la guerra in ucraina

Zelensy boccia il piano di Trump

A Kiev si parla di ‘capitolazione’. Per Putin invece può servire da base per una risoluzione pacifica

Il momento è grave
(Keystone)
21 novembre 2025
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Donald Trump ritiene che il 27 novembre, giorno del Ringraziamento, sia una scadenza “adeguata” per ricevere una risposta sul suo piano in 28 punti volto a porre fine a quasi quattro anni di invasione russa. Ma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto venerdì un documento che riprende diverse richieste russe e che è quindi percepito da molti a Kiev come una forma di capitolazione. Il testo invece è accolto con favore dal suo omologo russo Vladimir Putin, che ha minacciato di proseguire le conquiste sul terreno in caso di rifiuto.

“L’Ucraina potrebbe trovarsi di fronte a una scelta molto difficile: la perdita della dignità o il rischio di perdere un partner chiave”, gli Stati Uniti, ha dichiarato Zelensky in un videomessaggio alla nazione, ritenendo che il Paese stia attraversando “uno dei momenti più difficili della (sua) storia”.

A Mosca, Vladimir Putin ha affermato che il piano americano può “servire da base per una risoluzione pacifica definitiva” del conflitto. Si è detto pronto a una “discussione approfondita di tutti i dettagli” del testo. In caso di rifiuto da parte dell’Ucraina, “gli eventi che si sono verificati a Kupiansk si ripeteranno inevitabilmente in altri settori chiave del fronte”, ha minacciato, riferendosi a una città dell’Ucraina orientale la cui conquista è stata rivendicata dal suo esercito giovedì.

I media hanno pubblicato il piano Usa in 28 punti. L’Ucraina dovrebbe cedere territori alla Russia, rinunciare all’adesione alla Nato, ridurre il proprio esercito e organizzare elezioni a breve termine.

Le proposte americane preannunciano “una vita senza libertà, senza dignità, senza giustizia”, ha dichiarato Zelensky. “Presenterò argomenti, persuaderò, proporrò alternative”, ha continuato, aggiungendo: “Non tradirò mai (...) il mio giuramento di fedeltà all’Ucraina”.

Subito dopo, Zelensky ha discusso del piano col vicepresidente americano JD Vance, assicurando che “continua a rispettare” la volontà di Trump di porre fine alla guerra. Stiamo lavorando sul documento preparato dalla parte americana per “garantire una pace reale e dignitosa” all’Ucraina, ha dichiarato su X dopo aver parlato al telefono con Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz. Gli alleati europei hanno chiesto di trovare una soluzione al conflitto che coinvolga “pienamente” Kiev e hanno assicurato che qualsiasi decisione richiede il “sostegno congiunto e il consenso” degli europei e della Nato ha indicato l’Eliseo in un comunicato. “Nulla deve essere deciso sull’Ucraina senza l’Ucraina”, ha ribadito la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, dopo una telefonata con Zelensky.

Territori persi ed esercito ridotto

Giovedì un funzionario americano ha dichiarato che il piano include garanzie di sicurezza da parte di Washington e dei suoi alleati europei equivalenti a quelle della Nato in caso di un futuro attacco. Secondo il testo, Kiev dovrebbe impegnarsi a non aderire mai alla Nato e non otterrebbe lo schieramento di forze occidentali sul proprio territorio, anche se il piano prevede l’invio di aerei da combattimento europei in Polonia per proteggere il Paese.

Il piano riprende diverse richieste formulate da tempo dal Cremlino e già respinte in passato da Kiev. Prevede in particolare che l’Ucraina ceda la parte orientale del Paese a Mosca e accetti l’occupazione di parte del suo territorio meridionale. Le due regioni del bacino minerario e industriale del Donbass, Donetsk e Lugansk (est), così come la Crimea annessa nel 2014, sarebbero “riconosciute de facto come russe, anche dagli Stati Uniti”, e Mosca riceverebbe altri territori ucraini ancora sotto il controllo di Kiev. La Russia verrebbe inoltre reintegrata nel G8. Le sanzioni verrebbero gradualmente revocate.

L’Ucraina dovrebbe limitare il proprio esercito a 600mila militari e accontentarsi della protezione fornita dai jet europei con base in Polonia, mentre la Nato si impegnerebbe a non schierare truppe in Ucraina. A Kiev, venerdì la parola “capitolazione” era sulla bocca di tutti.