Estero

Mosca condanna l'attacco israelo-americano all'Iran e avverte sulle conseguenze

Lavrov propone soluzioni pacifiche dopo colloqui con Teheran e Doha; la Cina chiede lo stop e Mosca critica Trump e Netanyahu

28 febbraio 2026
|

Un'aggressione "immotivata", una "pericolosa avventura" che rischia di provocare una "catastrofe" nella regione, con "la responsabilità delle conseguenze che ricade interamente" su chi l'ha messa in atto. Durissime le parole di condanna per l'attacco israelo-americano da parte della Russia, che però si offre di "contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche", secondo quanto affermato dal ministro degli Esteri Serghei Lavrov in un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi.

Dopo aver sentito il capo della diplomazia di Teheran, Lavrov ha parlato con il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed Al Thani. I due, fa sapere il Ministero degli Esteri russo, si sono espressi "a favore della cessazione di qualsiasi azione militare che rischi di destabilizzare l'intera regione" e di "un rapido ritorno al processo politico-diplomatico" in cui si tenga conto degli "interessi legittimi degli Stati arabi del Golfo Persico", coinvolti pesantemente nelle rappresaglie iraniane.

Anche la Cina ha invocato "lo stop immediato" degli attacchi di USA e Israele all'Iran, mettendo in guardia dalla prospettiva di un'ulteriore "escalation" bellica nella regione sulla loro scia e chiedendo al contempo la fine di tutte le azioni di guerra: inclusi quindi, implicitamente, i contrattacchi iraniani che hanno appunto colpito i Paesi arabi terzi dove hanno sede basi militari americane.

Nei confronti del presidente statunitense Donald Trump e del premier israeliano Benjamin Netanyahu la diplomazia russa ha avuto parole taglienti, che mostrano tutta la delusione per i mancati risultati di processi negoziali che negli ultimi mesi facevano pensare alla possibilità di una collaborazione fattiva di Mosca sia con Washington sia con Tel Aviv.

Riferendosi evidentemente anche al precedente venezuelano, il Ministero degli Esteri di Mosca ha condannato quella che ha definito "la natura seriale degli attacchi destabilizzanti portati avanti dall'amministrazione statunitense negli ultimi mesi contro i pilastri giuridici internazionali dell'ordine mondiale". Per quanto riguarda Israele, Mosca ha ricordato il tentativo di mediazione con l'Iran portato avanti dal presidente Vladimir Putin in persona con diverse telefonate a Netanyahu. L'attacco odierno, ha sottolineato Mosca, è avvenuto "nonostante i segnali trasmessi alla parte russa secondo cui gli israeliani non avevano alcun interesse in uno scontro militare con gli iraniani".

Lo stesso Putin ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza nazionale per un esame della situazione, ma ha lasciato al Ministero degli Esteri il compito di dare sfogo a tutto il risentimento di Mosca. "Il tandem americano-israeliano si nasconde dietro la presunta preoccupazione di impedire agli iraniani di acquisire armi nucleari", ha scritto in una nota il ministero, ma il vero obiettivo è "distruggere l'ordine costituzionale ed eliminare la leadership di uno Stato indesiderabile che si è rifiutato di sottomettersi ai dettami della forza e dell'egemonia". Così la regione viene portata "sull'orlo di una catastrofe umanitaria, economica e, molto probabilmente, radiologica".

"Il pacifista ha mostrato ancora una volta il suo vero volto", ha affermato l'ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, con riferimento a Donald Trump.