendo scoprire e riscoprire luoghi urbani a turisti e cittadini. Il festival è anche luogo di incontro per artisti affermati e nuove realtà emergenti, così come spazio di sperimentazione. Ma non solo. Territori apre le finestre sul mondo, affrontando temi attuali, che coinvolgono, più o meno direttamente, la nostra realtà, tenendo, negli anni, sullo sfondo il contesto del Mediterraneo.
La rassegna è stata presentata mercoledì scorso da Gianfranco Helbling, direttore del Teatro Sociale, che ha altresì anticipato che ci saranno un paio di luoghi inediti in cui verranno messe in scena alcune proposte: Villa Eden, la Torre del Castelgrande e uno segreto, poiché la sua scoperta fa parte dello spettacolo.
La pratica teatrale, come è stato spiegato ieri, si connatura ad esempio nell’uso della maschera che mette in atto un gioco di velamento/svelamento della propria identità. Ma nascondere-rivelare la propria identità è carattere peculiare dell’essere umano, che spesso determina le sue azioni. Il festival ha preso come fulcro tematico lo svelamento dell’identità andando al di là dell’oggetto-maschera, mettendo sotto la lente i vari espedienti con cui si “nasconde” il proprio essere.
Questo filo tematico ha nel velo islamico la scintilla: questione sensibile e molto attuale che rimanda a quella più ampia del ruolo della donna nelle comunità musulmane.
Venti appuntamenti e ‘Territori off’
Ecco la sorgente da dove è sgorgata la concezione della programmazione 2017, con venti fra spettacoli e performance, per tre “trame”: ‘Velo islamico e dintorni’; ‘Identità nascoste nella cultura occidentale’ e ‘L’attualità fra migrazioni e terrore’.
Due spettacoli trattano il tema del velo: “La même” delle giovani danzatrici palestinesi Farah Saleh e Salma Ataya, sulla scena del Teatro San Biagio, martedì 11 e mercoledì 12 luglio alle 22. L’altro spettacolo è lo spiazzante “Do you know Schubiduwuah?!”, della Compagnia Sündenbock di Zurigo (sabato 15 luglio, Villa Eden, alle 11, 14 e 16.30). Ci sarà poi l’installazione “Blinded” con la performer Azadeh Ganjeh (12, 13, 14 e 15 luglio, alle 11, 13, 15 e 19, ritrovo alla Casa del Popolo).
“La semplicità ingannata”, di Maria Cuscunà, ci racconta l’identità velata in Occidente nel contesto religioso (martedì 13 luglio al Teatro San Biagio, alle 20). Lo spettacolo “Macbettu”, di Alessandro Serra con Sardegna Teatro, invece mette in scena il mascheramento tradizionale del Carnevale (mercoledì 12, al Teatro Sociale, alle 19). Segnaliamo ancora la performance di Camilla Parini “Io sono un’altra”: un progetto, coprodotto dal Sociale, in cui 30 donne della Nuova Bellinzona si sono fatte raccontare attraverso due ritratti fotografici, una rappresentazione di sé e una del proprio lato nascosto. La vernice sarà l’apertura del festival lunedì 10 luglio a Villa dei Cedri (alle 18, visitabile in seguito tutti i giorni, 14-18).
La trama “Migrazioni e terrore” vedrà spettacoli come “Da questa parte del mare” di Giuseppe Cederna, basato sul libro del cantautore Gianmaria Testa (sabato 15 luglio, al Teatro Sociale, alle 20), oppure “Intorno a Ifigenia, liberata” un adattamento della pièce concepita da Carmelo Rifici di LuganoInScena, che tratta il tema della cieca violenza (martedì 11 luglio, alle 19, Teatro Sociale).
Importante è anche la presenza di artisti ticinesi: Elena Boillat e Flavio Stroppini con Monica de Benedictis, senza dimenticare la compagnia Trickster-p.
In collaborazione con Bellinzona, il festival è anche on the road: ci sarà infatti lo spettacolo itinerante e gratuito “Sie7e” della compagnia spagnola Ymedioteatro che, a bordo di un furgoncino-palco, viaggerà per Claro, Giubiasco, Monte Carasso e Sementina. Il festival, oltre al cartellone principale, offre una nuova serie di eventi chiamati “Territori off”: con animazioni e spettacoli per tutti i gusti, nella corte interna del Municipio.
I biglietti per gli spettacoli a pagamento sono disponibili in prevendita; tutte le informazioni su: www.territori.ch.

15.6.2017, 17:322017-06-15 17:32:36
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Nuova direzione per il Museo d...

Nuova direzione per il Museo d’arte dei Grigioni (Coira): la 36enne Nicole Seeberger. La nuova direttrice lavora per il Museo dal 2009, in precedenza ha lavorato per diversi anni per il Kunsthaus di Zugo. (ATS)

Nuova direzione per il Museo d’arte dei Grigioni (Coira): la 36enne Nicole Seeberger. La nuova direttrice lavora per il Museo dal 2009, in precedenza ha lavorato per diversi anni per il Kunsthaus di Zugo. (ATS)

14.6.2017, 01:002017-06-14 01:00:00
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Tobia Bezzola nuovo direttore del Museo d'arte della Svizzera italiana

Tobia Bezzola, attualmente alla direzione del Folkwang Museum di Essen, sostituirà Marco Franciolli alla direzione del Museo d'arte della...

