Economia

Ieri, 14:252017-06-23 14:25:24
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Tassare alla fonte per evitare l'indebitamento eccessivo

L’associazione di consulenza per il risanamento dei debiti Schuldenberatung Schweiz (Sbs) sostiene la detrazione automatica e volontaria delle imposte dallo...

L’associazione di consulenza per il risanamento dei debiti Schuldenberatung Schweiz (Sbs) sostiene la detrazione automatica e volontaria delle imposte dallo stipendio. I membri hanno adottato una risoluzione in questo senso, si legge in una nota odierna. Questo controllo diretto è uno strumento adeguato e semplice per migliorare la situazione, evidenzia il comunicato, in cui si ricorda che il mancato pagamento delle tasse è la prima causa di indebitamento delle famiglie svizzere. L’obbiettivo è anche quello di avere maggiore peso sulle singole iniziative cantonali sul tema. Nel mese di gennaio, il governo lucernese aveva respinto una mozione che chiedeva l’introduzione della deduzione automatica delle imposte dal salario. L’esecutivo dubitava che una tale misura potesse migliorare effettivamente il sistema di pagamento delle tasse per quanto riguarda le persone in condizioni finanziarie difficili. Più aperto si era invece mostrato il parlamento zurighese, che aveva in dicembre provvisoriamente sostenuto un’iniziativa simile. La ferma opposizione al progetto da parte di Udc, Ppd e Plr rischia però di far naufragare la proposta quando sarà necessario raggiungere la maggioranza dei voti. Secondo l’Ufficio federale di statistica, più di tre quarti delle famiglie fortemente indebitate aspettano almeno tre anni prima di entrare in contatto con un centro di consulenza specializzato. Divorzio, perdita del lavoro e malattia sono le principali cause del fenomeno. Quattro persone su cinque che richiedono l’aiuto di esperti devono far fronte a debiti fiscali.

Ieri, 14:132017-06-23 14:13:39
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Migros lascia l'Interprofessione del latte

In futuro Migros, che a fine 2017 lascerà l’organizzazione di categoria Interprofessione Latte (IP Latte), si assumerà in modo autonomo e indipendente la propria...

In futuro Migros, che a fine 2017 lascerà l’organizzazione di categoria Interprofessione Latte (IP Latte), si assumerà in modo autonomo e indipendente la propria responsabilità nei confronti del settore lattiero. Migros continuerà a pagare il latte ai suoi produttori ad un prezzo superiore al prezzo medio pagato per il latte di latteria. Con la sua latteria Elsa, Migros è un attore importante nella lavorazione dei latticini. Tramite la ELSA, Migros intrattiene con i suoi produttori una stretta collaborazione, che vanta contratti pluriennali e un prezzo al produttore superiore alla media. Sin dalla costituzione dell’IP Latte, Migros si è impegnata per la promozione dell’economia lattiera a tutti i livelli della catena di creazione del valore. Migros è l’unico grande operatore nella lavorazione del latte a pagare il prezzo indicativo stabilito dall’IP Latte pari a 65 ct./kg.

Ieri, 13:422017-06-23 13:42:02
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Chiamiamole semplicemente società per azioni

Il termine Società anonima è fuorviante e non corrisponde più alla realtà giuridica. Meglio sarebbe cambiare il termine 'anonima' (nel testo in italiano) e 'anonyme' (in...

Il termine Società anonima è fuorviante e non corrisponde più alla realtà giuridica. Meglio sarebbe cambiare il termine 'anonima' (nel testo in italiano) e 'anonyme' (in quello francese) in 'per azioni'/ 'par actions'. Del resto la definizione in lingua tedesca è 'Aktiengesellenshaft' che si traduce in 'Società per azioni'. È quanto chiede il deputato al Consiglio nazionale Marco Romano in una mozione al Consiglio federale in cui si precisa che a seguito della 'Legge federale concernente l'attuazione delle Raccomandazioni del Gruppo d'azione finanziaria rivedute nel 2012' non esistano più di fatto in Svizzera società anonime, ovvero con azionisti sconosciuti. Per Marco Romano sarebbe un modo per migliorare l'immagine della piazza finanziaria all'estero oltre a favorire la coerenza 'linguistica' nei testi di legge

Ieri, 08:402017-06-23 08:40:21
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Banca Cler, già cambiato il vertice

Hanspeter Ackermann, Ceo della Banca Cler, lascia l’istituto bancario per divergenze nella direzione. L’ex Banca Coop ha nominato Sandra Lienhart quale sostituta immediata. Il...

