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Casinò Lugano, quo vadis?

L’avvocato Adriano Censi, nel suo studio di Lugano
(Ti-Press)

Si è tenuta, a fine marzo, l’assemblea di Casinò Lugano Sa, in occasione della quale sono stati approvati i conti annuali 2023. Nota positiva è la conferma della concessione A per l’esercizio della casa da gioco e la concessione per l’estensione ai giochi online. Preoccupante è invece l’andamento societario, che rispecchia piuttosto una gestione “statale”, con notevoli perdite di esercizio invece della chiusura con utile dei conti societari. L’esercizio 2022 aveva già chiuso con una perdita di 2,8 milioni di franchi e l’esercizio 2023, appena chiuso, ravvisa una perdita di 3,6 milioni di franchi, con corrispettiva riduzione del capitale proprio a 24,7 milioni di franchi.

Ciò che preoccupa è che vi sono stati nel 2023 anche minori ammortamenti di circa 300’000 franchi, un aumento dei costi di affitto e leasing di 300’000 franchi circa (+11,5%) e un aumento dei costi di pubblicità di circa 300’000 franchi (+4,5%), per raggiungere questi la cifra di 7,1 milioni di franchi, oltre a un aumento dei costi amministrativi da 500’000 franchi a 630’000 (+28%). Il prodotto lordo dei giochi è, per contro, solo di poco aumentato, assestandosi a 25,3 milioni di franchi (già dedotta la tassa federale sulle case da gioco). Inutile dire che sulla base di tali risultati negativi non vengono pagate imposte, e pertanto la Città non può beneficiare, se non del dividendo versato di 500’000 franchi, di cui circa 350’000 franchi alla Città che, considerata la perdita di 3,6 milioni di franchi dell’esercizio 2023, diventa difficilmente comprensibile. Dividendi dovrebbero in particolare essere pagati se le aziende sono in utile e non in deficit, anche perché non v’è previsione di un sostanziale aumento di entrate per l’anno in corso e/o riduzione massiccia dei costi, tanto più che, secondo il Consiglio di amministrazione, la previsione per il 2024 di gestione del casinò online “è in linea con il budget, ma ancora negativo” (relazione del presidente del Cda).

Secondo quanto affermato dal presidente Emanuele Stauffer nella sua relazione, si dovrebbe “portare a break-even nei prossimi anni l’offerta dei giochi in linea permettendoci un ritorno alle cifre nere a partire dal 2025”. Considerato che il 2023 ha chiuso con dati peggiorativi dell’ordine del 25% per rapporto ai risultati del 2022, chi scrive si permette dal dissentire dall’ottimismo di “guardare con ragionevole ottimismo al futuro”, espresso dal presidente del Consiglio di amministrazione nella sua relazione agli azionisti. Ci si chiede se la politica di cui la Città è la maggiore azionista ne sia cosciente e se condivida questa continua erosione di capitale a seguito di perdite e fino a quando. È di sollievo comunque avere conferma della corretta decisione, presa a suo tempo nel 2007 dagli azionisti privati luganesi, di uscire da quest’avventura che non prometteva nulla di buono con il maggiore intervento della politica.

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