Svizzera

Il sindacato Vpod, nella bufera, cerca un nuovo segretario generale

Natascha Wey ha rassegnato le dimissioni. Dalle sezioni svizzero-tedesche critiche al presidente Christian Dandrès

Christian Dandrès e Natascha Wey (a destra nella foto)
(Keystone)
28 marzo 2025
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Maretta in seno al Sindacato svizzero dei servizi pubblici (VPOD/SSP), che si appresta ad affrontare un cambio ai vertici: l'attuale segretaria generale Natascha Wey ha infatti rassegnato le dimissioni per fine anno. Il presidente Christian Dandrès – il cui operato è anche al centro di molte critiche – ha confermato a Keystone-ATS una notizia in questo senso pubblicata dalle testate di Tamedia.

Dandrès, consigliere nazionale del PS ginevrino, ha dichiarato che gli iscritti al sindacato sono già stati informati riguardo agli sviluppi per mezzo del bollettino del VPOD/SSP. Oltre a Wey lasciano anche due segretarie centrali.

Nel bel mezzo di un periodo di instabilità, il sindacato ha deciso di rinviare l'assemblea dei delegati inizialmente prevista per sabato: "Il VPOD sta attraversando un momento di tensione", ha ammesso Dandrès, aggiungendo che sono necessari colloqui preparatori affinché l'assemblea possa svolgersi in condizioni favorevoli.

Frizioni tra regioni linguistiche

Dandrès ha anche confermato che – come riferito dai media di Tamedia – il comitato ha ricevuto una lettera in cui le sezioni regionali VPOD della Svizzera tedesca esprimono la loro preoccupazione riguardo alla situazione in seno al Segretariato centrale e al suo modo di esercitare la leadership. Stando all'articolo, la missiva sarebbe stata sottoscritta dalla maggior parte delle sezioni svizzero-tedesche. Dandrès ha precisato che i firmatari sono stati ascoltati martedì.

Un'altra lettera è giunta dalle sezioni della Romandia: con loro il comitato del sindacato parlerà settimana prossima, dopodiché si tenterà di trovare soluzioni soddisfacenti per superare queste tensioni.

Nel frattempo, i segretari regionali del VPOD dei cantoni di Ginevra, Giura, Neuchâtel, Vallese e Friburgo, nonché di Vaud e altri leader sindacali della Svizzera francese hanno espresso – anche essi in forma scritta – il loro appoggio al presidente Dandrès.

Nella loro lettera, di cui Keystone-ATS possiede una copia, parlano di una campagna contro il consigliere nazionale ginevrino con l'obiettivo di convincerlo a dimettersi, dato che viene accusato di essere troppo favorevole a una linea sindacale combattiva. Essi respingono anche l'accusa secondo cui Dandrès avrebbe uno stile di gestione troppo autoritario.