Hanspeter Ackermann, Ceo della Banca Cler, lascia l’istituto bancario per divergenze nella direzione. L’ex Banca Coop ha nominato Sandra Lienhart quale sostituta immediata. Il cambiamento è stato deciso in accordo con il Consiglio di Amministrazione della banca, informa un comunicato odierno. Ackermann era entrato a far parte dell’ex Banca Coop a inizio 2015. Sotto la sua guida l’istituto si è posizionato con successo sotto il nuovo nome e si è preparato in modo strategico alle sfide digitali, si legge nella nota. Lienhart guida dal 2004 il settore della distribuzione ed è membro della direzione generale. Conosce perfettamente tutti i progetti strategici di Bkb (Banca cantonale di Basilea, azionista maggioritario) e possiede tutte le competenze necessarie per la sua nuova funzione, aggiunge il comunicato. Daniel Rüegger, responsabile della regione nord-ovest, succede a Lenhart nella divisione distribuzione ed è nominato membro della direzione ad interim. René Saluz, responsabile del settore finanze e rischi, entra provvisoriamente a far parte della direzione aziendale. Il Consiglio d’amministrazione intende inoltre creare una nuova divisione aziendale per promuovere la trasformazione digitale.

22.6.2017, 10:382017-06-22 10:38:57
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Si allarga la forbice salariale tra manager e sottoposti

La confederazione sindacale Travail.Suisse è allarmata: tra il 2011 e il 2016 i salari dei direttori d’azienda sono saliti in media del 17%, mentre quelli...

La confederazione sindacale Travail.Suisse è allarmata: tra il 2011 e il 2016 i salari dei direttori d’azienda sono saliti in media del 17%, mentre quelli dei normali dipendenti sono cresciuti solo del 3,4%. La forbice salariale si allarga quindi nonostante l’approvazione dell’iniziativa sulle retribuzioni eccessive.

Nella maggior parte delle 27 imprese esaminate lo scorso anno i Ceo hanno percepito il 5% in più dell’anno prima, sottolinea Travail.Suisse nella sua 13esima inchiesta sulle remunerazioni. Nel 2011 la forbice salariale media tra il minore e il maggiore stipendio si attestava a 1:45, nel 2016 a 1:51.

Questa tendenza non si osserva soltanto nelle grandi ditte attive nella finanza e nella farmaceutica, ma si riscontra in tutti i rami economici. Come esempio viene citato il presidente della direzione del gruppo chimico basilese Lonza, Richard Ridinger, che ha guadagnato 76 volte di più che i suoi dipendenti dallo stipendio più basso. Oppure il gruppo attivo nel commercio e nella distribuzione Valora, nel quale in appena cinque anni la forbice salariale si è allargata da 1:23 a 1:59.

22.6.2017, 08:332017-06-22 08:33:28
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In crescita l'interscambio commerciale svizzero

Lo scorso maggio il commercio estero si è mostrato dinamico. Le esportazioni, dopo correzione del numero di giorni lavorativi, sono progredite del 7,5% e le...

Lo scorso maggio il commercio estero si è mostrato dinamico. Le esportazioni, dopo correzione del numero di giorni lavorativi, sono progredite del 7,5% e le importazioni dell’8,7%, si legge in un comunicato odierno dell’Amministrazione federale delle dogane. La bilancia commerciale ha chiuso con un considerevole surplus di 3,4 miliardi di franchi. In entrambe le direzioni i prodotti chimici e farmaceutici hanno conferito uno notevole impulso. Questo settore è responsabile di oltre la metà della crescita totale delle esportazioni – che ha raggiunto 1,3 miliardi di franchi -, anche se tutti i rami hanno fatto registrare un aumento. In percentuale, il settore più dinamico è stato quello tessile, con un incremento del 24,5%. A livello di importazioni il ramo chimico/farmaceutico ha fatto la parte del leone sia in termini assoluti (+869 milioni) che in percentuale (+26,1%). Non tutti i settori hanno però viaggiato in territorio positivo: orologi, veicoli e carta hanno infatti fatto registrare un calo dell’import. In totale l’aumento delle importazioni ha raggiunto 1,2 miliardi di franchi.

