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Ultimo aggiornamento: 20.11.2019 21:05
Ticino7
07.09.2019 - 14:500
Aggiornamento : 09.09.2019 - 08:19

Terapie a colori

Abbiamo incontrato il dottor Fausto Pagnamenta, che da oltre trent’anni applica la cromopuntura (e buone dosi di pazienza e di gentilezza)

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, disponibile anche nelle cassette di 20 Minuti per tutto il fine settimana.

Nel cuore della Città Vecchia di Locarno ha sede lo studio del dottor Fausto Pagnamenta. Entro e lo sguardo si sofferma su un paio di sculture di provenienza orientale. Poi, per un attimo, guardo fuori dal balcone, catturata da uno scorcio inedito della città. Pagnamenta è stato primario di pediatria all’Ospedale La Carità di Locarno per 13 anni ed è anche il precursore della cromopuntura in Ticino. La sua incessante ricerca di un approccio rispettoso e gentile verso i bambini – e i pazienti in generale – caratterizza la sua attività di medico, insieme a uno spirito innovativo e a una spiccata curiosità intellettuale, che trasmette con passione durante i suoi seminari. 
«Era il 1986 e dopo aver seguito in Germania i corsi del suo creatore, Peter Mandel, la cromopuntura mi interessò subito, in particolare per i bambini: non fa male e non ci sono effetti collaterali. Il mio problema di pediatra, infatti, era come approcciare problematiche diffuse come le coliche del neonato e l’insonnia dei lattanti, che non si potevano curare con i medicamenti. Certo all’inizio ero scettico, ma ho voluto provare. Ebbene, dopo 2-3 sedute questi sintomi sparivano, per questo insisto a divulgarli anche attraverso i miei seminari: sono trattamenti semplici ed efficaci, così basilari che non li insegnano quasi neanche più». A questo punto chiedo al dottore come riesca a far stare fermi dei bambini per parecchi minuti, mentre si applicano le luci colorate. La sua voce si fa più intima, e rivela: «Ha sempre colpito anche me come Loretta, mia moglie, che è infermiera pediatrica, riesca a tranquillizzare i bambini. Ha un dono naturale: i bambini arrivano, magari piangono, e lei fa veder loro le luci colorate, racconta delle storie e pian piano inizia la seduta di cromopuntura».

Per una crescita personale 
Oltre a quanto il dr. Pagnamenta ha potuto sperimentare nella sua pratica decennale, secondo i suoi fautori la cromopuntura funzionerebbe così: applicando su punti riflessi della pelle una determinata luce colorata (cioè una precisa lunghezza d’onda) si ‘comunicherebbe’ un’informazione agli organi di coordinazione endocrina del cervello. Questi riceverebbero le informazioni adatte – deficienti a causa del disturbo o della malattia – e le rimanderebbero al corpo, ristabilendone l’armonia. Una teoria spiegata nei volumi pubblicati sia da Pagnamenta sia in molti altri testi, dedotta dal naturopata Peter Mandel osservando proprio i risultati della cromopuntura su centinaia di pazienti. Qualche anno dopo, il biofisico tedesco Fritz-Albert Popp (1938-2018) teorizzò che ogni cellula vivente emetterebbe delle radiazioni ultradeboli di luce, dette biofotoni. La vibrazione elettromagnetica costituirebbe un sistema di comunicazione intracellulare, tanto che lo stesso Popp definisce la luce come «il linguaggio tra le cellule» che regola i processi biofisici del corpo. Teorie dibattute, al centro di ricerche e che dividono medici e comunità scientifica. E quindi? Pagnamenta risponde paziente: «Lo scopo della cromopuntura è levare dei blocchi di energia. Il mio approccio di solito è questo: facciamo tre sedute a distanza di 2-3 settimane e se non funziona si cerca di applicare delle terapie più profonde per sbloccare queste energie o si consiglia un altro approccio. Racconto spesso un episodio che ritengo esemplare: un giorno una signora anziana viene da me per un mal di schiena. Dopo la terza seduta il suo disturbo non passava; le dico che bisognava capire meglio le cause, e magari cambiare approccio. Lei risponde che voleva continuare a venire da me, perché la sua vita era cambiata: il mal di schiena non era passato, ma qualcosa dentro si era ‘sciolto’. Ecco, questo è interessante della cromopuntura: non si tratta solo di ‘togliere’ un dolore, un fastidio. È una terapia di crescita personale: sbloccando le energie del corpo cambia la visione della nostra vita».

