Economia

19.10.2017, 15:412017-10-19 15:41:34
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Fallimento Swissair, ex alti dirigenti alla cassa

Ventidue ex alti dirigenti di Swissair – fra loro anche l’ex numero uno Philippe Bruggisser – verseranno complessivamente 250mila franchi come risarcimento per la...

Ventidue ex alti dirigenti di Swissair – fra loro anche l’ex numero uno Philippe Bruggisser – verseranno complessivamente 250mila franchi come risarcimento per la fallita strategia di acquisizioni che portò la compagnia aerea alla bancarotta. Lo ha indicato il liquidatore Karl Wüthrich. Le parti hanno sottoscritto un accordo che prevede i pagamenti – a SAirGroup e SAirLines – senza alcun riconoscimento di obbligo giuridico.

Alla fine degli anni 90 Swissair comprò partecipazioni nella compagnia regionale francese Air Littoral (per 124 milioni di franchi) nonché in LTU, AOM e Air Liberté, tutti vettori in difficoltà economiche.

Secondo Wüthrich queste operazioni non portarono alcun valore al gruppo elvetico. Il liquidatore ha così trascinato in tribunale gli allora vertici aziendali. Nel 2015 un tribunale zurighese ha però respinto un’azione di responsabilità avviata nei confronti dei dirigenti e concernente Air Littoral.

L’insuccesso aveva avuto conseguenze finanziare non indifferenti: a ciascuna delle 20 persone prese di mira erano andati 200mila franchi – prelevati dalla massa fallimentare – quale indennizzo per le spese legali.

19.10.2017, 12:462017-10-19 12:46:00
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PostFinance esternalizza: posti a rischio anche in Ticino?

Se PostFinance esternalizza alcuni servizi come annunciato, a rischio sono gli impieghi in Ticino: è questo il timore che ha indotto tre deputati Ppd (...

Se PostFinance esternalizza alcuni servizi come annunciato, a rischio sono gli impieghi in Ticino: è questo il timore che ha indotto tre deputati Ppd (Nadia Ghisolfi, Giorgio Fonio e Paolo Peduzzi) a presentare un'interpellanza rivolta al Consiglio di Stato.

"PostFinance ha annunciato che intende riposizionarsi sul mercato con il programma denominato “Victoria 2017-2020”. Concretamente e senza troppi paroloni, questo significa ristrutturazione e soppressione di posti di lavoro," esordisce l'interrogazione."Una delle misure presentate - prosegue il testo - prevede l’esternalizzazione a livello svizzero di 120 dipendenti attivi nell'elaborazione di documenti e ricevute. Dal primo marzo 2018 questi collaboratori non saranno più impiegati presso PostFinance, bensì in una filiale di Swiss Post Solutions. In Ticino questa misura toccherà un team di sette persone impiegato presso la filiale di Bellinzona."

 Una conseguenza che non rispetterebbe quanto promesso in passato: "nel 2009 Bancastato ha esternalizzato la gestione del traffico pagamenti a PostFinance. L’esternalizzazione del servizio ha coinvolto allora 15 dipendenti. Una parte di loro è stata appunto assunta presso la sede PostFinance di Bellinzona, garantendo così un mantenimento dei posti di lavoro in Ticino. A suo tempo, erano state date garanzie da parte sia di BancaStato e PostFinance che le condizioni d’impiego del personale assorbito sarebbero rimaste le stesse ma - soprattutto - che i posti di lavoro sarebbero rimasti in Ticino. Questi collaboratori sono ora toccati da questa nuova riorganizzazione, e non solo le loro condizioni di lavoro verranno cambiate (garantite nel 2009), ma soprattutto - ed è la prospettiva peggiore - con il rischio concreto di perdere il posto di lavoro. Secondo quanto presentato, sembrerebbe infatti che il passaggio a Swiss Post Solutions (Sps) comporterebbe la soppressione dei posti di lavoro in Ticino, in quanto le sedi dove vengono svolte queste attività da parte di Sps sono tutte in Svizzera interna."

 Si chiede dunque una presa di posizione del Governo su questa esternalizzazione, auspicando misure in difesa dei lavoratori e l'avvio di un negoziato deciso con i vertici di PostFinance e di tutto il gruppo, per tamponare una tendenza che sembra investire tutti i settori della Posta in Ticino.

 

19.10.2017, 12:352017-10-19 12:35:00
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Bene il commercio svizzero nel terzo trimestre

Terzo trimestre dinamico per il commercio estero svizzero: le esportazioni si sono attestate a 54,0 miliardi di franchi, il 2,5% in più dello stesso periodo dell’anno...

Terzo trimestre dinamico per il commercio estero svizzero: le esportazioni si sono attestate a 54,0 miliardi di franchi, il 2,5% in più dello stesso periodo dell’anno precedente, tenuto conto delle correzioni per i diversi giorni lavorativi.

