Estero

Hannoun annuncia ricorso contro il foglio di via da Milano dopo la manifestazione a Sesto San Giovanni

Il questore ha disposto allontanamento e divieto di rientro per presunte dichiarazioni del 18 ottobre; Hannoun respinge le accuse e chiede tutela del Governo

1 novembre 2025
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"Farò ricorso contro il foglio di via", annuncia Mohammad Hannoun, rientrato a Genova dopo la manifestazione organizzata dall'Associazione Palestinesi d'Italia, di cui è presidente, a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Lo scorso 25 ottobre il questore di Milano ha emesso un provvedimento di allontanamento e divieto di rientro in città nei confronti di Hannoun, con l'accusa di istigazione a delinquere per alcune dichiarazioni fatte nella manifestazione del 18 ottobre scorso.

Per Silvia Sardone, vice segretario della Lega, e Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni, il corteo a Sesto è stato "una sfida": "nessuno mi può impedire di partecipare a una manifestazione, se non vado a Milano vado altrove e non per provocare chi mi ha dato il foglio di via, che rispetto anche se - spiega all'ANSA - non sono d'accordo con un provvedimento ingiusto nei confronti del diritto di espressione". Hannoun aveva parlato delle esecuzioni da parte di Hamas di persone considerate collaborazioniste di Israele: "non ho applaudito né giustificato - dice - ho solo chiarito l'andamento di un processo rivoluzionario, che accadde anche in Italia nel '45". "Ho detto: chi la fa, l'aspetti. Tutto qua".

Per quelle dichiarazioni, FdI, Lega e FI nei giorni scorsi hanno chiesto la sua espulsione: "questa richiesta - commenta - non è nata ieri, mi dipingono come quello che finanzia Hamas e vuole cancellare Israele, vogliono demonizzare non solo me ma il nostro corteo, che non è mai stato antisemita, anzi invitiamo la comunità ebraica a manifestare con noi: metterla sull'antisemitismo è una frottola, noi arabi siamo i primi semiti".

Colpito dalle sanzioni Usa, come lo è stata Francesca Albanese, Hannoun lancia "un appello al Governo italiano a difendere i suoi cittadini", perché "chiunque oggi sostiene il diritto internazionale è soggetto alle sanzioni del Dipartimento del Tesoro americano".