21.6.2017, 08:352017-06-21 08:35:32
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Oerlikon punta sulla stampa 3D

Il gruppo tecnologico Oerlikon ha stipulato un accordo di cinque anni con GE Additive in modo da accelerare la crescita nel settore della stampa 3D. Lo riporta una nota odierna della...

Il gruppo tecnologico Oerlikon ha stipulato un accordo di cinque anni con GE Additive in modo da accelerare la crescita nel settore della stampa 3D. Lo riporta una nota odierna della società svittese. L’intesa – specifica il comunicato – riguarda per esempio la fornitura di macchinari all’impresa svizzera da parte della costola del colosso statunitense General Electric per la produzione additiva. Si tratta di un processo di unione dei materiali per fabbricare oggetti da modelli computerizzati in tre dimensioni. Le due aziende collaboreranno anche nella ricerca in questo ambito. Oerlikon aveva già manifestato la propria intenzione di espandersi nella produzione additiva rilevando lo scorso novembre la tedesca citim, specializzata proprio nel suddetto campo. È invece di febbraio la notizia relativa all’investimento negli Stati Uniti di 55 milioni di franchi da parte del gruppo con sede a Pfäffikon (Svitto) per costruire un nuovo centro dedicato alla stampa 3D. Lo stabilimento sorgerà a Charlotte, città nel North Carolina.

21.6.2017, 08:302017-06-21 08:30:24
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Kalanick, cofondatore di Uber, lascia la compagnia

Il cofondatore di Uber, Travis Kalanick, lascia definitivamente il timone di Uber. Il manager si è infatti infatti dimesso dalla carica di Chief executive officer...

Il cofondatore di Uber, Travis Kalanick, lascia definitivamente il timone di Uber. Il manager si è infatti infatti dimesso dalla carica di Chief executive officer dell'azienda, dopo le crescenti pressioni da parte degli azionisti, ma rimarrà a far parte del board. La notizia, anticipata dal New York Times, è stata confermata dal portavoce. Le sue dimissioni fanno seguito ad una revisione delle pratiche in uso nell'azienda, che negli ultimi mesi è stata scossa da vari scandali, comprese accuse di molestie sessuali.

20.6.2017, 14:482017-06-20 14:48:09
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L'industria automobilistica auspica una Brexit soft

L’industria britannica dell’auto teme un impatto brutale degli effetti della Brexit, da qui a due anni, e insiste a chiedere al governo l’impegno a cercare di...

L’industria britannica dell’auto teme un impatto brutale degli effetti della Brexit, da qui a due anni, e insiste a chiedere al governo l’impegno a cercare di negoziare un "accordo di transizione" con Bruxelles, per un addio definitivo dall’Ue più graduale. Lo sottolinea l’organizzazione di categoria Society of motor manufacturers and traders (Smmt). In una nota si rileva come l’Europa sia di gran lunga il maggior mercato di sbocco per gli stabilimenti d’oltremanica e come un eventuale strappo netto, con la fine dell’esenzione dai dazi doganali, sia destinato ad avere conseguenze pesanti per le aziende e l’occupazione. "Noi accettiamo di dover lasciare l’Unione europea – ha commentato Mike Hawes, numero uno della Smmt – ma rischiamo di trovarci di fronte a uno strapiombo nel giro di due anni". Di qui la richiesta di negoziare un accordo in grado di ottenere "più tempo". Contro l’idea di una "hard Brexit" – riproposta ieri dal ministro David Davis all’avvio del tavolo negoziale di Bruxelles, con la conferma dell’intenzione di uscire anche dal mercato unico e dall’unione doganale, ma di fatto contestata oggi dal cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, voce "moderata" del governo May – si sono pronunciati pure singole aziende, in particolare la Rolls-Royce.

20.6.2017, 07:452017-06-20 07:45:00
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L'economia svizzera cresce, ma meno del previsto

Negli ultimi due trimestri la crescita dell’economia svizzera ha accelerato, ma meno del previsto. Le previsioni favorevoli per l’economia mondiale e gli indicatori...

