Estero

Israele stringe sul Libano, avanza l'operazione di terra nel sud

16 marzo 2026
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La nuova fase dell'operazione dell'esercito israeliano nel sud del Libano è iniziata l'altro ieri, quando le truppe sono avanzate da sette a nove chilometri nella cosiddetta area di sicurezza, la zona cuscinetto al confine tra i due paesi. Oggi in una conferenza stampa di primo mattino l'esercito dello Stato ebraico (Idf) ha descritto le nuove attività militari come "limitate e mirate".

Ma il ministro della difesa Israel Katz è intervenuto successivamente dichiarando che si tratta di una manovra più ampia, mirata a interrompere il fuoco dell'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese Hezbollah, a "rimuovere le minacce e proteggere i residenti della Galilea e del nord di Israele". Aggiungendo che "centinaia di migliaia di residenti sciiti del sud del Libano sfollatié non torneranno a sud del fiume Litani fino a che non sarà raggiunto l'obiettivo".

Katz ha affermato che "il leader di Hezbollah Naim Qassem si sta nascondendo sottoterra mentre le sue azioni hanno trasformato oltre un milione di libanesi in rifugiati nel proprio paese". Minacciando che se il capo del gruppo terroristico sente la mancanza del suo predecessore Hassan Nasrallah e della defunta Guida suprema iraniana Ali Khamenei, "presto potrà incontrarli nelle profondità dell'inferno".

Fonti dell'Idf, citate dai media, hanno spiegato che Israele intende sfruttare la guerra con l'Iran per infliggere un duro colpo a Hezbollah e indebolire significativamente le sue capacità militari. Non solo, il sostegno all'organizzazione sostenuta da Teheran viene in buona parte dal sud sciita del Libano: "Un prolungato esodo colpirebbe più duramente la base politica e sociale del gruppo, erodendo la sua immagine di protettore".

Il ministero della difesa israeliano intanto si sta preparando a costruire altri tredici avamposti militari in territorio libanese, oltre ai cinque rimasti dopo la tregua del novembre 2024. L'obiettivo è quello di respingere le minacce dei missili anticarro e prevenire le incursioni di terra della forza d‘élite Radwan di Hezbollah contro le comunità israeliane del confine. Dove dal 2 marzo si abbatte una pioggia di fuoco costante proveniente dai sistemi di lancio piazzati dal braccio armato del partito di Dio pure più in profondità nel territorio, rispetto al precedente conflitto, e anche in zone storicamente cristiane.

Le comunità della Galilea vengono colpite notte e giorno da missili e razzi di Hezbollah, oltre che dai vettori iraniani che portano testate esplosive di diverse centinaia di chili. La stessa tipologia di missili balistici è stata lanciata oggi pomeriggio su Gerusalemme, dove enormi detriti incandescenti sono caduti nella Città Santa sul complesso del Santo Sepolcro, sulla Spianata delle Moschee, vicino al Patriarcato greco, nei pressi della sede della Knesset (il parlamento israeliano) e dell'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu. Le foto di un gigantesco frammento conficcato nel tetto di un'abitazione a Gerusalemme Est è diventata virale sulle reti sociali mediorientali.

Negli ultimi giorni, sono emerse diverse indiscrezioni sugli sforzi francesi e statunitensi per arrivare a colloqui diretti tra Israele e il governo libanese. Ufficialmente i piani vengono smentiti, ma da più parti alti funzionari riferiscono che dietro le quinte c’è un insistente lavoro diplomatico. Ieri sera l'agenzia di stampa britannica Reuters ha scritto che gli incontri dovrebbero iniziare nei prossimi giorni. Eventuali colloqui non interromperebbero immediatamente i combattimenti. Un alto ufficiale del comando nord dell'Idf ha stimato che gli scontri in Libano potrebbero continuare fino alla festività ebraica di Shavuot, cioè alla fine di maggio.

Il ministro Katz ha affermato che lui e il premier Netanyahu hanno ordinato ai militari di distruggere le infrastrutture terroristiche vicino al confine "proprio come è stato fatto contro (il movimento islamista palestinese) Hamas a Rafah, Beit Hanoun e nei tunnel del terrore a Gaza".