Svizzera

Tragedia a Crans-Montana: 40 morti in un incendio

Il presidente Parmelin esprime cordoglio e solidarietà. Indagini in corso.

1 gennaio 2026
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Un devastante incendio a Crans-Montana, nel canton Vallese, ha causato la morte di circa 40 persone e il ferimento di altre 115, molte delle quali in condizioni critiche. Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha definito l'evento una delle peggiori tragedie che abbiano mai colpito la Svizzera, esprimendo il suo profondo cordoglio durante una conferenza stampa a Sion.

Parmelin ha sottolineato l'impegno del Consiglio federale nel garantire che le autorità locali e gli operatori coinvolti gestiscano la situazione con la massima professionalità e diligenza. Ha ringraziato la solidarietà mostrata dai corpi cantonali e dai Paesi stranieri che hanno offerto il loro aiuto.

Il presidente del Consiglio di Stato vallesano, Mathias Reynard, ha fornito ulteriori dettagli sulla catastrofe, evidenziando l'importanza del supporto degli ospedali specializzati e l'offerta di aiuto da parte di Francia, Germania e Italia. Ha invitato la popolazione a non sovraccaricare le strutture mediche e a restare a casa.

Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, e il comandante della polizia cantonale, Frédéric Gisler, hanno espresso il loro cordoglio e descritto le operazioni di soccorso, iniziate poco dopo l'1:30 della notte. La priorità attuale è l'identificazione delle vittime, compito reso complesso dalla presenza di turisti stranieri.

La procuratrice generale del Vallese, Beatrice Pilloud, ha annunciato l'apertura di un'indagine per chiarire le cause dell'incendio, attualmente ritenuto non doloso. Le autorità stanno lavorando per fornire risposte alle famiglie delle vittime, ma il processo richiederà tempo.

Le bandiere a mezz'asta a Palazzo federale simboleggiano il lutto nazionale. Parmelin ha concluso il suo intervento sottolineando l'importanza di mantenere i valori di unità e solidarietà che caratterizzano la Svizzera, anche in momenti di grande dolore.