Negli ultimi due trimestri la crescita dell’economia svizzera ha accelerato, ma meno del previsto. Le previsioni favorevoli per l’economia mondiale e gli indicatori precursori positivi lasciano pensare che per i prossimi trimestri si assisterà a un’ulteriore sensibile accelerazione della dinamica economica. Il gruppo di esperti della Confederazione prevede perciò una crescita del prodotto interno lordo (Pil) dell’1,4 % per il 2017 (previsione precedente: 1,6 %) e dell’1,9 % per il 2018 (previsione invariata). Sia la domanda interna sia il commercio estero dovrebbero contribuire alla crescita. Sulla scia dell’andamento congiunturale positivo si prevede che anche il mercato del lavoro continuerà sulla via della ripresa. Il gruppo di esperti conferma la previsione di un tasso di disoccupazione di 3,2 % nel 2017 e di 3,1 % nel 2018.

19.6.2017, 14:322017-06-19 14:32:18
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Bilancia commerciale ticinese in disavanzo

È noto che la bilancia commerciale svizzera è in attivo da molti anni (le esportazioni sono superiori alle importazioni). Non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda...

È noto che la bilancia commerciale svizzera è in attivo da molti anni (le esportazioni sono superiori alle importazioni). Non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda il Ticino. Se l'economia ticinese fosse 'sganciata' da quella nazionale, la bilancia commerciale sarebbe in deficit con le ben note conseguenze per quanto riguarda livelli occupazionali e tasso di cambio. È quanto risulta da quanto pubblicato dall'Osservatorio delle dinamiche economiche dell'Università della Svizzera italiana. Per quanto riguarda il primo trimestre di quest'anno le esportazioni sono state pari a 1,377 miliardi di franchi, mentre le importazioni sono ammontate a 1,470 miliardi di franchi. Un disavanzo di 93 milioni di franchi.

Italia e Germania sono i principali mercati 

Tra i beni maggiormente importati si trovano i prodotti tessili, i macchinari, i prodotti elettronici e quelli chimico-farceutico. Tali prodotti provengono in particolare dall'Europa occidentale e in maggioranza dall'Italia. L'export riguarda le stesse categorie merceologiche. Una quota pari a circa due terzi dell'export totale viene esportata in Europa, di cui più della metà verso Italia e Germania.

Rispetto all'anno precedente i flussi commerciali verso l'estero sono diminuiti, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, di circa il 13%. Durante il 2016 si era comunque registrato un trend al rialzo. Uno dei mercati di riferimento che è calato più – sempre rispetto al primo trimestre dell'anno – è stato quello statunitense (-57%). In crescita quelli europei come il Regno Unito e la Germania.

19.6.2017, 11:412017-06-19 11:41:52
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Raiffeisen investirà 500 milioni di franchi nell'informatica

Raiffeisen vuole continuare la sua diversificazione e investirà 500 milioni di franchi in un nuovo sistema informatico. "L’introduzione del nostro...

Raiffeisen vuole continuare la sua diversificazione e investirà 500 milioni di franchi in un nuovo sistema informatico. "L’introduzione del nostro nuovo sistema informatico, il progetto Rainbow, è assolutamente prioritaria. Sarà avviato gradualmente nella nostra organizzazione dall’inizio dell’anno prossimo. Creerà le basi del nostro sviluppo futuro", ha dichiarato Johannes Rüegg-Stürm, presidente del consiglio d’amministrazione (cda), in un’intervista apparsa oggi su "Le Temps". Grazie a questo progetto, si possono controllare i costi in modo intelligente ottimizzando tutti i processi e portando al miglioramento del servizio ai clienti, ha aggiunto il presidente del cda. Quest’ultimo ha precisato di non essere "del tutto favorevole alle soppressioni di impiego per ridurre i costi". Quanto al gestore patrimoniale in ristrutturazione Notenstein La Roche, quest’ultimo "non è un fallimento". La banca privata "attraversa una ristrutturazione da fine ottobre 2016, che comprende un vasto insieme di misure destinate ad accrescere il rendimento", ha insistito il presidente. "È in questo contesto che bisogna comprendere le numerose partenze di collaboratori nel corso degli scorsi mesi", ha spiegato Rüegg-Stürm. Oggi, Notenstein La Roche ha annunciato di aver nominato Patrick Fürer al posto di direttore finanziario e operativo.

