la tragedia di crans-montana

La Procura vallesana concede l’assistenza giudiziaria all’Italia

Concretamente le autorità italiane avranno accesso alle prove già raccolte, precisa l’Ufficio federale di Giustizia

La Procura di Losanna
(Keystone)
30 gennaio 2026
|

La Procura del Canton Vallese ha dato seguito alla richiesta di assistenza giudiziaria presentata dalla Procura di Roma nel caso dell'incendio scoppiato la notte di Capodanno a Crans-Montana. Lo ha indicato questa sera una portavoce dell'Ufficio federale di giustizia (Ufg), l'autorità competente in materia, ai microfoni della Radio Srf.

Confermando all'agenzia Keystone-Ats le affermazioni fatte al notiziario regionale di Berna, Friburgo e Vallese dell'emittente radiofonica, la responsabile dell'informazione dell'Ufg Ingrid Ryser ha precisato: "La questione non è se la Procura vallesana abbia bisogno o no di sostegno".

La spiegazione

Poiché tra le vittime della tragedia di Crans-Montana figurano anche cittadini italiani, la giustizia italiana è obbligata ad aprire un procedimento penale. "Pertanto potrebbe avere senso che le due autorità inquirenti si uniscano, mettano in comune le risorse e lavorino congiuntamente a questo procedimento penale", ha spiegato.

In una nota diffusa in serata, l'Ufg precisa di essere stato informato oggi che il Ministero pubblico del Canton Vallese ha dato seguito alla rogatoria presentata dal Ministero pubblico di Roma. Concretamente le autorità italiane avranno accesso alle prove già raccolte, precisa l'Ufg. Ciò avverrà nel rispetto dei diritti previsti dalla legge per le parti potenzialmente coinvolte dalle misure di assistenza giudiziaria. Le singole misure della rogatoria – come consueto in procedimenti di questo tipo – saranno regolamentate con ordinanze di esecuzione separate.

A metà febbraio è previsto un primo incontro tecnico tra le autorità penali dei due Paesi. L'Ufg, in qualità di autorità centrale per l'assistenza giudiziaria internazionale, accompagnerà questo incontro con l'obiettivo di "chiarire i dettagli della collaborazione e coordinare le procedure".

Ufficiale il quarto indagato

La Procura vallesana indaga anche su una quarta persona nell'ambito delle indagini sul dramma di Crans-Montana: si tratta dell'attuale capo del servizio di sicurezza pubblica del Comune. La notizia è stata confermata dai suoi legali. L'uomo sarà interrogato dai procuratori incaricati dell'inchiesta sulla tragedia del primo gennaio. "Confermiamo che il capo del servizio di pubblica sicurezza di Crans-Montana sarà ascoltato come imputato venerdì 6 febbraio", hanno detto i suoi avvocati Nicolas Rivard e Frédéric Pitteloud, commentando una notizia della Rts. Il loro cliente "ha potuto ritirare stamattina all'ufficio postale la sua citazione a comparire, dopo averlo saputo ieri dalla stampa".

KeystoneQuel che resta del Constellation

Gli avvocati hanno anche precisato che il capo del servizio di pubblica sicurezza "ha iniziato a lavorare per il Comune nel maggio 2024" e che quindi non può "rispondere della mancanza di controlli dal 2019" a causa della data di assunzione presso il Comune. "Non saranno rilasciate altre dichiarazioni" fino all'udienza di venerdì prossimo, hanno aggiunto.

Ieri era stato reso noto che la Procura vallesana ha avviato una procedura penale anche nei confronti del suo predecessore, che sarà interrogato il 9 febbraio. L'uomo lavorava a Crans-Montana durante i controlli di sicurezza effettuati nel 2018 e nel 2019. In due occasioni, le sue raccomandazioni non erano state seguite dal proprietario del bar. Ora è responsabile della sicurezza del Comune di Val d'Illiez.

Il responsabile del servizio di sicurezza pubblica è il funzionario comunale che il 3 gennaio ha trasmesso agli inquirenti la documentazione urbanistica e amministrativa relativa al locale del Constellation.