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‘No alla casa editrice fascista alla fiera del libro di Roma’

Ottanta firmatari tra cui Alessandro Barbero, Antonio Scurati, Caparezza e Zerocalcare per non ospitare Passaggio al bosco a ‘Più libri più liberi’

Zerocalcare
(Keystone)
2 dicembre 2025
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Appello di 80 autori italiani per escludere dagli stand di Più libri più liberi, a Roma, la casa editrice definita ‘neofascista’ Passaggio al bosco. Nella lettera, firmata tra gli altri da Anna Foa, Alessandro Barbero, Antonio Scurati, Zerocalcare, Christian Raimo e Caparezza, si sottolinea come la casa editrice contestata abbia in catalogo testi basati ‘sull'esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita come Leon Degrelle e Corneliu Zelea Codreanu’.

Il caso

La questione era stata posta lo scorso 27 novembre dall'ex deputato Pd Emanuele Fiano, che aveva chiesto all'organizzazione se fosse "necessario ospitare editori di autori di chiara fede neofascista o neonazista". In diversi col passare dei giorni hanno fatto proprio questo pensiero (e altri l'hanno criticato), fino alla missiva odierna. "Nelle dichiarazioni dell'editore", scrivono, i "titoli dovrebbero rappresentare ‘Il punto di vista del pensiero identitario’; quale sia precisamente questo punto di vista lo si capisce scorrendo le schede dei libri compilate dall'editore stesso: il pamphlet scritto da Leon Degrelle, fondatore della divisione vallona delle Waffen Ss, rappresenterebbe un ‘impareggiabile contributo alla formazione dell’élite militante‘" mentre "i volontari delle brigate nere sono protagonisti della ’Eroica resistenza degli ultimi fascisti‘".

Per i firmatari, è "evidente che non si tratta di testi di studio o di indagine su determinati fenomeni o periodi storici, ma di un progetto apologetico che dipinge la temperie dei fascismi europei, anche nei loro aspetti più violenti, persecutori e sanguinari, come un'esperienza eroica" e perciò "sorge spontaneo chiedere all'Aie" come "sia possibile che, pur nel rispetto di ogni orientamento politico, questo tipo di pubblicazione sia stata ritenuta compatibile con il regolamento che viene sottoscritto da ogni editore". In cui c’è una norma "che impegna chiaramente gli espositori ad aderire ‘a tutti i valori espressi nella Costituzione Italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea e nella Dichiarazione universale dei diritti umani’".

La risposta dell’associazione editori

L'Associazione stavolta ha risposto attraverso il suo presidente, Innocenzo Cipolletta. "Non ammettiamo gli editori sulla base delle loro linee editoriali - ha detto -, ma allo stesso tempo pretendiamo che questi sottoscrivano un contratto nel quale è esplicitato l'impegno" di cui sopra. Passaggio al bosco, "della cui base ideologica sottostante non condivido nulla", ha puntualizzato, lo ha fatto. "Noi pensiamo di non poter giudicare se tale sottoscrizione, come tutte le altre, sia stata fatta in buona o cattiva fede, perché questo aprirebbe uno spazio di discrezionalità nella scelta degli espositori che limita la loro libertà di pubblicazione - ha aggiunto Cipolletta -. Resta che con tale gesto Passaggio al bosco dichiara di riconoscere i valori espressi dalla nostra Costituzione. Saranno i lettori a valutare quei libri, così come spetterà alla Magistratura vigilare e verificare sulla liceità delle azioni e sulla opportunità della presenza di quei testi in un Paese come il nostro dove vige il divieto dell'apologia al fascismo".

Detto ciò, "ribadiremo a Passaggio al bosco che è responsabile, come tutti gli espositori, degli impegni che si è presa e della corrispondenza tra quanto dichiara nel contratto che ha firmato e quanto raccontano i libri che porta in fiera". E rilancia: "pensiamo che un tema così importante possa e debba essere dibattuto", perciò propone di trovare uno spazio per farlo e "per ribadire il nostro impegno per il rispetto dei valori della nostra Costituzione".