15.10.2022 - 09:23

‘Il coronamento della loro passione e dedizione per la terra’

‘Chi vuole ottenere un’uva che possa in seguito divenire un vino di qualità deve curare la vite in maniera certosina durante tutti i periodi dell’anno’

a cura di Red.Ticino7
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Vendemmia al “Runcasc”, anno 1930 circa. Immagine tratta dal libro “CLASSE 1911” di Ivan Camponovo e Marco Tela (prefazione di Alberto Nessi), Tipografia Stucchi, 2009.

Pubblichiamo l’editoriale apparso su Ticino7, allegato a laRegione

"Non esiste una data precisa per la vendemmia, ognuno si rifà piuttosto alle proprie esperienze o alle indicazioni di chi più se ne intende. Fattori come il tipo di vitigno coltivato, il grado di maturazione dei grappoli e le possibili bizze meteorologiche sono comunque elementi che anche i più inesperti sanno di dover prendere in considerazione con grande attenzione. (...) Al paesino c’era sempre stato parecchio fermento per questo evento, in particolar modo perché molte persone venivano coinvolte nella raccolta dell’uva. Di per sé questo compito non era particolarmente complicato, ma richiedeva un sacco di tempo e di energia, ciò che spingeva spesso i viticoltori ad appoggiarsi all’aiuto di amici e parenti. Quindi, specialmente nei fine settimana, era facile assistere a un notevole viavai di furgoni e piccoli autocarri utilizzati per trasportare i preziosi grappoli dai vigneti sparsi qua e là sulla montagna alle cantine, dove sarebbe iniziato il processo di vinificazione. Contrariamente a questa pratica piuttosto comune, Ruggero Balzetti, il fratello di Viola Pontrelli, aveva deciso di mettersi in proprio, occupandosi personalmente di tutte le fasi che portano gli acini d’uva a trasformarsi in vino. Il viticoltore era solito guidare uno sgangherato furgone provvisto di un pianale ribaltabile, che ad ogni sussulto causato dal manto stradale dissestato pareva sul punto di smembrarsi in mille pezzi. Tuttavia, lui non se ne curava troppo, anzi, la sua guida spericolata era cosa ben nota a tutti gli abitanti del paesino".

Tutti i brani citati, sopra come nel titolo e nel sottotitolo, sono tratti dal romanzo Arancione vendemmia di Raphaël Scacchi (Armando Dadò Editore, 2021)

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