Le importazioni sono da parte loro salite del 7,4% a 45,4 miliardi, informa oggi l’Amministrazione federale delle dogane (Afd). In termini reali – ossia con i valori corretti in base all’evoluzione dei prezzi sulla base di valori medi – la progressione è rispettivamente dell’1,4% (export) e dell’1,6% (import). Il saldo della bilancia commerciale è sceso da 10,3 a 8,5 miliardi.

La tendenza favorevole che si osserva dall’inizio dell’anno è proseguita fra luglio e fine settembre, pur a un ritmo meno sostenuto, mette in rilievo l’Afd.

Per quanto riguarda le esportazioni, i vari settori hanno vissuto un’evoluzione eterogenea. Sono arretrati i segmenti gioielli (-17%) e carta (-2%). Stabili (+1%) i prodotti chimici e farmaceutici, che con 23,9 miliardi rappresentano la parte del leone, mentre crescono alimentari e tabacco (+4%, strumenti di precisione (+4%), materie plastiche (+5%), macchine ed elettronica (+5%), veicoli (+5%), orologeria (+5%), metalli (+12%) e tessili (+27%).

A livello regionale, si mantiene più o meno costante l’export verso l’Europa (+1%), mentre sale quello diretto in Asia (+7%) e Nordamerica (+4%). Riguardo ai singoli paesi possono essere osservati con interesse Cina (+14%), Germania (+3%), India (+6%), Regno Unito (-3%), Italia (+6%) e Russia (+31%).

Sul fronte delle importazioni la crescita più consistente è da attribuire ai gioielli (+20%). In netta progressione sono anche i metalli (+12%), prodotti chimici e farmaceutici (+11%), prodotti energetici (+10%), tessili (+9%), macchine ed elettronica (+8%), nonché materie plastiche (pure +8%). Progrediscono anche alimentari (+5%), strumenti di precisione (+4%) e carta (+3%), mentre arretrano veicoli (-1%) e orologi (-15%).

Per quanto concerne la provenienza dei prodotti va segnalato il calo del Nordamerica (-10%) a fronte dell’avanzata dell’Asia (+17%), con la Cina a +6%. L’Europa segna +6%, sulla scia del +7% della Germania. (Ats)

19.10.2017, 12:182017-10-19 12:18:57
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Consiglio federale: integrare gli autobus a lunga distanza nella rete dei trasporti

Integrare gli autobus di lunga percorrenza nella rete di trasporti nazionale e permettere alle ferrovie di fornire servizi...

Integrare gli autobus di lunga percorrenza nella rete di trasporti nazionale e permettere alle ferrovie di fornire servizi all'estero, per stare al passo con l'evoluzione dei mercati: è quanto auspicato oggi dal Consiglio federale. Il governo si mostra tuttavia prudente per quanto riguarda una liberalizzazione totale del mercato dei trasporti ferroviari e con autolinee. Questi in sintesi i principali contenuti del rapporto adottato nella seduta di ieri dell’esecutivo, presentato stamane a Berna.

Gli autobus nella rete: diritti e doveri

Riguardo all’autorizzazione di autolinee nazionali a lunga distanza, il Consiglio federale, ravvisando un sufficiente margine di manovra nell’attuale quadro giuridico, mira a integrarle nel sistema esistente dei trasporti pubblici. Ciò implica ad esempio che i fornitori di nuovi servizi di autolinee nazionali debbano riconoscere abbonamenti generali e a metà prezzo.

Il governo respinge invece la proposta di esonerare gli autobus a lunga percorrenza dall’obbligo di concessione federale, liberalizzando ampiamente il settore, poiché – a suo avviso – ciò pregiudicherebbe i progressi ottenuti dal sistema svizzero dei trasporti pubblici.

Viene mantenuto anche il divieto di cabotaggio, che proibisce ai fornitori esteri di effettuare trasporti all’interno della Svizzera. Con il suo mantenimento e l’applicazione delle condizioni sociali, si intende garantire che non vi sia una distorsione del mercato elvetico dovuta a disparità di standard sociali, precisa ancora il comunicato.

Intanto l'impresa di trasporti Domo Reisen ha depositato una domanda di concessione per le tratte San Gallo-Zurigo-Ginevra, Basilea-Berna-Briga e Basilea-Zurigo-Chiasso, per collegamenti previsti una o due volte al giorno in entrambe le direzioni. La palla passa ora all'Ufficio dei Trasporti, che deciderà in concomitanza col cambio di orari di dicembre.

Secondo l’Ufficio dei Trasporti, i timori di fronte all’offerta di "Domo Reisen" sono esagerati. A titolo di paragone l’azienda potrà trasportare al massimo 500 passeggeri al giorno, mentre le FFS trasportano quotidianamente circa 1 milione di viaggiatori.