19.6.2017, 10:302017-06-19 10:30:22
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L'insegna Charles Vögele sparirà, ma l'acquirente Ovs intende creare fino a 200 nuovi posti di lavoro

Dal mese prossimo circa 150 filiali di Charles Vögele si trasformeranno gradualmente in negozi della...

Dal mese prossimo circa 150 filiali di Charles Vögele si trasformeranno gradualmente in negozi della catena italiana Ovs. Nonostante la crisi del settore, il Ceo di Ovs Stefano Beraldo è convinto del successo e vuole creare fino a 200 nuovi posti di lavoro. Dall’acquisizione di Charles Vögele lo scorso autunno sono stati tagliati 240 impieghi, soprattutto nella logistica. Ora però sono previsti solamente piccoli aggiustamenti, ha detto Beraldo in un’intervista pubblicata oggi dal 'Blick'. In marzo Ovs ha aperto i primi punti vendita in Svizzera con risultati positivi: "ognuno dei cinque negozi pilota ha venduto il doppio di vestiti rispetto a quelli di Charles Vögele. Abbiamo quindi bisogno di più personale", ha affermato il Ceo, che stima fra 150 e 200 nuovi impieghi. La crescente concorrenza del commercio online non sembra preoccupare Beraldo: "Se Zalando si aggiudica il 20% del mercato, circa 50 catene di moda tradizionale combattono per il restante 80%. In cinque anni rimarranno solo dieci catene e io voglio essere fra queste", ha detto. In Italia Beraldo ha portato la catena Ovs, nel giro di dodici anni, a diventare leader del mercato con oltre 900 filiali, davanti a marche come Benetton, Zara e H&M.

13.6.2017, 12:032017-06-13 12:03:01
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La Cassa pensioni Publica non investirà negli armamenti

Publica, la cassa pensioni dei dipendenti della Confederazione, intende rinunciare ad investire in cinque aziende d'armamento attualmente nel suo...

Publica, la cassa pensioni dei dipendenti della Confederazione, intende rinunciare ad investire in cinque aziende d'armamento attualmente nel suo portafoglio. Lo ha indicato stamane Patrick Uelfeti, Portfolio Manager presso Publica, ai microfoni della radio SRF.
Il più grande istituto di previdenza elvetico mette così in pratica una raccomandazione dell'Associazione svizzera per gli investimenti responsabili (Asir), di cui la stessa Publica è peraltro membro fondatore e lo stesso Uelfeti presidente. L'Asir aveva pubblicato in marzo una lista nera di 15 imprese - con sedi in Usa, India, Israele, Russia, Romania e Corea del Sud - che a suo giudizio violano la legge svizzera e le convenzioni internazionali. Publica vuole esser sicura che i suoi investimenti non vadano contro le normative elvetiche e gli impegni globali, ha spiegato Patrick Uelfeti. La lista nera è dinamica e può mutare nel tempo, ha precisato.

Nel settembre scorso nel rispondere a un'interpellanza il Consiglio federale aveva valutato a 110 milioni di franchi gli investimenti di Publica nel settore dell'armamento, lo 0,3% del volume degli attivi.

12.6.2017, 05:002017-06-12 05:00:00
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‘Siamo una porta verso l’Oriente più attraente di quella europea’

Negli ultimi mesi è nata una discussione pubblica, soprattutto oltre San Gottardo, sugli investimenti cinesi in Svizzera. Pensiamo a...

Negli ultimi mesi è nata una discussione pubblica, soprattutto oltre San Gottardo, sugli investimenti cinesi in Svizzera. Pensiamo a Syngenta su tutte, ma non solo. Abbiamo chiesto a Gian Luca Olivieri, Ceo del gruppo Financial Technologies con sedi a Lugano e Ginevra e uffici a Shanghai, quale sia il quadro regolatorio tra Svizzera e Cina nell’ambito degli investimenti. 