Tobia Bezzola, attualmente alla direzione del Folkwang Museum di Essen, sostituirà Marco Franciolli alla direzione del Museo d'arte della Svizzera italiana il primo gennaio 2018.

La decisione è stata presa, all'unanimità, ieri pomeriggio dal consiglio di fondazione del museo su raccomandazione del comitato scientifico.

Tobia Bezzola, nato nel 1961 a Berna, è cittadino svizzero con origini ticinesi. Dal 2013 dirige il Folkwang Museum di Essen, uno dei più importanti musei d’arte in Germania e a livello europeo. Lungo la sua carriera ha ricoperto incarichi prestigiosi come il ruolo di assistente di Harald Szeeman (1992-1995) e, per oltre quindici anni, quello di curatore e poi di responsabile dei progetti espositivi, delle collezioni “Nuovi Media” e “Fotografia” al Kunsthaus di Zurigo. Durante il periodo zurighese, ha curato e co-curato una trentina di esposizioni tra le quali si annoverano mostre su Paul Gaugin, Pablo Picasso, Max Beckmann, Alberto Giacometti, Joseph Beuys, Christian Marclay, Thomas Struth, progetti espositivi tematici (“Rivoluzione! Italian Modernism from Segantini to Balla”; “Hot Spots: Rio de Janeiro / Milano – Torino / Los Angeles”), e collaborazioni con altre autorevoli realtà come il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, la National Gallery di Londra e il Reina Sofia di Madrid. Alla direzione del Museo Folkwang ha amministrato una struttura importante con attività collezionistiche ed espositive, oltre a gestire la relazione con i diversi gruppi d’interesse coinvolti e dedicare una particolare attenzione allo sviluppo di pubblico e attività collaterali.

Marco Franciolli è diventato direttore del Museo cantonale d'arte – divenuto, dopo l'unione con il Museo d'arte della Città di Lugano, Museo d'arte della Svizzera italiana con sede al Lac – nel 2000 e lo scorso ottobre aveva annunciato l'intenzione di lasciare l'incarico nel corso del 2018. «Ho un sentimento misto – aveva spiegato in un'intervista a laRegione–: da un lato c’è la soddisfazione di essere riuscito a compiere un’operazione storica, con la riunione dei due musei, dall’altro vi è la consapevolezza della necessità di avere un tempo lungo per portare avanti una strategia efficace di sviluppo del museo, tempo che per questioni anagrafiche non avrei».

13.6.2017, 13:192017-06-13 13:19:19
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Nozze segrete per Laetitia Casta

Gli attori francesi Laetitia Casta e Louis Garrel sono convolati a nozze... segrete. Lo scoop è del settimanale italiano 'Chi'. Palcoscenico del matrimonio un paesino della Corsica,...

Gli attori francesi Laetitia Casta e Louis Garrel sono convolati a nozze... segrete. Lo scoop è del settimanale italiano 'Chi'. Palcoscenico del matrimonio un paesino della Corsica, Lumio, in cui l'attrice ha trascorso la sua infanzia. Anziché un cavallo bianco, la bella attrice, già ex di Stefano Accorsi, ha scelto un gommone con a bordo i tre figli avuti dalle precedenti relazioni con Accorsi e il regista Stéphane Sednaoui. Insieme a loro per la cerimonia tenutasi in spiaggia solo una quarantina di invitati.

13.6.2017, 12:372017-06-13 12:37:17
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Con i colori di Bollywood si conclude OtherMovie

Una fiaba contemporanea, che al ritmo dei colori e della musica di Bollywood celebra la forza e la bellezza della multiculturalità. È la commedia “Babylon Sisters”...

Una fiaba contemporanea, che al ritmo dei colori e della musica di Bollywood celebra la forza e la bellezza della multiculturalità. È la commedia “Babylon Sisters” di Gigi Roccati, che sarà trasmessa stasera alle 20.30 al Cinestar di Lugano, nell'ambito del festival OtherMovie. Manifestazione che dopo otto giorni di proiezioni, conferenze e dibattiti sta volgendo al termine. Si terrà infatti domani l'ultima giornata, con la proclamazione delle migliori pellicole partecipanti al concorso ]guardo da vicino, che avverrà domani sera all'ArtHouse Lux di Massagno.

