Culture

È morto Enrico Lucherini, l’addetto stampa delle star

È deceduto a Roma. Il prossimo 8 agosto avrebbe compiuto 93 anni. Seguì molti personaggi famosi tra cui Sophia Loren a Claudia Cardinale

Nel 2013 alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
(Keystone)

Enrico Lucherini, addetto stampa delle star – fra cui ad esempio Sophia Loren e Claudia Cardinale – è morto oggi, 28 luglio, a Roma alla vigilia dei 93 anni, che avrebbe compiuto l'8 agosto. Ironico, istrionico, esibizionista, geniale, spiritoso, una forza della natura oltre che del cinema, era noto a tutti nel mondo dello showbiz e ne rappresentava la memoria storica, fonte inesauribile di aneddoti e che ricordava alla perfezione. Memorabile la frase dedicatagli da Giuseppe Tornatore: "L'Alzheimer? A te quando ti vede scappa".

Il più amato e più temuto degli uffici stampa dello spettacolo, era un personaggio egli stesso. Tutti gli attori volevano essere seguiti da lui, almeno fino a quando, all'età di 80 anni, ha deciso che era venuto il tempo della pensione. Nella sua abitazione ai Parioli al primo piano sono passati praticamente tutti: memorabili le sue feste, con gli ospiti seduti sul lettone matrimoniale che giganteggiava in salotto, mentre intorno i mobili erano pieni di foto e di memorabilia. I suoi primi ricordi – raccolti in un libro – risalivano agli anni 50, tutti già nel segno dell'iperbole, della provocazione, del "fatto" costruito ad uso di fotografi e stampa, al punto di finire nei dizionari con il termine "lucherinata".

Cinema e teatro il suo pane quotidiano, la tivù una necessità contemporanea. "A 16 anni – raccontava – ritagliavo e coloravo i flani sui quotidiani, evidenziavo le frasi delle recensioni di Ladri di Biciclette, Germania anno zero. Da grande mi dovetti iscrivere a medicina, soffrivo per accontentare mio padre ma amavo il cinema e dopo due anni mi iscrissi all'Accademia di arte drammatica, ero bello, ci sono foto in dolcevita rosso e pantaloni bianchi ancora irresistibili. Era il 51-52: Albertazzi mi prese per Lorenzaccio, faccio una parte in un film con Totò e appaio in uno show televisivo di Falqui con Wanda Osiris. Ero talmente cane che Falqui disse ‘meglio se balli il charleston’. A casa mio padre mi cacciò, non avevo un soldo, ma lo stesso cominciai l'avventura. Ero nella Compagnia dei giovani con Rossella Falk, Patroni Griffi, De Lullo, partimmo per il Sud America in tournée e siccome ogni attore aveva anche altri incarichi a me toccò quello di organizzare la conferenza stampa. Cominciai così".

Il padre di Lucherini, mentre il fratello Mario diventava ottimo medico, nel frattempo si convinse che il figlio debosciato aveva talento e gli regalò l'ufficio, quello che ha ancora ai Parioli con il socio ed "erede" Gianluca Pignatelli. Storicamente la prima lucherinata fu nel 1959 per la Notte Brava di Bolognini: a fine riprese li fece buttare tutti in piscina, Anna Maria Ferrero, Elsa Martinelli, Rosanna Schiaffino, Antonella Lualdi. I fotografi scattarono "l'incidente" e il film finì sui giornali.

Il mestiere che si è inventato, spiegava, "è stato un modo per continuare a recitare essendo un cane, protagonista io stesso". Alla soglia degli 80 anni, però, non si divertiva più: "Tutto è cambiato, i social network fanno avvicinare gli attori e tu finisci per non parlarci più".

L'attrice più negata che aveva dovuto seguire, diceva, "Sylva Koscina, una gallina ma molto molto simpatica". Lucherini però sapeva andare d'accordo con tutti, "tranne una: Monica Vitti. Insopportabile, ribelle, una grande rompiscatole. A lei si deve il primo photoshop a penna: le mandai le foto della Ragazza con la pistola, le rimandò indietro corrette, alza qua, allarga là", raccontava.

Negli annali l'incontro con Sophia Loren, moglie del potente produttore Carlo Ponti, che atterrò a Ciampino e lo guardò dall'alto in basso: insieme "inventarono" che la foto-simbolo della Ciociaria doveva essere l'attrice che tirava il sasso ai soldati nord-africani che le avevano violentato la figlia. Era il 60: da quel giorno Lucherini e Loren non si lasciarono più, amici, confidenti, vicini. A Laurent Terzieff fece dire che era malato terminale di cancro per interessare Oriana Fallaci che lo andava ad intervistare e "inventò" una storia tra Florinda Bolkan e Richard Burton. Storico il litigio tra Francesca Dellera e Gina Lollobrigida ad una conferenza stampa per La Romana di Patroni Griffi.

Lucherini ha lavorato con tutti, senza scegliere ("nel curriculum ho Edvige Fenech dei bei tempi e pure Lilli Carati"), "ho inventato sì – ammetteva – ma sempre al servizio dei film. Entusiasmo, passione, libertà assoluta, una vita piena con lo spettacolo dentro".

La Biennale di Venezia: ‘Il più grande press agent del cinema’

Il presidente, il direttore generale, la responsabile dell'Archivio Storico, il direttore artistico del settore Cinema, il consiglio di amministrazione e la Biennale di Venezia tutta "ricordano con grande affetto e simpatia Enrico Lucherini, il più grande press agent italiano di cinema".

"Esempio di originale e straordinaria creatività, innovatore delle regole della comunicazione, era da sempre profondamente legato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, di cui era stato assiduo frequentatore e storico amico", sottolinea la Biennale in una nota. "Anche al Lido di Venezia durante la Biennale Cinema Enrico Lucherini aveva costruito la sua inimitabile carriera, governando, dalla leggendaria stanza 135 dell'Hotel Excelsior, le sorti e la fama di attrici e attori, registi e film, gestendo la promozione anche di 24 titoli in una sola edizione".

"Unendo in pari misura professionalità, ironia e umanità, Enrico Lucherini ha dato un contributo eccezionale all'avvio di innumerevoli carriere artistiche, consolidando la notorietà del Lido e della Biennale Cinema come luogo unico di scoperta di talenti e autori", conclude la nota.