Visto che la Cina sta gradualmente codificando le norme di condotta richieste ai propri investitori strategici nazionali che desiderano effettuare investimenti all'estero o realizzare investimenti domestici in partnership con soggetti esteri, le operazioni a valenza cross-border possono essere condotte unicamente sulla base di un presupposto di collaborazione tra le parti. Questo rappresenta un grande cambiamento rispetto al passato, quando gli investimenti cinesi all'estero erano completamente deregolamentati e lasciati al libero arbitrio ed apprezzamento degli investitori medesimi, ciò che esponeva le controparti occidentali a non poche false speranze. Questa volontà del governo cinese di riscattare l'immagine di serietà dei propri operatori nazionali nelle attività connesse all’estero costituisce un’insperata tutela anche per le controparti europee, un'opportunità nuova e molto importante, che consente di inquadrare gli accordi sotto una luce nuova, sulla base di regole, autorizzazione ed un Committment effettivo. Finisce un’epoca, quella della creatività metodologica e procedurale, che ha visto molti imprenditori illudersi per manifestazioni d’interesse da parte di soggetti asiatici, poi mai concretizzatesi in tavoli negoziali seri.
Accompagnare gli imprenditori verso soluzioni concludenti e tutelate: questa è la missione di Financial Technologies, per la quale siamo anche stati certificati Iso, per primi, secondo lo Swiss Quality System.

Quali sono, se ci sono ovviamente, gli ostacoli principali?

I principali ostacoli alla conclusione di accordi cross-border sono rappresentati dalle difficoltà, per chi opera dall'Europa, nel conoscere le complesse e recenti disposizioni emanate dal governo cinese sulla scorta dell’azione di contrasto all’esportazione di valuta, ed applicabili agli investitori che operano su scala internazionale. Solo chi dispone di una struttura rodata in loco ed adeguatamente attrezzata di personale madre lingua è in grado di interloquire con gli investitori e con le diverse istanze autorizzative preposte, con le quali detti investitori devono ora confrontarsi in via preliminare, rendendo praticabili ma più complesse operazioni che, così come fino a poco tempo fa non richiedevano alcuni iter autorizzativo, allo stesso modo potevano essere concluse senza giustificazione alcuna. Per curare in maniera specifica un’operazione d’impresa nello scenario normativo attuale sono richieste competenze specialistiche piuttosto sofisticate, così come un'adeguata conoscenza della cultura che caratterizza queste controparti, profondamente differente dalla nostra.

Il recente accordo di libero scambio tra Svizzera e Cina sta dando i frutti sperati?

L’applicazione dell'accordo di libero scambio è soltanto agli albori. I vantaggi più facilmente percepibili sono quelli di natura doganale, sui dazi, ma l'accordo sino-svizzero ne prevede molti altri, altrettanto importanti, cha spaziano dalle clausole contrattuali di salvaguardia alla protezione delle proprietà intellettuali, ma che sono ancora pressoché sconosciuti alle imprese che di fatto ne potrebbero beneficiare.

Come si colloca invece il Ticino in questo processo in atto?

Il Ticino resta per ora ancora piuttosto ancorato al passato; sono pressoché inesistenti gli operatori attrezzati per essere in grado di offrire alle imprese svizzere ed anche europee, dalla Svizzera, un servizio ad elevato valore aggiunto in grado di metterle in condizione di beneficiare di un vero vantaggio strategico derivabile da operazioni cross-border, e che potrebbero riqualificare la piazza svizzera, che grazie a questo accordo è invece in posizione di offrire una porta privilegiata attraverso cui siglare accordi con controparti cinesi, ben più attraente rispetto a quella offerta dall’Unione Europea. Noi operiamo dalle tre principali piazze svizzere, convergendo sulla nostra collegata Financial Technologies (Shanghai) Holdings, società cinese controllata dalla Svizzera, che dialoga in via continuativa con i più interessanti investitori strategici e con i vari enti coinvolti nei nuovi iter operativi dettati dal Partito.

12.6.2017, 05:002017-06-12 05:00:00
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‘Investimenti a lungo termine, nessun pericolo per i posti di lavoro’

Felix Sutter, esperto di Asia alla Pwc e presidente della Camera di commercio Svizzera-Cina, quali sono i settori prediletti dalle...

