Estero

Gaza: media, ex ostaggio israeliano rivela torture e abusi

5 novembre 2025
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"Mi hanno spogliato di tutti i miei vestiti, anche della mia biancheria intima. Poi mi hanno legato () e lasciato senza cibo". È la drammatica testimonianza dell'odissea patita da un ostaggio israeliano durante la prigionia a Gaza.

Rom Braslavski, 21 anni, era stato rapito dalla Jihad islamica palestinese il 7 ottobre del 2023 mentre lavorava come guardia di sicurezza al festival musicale Nova. È stato tenuto prigioniero per più di due anni in condizioni brutali ed è stato rilasciato il mese scorso nell'ambito di un accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, che ha visto la liberazione di tutti gli ostaggi ancora in vita.

In un'intervista rilasciata al programma "Hazinor" di Canale 13, Braslavski ha parlato per la prima volta della sua orribile esperienza e ha raccontato nei dettagli come i suoi rapitori lo hanno spogliato nudo, legato senza dargli da mangiare e hanno abusato di lui.

"Ho pregato Dio di tirami fuori da questa situazione", ha raccontato nella sua testimonianza, che segna un nuovo, straziante capitolo nei resoconti degli ostaggi liberati, mettendo a nudo la portata degli abusi inflitti dai terroristi palestinesi, riporta il "Daily Mail".

"Ho anche subito violenza sessuale - ha ammesso -. Il loro scopo principale era umiliarmi e di calpestare la mia dignità. È una cosa che nemmeno i nazisti facevano. Ai tempi di Hitler non avrebbero fatto cose del genere. Pregavi solo che finisse".

Alcune donne ostaggio israeliane, come Amit Soussana e Ilana Gritzewsky, hanno coraggiosamente parlato di aggressioni sessuali subite durante la loro prigionia, ma la testimonianza di Rom è la prima di un sopravvissuto uomo a descrivere pubblicamente tali abusi.