L’amicizia con Leboyer
Come detto, prima che Pagnamenta iniziasse a occuparsi di cromopuntura, lavorava all’ospedale. Raccontandomi quel periodo, me lo immagino camminare tra i lunghi corridoi, alto e longilineo, magari con dei pantaloni rossi sotto il camice bianco – si racconta che già allora amasse la forza dei colori –; vorrei saperne di più di quegli anni Settanta, così interessanti anche per la medicina. «È stato un periodo molto avvincente, di grande fermento. Abbiamo apportato tantissime novità». Tra le altre cose, Pagnamenta ha introdotto l’orario di visita illimitato per i genitori dei bambini malati: una prima in Svizzera a quel tempo. E un’altra fondamentale novità è stata l’introduzione del concetto di «nascita senza violenza», nel 1975. L’anno precedente il grande ginecologo francese Frédérick Leboyer aveva scritto il celebre Per una nascita senza violenza: «Ho subito invitato a Locarno Leboyer e lui ha tenuto una conferenza al Teatro Kursaal, poi si è fermato qui per un periodo. L’ambiente era stupendo, c’era molta collaborazione tra pediatria, neonatologia, chirurgia, ginecologia e una mentalità di grande apertura. Leboyer veniva in sala parto con noi e, grazie anche al dottor Zarro, che era primario del reparto di Ostetricia, abbiamo potuto introdurre questi ‘parti dolci’, un’espressione che indica grande rispetto per il bambino e la madre durante la nascita: luci basse e soffuse, voci attenuate, il bambino subito appoggiato al ventre della madre. A quei tempi sia la pediatria sia l’ostetricia a Locarno erano pioniere di questo nuovo approccio alla nascita e molte puerpere venivano a partorire qui. E con Leboyer, poi, è nata una grande amicizia: è tornato diverse volte a tenere conferenze e a dare insegnamenti; ha avuto una carriera incredibile di ginecologo classico a Parigi. Negli anni Sessanta ha abbandonato questo approccio classico e si è trasferito in India, dove ha tratto ispirazione per un approccio al nascituro più attento, dolce e rispettoso».

Un luogo speciale
Nel 1986 Pagnamenta di dimette dall’ospedale. «Sentivo che un ciclo era finito... Improvvisamente, però, mi sono trovato quasi senza lavoro nel mio studio privato. Non avevo pensato quanto fosse importante per un pediatra assistere alla nascita dei neonati: solo allora s’instaura un rapporto di fiducia con i genitori, che continueranno poi ad affidarlo alle sue cure. Avevo quindi tempo libero insieme alle preoccupazioni finanziarie. Da lì a poco un amico, che era stato mio assistente proprio in ospedale, mi propose di andare a Lugano, anche perché ai tempi non c’erano molti pediatri. Nel frattempo avevo avuto il tempo di approfondire le mie conoscenze sulla cromopuntura e ho iniziato a praticarla, integrandola alla pediatria classica e lavorando due giorni a Lugano e tre giorni a Locarno. Ma a poco a poco qui è cresciuta così tanto la richiesta per questo tipo di terapia che dopo due anni ho rinunciato allo studio di Lugano. Ho l’impressione, mai smentita negli anni, che qui nel Locarnese ci sia un interesse particolare, una grande apertura, per le terapie complementari. È un luogo speciale: non per nulla quando sono arrivato qui nel 1973 me ne sono innamorato…».

LA MEDICINA OLISTICA
La cromopuntura è annoverata tra le terapie olistiche, cioè non cura direttamente il dolore – come quando si ingerisce un’aspirina – ma cerca di equilibrare il disturbo energetico di base che ha prodotto in origine tale dolore.

CENNI BIOGRAFICI
Fausto Pagnamenta nasce a Lugano. Dopo gli studi in medicina all’Università di Berna si è specializzato in pediatria a Ginevra. Ha insegnato pediatria e ha lavorato come primario del reparto pediatrico per le malattie infettive e la neonatologia all’Università di Costantina, in Algeria. Nel 1973 è stato nominato primario di pediatria all’ospedale di Locarno. Ha viaggiato spesso in India, dove ha seguito gli insegnamenti di Osho, che aveva conosciuto personalmente. E proprio a Puna (sede di Osho) ha organizzato dei corsi di cromoterapia, coinvolgendo il suo ideatore, Peter Mandel. L’interesse per questa terapia si rivelò grande  e da lì si diffuse in tutto il mondo. Da trent’anni divulga le sue conoscenze con attività seminariali. I suoi libri di cromopuntura sono stati tradotti in francese, tedesco, russo, inglese, portoghese e cinese.

 

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