Svizzera

Procura del Vaud amplia indagini su Alain Soral per presunti commenti antisemiti

Nuovi post sui social e dichiarazioni legate allo scandalo Epstein sono stati aggiunti al fascicolo; il procedimento era stato avviato nel 2024 dopo la denuncia del CICAD

4 marzo 2026
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Rischia di aggravarsi la posizione del saggista franco-svizzero di estrema destra Alain Soral, al centro di un'istruzione penale avviata nel 2024 dalla giustizia vodese per presunti commenti antisemiti. Il procuratore generale Eric Kaltenrieder ha aggiunto al fascicolo altre, più recenti, frasi controverse, scritte sui social media dal polemista.

L'informazione, inizialmente riportata dal sito watson.ch, è stata confermata oggi a Keystone-ATS da un portavoce del Ministero pubblico del canton Vaud. Il procedimento era stato aperto nella primavera di due anni fa a seguito di una denuncia da parte del Coordinamento intercomunitario contro l'antisemitismo e la diffamazione (CICAD). Il diretto interessato era stato anche prelevato da casa sua per essere interrogato.

Ora, l'inchiesta si allarga a fatti segnalati dalle autorità francesi relativi a commenti pubblicati in rete nel novembre del 2025. Inoltre, la procura vodese sta indagando di propria iniziativa su dichiarazioni legate allo scandalo Epstein risalenti allo scorso mese di febbraio.

In entrambi i casi, le affermazioni potrebbero costituire il reato di discriminazione e incitamento all'odio contro le persone di confessione ebraica, ha spiegato l'addetto stampa. Questi ha chiarito che, tecnicamente, non esiste un secondo procedimento penale: si tratta di nuovi fatti aggiunti a quello già in corso.

Classe 1958, Alain Soral, il cui vero nome è Alain Bonnet, si è trasferito nel canton Vaud nel 2019, dopo molteplici condanne — oltre una ventina — ricevute in Francia. Il controverso ideologo di estrema destra è però incappato in vari problemi anche con la giustizia elvetica.

Nel 2021, in un video, aveva rivolto commenti sprezzanti alla comunità LGBTQ+ e a una giornalista che aveva pubblicato un articolo su di lui. In particolare, Soral l'aveva definita una "grossa lesbica" e "militante queer", insinuando che quest'ultimo termine significasse "squilibrata". Al termine dell'iter giudiziario sulla vicenda, nell'aprile 2024 il Tribunale federale (TF) ha confermato la condanna a una pena detentiva di 40 giorni.