Traffico internazionale su rotaia

Nel rapporto vi è anche un capitolo dedicato al traffico internazionale su rotaia: in questo settore i servizi di trasporto di viaggiatori sono attualmente possibili solo in cooperazione tra imprese svizzere e aziende estere. A questo proposito, il Consiglio federale sta esaminando l’introduzione di una liberalizzazione parziale nel quadro dell’Accordo sui trasporti terrestri con l’Ue. Le aziende ferroviarie elvetiche potrebbero così effettuare, nel quadro di servizi internazionali, anche trasporti all’interno di altri Paesi.

In base alle esperienze già raccolte nell’Unione europea, da tale modifica scaturirebbero – secondo il governo – singole nuove offerte. Inoltre, come effetto indiretto della maggiore liberalizzazione, si prevede un miglioramento delle offerte esistenti. L’esecutivo deciderà sugli sviluppi in merito nel corso del 2018. (Ats/red)

19.10.2017, 11:342017-10-19 11:34:00
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Lavoro giovanile, Svizzera al secondo posto

La situazione occupazionale dei giovani si sta risollevando dopo gli anni difficili che hanno fatto seguito alla crisi finanziaria. L’indice del mercato dell’impiego...

La situazione occupazionale dei giovani si sta risollevando dopo gli anni difficili che hanno fatto seguito alla crisi finanziaria. L’indice del mercato dell’impiego giovanile (YLMI) calcolato dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) indica che in questo settore la migliore della classe è la Danimarca. La Svizzera occupa il secondo posto.

La Confederazione, il dato si riferisce al 2015, ha raggiunto 5,71 punti (su un massimo di 7), un risultato praticamente invariato rispetto all’anno precedente (5,76). Alla Danimarca è andato un punteggio di 5,79 mentre la media dell’Unione europea si attesta a 4,82 punti. Dietro alla Svizzera si sono classificate Austria (5,48) e Germania (5,47).

L’indice YLMI tiene conto di vari fattori tra cui disoccupazione giovanile, condizioni di lavoro, formazione e accesso all’impiego. In totale vengono aggregati dodici indicatori. L’inchiesta è giunta alla quarta edizione. (Ats)

19.10.2017, 11:302017-10-19 11:30:57
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La Posta punta sulla tecnofinanza

PostFinance punta sul comparto fintech, ovvero la fornitura di servizi e prodotti finanziari attraverso gli strumenti informatici: la filiale della Posta ha acquisito una...

PostFinance punta sul comparto fintech, ovvero la fornitura di servizi e prodotti finanziari attraverso gli strumenti informatici: la filiale della Posta ha acquisito una partecipazione di minoranza nella start up svizzera di tecnologie finanziarie Sentifi. Non sono stati forniti dettagli riguardo agli aspetti finanziari dell’operazione.

L’azienda – che secondo il registro di commercio ha società a Zurigo e nel canton Nidvaldo – si avvale dell’intelligenza artificiale per analizzare i dati non strutturati dei social media, come newsfeed, contributi nei blog o messaggi twitter, e li rielabora per chi desidera investire sui mercati finanziari, spiega Postfinance in un comunicato odierno.

Questo permette agli investitori di identificare in anticipo gli eventi e le tendenze rilevanti, con un occhio alle possibili ripercussioni su titoli azionari, materie prime o valute.

PostFinance totalizza circa i due terzi dei propri ricavi nelle operazioni sul differenziale degli interessi. Per garantire sul lungo periodo la redditività nell’attuale situazione dei mercati, caratterizzata da tassi bassi e in parte negativi, il gruppo intende diversificarsi, sfruttando nuove fonti di introito indipendenti dagli interessi. (Ats)

18.10.2017, 14:242017-10-18 14:24:00
@laRegione

Putin crea il 'suo' Bitcoin

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato l’emissione di un moneta crittografata nazionale. Così il ministro delle Comunicazioni Nikolay Nikiforov dopo una riunione a porte chiuse. Il...

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato l’emissione di un moneta crittografata nazionale. Così il ministro delle Comunicazioni Nikolay Nikiforov dopo una riunione a porte chiuse. Il ’criptorublo’, così come è stato soprannominato, è destinato a divenire l’unica divisa digitale autorizzata in Russia.

Una volta che il ’criptorublo’ sarà rilasciato, il conio di altre monete digitali (come il Bitcoin) sarà vietato e sarà interamente regolato dal governo, ha indicato Nikiforov.

"Sono molto fiducioso che creeremo il ’criptorublo’ per una semplice ragione: se non lo faremo noi lo faranno i nostri vicini nella Comunità Economica Euroasiatica entro un paio di mesi", ha aggiunto Nikiforov.

Tutte le operazioni finanziarie effettuate con il ’criptorublo’ saranno tassate. L’imposta – del 13%, ovvero la flat-tax in vigore oggi in Russia – sarà applicata anche all’apprezzamento del valore. Lo riporta Rt. (Ats)

18.10.2017, 10:542017-10-18 10:54:00
@laRegione

Gli Usa temono che la Svizzera manipoli i cambi

Gli Stati Uniti continuano a mantenere la Svizzera sull’elenco degli stati sotto osservazione perché potrebbero essere manipolatori dei corsi di cambio. Insieme alla...