Felix Sutter, esperto di Asia alla Pwc e presidente della Camera di commercio Svizzera-Cina, quali sono i settori prediletti dalle aziende cinesi che investono in Svizzera?

Alta tecnologia, chimica agroalimentare e generi alimentari. Le imprese svizzere sono diventate molto interessanti per quelle cinesi. In Cina l’industria evolve in fretta, e aumenta anche l’interesse per l’automatizzazione dei processi industriali e le nuove tecnologie. In passato molte ditte svizzere fornivano tecnologia. I cinesi si sono però resi conto che è più vantaggioso investire nelle imprese svizzere, anziché acquistare questo tipo di beni. Così integrano anche una cultura aziendale svizzera nel loro processo di produzione. Il fenomeno può creare insicurezza. Ma le aziende cinesi si comportano come un normale investitore: il management rimane in Svizzera, e la cultura imprenditoriale è quella elvetica.

L’accordo di libero scambio Svizzera-Cina ha portato i risultati sperati?

L’accordo è relativamente nuovo, per cui bisogna avere un po’ di pazienza. Si può dire però che sin qui è un successo. Le esportazioni svizzere verso la Cina sono cresciute sensibilmente. Ciò non è stato il caso per altri Paesi, non legati alla Cina da accordi di libero scambio. L’Ue, ad esempio, non ha nemmeno iniziato una trattativa per un accordo simile. La Svizzera non ha concorrenti in quest’ambito.

Gli investimenti cinesi: un rischio per i posti di lavoro in Svizzera?

No. L’investitore cinese pensa a lungo termine e apprezza molto la qualità svizzera. Inoltre la Svizzera e i suoi prodotti hanno un’ottima reputazione in Cina. Un investitore cinese che produce prodotti svizzeri e li esporta in Cina può solo guadagnarci. Non esiste quindi il rischio di delocalizzazione. Direi persino che è un vantaggio per le aziende svizzere: il mercato cinese ha infatti un notevole potenziale di sviluppo. È chiaro: ci sono buoni investitori e altri meno affidabili. Per ora però in Svizzera osserviamo un trend assolutamente positivo, che non mette in pericolo i posti di lavoro.

Dall’arrivo della China Construction Bank (Ccb), in Svizzera si possono effettuare transazioni in Renminbi (Rmb). Come vede questa possibilità?

La Ccb è molto soddisfatta. Tant’è vero che anche un’altra banca cinese pensi di insediarsi qui. Anche per le imprese svizzere in Cina è un grande passo avanti: possono convertire i franchi in Rmb senza intermediari. Ciò diminuisce costi e fattori di rischio. Lo sviluppo nel settore è un successo. E c’è un grandissimo potenziale per le transazioni in Rmb.

Da mercoledì scorso è stato ripristinato il collegamento diretto di Air China tra Zurigo e Pechino. A chi è rivolto maggiormente, ai turisti o agli uomini d’affari?

Il fatto che Air China abbia ripristinato il volo verso Zurigo ha probabilmente due retroscena. Il primo: il 2017 è l’anno del turismo tra Svizzera e Cina, e questo potrebbe avere – nei prossimi anni – un effetto positivo a livello di pernottamenti di turisti cinesi in Svizzera. Il secondo: c’è stato un miglioramento dei rapporti economici tra i due Paesi, il che ha anche creato la necessità di un collegamento diretto fra i due paesi per gli uomini d’affari che fanno la spola tra Svizzera e Cina per ragioni professionali.

7.6.2017, 15:542017-06-07 15:54:34
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Gruppo Nzz, se ne va il Ceo Dengler

Cambio al vertice del gruppo Nzz. A causa di divergenze strategiche col Consiglio d’amministrazione, il Ceo Veit Dengler ha presentato le dimissioni. Lo si legge in una nota...

Cambio al vertice del gruppo Nzz. A causa di divergenze strategiche col Consiglio d’amministrazione, il Ceo Veit Dengler ha presentato le dimissioni. Lo si legge in una nota divulgata oggi dall’azienda, editrice del quotidiano Neue Zürcher Zeitung.

“Dengler ha guidato l’impresa con successo verso il mondo digitale, modernizzando i processi e le strutture di direzione e ingaggiando i talenti necessari”, sottolinea il presidente del gruppo mediatico Etienne Jornod, citato nel comunicato.

