Motegi respinge le accuse di Pechino, Tokyo avvia una protesta diplomatica e considera l'aggiornamento per fronteggiare minacce regionali e sfide tecnologiche
Il Giappone respinge con fermezza le critiche mosse dalla Cina alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco e valuta un aggiornamento della propria strategia per l'Indo-Pacifico, in un quadro regionale definito di sicurezza "in rapido deterioramento".
Il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi ha bollato come "prive di fondamento fattuale" le accuse formulate dal capo della diplomazia cinese Wang Yi, che aveva contestato a Tokyo di mettere in discussione la sovranità di Pechino e di alimentare un ritorno al militarismo, anche alla luce delle recenti dichiarazioni della premier Sanae Takaichi su una possibile contingenza legata a Taiwan.
Motegi ha ribadito che il contributo del Giappone alla pace e alla stabilità internazionale "è ampiamente riconosciuto dalla comunità internazionale". Da Tokyo, il portavoce del governo Minoru Kihara ha confermato l'attivazione di una protesta formale attraverso i canali diplomatici, sottolineando che il rafforzamento delle capacità difensive giapponesi risponde a un contesto di sicurezza "sempre più severo" e non è diretto contro alcun Paese terzo.
Sul dossier Taiwan, Kihara ha ribadito la posizione ufficiale dell'esecutivo: la questione deve essere risolta pacificamente attraverso il dialogo. Nel frattempo il governo Takaichi sta esaminando un'evoluzione della strategia "Free and Open Indo-Pacific", lanciata nel 2016 dall'ex premier Shinzo Abe, mentore politico dell'attuale capo dell'esecutivo.
Secondo Kihara, la revisione si rende necessaria alla luce di nuove sfide emerse dopo l'adozione iniziale del quadro strategico, dalla sicurezza economica alla competizione tecnologica globale. L'aggiornamento riflette quella che Tokyo interpreta come una crescente assertività cinese nella regione, le minacce missilistiche e nucleari della Corea del Nord e la corsa alle tecnologie emergenti, considerate centrali negli equilibri strategici futuri.