Decisione unanime per un rialzo di 25 punti base con inflazione al 3%, mentre preoccupano crescita, yen debole e rendimenti dei titoli di Stato
La Banca del Giappone (BoJ) ha deciso un aumento dei tassi di interesse, in linea con le stime degli analisti, dopo i segnali rassicuranti che arrivano dall'inflazione. Al termine della riunione il comitato guidato dal governatore Kazuo Ueda ha votato con una decisione unanime per un rialzo del costo del denaro di un quarto di punto, allo 0,75%, portando i tassi ai massimi in 30 anni, dal 1995, quando il Paese del Sol Levante era nel pieno della "decade perduta" (Lost decade), seguita allo scoppio della bolla immobiliare e finanziaria dei primi anni '90 e all'inizio della deflazione strutturale.
La decisione è coerente con la strategia avviata nel marzo 2024 dalla BoJ, con l'uscita dai tassi negativi e il graduale abbandono della politica decennale ultra-espansiva, e segue le indicazioni odierne di una crescita stabile dell'inflazione al 3%, superiore all'obiettivo del 2% fissato dall'istituto per 44 mesi consecutivi.
La mossa, tuttavia, rischia di frenare ulteriormente un'economia giapponese già in difficoltà, a seguito della contrazione più marcata del previsto nel periodo tra luglio e settembre, dello 0,6% su base trimestrale e del 2,3% a livello tendenziale, peggiorando le stime iniziali.
La cautela espressa dal governatore Ueda - che nel comunicato ha confermato come le "condizioni finanziarie accomodanti" continueranno comunque a sostenere con decisione l'attività economica - contribuisce all'ulteriore svalutazione dello yen al cambio con il dollaro, a quota 156,10. Un effetto che, secondo gli analisti, potrebbe continuare nel medio periodo se la Federal Reserve manterrà i tassi elevati più a lungo del previsto, mentre i rischi di nuove tensioni geopolitiche, come quelle attuali tra Cina e Giappone, o di un rallentamento globale potrebbero riaprire la strada a nuove pressioni al ribasso.
Preoccupazioni anche sul mercato obbligazionario con il progressivo rialzo dei rendimenti dei titoli di stato decennali, attualmente ai massimi degli ultimi 18 anni, all'1,98%. Una dinamica destinata ad aumentare i costi di indebitamento per il governo di Tokyo, che di recente ha varato il piano di stimolo più ingente dai tempi della pandemia di Covid-19, del valore di quasi 100 miliardi di euro (9,32 miliardi di franchi), nel tentativo di rilanciare l'economia. Secondo una stima del quotidiano Nikkei, gli oneri per interessi potrebbero raddoppiare qualora i rendimenti di riferimento salissero al 2,5% dall'attuale livello, passando dai 7.900 miliardi di yen (circa 40 miliardi di franchi) nell'anno fiscale 2024 ai 16.100 miliardi di yen nel 2028.