Si tratta ora di realizzare e sviluppare i progetti d’innovazione lanciati, ma le due parti hanno concordato che sarà qualcun altro a prendere le redini dell’azienda durante questa fase, prosegue la nota.

In attesa di nominare il successore del 48enne, manager austriaco in carica dal 2013, il gruppo sarà diretto ad interim dal responsabile delle finanze Jörg Schnyder.

6.6.2017, 16:332017-06-06 16:33:36
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Localsearch sopprime oltre 40 impieghi

La filiale di Swisscom e Tamedia localsearch intende aprirsi verso nuovi settori riducendo nel contempo la sua presenza nel tradizionale ambito d’attività: la trasformazione...

La filiale di Swisscom e Tamedia localsearch intende aprirsi verso nuovi settori riducendo nel contempo la sua presenza nel tradizionale ambito d’attività: la trasformazione comporterà la soppressione di oltre 40 impieghi.

Il numero uno in Svizzera nella ricerca di numeri di telefono ridurrà nella misura del 5% il numero di posti nei settori tradizionali, indica l’impresa in un comunicato odierno. La società conta attualmente circa 850 dipendenti, ha precisato all’ats il portavoce Christos Bräunle. In accordo con i sindacati syndicom e transfair, così come con la commissione del personale, l’impresa ha messo a punto un piano sociale.

L’azienda controllata per il 69% da Swisscom e per il 31% dal gruppo editoriale zurighese Tamedia intende accompagnare le piccole e medie imprese (Pmi) nella loro transizione digitale. A questo scopo localsearch potenzierà il portafoglio di prodotti su piattaforme esterne. In futuro con localsearch le Pmi potranno aggiornare centralmente la propria presenza digitale su tutte le piattaforme online importanti e sui servizi di navigazione e che offrono mappe. Sono inoltre in programma servizi per le piattaforme dei social media. Nei nuovi ambiti sono già stati creati 80 impieghi.

 

 

2.6.2017, 17:082017-06-02 17:08:22
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Codoni si autosospende dal CdA di Axion? BancaStato: 'Non servono misure più incisive'

Giancarlo Codoni si è autosospeso dal Consiglio di amministrazione di Axion Swiss Bank Sa? Il CdA di BancaStato ha preso...

Giancarlo Codoni si è autosospeso dal Consiglio di amministrazione di Axion Swiss Bank Sa? Il CdA di BancaStato ha preso atto della decisione adottata da Codoni a seguito delle informazioni di stampa relative ad un suo presunto coinvolgimento nel procedimento penale aperto in Italia nei confronti di Giuseppe Cosentino e della figlia legati ai guai del Catanzaro Calcio e al deposito di milioni di euro, fra l'altro anche in una cassetta di sicurezza di Lugano. Ebbene, il CdA di BancaStato e quello di Axion Swiss Bank Sa "Considerato che, in base alle informazioni ricevute dal diretto interessato, al momento nei suoi confronti il Ministero pubblico della Confederazione non ha aperto un procedimento e che il suo ruolo in quello italiano non è ancora definito chiaramente, non ritengono necessarie misure più incisive". Sono stati tempestivamente informati della decisione presa sia il rappresentante della proprietà sia l’autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) che PricewaterhouseCoopers SA, quale ufficio di revisione esterno. 

2.6.2017, 13:042017-06-02 13:04:20
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Carta di identità elettronica: ascolta di cosa si tratta

Con l'arrivo delle carte di identità elettroniche (già storia di successo in Estonia, in lenta gestazione in Svizzera) nascono anche le prime...

Con l'arrivo delle carte di identità elettroniche (già storia di successo in Estonia, in lenta gestazione in Svizzera) nascono anche le prime preoccupazioni in merito al rispetto della privacy e i furti di identità. In realtà questo tipo di carte dovrebbe servire appunto, oltre che per facilitare determinate transazioni amministrative, anche a rendere più difficile il lavoro degli usurpatori.

Lo ha spiegato il caposervizio Economia de laRegione, Generoso Chiaradonna, ai microfoni di RadioFiumeTicino, nell'ambito del programma "Morning Sciò":