Gli Stati Uniti continuano a mantenere la Svizzera sull’elenco degli stati sotto osservazione perché potrebbero essere manipolatori dei corsi di cambio. Insieme alla Confederazione la lista comprende Cina, Germania, Giappone e Corea del Sud, emerge da un rapporto pubblicato ieri dal Dipartimento del tesoro.

Il ministero delle finanze pubblica regolarmente, in aprile e in ottobre, un documento destinato al Congresso: se sussistono prove che un partner economico attui pratiche valutarie che concedono vantaggi commerciali sugli Usa la nazione in questione viene definita manipolatrice dei cambi. Questo fa scattare sanzioni da parte del governo. L’obiettivo è spingere i paesi in questione ad affrontare il tema degli elevati squilibri commerciali con gli Stati Uniti.

Per ottenere lo status di manipolatore devono essere adempiuti tre criteri: la Svizzera soddisfa due requisiti, vale a dire un eccesso nel conto delle partite correnti e interventi sul mercato delle divise, mentre manca il terzo, quello di un surplus commerciale del suo export negli Usa sufficientemente vasto.

Gli Usa rimproverano in particolare alla Confederazione l’operato della Banca nazionale (Bns) volto a indebolire il franco. Secondo Washington l’istituto guidato da Thomas Jordan dovrebbe limitarsi a intervenire unicamente per limitare le crisi acute quando la moneta elvetica si rafforza. In passato Jordan ha però respinto le critiche: "quando interveniamo" – aveva detto in un’intervista – "non lo facciamo per procurare vantaggi alla Svizzera grazie a una divisa sottovalutata".

Dall’attuale lista è uscita Taiwan: secondo gli estensori del rapporto lo stato asiatico ha diminuito dalla scorsa primavera i suoi interventi sulle divise. Il governo americano continua inoltre a non definire manipolatore la Cina, nonostante il presidente Donald Trump, durante la campagna elettorale, avesse promesso di farlo, una volta entrato in carica. In aprile però Trump ha detto di credere che Pechino abbia smesso di manipolare la sua moneta e ha fatto presente che al momento è più importante concentrarsi sulla collaborazione con la repubblica popolare per affrontare le tensioni legate alla Corea del Nord.

L’ultima volta che gli Usa hanno definito uno stato manipolatore di cambi correva l’anno 1994. L’amministrazione era quella di Bill Clinton e il paese interessato era la Cina. (Ats)

17.10.2017, 20:032017-10-17 20:03:03
David Leoni @laRegione

Airbus, guanto di sfida alla Boeing: accordo con la canadese Bombardier

Airbus sfida Boeing e acquista, senza sborsare denaro, la quota di maggioranza della joint venture per il controllo degli aerei serie C di...

Airbus sfida Boeing e acquista, senza sborsare denaro, la quota di maggioranza della joint venture per il controllo degli aerei serie C di Bombardier. Una notizia che rappresenta un’iniezione di fiducia per il colosso canadese: i titoli della società arrivano a guadagnare il 19%, volando ai massimi dagli inizi del 2015. Al gigante dei cieli europeo va il 50,1% della C Series Aircraft Limited Partnership, l’alleanza di cui fanno parte Bombardier con il 31% e Investissement of Quebec con il 19%. Con la sua forza finanziaria e nel marketing, Airbus punta a favorire il rilancio del programma per gli aerei serie C, molto rinomati nell’industria ma che faticano a trovare acquirenti. I papabili compratori, infatti, hanno avuto finora dubbi sulla capacità di Bombardier di continuare a portare avanti il programma fra gli innumerevoli ritardi collezionati e i costi superiori alle attese. "Non ho dubbi che la nostra partnership con Bombardier aumenterà le vendite e il valore del programma, con i potenziali clienti della serie C che avranno meno dubbi del futuro del programma’’ afferma l’amministratore delegato di Airbus, Tom Enders. L’intesa arriva come una boccata d’ossigeno per il primo ministro inglese Theresa May: l’esposto di Boeing contro Bombardier infatti pesa sull’impianto del colosso canadese nell’Irlanda del Nord, a Belfast, dove è la società che conta più occupati con i suoi 4’500 dipendenti, di cui 1’000 impiegati alla serie C. Boeing si mostra invece scettica sull’intesa, che va a rafforzare la rivale europea. ’’Sembra un accordo discutibile fra due società che ricevono aiuti dai rispetti governi. la nostra posizione resta la stessa, ovvero tutti dovrebbero giocare secondo le stesse regole per il giusto e corretto funzionamento degli scambi commerciali’’.

