Estero

Marine Le Pen insiste sullo scioglimento del Parlamento francese

La leader del Rassemblement National chiede nuove elezioni per superare lo stallo politico e attuare il suo programma

8 settembre 2025
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"Sciogliere il parlamento non è un'opzione ma un obbligo" per Macron. Marine Le Pen chiude a ogni ipotesi alternativa. "Un presidente non sbaglia mai a sottoporsi al popolo", ha scandito nel suo intervento all'Assemblea Nazionale sottolineando che "lo scioglimento non è un capriccio. Ma una leva istituzionale per sbloccare le situazioni di stallo e consentire alla democrazia di funzionare".

Pronta con il suo partito, in pole nei sondaggi, ad "accettare il verdetto delle urne. Se il popolo ci farà l'onore di un mandato chiaro, ovvero una maggioranza assoluta, andremo a Matignon (sede del governo, ndr) per attuare, senza aspettare le elezioni presidenziali e un programma di ripresa nazionale".

Già ieri, intervenendo nel feudo di Hénin-Beaumont, la leader dell'estrema destra - che la giustizia ha dichiarato ineleggibile nel processo sul caso dei fondi Ue (oggi sono state annunciate le date del processo in appello dal 13 gennaio all'11 febbraio 2026, cruciali in vista delle presidenziali del 2027) - aveva spinto per un ritorno al voto.

"Non mi interessa se io non potrò ripresentarmi", ha detto. Lasciando però, a differenza di oggi, uno spiraglio aperto a "un altro premier": "Non sfiduceremo a priori", assicurava ancora Le Pen, elencando tuttavia quattro paletti: "Immigrazione, Europa, frodi di ogni tipo e sprechi di Stato. Sono questi i soldi che bisogna andare a prendersi, non quelli dei francesi".

Secondo un ultimo sondaggio Toluna Harris Interactive per il giornale Challenges, il Rassemblement National risulta ampiamente in testa in caso di elezioni anticipate, come accaduto poco più di un anno fa, nell'estate 2024, quando Macron sciolse per la prima volta l'Assemblea in seguito al flop delle elezioni Ue. L'esito dello scrutinio, con il Paese spaccato in tre blocchi, ha dato vita ad uno dei periodi politicamente più instabili della storia della Quinta Repubblica d'Oltralpe. E come al Gioco dell'Oca, ora sembra quasi tornare al punto di partenza.

Insieme agli alleati del partito Udr di Eric Ciotti, la Fiamma Tricolore d'Oltralpe raccoglierebbe il 33% delle preferenze, davanti all'alleanza della gauche (Partito socialista, Partito comunista, Ecologisti, ma senza la France Insoumise, al 19%). Terzo, il campo presidenziale di Macron (Renaissance, MoDem, Horizons) al 15%, mentre France Insoumise (LFI, sinistra radicale) e Républicains (LR) sono quotati entrambi al 10%.

Per Le Pen, visto che l'ipotesi di dimissioni di Macron viene "esclusa" dal diretto interessato, il presidente "può fare la scelta di rinominare un governo che, considerata l'equazione politica, non passerà probabilmente la discussione di bilancio". Quindi l'esplicito appello al capo dello Stato a scegliere il ritorno alle urne, per la seconda volta in meno di 18 mesi.