Eccola, la ricetta dell'Udc per ‘salvare la scuola pubblica’. E via i telefonini dai banchi

I delegati dell'Udc hanno approvato oggi, sabato, a Näfels (Gl) un intero pacchetto di richieste per ‘salvare la scuola pubblica’. Tra le misure figurano un numero massimo di allievi alloglotti per classe e un divieto generalizzato di telefoni cellulari a scuola.
«I bambini devono tornare a imparare le basi: leggere, scrivere, far di conto», ha dichiarato il consigliere nazionale Udc zurighese Benjamin Fischer. Secondo il partito, la scuola non riesce più a svolgere questo compito a causa dell'immigrazione.
Fischer ha indicato che con il 20% di allievi di lingua straniera in una classe l'insegnamento diventa complicato, con il 30% quasi impraticabile. Per questo l'Udc chiede un tetto massimo per classe. I bambini dovranno inoltre dimostrare di conoscere la lingua d'insegnamento con un test obbligatorio prima dell'inizio della scuola: chi non supera la prova dovrà frequentare un anno in una classe preparatoria.
Anche i genitori saranno chiamati a collaborare: l'Udc propone sanzioni fino alla revoca del permesso di soggiorno in caso di mancata cooperazione.
Il partito giudica fallito l'esperimento dell'insegnamento integrativo: bisogna smettere subito di «voler integrare a ogni costo» e bisogna con urgenza reintrodurre le cosiddette classi speciali.
Vuole inoltre vietare i telefoni cellulari in tutte le scuole del Paese, promuovendo al contempo materie ‘tradizionali’ come economia domestica, lavori manuali, disegno ed educazione fisica. Le proposte saranno portate avanti a livello cantonale, senza coinvolgere la Confederazione: «In educazione prevale il federalismo», ha ricordato il partito.
Nel pomeriggio i delegati definiranno le posizioni in vista delle votazioni federali dell'8 marzo.