Centro riciclaggio inerti, 'Cittadini per il territorio' e abitanti di Riva e Capolago non ci stanno

MendrisiottoRiva San Vitale
21.4.2017, 15:372017-04-21 15:37:41
Daniela Carugati @laRegione
Daniela Carugati @laRegione

Centro riciclaggio inerti, 'Cittadini per il territorio' e abitanti di Riva e Capolago non ci stanno

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Sulle rive del Ceresio si è decisi a fare muro al centro per il trattamento e il riciclaggio di inerti immaginato tra gli argini del Laveggio e via Segoma in territorio di Riva San Vitale. Il progetto presentato dalla Officina della ghiaia di Barbengo e tradotto, di recente, in una domanda di costruzione, ha fatto rizzare le antenne a un nutrito drappello di abitanti di Riva e Capolago. E non solo: a opporsi all'operazione – un investimento da 800mila franchi – ci sono anche i 'Cittadini per il territorio'. All'orizzonte un impianto capace di lavorare 100mila tonnellate di materiale all'anno e un via vai di poco meno di un centinaio di veicoli al giorno.

Quali sono le ragioni degli opponenti? “Le principali preoccupazioni  – fanno sapere i coordinatori dei 'Cittadini' Ivo Durisch e Grazia Bianchi – sono legate al rumore, alla polvere che inevitabilmente ci sarà e al traffico veicolare di grossi automezzi pesanti da 40 tonnellate. Se nel passato troppo spesso sono state realizzate attività moleste a ridosso del fiume Laveggio, perché lontano dai nuclei abitati, ora la situazione è mutata, e la via Molinello, la Via Segoma e la via dei Gelsi, ad esso limitrofe, sono oggi importanti strade residenziali”.

Non solo, “la strada che costeggia il Laveggio  – annotano ancora – è diventata la principale passeggiata in pianura presente nella zona. Un percorso molto frequentato anche in settimana”. Senza dimenticare, concludono i due coordinatori, che “questa porzione di territorio tra il Monte San Giorgio e il Monte Generoso è già oggi attraversata da tutte le principali vie di comunicazione nazionali e internazionali e soffre nei mesi invernali e estivi di un inquinamento da smog spesso fuori dalle norme federali sulla salute pubblica”.