Colpiti siti civili e centri di aiuto, ospedali in crisi per mancanza di carburante
Almeno 21 civili sono stati uccisi da attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dall'alba di oggi, secondo fonti mediche citate dall'agenzia palestinese Wafa.
Otto persone sono rimaste uccise in un attacco aereo israeliano sulla città di Jabaliya, nel nord, che ha colpito abitazioni e strutture civili.
Nella zona centrale di Gaza, un civile è rimasto ucciso e molti altri sono stati feriti da fuoco israeliano vicino a un sito di distribuzione di aiuti presso il Corridoio Netzarim.
I cadaveri di due civili sono poi stati recuperati dopo un attacco aereo nella zona di Ma'an, a est di Khan Yunis. Altre cinque persone, fra le quali due ragazzine, sono rimaste uccise dopo che un drone israeliano ha preso di mira tende di profughi nella zona di al-Mawasi, a Khan Yunis. Un'altra donna è morta per le ferite che aveva riportato in un attacco aereo precedente, sempre a Khan Yunis.
A Rafah (sud), quattro civili sono stati uccisi e altri 70 feriti dopo che le forze israeliane hanno aperto il fuoco vicino a un centro aiuti a ovest della città.
Fonti mediche palestinesi sostengono che le riserve di carburante degli ospedali di Gaza dureranno solo altri due giorni. I feriti stanno cercando di raggiungere le strutture sanitarie del sud della Striscia a causa degli attacchi in corso e del collasso delle infrastrutture nel nord.