17.10.2017, 16:482017-10-17 16:48:13
David Leoni @laRegione

Bill Gates sul trono. È lui l'uomo più ricco d'America. Trump perde terreno

I Paperoni americani si arricchiscono. E Bill Gates si conferma il più ricco d’America con una fortuna stimata in 81 miliardi di...

I Paperoni americani si arricchiscono. E Bill Gates si conferma il più ricco d’America con una fortuna stimata in 81 miliardi di dollari, ovvero 8 miliardi in più rispetto alla precedente rilevazione. A fare i conti in tasca ai miliardari statunitensi è la classifica ’Forbes 400’, che vede il presidente Donald Trump scivolare al 248mo posto dal 156mo dell’anno scorso, con una fortuna di 3,1 miliardi di dollari, in calo di 600 milioni dollari. Jeff Bezos di Amazon conquista la seconda posizione con 67 miliardi di dollari (+14,5 miliardi), mentre al terzo posto si piazza Warren Buffett con 65,5 miliardi di dollari (+12,5 miliardi). "La ricchezza minima per entrare nella classifica degli americani più ricchi è salita al record di 2 miliardi di dollari, in aumento rispetto agli 1,7 miliardi di dollari dello scorso anno’’ afferma Forbes.

13.10.2017, 13:402017-10-13 13:40:21
@laRegione

Economia svizzera in progressione a breve termine

Dopo una stagnazione nel corso del primo trimestre dell’anno, il barometro congiunturale Crea per la Svizzera si è risollevato tra il secondo e il quarto trimestre...

Dopo una stagnazione nel corso del primo trimestre dell’anno, il barometro congiunturale Crea per la Svizzera si è risollevato tra il secondo e il quarto trimestre.

L’indice per la Svizzera è aumentato nel corso dei trimestri, progredendo dai 99,7 punti del secondo trimestre ai 100,1 del terzo e 100,5 del quarto. Gli ultimi due sono valori pronosticati, indica oggi l’istituto Crea di macroeconomia applicata dell’Università di Losanna. L’economia si stabilisce nella zona di crescita con scarti di produzione positivi rispetto all’equilibrio (+0,5%).

Citando un recente sondaggio condotto da "Switzerland Global Enterprise" sulle prospettive d’esportazione delle piccole e medie imprese (Pmi), l’istituto rileva che l’ottimismo si accentua con l’indebolirsi del franco. Il relativo barometro è progredito nettamente e si avvicina al valore più elevato dal 2011.

Le esportazioni di merci sono inoltre aumentate in valore nei primi sette mesi dell’anno, guidate dai prodotti chimici, farmaceutici e dell’industria delle macchine, delle apparecchiature elettriche e dei metalli. Questi due ultimi settori rappresentano il 66% delle vendite all’estero.

Diversi indicatori industriali del Centro di ricerca congiunturale (Kof) del Politecnico di Zurigo mostrano tuttavia segni di debolezza che potrebbero portare a un’inversione di tendenza, avvisa Crea. A breve termine l’istituto si attende invece una progressione delle attività economiche.

13.10.2017, 08:412017-10-13 08:41:37
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Frontalieri, quando (non) si firma l'accordo tra Italia e Svizzera?

Si gioca tutto sul detto o non detto e il frainteso, la polemica di questi giorni tra Svizzera e Italia – via Ticino – sull’attesa firma sotto...

Si gioca tutto sul detto o non detto e il frainteso, la polemica di questi giorni tra Svizzera e Italia – via Ticino – sull’attesa firma sotto l’accordo per la fiscalità dei frontalieri e che probabilmente non arriverà nemmeno a questo giro.

La legislatura in Italia si sta avviando alla conclusione ed è improbabile che la sottoscrizione avvenga in tempi brevi come invece affermato (o a questo punto auspicato...) dal consigliere federale Didier Burkhalter lunedì scorso a Lugano. In realtà il responsabile del Dipartimento degli affari esteri uscente (a fine ottobre lascerà l’incarico a Ignazio Cassis) dopo l’incontro con il suo omologo italiano Angelino Alfano fu molto cauto aggiungendo che “l’esperienza ci insegna che bisogna essere prudenti”.

Alfano dal canto suo si limitò a una diplomatica frase di circostanza (“Non voglio dare date, ma siamo vicini”) non essendo il dossier di sua competenza e nemmeno del Dfae visto che tratta di materia fiscale notoriamente di pertinenza del Dipartimento federale delle finanze diretto da Ueli Maurer.

L’intesa, lo ricordiamo, è già stata parafata (siglata dalle rispettive delegazioni tecniche, ndr) da quasi due anni (dicembre del 2015) e attende ancora la firma politica a livello governativo per l’avvio dell’iter di ratifica. A contribuire a rallentare la parte italiana è l’arcinota richiesta del casellario giudiziale per i cittadini italiani che chiedono in Ticino per la prima volta, o lo rinnovano, un permesso G (frontalieri) o B (dimoranti). Lo scorso giugno il Consiglio di Stato ticinese, per rimuovere l’ultimo ostacolo a un accordo giudicato positivo visto che il futuro regime aggraverà fiscalmente i frontalieri riducendo il rischio di dumping salariale, ha accettato di non richiedere più sistematicamente il casellario giudiziale ma questo solo dopo l’avvenuta firma.

