Sci
Oggi, 11:482016-12-03 11:48:00
@laRegione

Il norvegese Jansrud raddoppia...

Il norvegese Jansrud raddoppia e dopo il super G vince anche la discesa di Val d'Isère. Dietro a lui Fill e Svindal. Miglior elvetico Patrick Küng, settimo. Decimo Janka, tredicesimo Feuz.

Il norvegese Jansrud raddoppia e dopo il super G vince anche la discesa di Val d'Isère. Dietro a lui Fill e Svindal. Miglior elvetico Patrick Küng, settimo. Decimo Janka, tredicesimo Feuz.

Oggi, 08:552016-12-03 08:55:00
laRegione Ticino

La chiusura del cerchio

di Paolo Spalluto -

Nico Rosberg ha annunciato a Vienna, tra lo stupore generale, la volontà di ritirarsi con effetto immediato dalla Formula Uno. Una decisione maturata a Suzuka, quando...

di Paolo Spalluto -

Nico Rosberg ha annunciato a Vienna, tra lo stupore generale, la volontà di ritirarsi con effetto immediato dalla Formula Uno. Una decisione maturata a Suzuka, quando raggiunse il comando del Mondiale, presa definitivamente ad Abu Dhabi, con in tasca il titolo. Nessuno, se non la moglie, era al corrente. Prima di lui solo Jackie Stewart, Nigel Mansell e Alain Prost si ritirarono con il titolo di campione. Una decisione che inserisce il tedesco nel club dei piloti unici nella storia delle corse. Principalmente di natura personale e familiare, le ragioni del ritiro, motivate anche dalla prospettiva di un futuro diverso.
È da poco campione del mondo. Lo introduce Jean Todt. Siamo a Vienna, dove ieri sera si è svolta le cerimonia di premiazione dell’annata motoristica della federazione. Dopo il saluto, in piedi sorprende la platea con l’annuncio. «Mi ritiro con effetto immediato». Cala il silenzio. Alcuni pensano che sia una burla, invece è tutto vero. La notizia del ritiro di Nico Rosberg fa il giro del mondo tra incredulità e approvazioni. Ovunque ci si chiede perché. Ecco una risposta, profonda e leale il più possibile.
Rosberg è sensibile
Nico sa perfettamente quanta fatica psichica gli sia costato vincere il Mondiale e quante rinunce abbia dovuto accettare, sin da ragazzo. Certo, è stata una fortuna essere il figlio di Keke, ma è stato anche un timbro. Avesse vinto come ha fatto, sarebbe stato Nico Rosberg. Non ce l’avesse fatta, sarebbe rimasto solo il bravo pilota figlio di un campione del mondo di F1.
Ha studiato, ha frequentato college, conosciuto il mondo. Parla sei lingue, sa essere un signore. Educato, amato da giornalisti e sponsor, mai fuori dalle righe, ha una visione del mondo e delle corse tutta sua. Nel senso che, diventato marito e padre, ha iniziato a provare dentro di sé emozioni che come figlio gli erano in parte state precluse. Nel suo ringraziamento alla moglie che si è presa cura della figlioletta per molti notti, spesso da sola, ci sono la profonda tenerezza e la purezza d’animo di questo 31enne che ora in primis vuole essere padre. Ci diceva testualmente, in risposta a un recente invito che gli facemmo, «ma ti pare che lascio la piccola? Già la vedo poco».
Rosberg è intelligente
Nico sa perfettamente che l’anno prossimo cambierà il regolamento. Dunque, la certezza della superiorità della Mercedes-Benz, ancorché assai probabile, non è garantita. Inoltre sa anche di avere in squadra un uomo ferito, nella persona di Hamilton, forte come lui. Il caraibico in cuor suo è convinto che quest’anno i tedeschi abbiano voluto far vincere un tedesco. Lui che ha all’attivo 10 Gran Premi contro i 9 del campione del mondo. Lui che lo avrebbe battuto se non avesse avuto noie meccaniche. Rosberg ha compreso ad Abu Dhabi, mentre già stava pensando all’idea di ritirarsi, quale sarebbe stata la minestra che lo avrebbe atteso nel 2017. Il comportamento di Hamilton ha solo aperto la finestra sul futuro. Non ne aveva più voglia, qualcosa si era rotto, l’obiettivo di vincere era una parte di vita. Solo una parte, appunto. Per Rosberg le corse sono state molto, ma non tutto. Non l’unica cosa.
Rosberg e la F1
Proprio l’intelligenza di Nico è alla base della convinzione che questa Formula sia oggi più noiosa per un pilota, meno stimolante, meno avvincente. Certo, regala emozioni e prestigio, ma la dominazione ingegneristica è tale che gli spazi del pilota si sono molto ridotti, e così sarà anche in futuro, almeno quello a portata anagrafica del pilota. Tra l’altro, cosa c’è di meglio per diventare mito che ritirarsi da vincenti poche ore dopo la conquista di un titolo? Significa acquisire un aurea di grandezza inattaccabile, lasciando solo ai posteri qualsiasi discussione sul reale valore del pilota. Si può dire qualsiasi cosa di Rosberg, ma tra 30 anni verrà ricordato come campione del mondo, punto e basta.
Rosberg e la fortuna
Nico sa perfettamente che quest’anno una porzione di Mondiale l’ha persa Hamilton. Ha fatto un lavoro mentale straordinario dopo Austin 2015, con quel cappellino gettato in faccia. Un metodo di concentrazione e dedizioni assoluti, sapendo di essere un tantino più lento del caraibico, ma mentalmente più dotato. Una risalita che al pilota è costata molto sul piano emotivo, la cui stanchezza dopo la vittoria è emersa in tutta la sua potenza. Nel 2017 avrebbe potuto non più beneficiare delle circostanze fortunate del 2016 che, si badi bene, non sono per nulla l’unico elemento che ne ha determinato il trionfo.
Rosberg e i progetti futuri
La decisione la si deve interpretare andando a guardare alcune foto che girano su Facebook. Per Nico gli amici e le persone di cui si fida contano molto. Ha certamente in serbo “il dopo”, anche se per l’immediato non desidera che un po’ di pace. Si può essere certi che non scomparirà in senso assoluto dall’orizzonte, ma certamente eviterà certe riapparizioni o goffi presenzialismi che hanno in taluni casi reso imbarazzanti campioni del passato. Da tempo ha strutturato assai bene a Montecarlo la gestione dei propri interessi economici. Vicino ha un caro compagno di studi, del quale a giusta ragione si fida profondamente. Possiamo attenderci idee e iniziative.
È tempo di tributare a questo campione del mondo un plauso per una decisione controcorrente come può essere quella di lasciare il trono, quando invece per denaro c’è chi sarebbe rimasto sul sedile da corsa. Se questa non è una decisione da campioni...