Sono undici i cortometraggi arrivati alla fase finale (su oltre 1'500 proposte): “Pampa” (di Martje Schreier, Germania), “Al di là del mare” (di Fabio Schifilliti, Italia), “Run(d) for freedom” (di Francesco Furiassi e Francesco Agostini, Italia), “Studio Pasolini” (di Pablo Jordan, Spagna), “The Photograph” (di Amin Toyouri, Canada), “La carta, il cavallo e gli uccelli” (di Zoran Tairovic, Serbia), “Whoever was using this bed” (di Andrew Kotatko, Australia), “Le goût du Saint Pierre” (di Amine El Mouetassim, Marocco), “Mare Nostrum” (di Maryam Rahimi, Italia/Iran), “Il mercante” (di Marina Polla De Luca, Italia) e “Protocollo umano” (di Massimiliano Piozzini, Svizzera). A giudicare la competizione sarà una giuria composta da: Victor Tognola, Andrea Gambetta, Mariana Bader, Arminio Sciolli e Gaston Dufuy.

A seguito dalla proclamazione del palmares, la chiusura della sesta edizione di OtherMovie è affidata alla musica di Marco Zappa e della sua band, che saluterà gli affezionati alla prossima edizione e sarà contemporaneamente l'ultima apertura del cinema di Massagno prima della pausa estiva.

13.6.2017, 08:402017-06-13 08:40:08
laRegione Ticino

Katy Perry 'nuda' per tre giorni

Tre giorni di vita esposti online. Sono quelli della pop star Katy Perry che ha presentato la sua ultima fatica discografica in una maniera del tutto inedita: 72 ore di diretta su...

Tre giorni di vita esposti online. Sono quelli della pop star Katy Perry che ha presentato la sua ultima fatica discografica in una maniera del tutto inedita: 72 ore di diretta su YouTube, da casa sua, con una sfilata di ospiti famosi, da Gordon Ramsay a Dita Von Teese. La cantante ü reduce dal concerto One Love Manchester. Risate, momenti di felicità, ma anche riflessione e lacrime, soprattutto quando ha confessato di aver pensato al suicidio.

12.6.2017, 16:242017-06-12 16:24:57
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Domani s'apre Art Basel

Domani inizia la 48.ma edizione di Art Basel, la maggiore fiera d’arte moderna e contemporanea. Dopo i primi due giorni dedicati agli operatori del settore, quali direttori di museo, curatori e...

Domani inizia la 48.ma edizione di Art Basel, la maggiore fiera d’arte moderna e contemporanea. Dopo i primi due giorni dedicati agli operatori del settore, quali direttori di museo, curatori e collezionisti, da giovedì a domenica sarà aperta al grande pubblico.

Sono presenti 291 gallerie di 34 paesi che propongono le opere di oltre 4000 artisti tra dipinti, disegni, sculture, installazioni, fotografie, film e video.

Interrogato dall’ats, il direttore di Art Basel, Marc Spiegel, ha detto di aspettarsi una forte affluenza di pubblico e collezionisti poiché quest’anno si svolgono anche due altri grandi eventi europei di arte: la 57.ma Biennale di Venezia (13 maggio-26 novembre) e la 14.ma Documenta di Kassel (10 giugno-17 settembre) che per la prima volta in sessant’anni di storia si sdoppierà per essere anche ad Atene (8-aprile-16 luglio).

Per vedere la più grande opera di Art Basel, "NOW I WON" di Claudia Comte, non sarà necessario pagare i 60 franchi di entrata. L’installazione, lunga una sessantina di metri e in forma di parco divertimenti, è infatti posta sulla Messeplatz, davanti alla fiera basilese. Essa comprende sette stand con vari giochi al prezzo forfettario di 3 franchi. Gli utili saranno versati a Pro Natura.

In margine ad Art Basel, nella città renana sono organizzate tre altre manifestazioni d’arte: la 22.ma edizione di Liste, la 13.ma di Volta e l’11.ma di Scope.

12.6.2017, 12:332017-06-12 12:33:32
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Imposte: oltre 1/3 ha chiesto la proroga

Oltre un terzo dei contribuenti non ha inoltrato la dichiarazione di imposta entro il termine di consegna ufficiale, soprattutto perché ha continuato a procrastinare oppure...

Oltre un terzo dei contribuenti non ha inoltrato la dichiarazione di imposta entro il termine di consegna ufficiale, soprattutto perché ha continuato a procrastinare oppure non aveva nessuna voglia di affrontare l’incombenza. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dal servizio di confronti internet Comparis.ch. Il 37% dei 1173 utenti che hanno partecipato al rilevamento non ha rispettato la scadenza. Il 18% dei ritardatari nella compilazione della dichiarazione ha affermato di non avere semplicemente avuto voglia di farla oppure di aver rinviato troppo a lungo l’incombenza. Quali altri motivi per il mancato rispetto del termine di consegna sono stati indicati l’assenza di documenti (13%) o la mancanza di tempo (12%). Soltanto il 5% degli interpellati ha dichiarato di aver mancato la scadenza per l’inoltro poiché ha trovato troppo complicata la dichiarazione.

Un contribuente su quattro ricorre comunque a un aiuto per compilare i vari moduli: il 7% si rivolge a familiari e amici, il 16% preferisce invece un consulente fiscale. Come ogni anno in questo periodo torna di attualità la questione dell’opportunità di dedurre le imposte direttamente dallo stipendio: ma al momento questo modello non sembra raccogliere la maggioranza dei consensi in Svizzera.