Alla Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (Sfi) sono coscienti che il dossier frontalieri tra Italia e Svizzera si trascina da ormai parecchio tempo ma non possono dire con precisione quando ci sarà la firma. Il testo dell’accordo è noto e il lavoro dei negoziatori si è concluso da tempo. Serve solo la volontà politica che non sempre è chiaramente espressa da una parte e dall’altra del confine.

13.10.2017, 08:242017-10-13 08:24:29
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Raiffeisen non vende Notenstein La Roche

Il Ceo della Banca Raiffeisen Patrik Gisel ha definitivamente escluso la possibilità di vendere l’affiliata Notenstein La Roche. Tuttavia, il manager non è soddisfatto dell’...

Il Ceo della Banca Raiffeisen Patrik Gisel ha definitivamente escluso la possibilità di vendere l’affiliata Notenstein La Roche. Tuttavia, il manager non è soddisfatto dell’andamento degli affari dell’istituto finanziario privato, si legge in un’intervista al Tages-Anzeiger.

La filosofia di Raiffeisen – ha sottolineato Gisel – è quella di essere un leader del settore bancario per tutti i clienti svizzeri, indipendentemente dalla loro condizione economica. Per questo, abbiamo bisogno di offrire servizi anche in campo privato, ha aggiunto. Il direttore generale di Raiffeisen ha poi dichiarato che alcune mosse, come il reclutamento di nuovi consulenti, potrebbero mettere in moto una crescita in seno a Notenstein La Roche. Inoltre, ha lasciato la porta aperta a eventuali acquisizioni di altre banche o portafogli di clienti.

Gisel ha in seguito affermato che il cambio al vertice di Notenstein La Roche annunciato ieri, con Patrick Fürer a sostituire Adrian Künzi in qualità di Ceo, non è un atto di sfiducia nei confronti di quest’ultimo, alla testa della banca sangallese da sei anni. Secondo il numero uno di Raiffeisen, era semplicemente un buon momento per operare un cambio di leadership, opinione condivisa anche dallo stesso Künzi.

12.10.2017, 15:212017-10-12 15:21:00
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Mozione: l'amministrazione cantonale accetti i Bitcoin

Una mozione per chiedere al Consiglio di Stato che i cittadini possano pagare in bitcoin e altre criptovalute i servizi dell'amministrazione cantonale. È...

Una mozione per chiedere al Consiglio di Stato che i cittadini possano pagare in bitcoin e altre criptovalute i servizi dell'amministrazione cantonale. È quella depositata oggi da AreaLiberale, Udc, Lega dei Ticinesi, Plrt e Ppd.

"Proponiamo un’applicazione pilota nel Dipartimento delle istituzioni e chiediamo un rapporto all’attenzione del Gran Consiglio dopo un anno di prova", recita il comunicato. "Questa misura, simile a quanto ha già fatto l’anno scorso la città di Zugo (fino a Chf 200) e ha annunciato di fare dal 2018 il comune di Chiasso (fino a Chf 250), mira a lanciare un segnale fattuale a chi si occupa di FinTech e a rinforzare in tal modo la fiducia verso le istituzioni ticinesi in materia di innovazione. L’ambizione della mozione è di promuovere il Ticino come piazza svizzera alternativa e complementare a Zugo in materia di criptovalute, blockchain e FinTech."

 Bitcoin  è "una moneta elettronica creata nel 2009 che, a differenza della maggior parte delle valute tradizionali, non fa uso di un ente centrale: esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, ma sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali, come la generazione di nuova moneta e l’attribuzione della proprietà dei bitcoin." 

 "Il 30 settembre 2017 - ricordano i firmatari della mozione - esistevano nel mondo 16.6 milioni di bitcoin con un prezzo medio unitario di CHF 4'140 e pertanto una capitalizzazione di mercato pari a CHF 68.7 miliardi."]

 "Se gestito correttamente - si specifica - l’incasso in bitcoin anziché franchi svizzeri non comporta alcun rischio valutario per il Cantone, che potrebbe convertire istantaneamente in franchi svizzeri il pagamento avvenuto in criptovaluta."

 

 

12.10.2017, 15:032017-10-12 15:03:00
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Svizzera, triplicate le madri che lavorano

In Svizzera la quota delle madri che lavorano è triplicata negli ultimi 35 anni. A indicarlo è l’ultimo articolo pubblicato sul sito di "Social Change in Switzerland" che...