Oggi, 08:512016-12-03 08:51:59
Erminio Ferrari @laRegione

Una soglia già varcata

Su una cosa Matteo Renzi ha ragione: con il referendum costituzionale di domani non si determineranno tanto le sorti della sua vicenda politica, del Pd o del suo governo, ma qualcosa di ben più...

Su una cosa Matteo Renzi ha ragione: con il referendum costituzionale di domani non si determineranno tanto le sorti della sua vicenda politica, del Pd o del suo governo, ma qualcosa di ben più grave. Ha ragione (il Pd è già sfasciato, e i governi passano) anche se le sue parole vorrebbero dire altro, e anche se qualcosa di grave, di epocale, è già in corso o è già avvenuto.
La consultazione, semmai, lo ha portato in luce nella forma più triviale: la fine della politica come la si è conosciuta nel lungo dopoguerra (di cui la Costituzione, in Italia, era il sigillo più nobile) e l’avvento di nuove forme di raccolta e rappresentazione del consenso, nate e plasmate sullo sfascio del modello sociale novecentesco. Forme che niente hanno a che fare con la democrazia e molto con le pulsioni autoritarie che nelle crisi trovano principale e ricchissimo alimento. In Italia e altrove, com’è noto.
Su questo sfondo, il referendum è una disputa marginale che si è trasformata nel cerino gettano nel bidone della benzina. Una riforma sollecitata ed esibita come messa in archivio di una politica screditata e delle sue procedure farraginose, a vantaggio della “governabilità” e dei tagli alle spese, si è rivelata un pastiche di ben scarsa plausibilità, il cui elemento più riconoscibile (associato a una legge elettorale scandalosamente premiale) è un rafforzamento dei poteri dell’esecutivo. Spacciata per una manovra anti-casta e, specularmente, accusata di essere clava della casta stessa. Fate un po’ voi.
E il modo in cui l’Italia è arrivata al voto conferma il disastro. Il discorso populista è sulle bocche, indistintamente, del capo dell’esecutivo e dei suoi più feroci avversari, dalla vitalissima estrema destra alla fossilizzata estrema sinistra.
Contro la civiltà del confronto hanno agito la pochezza della ministra per le riforme Boschi (degnamente succeduta nel ruolo a tali Bossi e Calderoli…); la malafede di Berlusconi e dei suoi accoliti residui; il livore dei falliti dalemiani; il qualunquismo di Grillo e delle sue ignorantissime avanguardie; le fanfaronate truci dei Salvini e dei suoi rincalzi fascisti; l’imbarazzante isteria dei no à la MicroMega.
In una temperie tanto degradata è toccato sentire che la riforma attenterebbe alla democrazia, con la stessa seriosità con cui si è detto, al contrario, che è necessaria per metterla in salvo. Gli argomenti utilizzati dall’una e dall’altra parte (persino da persone di onorabilissima biografia) sanno di populismo in uguale misura. Si sono visti i panni di “difensore della Carta” indossati dagli eredi del neofascismo stragista; si sono messi di mezzo i “partigiani” (pochi quelli veri, sterminato il numero di quelli d’adozione) tradendo valore e complessità storica della Resistenza. Si sono vantati i risparmi generati dalla riforma, come se una Costituzione si riformasse per risparmiare qualche milione di euro. Si è denunciata la riforma quale grimaldello per spalancare le porte allo strapotere della finanza planetaria, quasi che la resa incondizionata della politica e poi delle democrazie al primato del capitale globale non fossero avvenute da tempo, vigente la Costituzione del 1948, e ovunque.
È troppo, davvero. Anche perché la più prosaica delle ragioni per cui votare sì o no è Renzi stesso. Il voto di domenica, infatti, per sua scelta deliberata e sconsiderata, si è trasformato in un plebiscito, non certo su una malfatta riforma della Costituzione, ma su di lui. Anche chi vorrebbe sottrarsi a questa trappola, sa che il proprio sì o il proprio no finiranno per non avere altro significato. Superfluo, oltretutto: la soglia che dà sull’epoca dell’autoritarismo populista è stata ormai da tempo varcata.

