Estero

Trattative a Ginevra mentre Mosca intensifica i raid

Delegazioni russa e ucraina si incontrano per due giorni con inviati di Trump; attacchi russi colpiscono infrastrutture energetiche e civili

17 febbraio 2026
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Donald Trump ci riprova: alla presenza dei suoi inviati, Steve Witkoff e Jared Kushner, una delegazione russa e una ucraina sono tornate a incontrarsi a Ginevra nel primo di due giorni di trattative nella difficile ricerca di un accordo di pace, dopo i risultati apparentemente scarsi di altre due tornate svoltesi ad Abu Dhabi tra fine gennaio e inizio febbraio.

Quattro ore e mezza di colloqui che, secondo l'agenzia russa Tass, sono stati "tesi", ma che riprenderanno domani dopo consultazioni con le rispettive capitali. Secondo una "fonte occidentale" citata sempre dalla Tass, in discussione sono "questioni rilevanti, compromessi rilevanti".

A confermare l'importanza di questo passaggio negoziale sembra essere la presenza a Ginevra anche dei consiglieri per la sicurezza nazionale di Italia, Germania, Francia e Regno Unito, che hanno in programma incontri con le delegazioni ucraina e statunitense a margine delle trattative.

Prima dell'inizio dei colloqui, che si tengono all'Hotel Intercontinental e che, sempre secondo la Tass, hanno visto anche un faccia a faccia tra i soli rappresentanti di Mosca e Washington, Trump aveva lasciato trasparire ancora una volta la sua impazienza verso Kiev, affermando che "farebbe meglio a venire al tavolo delle discussioni e rapidamente". Proprio nella notte precedente la ripresa dei colloqui la Russia ha continuato ad esercitare pressione sull'Ucraina con massicci bombardamenti sulle sue infrastrutture energetiche.

Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiga, ha detto che i russi hanno lanciato 29 missili e 396 droni. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, decine di migliaia di persone nella regione meridionale di Odessa sono rimaste senza riscaldamento e acqua a causa degli attacchi, che hanno provocato nove feriti, tra cui due bambini. Il viceministro dell'Energia, Artem Nekrasov, ha riferito che tre dipendenti della centrale termoelettrica di Sloviansk, nella regione orientale di Donetsk, sono rimasti uccisi quando la loro auto è stata colpita da un drone russo.

Da parte sua, la Russia ha affermato di avere intercettato oltre 150 droni lanciati sul suo territorio dalle forze ucraine. Secondo i servizi d'emergenza, nei raid è stata colpita una raffineria di petrolio a Ilsky, nel territorio meridionale di Krasnodar, dove si è sviluppato un incendio che non ha provocato morti o feriti.

"Affinché la pace sia reale ed equa, dobbiamo agire sull'unica fonte di questa aggressione", cioè la Russia, perché "è Mosca che continua con gli omicidi, gli attacchi massicci e gli assalti", ha affermato Zelensky. Quasi una risposta alle nuove pressioni di Trump, che già nei giorni scorsi lo aveva invitato a "darsi una mossa" per arrivare alla pace, affermando che la Russia vuole "concludere un accordo".

In sostanza, il capo della Casa Bianca sembra insistere con il leader ucraino perché faccia concessioni territoriali nel Donbass, la parte orientale del Paese rivendicata da Mosca, in cambio di garanzie di sicurezza da possibili nuovi attacchi russi in futuro. Ma, parlando nei giorni scorsi dalla conferenza sulla sicurezza di Monaco, Zelensky ha detto che l'Ucraina non può semplicemente "scappare" dal proprio territorio. Il popolo ucraino, ha affermato oggi il presidente in un'intervista ad Axios, "rifiuterebbe un accordo di pace" con Mosca che comprenda una "ritirata unilaterale" delle forze di Kiev dal Donbass.