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Cure a domicilio, quando l'esperienza diventa un calvario

Il racconto di un servizio non all'altezza delle aspettative. Su laRegione oggi parliamo anche di bambini e tempo all'aria aperta e del Porto di Mappo

24 gennaio 2024
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In Ticino da anni sale il numero di persone accudite temporaneamente o per periodi prolungati dai Servizi di assistenza e cura a domicilio (Sacd), che propongono una presa a carico con prestazioni di vario tipo e grado. A volte, però, la qualità attesa non è quella effettiva del servizio corrisposto. Ne sa qualcosa una coppia della Riviera, che tramite il suo avvocato di fiducia ha sottoposto alla redazione un resoconto di vicissitudini e perduranti anomalie e carenze subite da un loro anziano familiare.

Sulle (malridotte) finanze cantonali si sofferma invece il direttore Daniel Ritzer, che nel commento al tanto chiacchierato Preventivo 2024 dello Stato evidenzia un'altra acrobazia della politica ticinese, che dimostra quanto il pareggio imposto dal Decreto Morisoli sia un’autentica chimera. Sforzi per contenere il disavanzo che ricordano quelli di Sisifo, re di Efira, uomo scaltro, condannato da Zeus a dover spingere un grosso macigno dalla base alla cima di un monte, e a vederlo rotolare giù a valle ogni volta che raggiungesse la vetta, per tutta l’eternità.

I bambini ticinesi trascorrono più tempo all’aria aperta rispetto al resto della Svizzera, ma in generale meno che in passato. Lo rivela uno studio condotto dalla società di ricerche di mercato Link, che cita tra le ragioni principali di questo calo la progressiva digitalizzazione. Ne parliamo su laRegione con il responsabile regionale di Pro Juventute Ilario Lodi.

In consultazione la variante di Piano regolatore per l'ampliamento del Porto turistico di Mappo, a Minusio, uno degli elementi chiave del Piano strategico di valorizzazione e sviluppo del comparto in questione voluto dal Municipio per promuovere e valorizzare il territorio e la sua incantevole riva lacustre. Con i pontili aggiuntivi si va da 185 a 335 posti barca. Prevista la riqualifica di un chilometro di lungolago.

A oltre sei anni di distanza l'incarto sulla vicenda delle sorgenti Caressaa a Rancate torna sui tavoli dei consiglieri comunali, i quali si ritrovano a dover votare, di nuovo, sulla modifica delle zone di protezione delle sorgenti locali. Giunto sino al Tribunale cantonale amministrativo, il dossier è stato rimesso nelle mani del governo cantonale; chiamato a riformare il suo verdetto precedente, favorevole al legislativo della Città (che a suo tempo aveva dato la precedenza alla cautela). Consiglio di Stato che, a sua volta, nell'agosto del 2022 ha ordinato al Municipio di rifare l'intera procedura.

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