Locarnese

Casa comunale di Losone: passato glorioso, futuro incerto

Nel 2019 un concorso per la nuova sede dell'amministrazione. Per il vecchio palazzo non si esclude la demolizione

Ti-Press
9 gennaio 2019
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Con le sue facciate rosa e le numerose finestre, sta lì da oltre un secolo, come una sentinella che vigila su via Municipio. Della casa comunale di Losone, edificata a cavallo tra il 1910 e il 1911, si conosce il passato. Ma il futuro appare incerto. Recentemente il consiglio comunale ha accordato un credito di 330 mila franchi per un concorso architettonico che avrà, quale risultato finale, l’edificazione di una nuova struttura e la valorizzazione dell’intero comparto. Nel corso della seduta sono emerse due correnti di pensiero: da una parte chi spinge per la demolizione del vetusto edificio; dall’altra chi vorrebbe tenerlo in piedi, trovandogli una nuova destinazione. Il Municipio, nell’ambito del concorso, non darà indicazioni per quanto riguarda lo stabile (riutilizzarlo o abbatterlo); starà agli architetti proporre le loro visioni e alla giuria scegliere il progetto vincente. Lo stabile non sembra avere particolari pregi architettonici; tuttavia appare solido e finora ha svolto egregiamente i suoi compiti (aule scolastiche e sede del Comune). La sua storia gli conferisce una buona dose di fascino; quel fascino che per alcuni manca dal punto di vista estetico. Sfogliando il volume “Il Comune di Losone dal 1872 al 1946” a cura di Elvezio Lorenzetti si viene a sapere (come riferito nel suo intervento in Legislativo dalla consigliera comunale Ppd Nathalie Ghiggi Imperatori) che nel 1906, prima della costruzione dello stabile le “aule” (peraltro sovraffollate da alunne e alunni) erano giudicate dall’ispettore scolastico “catacombe umide e fetenti ”. Lo stesso aggiungeva: “Poi si dovrà mettere una mano al cuore ed esclamare; ed i nostri figli debbono passare qui dentro quasi tutta la giornata, debbono respirare quest’aria pregna di miasmi! No, qui s’impone la immediata costruzione di un edificio scolastico”.

Imposizioni dal Cantone

Losone fino ad allora aveva trovato soluzioni provvisorie in edifici messi a disposizione da privati, Patriziato o Parrocchia. Non tutte idonee, come il Cantone aveva avuto modo di constatare: “i locali sono angusti e malsani. Occorre provvediate senz’altro alla costruzione di un nuovo edificio”. La difficile situazione, spiegava il Municipio al Cantone, era dovuta all’arrivo dei figli de “i tanti italiani che lavorano sulla Maggia. Ma questi non essendo stabili si crede che le nostre scuole sono sane e abbastanza grandi e ariose, cioè hanno tutte quelle qualità richieste dall’igiene”. Per evitare l’onere di una nuova costruzione, nel 1903 il Comune prese una decisione lontana dai disposti di legge, chiedendo ai delegati scolastici di “depurare gli alunni che hanno e non hanno il diritto di frequentare la scuola, rimandando quelli che non hanno il diritto”. Non si sa con quale esito. Venti giorni dopo venne costituita la scuola mista, provvisoriamente ospitata in un locale, restaurato e arredato, appartenente a un privato. Misure temporanee, non apprezzate dal Cantone. Il 22 novembre del 1905 l’assemblea prese la decisione di dare seguito alla costruzione. Il 26 dicembre il Municipio diede mandato all’architetto Bernasconi di Locarno di allestire un progetto per un edificio con tre aule (per 140-150 allievi), le abitazioni di due maestri, un locale per l’Esecutivo, uno per i pompieri e, eventualmente, uno spazio provvisorio come asilo per i bambini. Solo il 10 marzo del 1910, però, venne accordato il credito di 45mila franchi per acquistare i terreni necessari e realizzare la casa scolastica. E così è stato: 4mila 176 franchi furono spesi per il sedime e quasi 42mila per la costruzione (deposito pompieri compreso). “In definitiva – scrive Elvezio Lorenzetti – ci sembra importante sottolineare la conclusione positiva di un’operazione che aveva faticato a mettersi in moto ma che poi, realizzata, ha sopperito in modo decorso alle necessità di Losone per una cinquantina di anni!”. Mentre negli ultimi decenni la struttura è stata utilizzata unicamente come sede del Comune.

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