Svizzera

Se i costi salgono, lo smartphone si cambia meno spesso

A fine 2023 nella Confederazione la quota di persone intenzionate a cambiare telefono entro 12 mesi è scesa al 38% rispetto al 45% del 2022

Immagine di archivio
(Keystone)
6 febbraio 2024
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L'aumento generalizzato dei costi spinge gli svizzeri a risparmiare, in primo luogo sul cellulare: a fine 2023 la quota di coloro che intendevano acquistare uno smartphone nei successivi 12 mesi è scesa al 38%, a fronte del 45% del 2022, al 44% del 2021 e al 47% del 2020.

Oltre la metà dei consumatori (il 51%) vuole utilizzare il telefono per almeno quattro anni, percentuale in crescita rispetto al 44% dell'anno precedente, emerge da un sondaggio realizzato in novembre per la società di confronti internet Comparis dall'istituto demoscopico Innofact su un campione di oltre 2’000 persone di tutte le regioni linguistiche.

"Gli ultimi modelli di noti produttori spesso differiscono poco da quello precedente", osserva Jean-Claude Frick, esperto Comparis in tecnologie digitali, citato in un comunicato odierno. "Se a questo aggiungiamo il crescente rincaro generale non sorprende che i consumatori vogliano utilizzare lo smartphone più a lungo. A causa dell'inflazione la disponibilità ad acquistare un nuovo dispositivo è scesa al livello più basso degli ultimi quattro anni e dovrebbe rimanere contenuta anche nel 2024".

A livello di singoli produttori in Svizzera continua a farla da padrone Apple, con una quota di mercato stabile al 47%. I cellulari della mela morsicata sono particolarmente amati dai consumatori più giovani: il 56% possiede attualmente un iPhone come dispositivo principale, una percentuale nettamente superiore a quella delle generazioni più anziane. "Apple è un marchio forte e conosciuto in tutto il mondo e attrae i giovani che amano mostrarsi attenti alle tendenze", commenta Frick.

Samsung sta comunque consolidando ulteriormente la sua posizione di numero due: il 36% degli intervistati possiede un dispositivo del produttore sudcoreano. Nel 2021 questa percentuale era del 21%; ora nell'ecosistema Android circa tre smartphone su quattro sono Samsung. Insieme, Apple e Samsung hanno aumentato la loro quota dal 77 all’83% negli ultimi quattro anni. Hanno perso terreno in particolare i marchi provenienti dalla Cina, come Huawei.

"Mentre Samsung e Apple si dividono praticamente il mercato, i produttori cinesi hanno subito una battuta d'arresto: Huawei è stata esclusa nei Paesi occidentali dal 2019 a causa di presunte preoccupazioni sulla protezione dei dati", ricorda lo specialista di Comparis. "I cinesi si erano conquistati una posizione di primo piano come concorrenti forti e innovativi e avevano messo sotto pressione Samsung e Apple: da allora manca questa pressione che spinge tutti i produttori a innovare. Sfortunatamente, Oppo e Xiaomi non sono ancora riusciti a replicare il successo di Huawei. Una maggiore concorrenza farebbe bene al mercato e aumenterebbe la scelta di dispositivi a prezzi interessanti per i consumatori".

Nel rapporto di Comparis dello scorso anno emergeva come l'attenzione alla sostenibilità manifestata dai consumatori non si riflettesse nei loro acquisti. Questa tendenza viene confermata dall'attuale sondaggio: la possibilità di poter riparare il dispositivo da soli non è importante per il 43% degli intervistati. L'anno precedente la percentuale era del 40%.

Continua intanto a crescere la disponibilità a spendere per gli smartphone: scende infatti al 31% la quota di chi prende in considerazione dispositivi economici fino a 400 franchi, mentre sale al 10% quella di coloro che sono disposti a mettere sul bancone 1’000 franchi e oltre.

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