In Svizzera la quota delle madri che lavorano è triplicata negli ultimi 35 anni. A indicarlo è l’ultimo articolo pubblicato sul sito di "Social Change in Switzerland" che prende in considerazione i dati dal 1980 al 2014. In Ticino e nei Grigioni si riscontra una percentuale di mamme attive inferiore rispetto al resto del Paese.

La statistica si riferisce alle genitrici attive che vivono in coppia, con almeno un bambino di età inferiore ai tre anni. In Ticino la quota raggiunge il 53%, rispetto al 16% registrato nel 1980. Nei Grigioni si registra un incremento dal 19 al 60%, mentre la media generale svizzera si attesta al 64% (23% nel 1980). I cantoni della Romandia hanno registrato l’aumento maggiore, con una percentuale progredita dal 25 al 70% in 35 anni.

L’articolo in questione è scritto da Francesco Giudici, dell’Ufficio di statistica del cantone Ticino e da Reto Schumacher, che si occupa di statistica nel canton Vaud. I due esperti hanno inoltre analizzato la situazione delle madri in funzione delle caratteristiche individuali come il numero di figli, il livello di formazione, la nazionalità e lo stato civile.

I ricercatori hanno basato lo studio sui censimenti federali risalenti al 1980, 1990 e 2000 insieme alla rilevazione strutturale 2010-2014.

"Social Change in Switzerland" prende in considerazione l’evoluzione della struttura sociale in Svizzera ed è gestita dal Centro di competenze svizzero in scienze sociali (, il Centro di ricerca sui percorsi di vita e le ineguaglianze dell’Università di Losanna e il "Polo di ricerca nazionale Lives – superamento della vulnerabilità: prospettive dei percorsi di vita .

12.10.2017, 14:582017-10-12 14:58:00
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Dalla Confederazione 8 miliardi e mezzo al Fondo Monetario Internazionale

La Svizzera accorderà al Fondo monetario internazionale (Fmi) un mutuo di 8,5 miliardi di franchi sotto forma di impegni di garanzia,...

La Svizzera accorderà al Fondo monetario internazionale (Fmi) un mutuo di 8,5 miliardi di franchi sotto forma di impegni di garanzia, mutui e contributi a fondo perso. Lo ha deciso ieri il Consiglio federale. Il Governo ha inoltre posto in vigore per l’inizio di novembre la revisione della legge sull’aiuto monetario (Lamo) che consente l’attribuzione di questi fondi.

La revisione della Lamo, indica una nota odierna della Segretaria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (Sfi), si è resa necessaria a seguito dei cambiamenti intervenuti nella prassi di concessione dei crediti a livello multilaterale.

La modifica più importante prevede l’aumento da sette a dieci anni della durata massima dell’aiuto monetario. Con l’entrata in vigore della revisione si adempiono le condizioni che permettono alla Svizzera di concedere al Fmi un mutuo bilaterale con termini di rimborso di dieci anni. L’esecutivo ha incaricato la Banca nazionale svizzera (Bns) di concedere al Fmi un prestito di 8,5 miliardi di franchi.

La partecipazione della Confederazione rientra nel processo di rinnovo della linea di credito bilaterale accordata al Fmi nel 2012. A causa delle costanti incertezze che pesano sul sistema finanziario, nell’ottobre 2016 il FMI ha deciso di rinnovare queste linee di credito bilaterali per un totale di 425 miliardi di dollari.

Ciò gli permette di disporre di uno strumento adeguato per adempiere in maniera efficace il suo compito di stabilizzazione del sistema monetario e finanziario internazionale in caso di crisi gravi. (Ats)

12.10.2017, 14:532017-10-12 14:53:00
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Le tensioni in Catalogna azzoppano il turismo

Il processo separatista in Catalogna comincia ad avere pesanti contraccolpi sul turismo, uno dei principali motori economici della regione.

Dal controverso...

Il processo separatista in Catalogna comincia ad avere pesanti contraccolpi sul turismo, uno dei principali motori economici della regione.

Dal controverso referendum sull’indipendenza dello scorso 1 ottobre, le prenotazioni alberghiere si sono dimezzate, con una caduta del 50%, rispetto alla media stagionale di occupazione, secondo quanto denuncia il patronato Foment del Treball in una nota intitolata ’Foment diu prou’, ossia Foment dice basta.

Gli arrivi di turisti a Barcellona registrano una diminuzione vicina al 30%, che il patronato attribuisce alla "grave situazione sociale ed economica che vive la Catalogna". "L’incerto cammino scelto dalle forze politiche con una stretta maggioranza nel Parlament nel mese di settembre ha superato frontiere di illegalità, portando il Paese verso il discredito nazionale e internazionale, e forse verso il dissesto economico", è detto nella nota.

Il patronato, presieduto da Joaquim Gay de Montellá, deplora "il contesto di incertezza e rischio politico", che ha provocato "la reazione e la risposta di imprese molto rilevanti in Catalogna, alcune protagoniste essenziali della nostra storia imprenditoriale", in allusione al cambio di sede sociale di grandi corporazioni catalane. Un esempio "che stanno seguendo centinaia di imprese di minori dimensioni".

