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Le “mani” sono a forma di badile, robuste, indispensabili per lo scavo. Mentre quelli posteriori hanno “piedi” piccoli. No, non è un alieno, pero...

di Chiara Piccaluga
sopra-e-sotto-la-vita-misteriosa-della-talpa

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato settimanale de laRegione

Qualche mucchietto di terra, in una prateria di pianura o in un terreno coltivato o incolto fino ad altitudini di 2ʼ000 metri sul livello del mare, ci rivelano la presenza della talpa europea, il tipico mammifero nemico dei suoi simili e quasi di sé stesso, tanto è schivo e solitario. Il mucchietto è la via o una delle vie di accesso a un intrico di gallerie che il nostro insettivoro scava in continuazione alla ricerca di cibo. Raramente esce all’aperto: il suo vero mondo è sotto il suolo! Vive in tutta Europa con lʼeccezione di Islanda, Scandinavia, Irlanda e Spagna.

La talpa europea appartenente alla famiglia dei Talpidi, ha una lunghezza di 12-14 centimetri, i maschi adulti pesano circa 80 grammi e sono leggermente più pesanti delle femmine. Il corpo è allungato e ricoperto da una folta e vellutata pelliccia nera con riflessi bruni, grigi o azzurri. La struttura corporea della talpa riflette l’adattamento alla vita sotterranea: la sua forma tozza, quasi cilindrica, dà l’impressione che l’animale abbia la testa direttamente connessa al corpo; è questa una caratteristica morfologica indispensabile per scivolare senza ostacolo nelle sue strette gallerie. Ha inoltre ridotto e talvolta anche soppresso tutte quelle appendici di solito sviluppate negli animali che vivono all’aperto, ma che sarebbero troppo ingombranti sottoterra, perciò la coda è cortissima e seminascosta nel pelame. Gli arti anteriori, quasi ricoperti dalla pelle del tronco, lasciano sporgere solo le “mani” che sono a forma di badile, robuste, indispensabili per lo scavo, mentre quelli posteriori, normalmente sviluppati, hanno “piedi” piccoli. Un altro indiscutibile adattamento alla vita sotterranea è la presenza di peli sensibili alle vibrazioni del suolo, detti vibrisse, su arti anteriori, coda e muso. Questa caratteristica ha permesso la regressione degli occhi che si presentano piccoli e ricoperti dalla pelliccia e l’orecchio esterno è assente.

Una mamma ‘cattiva’

La dieta della talpa comprende principalmente lombrichi di grosse dimensioni, che vengono sostituiti da larve di insetto durante il periodo invernale; può includere anche molluschi e piccoli vertebrati. La rete di gallerie, che si può estendere per centinaia di metri, non solo è utile per le principali attività dell’animale, riposo, rifugio e protezione, ma è indispensabile come trappola per queste piccole prede di cui si ciba, ad esempio lombrichi, che si spostano verticalmente nel terreno. Questa è la principale strategia con la quale la talpa si rifornisce di cibo.Il periodo degli accoppiamenti è compreso tra marzo e maggio, con una sola nidiata in maggio-giugno. Durante il periodo riproduttivo nessun individuo si lega stabilmente a un partner e i maschi sono alla continua ricerca di femmine. Dopo 4 settimane di gestazione nascono da 3 a 5 piccoli, nudi e ciechi, del peso di 3,5 grammi; a 14 giorni si rivestono di pelo e a 22 aprono gli occhi. I piccoli sono allattati sino a 4-5 settimane; durante la quinta settimana iniziano a lasciare temporaneamente il nido, per abbandonarlo definitivamente la settimana successiva. Sembra sia l’aumento progressivo dell’aggressività della madre a determinare l’allontanamento dei figli, che si avviano alla ricerca di un proprio territorio. La durata massima di vita della talpa è di circa tre anni.

Tenete a bada cani & gatti

La talpa europea è un’eccellente scavatrice e conduce una vita sotterranea spostandosi in una rete di gallerie. Generalmente si assiste a una sorta di colonizzazione del terreno da parte di un individuo che inizia costruendo una serie di gallerie poco profonde, così da individuare i propri simili nelle vicinanze, per poi terminare con la realizzazione di un’ampia rete. La talpa è un animale prevalentemente solitario e controlla costantemente il proprio territorio rilasciando quotidianamente tracce odorose. Non conosce un periodo invernale di letargo o di torpore. È predata da carnivori e uccelli rapaci quando scava gallerie superficiali o quando fuoriesce occasionalmente dal terreno. I principali predatori di questo insettivoro sono la volpe, l’ermellino, la poiana, l’allocco, l’airone, cani e gatti domestici.

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