Il consigliere federale elogia GCSP, GICHD e DCAF per il loro adattamento e il ruolo chiave per la Svizzera e la cooperazione internazionale
"Le sfide future non saranno più facili": lo ha affermato oggi a Ginevra il consigliere federale Martin Pfister, celebrando tre centri internazionali con sede nella città, dedicati alla sicurezza e finanziati in parte da Berna.
"L'idea di sicurezza oggi è più vasta e complessa che mai", ha affermato il ministro della difesa: essa richiede un approccio più generale di quello offerto dal Centro di politica di sicurezza (GCSP), dal Centro internazionale di sminamento umanitario (GICHD) e dal Centro per il controllo democratico delle Forze armate (DCAF).
Dal canto suo il segretario di Stato agli affari esteri Alexandre Fasel ha ricordato che questi centri sono stati lanciati in un momento di "ottimismo dopo la Guerra Fredda". Da allora, il mondo è diventato "più complesso, più diviso, meno prevedibile", ma i centri "hanno saputo adattarsi", ha aggiunto.
Di fronte ad alcuni effetti negativi delle nuove tecnologie o dei cambiamenti climatici, dovranno però continuare ad evolvere e ad adeguare i loro dispositivi. Tuttavia, "sono pronti a offrire sostegno ovunque e in qualsiasi momento in caso di necessità", ha aggiunto Fasel.
Elogiando i successi delle tre istituzioni, Martin Pfister ha sottolineato che esse rispondono a "esigenze reali". Il GICHD ha contribuito a stabilire norme per lo sminamento umanitario e strumenti che hanno aiutato a salvare vite umane in oltre 40 paesi.
Tra i suoi recenti progetti, ha affiancato le autorità ucraine e farà lo stesso in Siria. Dal Mali alla Georgia, il DCAF, che festeggia i suoi 25 anni, ha dal canto suo aiutato numerosi paesi a creare istituzioni di sicurezza responsabili e incentrate sui cittadini.
Il GCSP, infine, che festeggia i suoi 30 anni, ha in particolare istituito una piattaforma informale di dialogo tra esperti americani, russi e ucraini dall'inizio della guerra. Più di 400 persone lavorano in questi tre centri, che hanno formato circa 15'000 persone; il loro finanziamento si è ora diversificato oltre all'aiuto della Svizzera e include anche fondi provenienti dal settore privato.
Queste istituzioni hanno ottenuto progressi "tangibili" per la sicurezza mondiale e possono contare su "sostegni globali", spiega ancora Pfister. Sono diventate "strumenti cruciali" per la Svizzera, in particolare durante il mandato nel Consiglio di sicurezza dell'ONU e per la presidenza nel 2026 dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), ha concluso il ministro.