Il Gigante giallo chiede alla politica di concedergli un margine di manovra sufficiente per non finire come nel Paese scandinavo

Christian Levrat teme uno scenario ‘alla danese’. Il presidente del Consiglio d’amministrazione della Posta considera un segnale d’allarme l’annuncio che dal 2026 nel paese scandinavo le lettere non verranno più consegnate. “Se non facciamo nulla, ci troveremo direttamente in una situazione simile a quella danese”, ha dichiarato l’ex ’senatore’ socialista a Berna, a margine della conferenza stampa annuale della Posta. “In pochi anni, [in Danimarca] tutta la posta è scomparsa e il personale è stato ridotto in modo massiccio”.
“Non credo che ci troveremo mai in una situazione in cui sarà accettabile dimenticare tutta la distribuzione fisica”, ha aggiunto. Il 20% della popolazione svizzera sarebbe completamente tagliato fuori. “La scomparsa del recapito postale potrebbe comportare la perdita di 15mila posti di lavoro presso la Posta”, ha dichiarato il direttore (dimissionario) Roberto Cirillo.
La Danimarca ha una struttura sociale diversa dalla Svizzera, che ha portato a quest’evoluzione, ha puntualizzato Cirillo. Il Paese nordico è dieci anni avanti rispetto a noi per quanto riguarda la digitalizzazione.
La Posta danese non consegnerà più lettere a partire dal 2026. La Danimarca è una delle nazioni più digitalizzate al mondo e il numero di lettere inviate è diminuito del 90% dal 2000, ha dichiarato l’azienda in un comunicato stampa a inizio marzo.
Le basi finanziarie della Posta svizzera comunque sono solide. E l’azienda prosegue il suo sviluppo per mantenere la propria rilevanza. Gli ultimi quattro anni – definiti di trasformazione – hanno permesso di stabilizzare il risultato: l'utile operativo Ebit nel 2024 è pari a 401 milioni di franchi e supera di 78 milioni quello dell'anno precedente, mentre l'utile del gruppo, attestatosi a 324 milioni, è aumentato di 70 milioni rispetto al 2023.
"Negli ultimi anni abbiamo creato una Posta forte, pronta a raccogliere le sfide del futuro: ogni giorno il personale della Posta offre prestazioni di qualità elevatissima in un contesto estremamente competitivo. Non a caso, nel 2024 l'Unione postale universale ha assegnato all'azienda per l'ottava volta consecutiva il titolo di migliore Posta del mondo", ha detto Cirillo. Spetta alla politica creare un margine di manovra sufficiente a livello di legge affinché la Posta possa continuare a operare con successo. Cirillo, parlando in italiano, ha poi ringraziato tutti i dipendenti per il grande lavoro svolto nei suoi anni presso il gigante giallo, concludendo con un "viva la Posta".
Pagamenti allo sportello, -10,7%
Alex Glanzmann, responsabile Finanze e, da aprile 2025, direttore generale ad interim, ha messo l'accento sulla digitalizzazione: con gli investimenti per la lettera digitale, il voto elettronico e la cartella informatizzata del paziente, la Posta fornisce un contributo significativo a soluzioni orientate al futuro che sono rilevanti per la società e apportano benefici per l'economia. Con 270mila operazioni clienti effettuate ogni giorno, anche le filiali mantengono la loro rilevanza per la popolazione. La tendenza alla digitalizzazione è però in crescita, fatto che viene provato anche dal calo del 10,7% registrato nel traffico dei pagamenti allo sportello. A livello strategico, in futuro non può essere escluso un adeguamento dei prezzi, ha detto dal canto suo Christian Levrat rispondendo a una domanda.
Nel 2024 PostFinance ha conseguito un Ebit di 203 milioni di franchi, ovvero 61 milioni in meno rispetto all'anno precedente. Con 183,1 milioni di passeggeri, il 2024 è stato invece un altro anno record per AutoPostale, che ha visto un incremento soprattutto nei collegamenti per il tempo libero.