Culture

Il Festival Fantoche celebra l'animazione come arte autonoma

La 23esima edizione a Baden qualifica il vincitore per BAFTA e Oscar, riflettendo anche sulle strutture lavorative

31 agosto 2025
|

La 23esima edizione del Festival internazionale del film d'animazione Fantoche si aprirà martedì a Baden (AG). Nel Concorso internazionale 32 cortometraggi si contendono cinque riconoscimenti. Per la prima volta, il film vincitore del premio "Best Film" si qualificherà per i BAFTA e per gli Oscar.

Per la scena cinematografica locale questo è un "segnale forte", ha scritto la direttrice del festival Ivana Kvesić su richiesta di Keystone-ATS. "La qualificazione rafforza la percezione dell'animazione come forma d'arte autonoma, sia a livello internazionale che nazionale, e ci posiziona al fianco di festival rinomati come Locarno o le giornate internazionali del cortometraggio 'Kurzfilmtage' di Winterthur".

La Svizzera è rappresentata nel Concorso internazionale con "Qui part à la chasse" ("Hunting") della regista romanda Lea Favre. Il cortometraggio di undici minuti si è aggiudicato il premio per il miglior film di fine studi al Festival internazionale del film d'animazione di Stoccarda. Esso racconta la storia di Lea, che con la telecamera pronta si mette alla ricerca di un buon tema per il suo documentario. Finisce così per puntare l'obiettivo su qualcuno che le sembra perfetto. Ma poi questi si rivela invadente e i ruoli di cacciatrice e preda si invertono. Diventa presto chiaro che "Qui part à la chasse" non è un'opera di finzione, ma un documentario. Non è quindi un caso che la protagonista e la regista abbiano lo stesso nome.

A Fantoche, che si terrà fino a domenica prossima, verrà proiettato anche il primo lungometraggio d'animazione del ticinese Marcel Barelli "Mary Anning", che è stato già presentato al Locarno Film Festival, dove il regista ha ricevuto il Locarno Kids Award.

Riflessione sulle strutture lavorative

Oltre ai diversi concorsi - ci sono anche il Concorso svizzero e quello dedicato ai film per bambini - e ai programmi Panorama, Fantoche pone l'accento sul tema del lavoro: la sezione intitolata "Focus 9 to 5", propone cortometraggi e lungometraggi che trattano argomenti quali il ruolo delle donne nel mercato del lavoro o la disoccupazione.

Con questa tematica, il festival intende aprire spazi di riflessione cinematografica sulle strutture legate al lavoro, ha scritto Kvesić, citando come esempio le oltre 700'000 persone che vivono in Svizzera al di sotto della soglia di povertà e l'aumento delle malattie mentali.

"Il nostro sistema capitalistico spesso collega il reddito al valore personale. Chi guadagna molto è considerato di successo, chi guadagna poco è considerato meno prezioso". Il lavoro essenziale, ad esempio nell'assistenza o nella cultura, è sistematicamente sottopagato, mentre altri accumulano enormi fortune. Con "uno sguardo critico, creativo e talvolta anche umoristico", si intende esaminare da vicino queste ingiustizie, afferma Kvesić.