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04.06.2022 - 09:45
di Lorena Scettrini

Michela Rodesino e il piacere dell’ospitalità

Metti una sera, spalla a spalla, in compagnia di perfetti sconosciuti a banchettare in cima a un albero. Il telefonino? Meglio lasciarlo a casa...

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato a laRegione

Classe 1977, è una donna camaleontica. La sua vita si è colorata di molte esperienze; ma la tinta che ha assunto in quest’ultimo periodo è quella del Grotto Milani, a Ludiano. Un luogo conosciuto da molti per la particolarità di poter cenare a un tavolo posizionato sui rami di un vecchio castagno...

Come ogni anno le scuole giungono al termine e molti ragazzi, forse per la prima volta, si trovano a dover fare una delle scelte più importanti della loro vita. La stessa che ha dovuto compiere Michela Rodesino. Erano gli inizi degli anni Novanta e lei, ragazzina dagli occhi azzurri, vispi e pieni di voglia d’avventura, inizia il liceo.

Passato

"Da grande farò l’educatrice", diceva lei. Ma il battito del suo cuore era stranamente apatico. Capisce di aver sbagliato indirizzo dopo aver lavorato per un anno in una casa anziani ginevrina. Bello, sì, ma... Bisogna trovare un altro sogno da inseguire, forse quello del giornalismo? Inizia a studiare Scienze politiche a Losanna; una bella città per passarci un anno, forse due... Ma ancora non ci siamo. Dopo Ginevra e Losanna, è la volta di Zurigo: Michela inizia a lavorare in un albergo e si sente finalmente a casa. Ora ha la giusta testa e la perfetta maturità per frequentare la scuola alberghiera di Bellinzona. Una formazione che offre ai propri allievi la possibilità di gestire il ristorante della scuola lavorando al servizio, in cucina e alla reception. Primo stage fuori porta: sei mesi in Egitto, a Sharm el-Sheikh in un hotel a gestione italo-egiziana con personale non ancora pronto ad accogliere a livello linguistico i turisti. Michela viene ‘sfruttata’ in vari reparti come unica risorsa per la lingua. Un’ottima occasione per carpire il mestiere su più fronti.

Primi voli in autonomia

Rientrata in Ticino, porta a termine gli studi e le viene offerta la possibilità di riaprire il ristorante La Pernice al Nara, in Valle di Blenio, per la stagione estiva. Un’esperienza che ricorda con un gran sorriso, perché all’epoca era giovane e l’energia era diversa. Dormire un paio d’ore dopo aver ospitato addii al celibato, al nubilato e feste di compleanno, e ripartire a pieno ritmo la mattina dopo (come se nulla fosse) ora è solo un ricordo lontano. Su quell’onda di giovanile entusiasmo eccola ripartire per l’Egitto. L’idea di andare a trovare gli amici conosciuti durante il suo stage si trasforma in un’occasione professionale. Torna in Ticino, comunica ai genitori la decisione di accettare un lavoro a Marsa Alam, "starga" la macchina, fa la valigia e riassume la modalità vagabonda. Tuttavia il destino pare non la voglia lontana da casa. Così, una notte, sulle strade battute per lo più da beduini lungo le quali la guida avviene a fari spenti, un incidente automobilistico sceglie per lei e la riporta in Ticino.

Ripartire da sé

Ma se la vita ci mette di fronte a situazioni difficili è pur vero che ognuno è libero di decidere come rispondere alle provocazioni. Michela si rialza e torna a lavorare a La Pernice, fra un ferro da chirurgo e l’altro. Tra un setto nasale rotto e uno sistemato, offre appoggio a un servizio di catering e conosce il suo futuro datore di lavoro. E, una volta ricostruita fisicamente, riparte da zero iniziando a lavorare per una ditta luganese che noleggia materiale per la ristorazione. Organizzare eventi non era ancora nel suo curriculum; le pare giusto accettare e colmare la lacuna. Ma gli anni passano e la stanchezza, condizionata dalle ore piccole, inizia a farsi sentire. E con essa anche la voglia di tornare alla sua valle. E così nel 2015 le viene proposta la gerenza del Grotto Milani, a Ludiano; che accetta assieme alla gestione invernale del Centro sci nordico a Campra. Un periodo folle che le faceva fare da spola dalla bassa all’alta Valle di Blenio.


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Presente

Nel 2019 decide di dedicarsi completamente alla gerenza del Milani: vuole rallentare e coccolare i propri clienti, trovando il tempo anche per due chiacchiere con chi frequenta il grotto. Per Michela è fondamentale sostenere e valorizzare il territorio: ne è la prova la carta del menu che, dal 18 giugno, ospiterà due piatti speciali che aderiscono al progetto nato per festeggiare l’anno di Maestro Martino, uno dei cuochi più famosi del XV secolo nato a Grumo, frazione di Torre: le "polpette de bona carne" e le "trote in carpione" cucinate seguendo un’antica ricetta. Da qui anche la scelta di affidarsi ai piccoli produttori della valle per la fornitura dei prodotti, che devono essere il più possibile a chilometro zero. Tra l’altro, il prossimo 18 giugno al Museo storico etnografico Valle di Blenio di Lottigna verrà inaugurata una mostra temporanea dedicata proprio a Maestro Martino, già aperta a metà maggio e visitabile sino al 6 novembre (museovallediblenio.ch; si veda il recente contributo apparso nel periodico Rivista 3Valli, giugno 2022, ndr).

Futuro

Il grotto per Michela è un posto nel quale le persone socializzano, succede anche tra sconosciuti. Perché a volte capita che, per motivi ‘logistici’ e di spazio, ci si sieda allo stesso tavolo pur non essendo della stessa compagnia. Si finisce così per ritrovarsi il caffè pagato dal commensale seduto a capotavola, oppure a raccontare di sé a un perfetto sconosciuto. In questi luoghi, a volte, avviene la magia: le persone si dimenticano dei cellulari e parlano tra loro, senza bisogno di wi-fi o diavolerie tecnologiche. Ed è proprio in questo clima che a Michela piace immaginare il suo futuro.


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