Oggi, 07:242016-12-03 07:24:15
@laRegione

Stasera al Murryfield a Chiass...

Stasera al Murryfield a Chiasso sale sul palco uno dei musicisti più noti della Motown, storica etichetta soul: Leroy Emmanuel. Per chi non resiste ai ritmi R&B, funky, soul e black in genere, con chitarra e voce d’eccezione.

Stasera al Murryfield a Chiasso sale sul palco uno dei musicisti più noti della Motown, storica etichetta soul: Leroy Emmanuel. Per chi non resiste ai ritmi R&B, funky, soul e black in genere, con chitarra e voce d’eccezione.

Oggi, 07:012016-12-03 07:01:36
Simonetta Caratti @laRegione

Elementari e medie a casa: i docenti sono mamma e papà 

La docente di storia, matematica e geografia è mamma, papà invece insegna le lingue. Due-tre ore di lezione al giorno, tra compiti, letture, conti, disegni...

La docente di storia, matematica e geografia è mamma, papà invece insegna le lingue. Due-tre ore di lezione al giorno, tra compiti, letture, conti, disegni... La scolarizzazione a domicilio sta prendendo piede in Svizzera, dove si stima coinvolga 1’500 giovani. Un trend in crescita in Romandia – nel Canton Vaud 328 giovani studiano a domicilio – ma anche a Berna, Argovia, Appenzello, Zurigo e Lucerna. Ticino molto restrittivo: è solo per chi ha figli malati.
Vi raccontiamo a pagina 2 la storia della famiglia argoviese Villiger: dieci figli tutti istruiti a domicilio, dalle elementari alle medie. Oppure il caso della coppia Feyer di Grandvaux – lui informatico, lei impiegata – che hanno tolto la figlia dalla scuola, quando un giorno, scoraggiata, ha detto: “Sono proprio una nullità in francese”. Per suo padre, intervistato dal quotidiano 'Le Matin': «La scuola crea troppo presto bravi o cattivi alunni, ma non è paragonandosi agli altri che si scoprono i propri talenti». Seppur restando un fenomeno marginale, è un trend in crescita.

Oggi, 07:002016-12-03 07:00:00
@laRegione

La Leventina fa il pieno di eventi per Natale

Hanno preso il via in questi giorni gli eventi previsti in Leventina per allietare le festività natalizie. Oggi, sabato 3, dalle 9 alle 15 ultima possibilità di visitare...