Per Foment del Treball "è il riflesso chiaro del grado massimo di preoccupazione con la quale si assiste, in ambito imprenditoriale, a un conflitto politico molto serio, che ci interpella tutti". Nel rilevare "il rischio di dissesto economico", il patronato fa appello alla "responsabilità" e al "dialogo" dei dirigenti politici, per evitare "conseguenze irreparabili per la Catalogna e per la Spagna".

Con il patronato, anche il Gremi de restauració, associazione del settore della ristorazione, denuncia una caduta accumulata "fra il 25% e il 30% delle vendite" a settembre, che segue "i danni provocati dalla turismofobia", le manifestazioni contro il turismo di massa e dagli attentati sulla Rambla, lo scorso mese di agosto. Nel rilevare "la preoccupante diminuzione dei turisti stranieri" e la cancellazione di meeting e congressi, il Gremi ricorda che il settore alberghiero e della restaurazione occupa 70.000 persone nella sola città di Barcellona. (Ats)

12.10.2017, 08:542017-10-12 08:54:00
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Anche Gucci dice addio alle pellicce

Gucci rimette le pellicce nell’armadio, annunciando che le nuove collezioni 2018 ne faranno a meno. La notizia – dopo anni di proteste e polemiche dei gruppi animalisti – rimbalza...

Gucci rimette le pellicce nell’armadio, annunciando che le nuove collezioni 2018 ne faranno a meno. La notizia – dopo anni di proteste e polemiche dei gruppi animalisti – rimbalza oggi sul Times, che cita dichiarazioni attribuite al presidente della maison, Marco Bizzarri, durante un intervento al London College of Fashion.

Bizzarri ha parlato di un capo ormai "fuori moda" e ha rivendicato "l’impegno assoluto" di Gucci di fare "dello sviluppo sostenibile un elemento cruciale della nostra attività". Non solo. Ha anche promesso, stando al Times, che il ricavato dalle vendite di pellicce di quest’anno sarà devoluto ad associazioni per la difesa degli animali come Humane Society International (Hsi) o l’italiana Lav (Lega antivivisezione).

Kitty Block, di Hsi, si è detta compiaciuta e certa che la decisione di Gucci – analoga all’impegno anti pellicce assunto da Armani l’anno scorso – sia destinato ad avere "un enorme effetto traino" nel mondo della moda. (Ats)

9.10.2017, 13:462017-10-09 13:46:00
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Mercoledì sapremo come saranno i nuovi 10 franchi

Di lui si sa che rappresenterà il tema del tempo, che sul lato frontale recherà due mani in un tipico gesto da direttore d'orchestra e il mappamondo centrato sull'...

Di lui si sa che rappresenterà il tema del tempo, che sul lato frontale recherà due mani in un tipico gesto da direttore d'orchestra e il mappamondo centrato sull'oceano Pacifico. Sul retro troveranno posto un tunnel ferroviario e i meccanismi di un orologio. Il tutto per rappresentare la capacità organizzativa svizzera.

Il nuovo 10 franchi sarà presentato mercoledì dalla Banca nazionale e verrà messo in circolazione a partire dal 18 ottobre. Sarà leggermente più piccolo del predecessore (caratteristica comune a tutte le nuove banconote in fase di emissione): con una dimensione di 123 x 70 centimetri sarà largo come gli altri tagli e ma solo poco più lungo della banconota da 5 euro.

La banconota da 10 è la terza per numero di pezzi in circolazione. Viene dopo quella da 20 (seconda) e da 100. La nuova serie sarà completa nel 2019, quando verrà rilasciato il taglio da 100.

9.10.2017, 12:052017-10-09 12:05:38
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Nobel per l'economia all'americano Richard Thaler

Il premio Nobel per l’economia è stato assegnato all’economista statunitense Richard H. Thaler dell’università di Chicago.

Thaler, nato nel 1945 nel New...

Il premio Nobel per l’economia è stato assegnato all’economista statunitense Richard H. Thaler dell’università di Chicago. 

Thaler, nato nel 1945 nel New Jersey, è l’inventore della cosiddetta "teoria del pungolo". Nel libro "Nudge, la spinta gentile’, scritto insieme al giurista Cass Sunstein esamina come poter indirizzare, con adeguati stimoli anche da parte di governi e istituzioni, persone e gruppi sociali a prendere le decisioni giuste e a migliorare la propria vita.

Il punto di partenza è che "la gente fa spesso fa scelte scadenti" perché "come esseri umani siamo condizionati da una vasta gamma di comportamenti routine" che il più delle volte portano a "imbarazzanti errori" in molteplici aspetti della vita quotidiana, come "nell’educazione, nella finanza personale, nell’assistenza sanitaria, in mutui e carte di credito, nella felicità e perfino pianeta stesso".