Estero

Libano, esercito incaricato di disarmare Hezbollah nel sud entro tre mesi

Il piano di disarmo accolto positivamente dal governo libanese, ma senza dettagli ufficiali e con tappe graduali

9 settembre 2025
|

L'esercito libanese dovrà disarmare Hezbollah nel sud del Libano a ridosso della linea di demarcazione con Israele entro la fine dell'anno, nell'arco dei prossimi tre mesi. Lo ha detto il ministro degli esteri libanese, Youssef Raggi, citato oggi dai media di Beirut.

Nei giorni scorsi il governo libanese, di cui fanno parte anche quattro ministri in quota di Hezbollah e del suo alleato Amal, "ha accolto positivamente" il piano di disarmo presentato dal capo dell'esercito, il generale Rodolphe Haykal. L'esecutivo non ha formalmente "approvato" il piano di cui non sono stati diffusi ufficialmente i dettagli. Durante la riunione, i ministri vicini a Hezbollah e Amal si sono ritirati dalla riunione ma non si sono dimessi dal governo.

Hezbollah chiede che il disarmo sia preceduto dal ritiro militare israeliano dal sud del Libano e dalla cessazione dei giornalieri raid aerei israeliani. In questo contesto, i media di Beirut hanno fatto trapelare che il piano di disarmo, "accolto positivamente" dal governo, non prevede rigide scadenze temporali e che questo si svolgerà nel corso del tempo nell'arco di cinque tappe distinte.

La prima tappa, sempre secondo i media, riguarda la zona tra il fiume Litani e la linea di demarcazione con Israele, quella indicata nelle ultime ore dallo stesso ministro Raggi. Le sue affermazioni odierne vanno invece nella direzione invocata più volte dagli Stati Uniti, che avevano fissato una scadenza per il disarmo di Hezbollah entro la fine del 2025. Nei giorni scorsi l'inviata speciale Usa, Morgan Ortagus, si è recata di nuovo a Beirut per rinnovare la richiesta americana. E nei prossimi giorni sono attesi in Libano gli inviati speciali saudita, Faysal ben Farhan, e francese Jean Yves Le Drian. La Francia e l'Arabia Saudita sostengono di fatto l'iniziativa americana.