Hanno preso il via in questi giorni gli eventi previsti in Leventina per allietare le festività natalizie. Oggi, sabato 3, dalle 9 alle 15 ultima possibilità di visitare l’esposizione di presepi e decorazioni natalizie nella segheria patriziale di Faido. Si svolgono in questa fascia oraria pure la Fiera di S. Andrea e il mercatino natalizio in piazza, organizzati da Pro Faido e Carnevaa da Fait. Alle 13.30 San Nicolao distribuirà doni ai bimbi. Domani, domenica 4 alle 16, sempre a Faido andrà in scena nella palestra del centro scolastico il concerto di gala della Filarmonica Faidese diretta dal maestro Andrea Cupia. Ad Airolo mercatino di Natale organizzato dalla locale Pro Airolo in Piazza Motta, domani dalle 16 alle 19.

Giro di Lavorgo con lanterne e bibita offerta ai bambini mercoledì 7, con partenza dalla stazione Ffs alle 18. Un altro mercatino sarà presente all’Albergo Baldi di Rodi-Fiesso giovedì 8 dalle 10 alle 17. San Nicolao farà tappa a Lavorgo giovedì 8 alle 11.30, evento organizzato dalla Società Carnevale Somarik. A seguire pranzo con “chicken nuggets” e patatine e consegna doni. Pomeriggio con attività per i più piccoli. Musica venerdì 9 alle 20.30 nella chiesa di S. Maurizio a Chironico con il concerto del coro femminile DesDes e la cantante Judith Emeline.

A Quinto il mercatino in piazza con vendita di alberelli del Patriziato sarà presente sabato 10 (ore 9.30-12.30, in caso di brutto tempo sarà annullato e la vendita organizzata al magazzino patriziale di Ambrì). Sabato 10 alle 17 a Mairengo evento “Fiabe per le feste” con Moira della Torre nella sala multiuso; segue cena al Bar Da Angela. Il vivaio “L’abete magico di Faido” sarà inaugurato domenica 11 alle 11 in zona stand di tiro.

Sabato 17 alle 20.30 nella chiesa parrocchiale di Bodio concerto di gala del Coro Scam diretto da Andrea Cupia. Altri due mercatini si terranno il 18 a Mairengo (nucleo villaggio) e il 26 a Carì, entrambi dalle 9. La sera di Santo Stefano alle 20 tombola organizzata dallo Sci Club Faido-Carì all’osteria Alla Birreria. Infine festa il 31 dicembre con “End of the year party” al Salone Olimpia di Airolo. Musica con Dj dalle 22 alle 4, entrata libera.

Oggi, 06:402016-12-03 06:40:00
Marino Molinaro @laRegione

Val di Blenio: ente, antenna e tanti progetti

Cosa sta facendo di concreto per la Valle di Blenio, uscita spaccata dalla votazione sul Parc Adula, l’Ente regionale per lo sviluppo? Dopo l’assemblea di giovedì scorso...

Cosa sta facendo di concreto per la Valle di Blenio, uscita spaccata dalla votazione sul Parc Adula, l’Ente regionale per lo sviluppo? Dopo l’assemblea di giovedì scorso a Olivone, ieri la direzione ha incontrato i media a Malvaglia per esporre quadro operativo e progetti in essere seguiti da vicino e sostenuti. Da un anno e mezzo l’Ers conta un’antenna, affidata a Dante Caprara, specificamente dedicata alla Valle del Sole. Ne avevano sollecitata la creazione i tre Comuni con l’obiettivo di far capo a un partner strategico nel momento in cui bisogna far maturare il Masterplan improntato allo sviluppo socio-economico e – per i singoli progetti – posto al beneficio di aiuti pubblici. Mentre mercoledì il Gruppo No Parc Adula ha apertamente criticato l’Organizzazione turistica regionale...

Oggi, 06:302016-12-03 06:30:00
@laRegione

Il ritiro di Rosberg dalla F1 chiude il suo personale cerchio 

È da poco campione del mondo. Lo introduce Jean Todt. Siamo a Vienna, dove ieri sera si è svolta le cerimonia di premiazione dell’annata motoristica...

È da poco campione del mondo. Lo introduce Jean Todt. Siamo a Vienna, dove ieri sera si è svolta le cerimonia di premiazione dell’annata motoristica della federazione. Dopo il saluto, in piedi sorprende la platea con l’annuncio. «Mi ritiro con effetto immediato». Cala il silenzio. Alcuni pensano che sia una burla, invece è tutto vero. La notizia del ritiro di Nico Rosberg fa il giro del mondo tra incredulità e approvazioni. Ovunque ci si chiede perché. Ecco una risposta, profonda e leale il più possibile. Rosberg è sensibile. Nico sa perfettamente quanta fatica psichica gli sia costato vincere il Mondiale e quante rinunce abbia dovuto accettare, sin da ragazzo. Certo, è stata una fortuna essere il figlio di Keke, ma è stato anche un timbro. Avesse vinto come ha fatto, sarebbe stato Nico...

