L’inviato per l’Ucraina Keith Kellogg: ‘Penso che la risposta sia sì’. Il vicepresidente Vance: all’esame la fornitura di missili Tomahawk

Donald Trump si appresterebbe ad autorizzare la consegna a Kiev di missili a lungo raggio per colpire in profondità il territorio russo. È l'ipotesi avanzata dall'inviato della Casa Bianca per l'Ucraina, Keith Kellogg, mentre il vicepresidente J.D. Vance ha detto che è allo studio la possibile fornitura di vettori Tomahawk. Ma nemmeno questa, ha risposto il Cremlino, sarebbe "l'arma magica" in grado di aiutare gli ucraini a cambiare a loro favore le sorti del conflitto.
In un'intervista a Fox News, Kellogg ha interpretato le ultime dichiarazioni di Trump e di Vance rispondendo a una domanda su una eventuale autorizzazione alle forze di Kiev per attaccare il territorio nemico a lunga distanza utilizzando armamenti americani. "Penso che la risposta sia sì – ha affermato l'inviato statunitense –. Bisogna usare la capacità di colpire in profondità. Non ci sono luoghi sicuri".
In un'altra intervista a Fox, Vance ha fatto sapere che l'amministrazione Usa sta avendo "conversazioni" sulla possibile fornitura a Kiev di missili da crociera a lungo raggio Tomahawk, che con la loro gittata massima di 2'500 chilometri – quindi fino a Mosca e oltre – superano di gran lunga quella di 300 chilometri dei vettori balistici Atacms, già utilizzati dagli ucraini per bombardare la Russia dopo l'autorizzazione concessa nell'autunno del 2024 dall'allora presidente Joe Biden.
"La decisione finale" spetta a Trump, ha chiarito Vance, sottolineando che Washington sta prendendo in esame "una serie di richieste degli europei" in questo senso. Uno sviluppo che segue l'apparente cambio di rotta della settimana scorsa di Trump, quando, dopo le accuse rivolte da diversi Paesi europei a Mosca di sconfinamenti di suoi droni e aerei, il presidente americano ha affermato che Kiev è in grado, con l'aiuto degli Stati della Ue, di riconquistare militarmente "tutta l'Ucraina nella sua forma originaria". Mentre in febbraio, nel duro scambio verbale nello Studio Ovale, lo stesso Trump aveva detto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky che non aveva "le carte" per vincere sul terreno.
"Abbiamo effettivamente sentito queste dichiarazioni, le stiamo analizzando attentamente", ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riferendosi alle parole di Vance e Kellogg. La Russia, ha sottolineato, preparerà la sua eventuale "risposta" tenendo conto del coinvolgimento di militari americani nell'uso dei missili. "La domanda – ha insistito il portavoce di Vladimir Putin – è la seguente: chi può lanciare questi missili, anche se si trovano sul territorio del regime di Kiev? Possono lanciarli solo gli ucraini o devono farlo comunque i militari americani? Chi dà gli obiettivi a questi missili, la parte americana o gli stessi ucraini? Perciò qui è necessaria un'analisi molto approfondita".
Ma anche se gli Stati Uniti consegnassero i Tomahawk all'Ucraina, ha affermato Peskov, ciò non cambierebbe le sorti del conflitto, perché "non esiste alcun rimedio assoluto che possa ora cambiare la situazione al fronte per il regime di Kiev, non c'è un'arma magica".
Intanto, dopo il massiccio attacco russo con droni e missili tra sabato e domenica sull'Ucraina, che secondo le autorità di Kiev ha provocato quattro morti nella capitale e 80 feriti in tutto il Paese, i bombardamenti reciproci con l'impiego di velivoli senza pilota sono proseguiti nella notte tra domenica e lunedì. Il ministero della Difesa russo ha detto che le difese antiaeree hanno intercettato 84 droni ucraini, di cui quattro nella regione di Mosca. Il governatore ha detto che una donna di 76 anni e il suo nipotino di 6 sono rimasti uccisi nell'incendio della loro casa provocato dalla caduta di uno dei velivoli a Voskresensk. Da parte sua, l'Aeronautica ucraina ha detto di avere abbattuto 32 droni russi.