laR+ IL COMMENTO

Se il Parco del Piano finisce in cure intense

Dal nuovo Ospedale regionale di Bellinzona all’inceneritore, dalle brutture abusive alla non-palude usata come posteggio: il malato merita più attenzione

In sintesi:
  • Il nosocomio da 380 milioni previsto alla Saleggina viene erroneamente indicato dall'Eoc all'interno del Parco del Piano di Magadino
  • Le autorità federali che frenano il collegamento A2-A13 per motivi ambientali tollerano invece che l'area palustre protetta sia usata come parcheggio
Una delle tante situazioni abusive che faticano a sparire
(Foto laRegione)
9 marzo 2024
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La recente presentazione dei progetti per il nuovo Ospedale regionale di Bellinzona previsto alla Saleggina è stata l’occasione per ribadire la necessità di un’edificazione che abbracci le componenti naturali del luogo. L’Ente ospedaliero cantonale nel comunicare il 23 febbraio il vincitore del concorso internazionale si è spinto un po’ oltre, sostenendo che “l’ubicazione all’interno del Parco del Piano di Magadino diventa per i progettisti l’occasione di creare un’architettura che si compone di un paesaggio verde, di parchi sovrapposti con cortili verdi e camere singole che si affacciano sulle fronde degli alberi”.

Bene ma non benissimo. Urgono infatti una puntualizzazione e una riflessione su come si presentano oggi il Piano e il suo decantato parco, il cui ente operativo dal 2018 mira a incentivarne le peculiarità e a eliminare le presenze abusive provvisorie-stabili. Tema quest’ultimo già trattato a più riprese dal nostro giornale: l’Ente parco lo sta affrontando e nei prossimi mesi – catasto delle situazioni non conformi alla mano – inizierà a discuterne con i Comuni; per poi coinvolgere proprietari e affittuari, in gran parte agricoltori, nel tentativo di sensibilizzarli sull’importanza di eliminare i degradanti manufatti abusivi.


Foto laRegione
Una delle tante situazioni abusive che faticano a sparire

La puntualizzazione: a meno che nel frattempo il perimetro stabilito dal Piano di utilizzazione cantonale (Puc) sia stato modificato, è sbagliato parlare di futuro ospedale ubicato “all’interno del parco”. Nei loro punti più vicini i due confini distano infatti un chilometro in linea d’aria. Meglio sarebbe dire che il nosocomio confinerà col futuro parco fluviale della Saleggina finanziato in gran parte dalla Confederazione.

Quindi la riflessione: la prossimità col fiume Ticino e la sua golena, insieme alle indicazioni vincolanti contenute nel bando, ha ispirato diversi progettisti in gara a sviluppare soluzioni per un ospedale molto green. Metodo che non ha purtroppo interessato anni addietro la costruzione del termovalorizzatore di Giubiasco. La cui forma è ovviamente funzionale alla gestione dei rifiuti; tuttavia un migliore sforzo architettonico sarebbe stato auspicabile, proprio perché il grande impianto dotato di ciminiere si affaccia direttamente sul Piano di Magadino al confine est del parco. Peraltro nelle immediate vicinanze, accanto al depuratore e al centro per la raccolta delle carcasse animali, sorgerà la nuova centrale a biogas dell’Azienda multiservizi Bellinzona: l’utilizzo pur nobile che sia, ancora una volta, non sembra suggerire per questo luogo sfortunato una forma da Swiss Architectural Award.


Foto laRegione
Viadotto di Magadino: le auto posteggiate abusivamente nell’area palustre d’interesse nazionale

Spostandoci verso la parte locarnese del parco – dove convivono a poca distanza una dall’altra la discarica del Pizzante e la pista di go-kart appena riasfaltata – sarebbe interessante capire perché si tollera che la golena sotto il viadotto di Magadino, registrata come ‘paesaggio palustre d’importanza nazionale’, sia sfruttata da molti ticinesi e frontalieri come posteggio abusivo. Aree che essendo appunto ‘palustri d’importanza nazionale’ stanno invece frenando – per volere di qualche rigoroso ufficio federale, cui stanno decisamente più a cuore la non-palude e l’intoccabile colonia di pipistrelli annidata nel viadotto – l’iter dell’atteso collegamento veloce A2-A13 destinato a eliminare le colonne e a togliere il traffico dalle località. Misteri del Parco del Piano, qui e là messo così male che nemmeno un ospedale universitario da 380 milioni di franchi basterà a guarirlo.

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