Oggi, 06:202016-12-03 06:20:00
Leonardo Terzi @laRegione

Paradiso, ancora in forse il ricorso sulle elezioni

«La rabbia c’è ancora ma adesso è il momento di ragionare. Per fortuna arriva il weekend, chiaramente stiamo discutendo del da farsi con i municipali, i...

«La rabbia c’è ancora ma adesso è il momento di ragionare. Per fortuna arriva il weekend, chiaramente stiamo discutendo del da farsi con i municipali, i funzionari e il nostro legale. Non è ancora deciso se presenteremo un ricorso al Tribunale federale». Il sindaco di Paradiso Ettore Vismara appare ancora scosso dopo la sentenza del Tribunale amministrativo cantonale che, avendo rilevato irregolarità nella procedura di spoglio delle schede di voto, in particolare nella registrazione delle schede pervenute (lo spoglio vero e proprio avviene a Bellinzona), lo scorso aprile, su ricorso della Lega dei ticinesi, ha disposto la ripetizione delle elezioni comunali. A caldo (cfr. 'laRegione' di ieri) Vismara ha annunciato un ricorso al Tribunale federale, ma ora potrebbe esserci una frenata....

Oggi, 06:102016-12-03 06:10:00
Dino Stevanovic @laRegione

Bambini e gestione del mezzogiorno, reportage da Cadro

La parola d’ordine per il corretto funzionamento del sistema è reciprocità. «È una questione di programmazione e di collaborazione con gli altri genitori»...

La parola d’ordine per il corretto funzionamento del sistema è reciprocità. «È una questione di programmazione e di collaborazione con gli altri genitori» spiega Serena Borellini, presidente dell’Assemblea genitori di Cadro, organo che idealmente raggruppa chiunque abbia un figlio che frequenti una delle otto sezioni di scuola dell’infanzia o elementare del quartiere collinare. Il tema è di quelli che toccano profondamente la quotidianità del tessuto famigliare della nostra società: la gestione del mezzogiorno durante l’anno scolastico. O meglio, la sua conciliazione con gli impegni professionali e non degli adulti. Chiariamo subito: la Città garantisce per Cadro – come per tutti i suoi quartieri – il servizio mensa, precisamente alla scuola elementare di Davesco. «Il nostro non è un...

Oggi, 06:002016-12-03 06:00:00
Christian Solari @laRegione

Mantegazza: 'Non tollero gli attacchi personali, gli insulti e le offese'

Sul campo dello sport non giocano soltanto sportivi ed atleti ma un numero sempre più ampio di attori con interessi diversi che,...

Sul campo dello sport non giocano soltanto sportivi ed atleti ma un numero sempre più ampio di attori con interessi diversi che, incontrandosi, danno vita a relazioni a volte idilliache, a volte più delicate, altre volte critiche. Un dato di fatto che rende qualsiasi realtà sportiva estremamente interessante e dinamica ma che, al contempo, ne complica significativamente la gestione. Tra queste è senza dubbio singolare il rapporto che lega giornalista e dirigente sportivo, due figure professionali con competenze e obiettivi diversi che, sempre più spesso, si trovano faccia a faccia per discutere di risultati sportivi. Tra raffiche di domande e risposte si instaura un'interazione di cui oggi lo sport non può fare a meno anche se in alcuni casi si carica di incomprensioni. Un tema molto...

Oggi, 05:552016-12-03 05:55:55
@laRegione

Buongiorno! Ecco la Prima pagi...

Buongiorno! Ecco la Prima pagina di oggi

Buongiorno! Ecco la Prima pagina di oggi

Oggi, 05:452016-12-03 05:45:05
@laRegione

Tante coccole per la Vergine...

Tante coccole per la Vergine

Tante coccole per la Vergine

Oggi, 05:402016-12-03 05:40:16
@laRegione

La vignetta di Lulo Tognola...

La vignetta di Lulo Tognola

La vignetta di Lulo Tognola

Oggi, 05:192016-12-03 05:19:49
@laRegione

Di ogni genere e ogni tempo, a...

Di ogni genere e ogni tempo, alla scoperta dell'arte da oggi alle 12 a Lugano con la 12ª edizione di Open Gallery. Gallerie, spazi d’arte e musei della città aprono le loro porte. Il programma è su www.opengallerylugano.ch.

Di ogni genere e ogni tempo, alla scoperta dell'arte da oggi alle 12 a Lugano con la 12ª edizione di Open Gallery. Gallerie, spazi d’arte e musei della città aprono le loro porte. Il programma è su www.opengallerylugano.ch.