Ancora paura a Minneapolis. La deputata democratica Ilhan Omar è stata aggredita nel corso di un comizio, quando un uomo si è lanciato verso il podio e, armato di una siringa, le ha spruzzato addosso un liquido dall'odore forte, rivelatosi poi aceto di mele. Gli agenti per la sicurezza sono rapidamente intervenuti e lo hanno prima ammanettato e poi allontanato. Superato lo shock iniziale, Omar ha continuato a parlare. Poi, uscendo dalla sala, ha commentato: "non lascerò che i bulli vincano".
L'incidente conferma come le tensioni nella città del Minnesota restino elevate nonostante i tentativi di ‘de-escalation’ di Donald Trump. Dopo aver abbassato i toni per 24 ore, il presidente è comunque tornato ad attaccare. Se l'è presa prima con Omar, accusandola di aver orchestrato il suo attacco: "penso sia un'imbrogliona. Probabilmente si è fatta spruzzare addosso, conoscendola", ha detto Trump. Poi ha scagliato la sua rabbia contro il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, malgrado i colloqui costruttivi degli ultimi giorni. "Sta giocando con il fuoco", ha scritto sul suo social Truth commentando le dichiarazioni che il primo cittadino ripete da giorni, ovvero che Minneapolis "non applica e non applicherà le leggi federali sull'immigrazione". Il riferimento di Frey, come ha più volte spiegato, è al compito delle polizia della città che deve "mantenere al sicuro i cittadini, non applicare le leggi federali sull'immigrazione".
Le polemiche accompagnano il proseguimento delle indagini sull'incidente in cui è rimasto ucciso Alex Pretti. I due agenti che hanno sparato sono stati messi in congedo amministrativo mentre gli inquirenti continuano l'esame delle prove a disposizione. Stephen Miller, il consigliere di Trump e architetto della sua stretta all'immigrazione, ha aperto alla possibilità che in Minnesota siano stati commessi degli errori. L'operazione - ha ammesso - non ha seguito le linee guida stabilite dalla Casa Bianca in seguito alla sparatoria del 7 gennaio in cui è stata uccisa un'altra manifestante a Minneapolis, Renee Good. Un'ammissione che mostra un ammorbidimento dei toni anche da parte del falco dell'amministrazione, sempre più flagellata da polemiche e scaricabarile su chi far ricadere la responsabilità della spirale a Minneapolis. Se il controverso comandante del Border Patrol Gregory Bovino è ormai fuori gioco, a tremare sempre di più è la ministra alla sicurezza nazionale Kristi Noem. Se dai democratici si è alzato un coro unanime per chiederne l'uscita, anche fra i repubblicani ci sono le prime crepe. Due senatori conservatori ne hanno infatti preteso la testa e il rischio per la Casa Bianca è che la fronda aumenti.
I democratici compatti sono anche scesi in campo in difesa di Omar, condannando l'attacco "disgustoso" di cui è stata oggetto. La deputata è da tempo nel mirino di Trump, che l'ha più volte definita "spazzatura" proveniente da un paese di "pirati". Poco prima dell'attacco, il presidente dall'Ohio l'aveva definita come l'esempio di migranti che "non vogliamo negli Stati Uniti". La Us Capitol Police, che indaga sulle minacce a deputati e senatori, ha definito l'assalto "inaccettabile" e assicurato che farà il possibile affinché venga inflitta all'aggressore una pena esemplare. L'uomo, identificato nel 55enne James Kazmierczak, era seduto in prima fila ad ascoltare Omar. Non appena la deputata aveva finito di dire che l'Ice avrebbe dovuto essere abolito è entrato in azione. Molto scossa, Omar ha chiesto dieci minuti per riprendersi, poi ha continuato il suo intervento. "Sono sopravvissuta a una guerra, non sarà questo a fermarmi", ha detto sicura di sé.
Ai cittadini di Minneapolis ha dedicato una canzone Bruce Springsteen. È in risposta al "terrore di stato" e in memoria di Alex Pretti e Renee Good. "Stay free", rimanete liberi.