Sedici ulteriori vittime dell'incendio di Crans-Montana sono state identificate, hanno comunicato in serata le autorità vallesane. Tutte le 40 persone decedute nell'incendio di Capodanno del bar "Le Constellation" sono state ora riconosciute.
Le operazioni di identificazione sono state condotte dalla Polizia cantonale vallesana, dal DVI (Disaster Victim Identification) e dall'Istituto di medicina legale, si legge in un comunicato.
La maggioranza delle persone morte nell'incendio era giovanissimi: due persone avevano solo 14 anni e sei 15. La fascia più colpita è quella dei sedicenni, con nove vittime, seguita dai diciottenni, che sono sei. Si contano inoltre tre vittime di 17 anni
Tra i giovani adulti, due persone avevano 20 anni, tre 21 anni e altre tre 22 anni. Una vittima aveva 23 anni, due avevano 24 anni e una 26 anni. Completano il bilancio una persona di 33 anni e una di 39 anni. La maggior parte delle persone decedute era di cittadinanza svizzera (con 22 vittime).
In base alle ultime informazioni disponibili, delle 119 persone ferite finora è stato possibile identificarne 113: tra questi vi sono 71 sono svizzeri, 14 francesi, 11 italiani, 4 serbi, nonché un bosniaco, un polacco, un belga, un lussemburghese e un portoghese. La maggior parte dei pazienti si trova in condizioni critiche a causa delle gravi ustioni riportate.
Tutti i feriti hanno ricevuto le prime cure negli ospedali elvetici. Tuttavia, a causa dell'elevato numero di pazienti con ustioni gravi, le capacità disponibili in Svizzera non sono sufficienti per assicurare il miglior trattamento possibile a lungo termine. Berna ha quindi richiesto supporto internazionale tramite il Meccanismo di protezione civile dell'Ue, previsto per eventi straordinari di questo tipo.
Il 2 e 3 gennaio 35 persone sono state trasportate verso cliniche specializzate in Europa: 7 pazienti in Belgio, 7 in Germania, 15 in Francia e 6 in Italia. I trasferimenti riguardano sia cittadini svizzeri che stranieri.
Prosegue intanto l'inchiesta per chiarire eventuali le responsabilità penali e le circostanze precise dell'incendio. Le verifiche riguarderanno, tra l'altro, l'esame della documentazione fornita dal Comune, la conformità dei lavori eseguiti dai gerenti del bar "Le Constellation", i materiali impiegati, le vie di fuga, i dispositivi antincendio e il rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza.
Dalle prime indagini, l'origine dell'incendio sarebbe collegata all'uso di "fontane pirotecniche": dispositivi non metallici contenenti sostanze che producono scintille e fiamme, progettati per essere posti a terra, fissati su supporti o tenuti in mano.
Le testimonianze raccolte parlano di un incendio che si è propagato rapidamente, generando fumo intenso e un'ondata di calore significativa. Tutto si sarebbe svolto molto velocemente, ha sottolineato la procuratrice generale vallesana Béatrice Pilloud.
I due gerenti rimanono comunque per il momento a piede libero: non sussistono i requisiti per porli in detenzione preventiva, ha precisato Pilloud.
Non vi sono infatti elementi che facciano temere una fuga dei due imputati per sottrarsi al procedimento penale o a una eventuale condanna. Gli altri criteri per la detenzione preventiva, come il rischio di recidiva o di inquinamento delle prove, non sono rilevanti nel caso in questione, ha indicato la procuratrice.
La coppia è accusata di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Rimane valido il principio di presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva.
Oggi a Crans-Montana un corteo formato da oltre un migliaio di persone ha raggiunto il centro della stazione sciistica dopo la messa di questa mattina. Centinaia di candele e di fiori sono stati deposti davanti al bar "Le Constellation".
Nel corteo vi erano famiglie e amici delle vittime, in particolare giovani della loro età, commossi fino alle lacrime. Le forze di intervento hanno ricevuto lunghi applausi da parte di tutta la folla. Il bar, da parte sua, è ancora protetto da teli.
Intanto a Crans-Montana la stagione sciistica continua, seppur in un clima di grande sobrietà. Per le strade gli sciatori diretti verso le piste o di ritorno dagli impianti esprimono solidarietà e vicinanza alle vittime. Alcuni raccontano di aver reso omaggio alle vittime nello spazio commemorativo allestito nei pressi del luogo della tragedia. Altri, invece, hanno scelto consapevolmente di tenersene alla larga.
Il direttore dell'Ente turistico di Crans-Montana, Bruno Huggler, ha dichiarato all'AFP che la rinomata stazione sciistica cercherà di trovare "il tono giusto" nelle prossime settimane. Per ora, il Comune ha scelto di ridurre l'atmosfera festosa tipica dell'inverno: caffè e bar vicino alle piste restano aperti per accogliere gli sciatori, ma senza musica né dj.