Il grafico e docente ticinese è il destinatario del riconoscimento 2025 insieme ad Anna Monika Jost (grafica) e Batia Suster (artista e fotografa)

“Con il suo lavoro di grafico, fotografo, docente e consulente, Bruno Monguzzi ha influenzato la comunicazione visiva in tutto il mondo e contribuito a una migliore percezione del design grafico”. Insieme ad Anna Monika Jost (grafica) e Batia Suter (artista e fotografa), i tre vincitori del Gran Premio svizzero di design 2025 includono il grafico e docente ticinese Bruno Monguzzi. I premi saranno consegnati in occasione della cerimonia in programma lunedì 16 giugno a Basilea nel quadro della mostra Swiss Design Awards. Per l’occasione uscirà anche la pubblicazione ‘Gran Premio svizzero di design 2025’ (Scheidegger und Spiess).
La formazione di Monguzzi lo ha portato a Ginevra e poi a Londra, dove ha studiato design grafico, fotografia e psicologia della Gestalt. In seguito, è stato assunto dal rinomato Studio Boggeri di Milano, dove è cominciata la sua carriera. Ha poi trascorso tre anni in Canada per un ingaggio nell’ambito dell’Expo 1967 e ha infine avviato la propria attività di grafico indipendente a Milano, specializzandosi nel design di libri, manifesti e allestimenti. “Le sue opere, tra cui figurano manifesti e libri iconici – recita la motivazione del premio – sono il riflesso della sua filosofia visiva: ridurre all’essenziale, rappresentare la complessità in modo semplice e comprensibile. Senza mai farsi condizionare dai dogmi, Bruno Monguzzi combina magistralmente le doti del pensatore con quelle del progettista. Il suo impegno a favore dei progetti culturali e della formazione fa di lui uno dei più importanti ambasciatori del design svizzero sul palcoscenico internazionale”.
Anna Monika Jost è nata a Klosters (GR) nel 1944, vive e lavora a Parigi. In 50 anni di carriera ha lavorato per clienti rinomati in Italia, Svizzera e Francia. Dopo una formazione come disegnatrice scientifica, all’età di 21 anni si è trasferita a Milano, dove ha creato i suoi primi celebri manifesti per Olivetti. Successivamente si è spostata a Zurigo, poi di nuovo a Milano e infine a Parigi, lavorando per aziende come Fiat, Prisunic e Sncf, prima di avviare la propria attività indipendente a Parigi nel 1978. “La sua versatilità creativa, espressa tanto nella pubblicità commerciale quanto nel design editoriale o nella collaborazione con istituzioni culturali, l’ha resa una designer influente in tre aree linguistiche”.
Batia Suter è nata a Bülach (ZH) nel 1967, vive e lavora ad Amsterdam. È nota a livello internazionale per le sue installazioni visive di grande formato e per i suoi approcci sperimentali alla fotografia e alla stampa. Ha conseguito un apprendistato come legatrice a Winterthur (Zh), un master in belle arti ad Arnheim (Paesi Bassi) e infine un master in tipografia. “Le sue opere rivoluzionano il nostro modo di vedere l’immagine e le sue molteplici forme e sono al tempo stesso un omaggio all’artigianato librario e alla riproduzione artistica”. Suter “rimette in discussione le categorie visive e fa dialogare fra loro diverse discipline e tradizioni culturali, creando opere capaci di sorprendere, affascinare e dimostrare la forza dell’immagine stampata, anche nell’era digitale”.
Dal 2007 i Gran Premi svizzeri di design, del valore di 40mila franchi ciascuno, mettono in risalto l’opera di designer di spicco a livello nazionale e internazionale.