ULTIME NOTIZIE Ticino7
Ticino7
2 gior

La pigna: simboli, significati, leggende e atmosfere natalizie

Con un po’ di fantasia e un pizzico di manualità questi elementi vegetali, raccolti per tempo nel sottobosco, possono dare vita a suggestive decorazioni
Ticino7
3 gior

Natale in giallo. E per le feste un bel caso da risolvere...

‘Ero andato a trovare il mio vecchio amico Sherlock Holmes due giorni dopo Natale, con l’intenzione di fargli gli auguri per le festività...’
Ticino7
4 gior

Il Natale visto da Milco Margaroli

"In una Svizzera sempre più secolarizzata" è importante riscoprire le radici cristiane. Che sono alla base di molti momenti di festa nei quali riflettere
Ticino7
4 gior

Quelli mai contenti (nemmeno sotto le feste)

"È Natale da fine ottobre. Le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti..." (Charles Bukowski, 1920-1994)
Ticino7
1 sett

I “fiati" e i respiri di Giulia Genini

Un amore nato alle Elementari e che deve aver fatto felici i suoi, visto che a casa non faceva che soffiare e soffiare. Poi le cose si sono fatte serie...
Ticino7
1 sett

Pensiero magico. La vita e la potenza dei simboli

"Ci sono buoni motivi per pensare che, nell’evoluzione del pensiero, la religione sia successiva alla magia" (J.G. Frazer)
Ticino7
1 sett

Il vocabolario di Putin è al passato

Con l’Occidente satanista e la Russia storica si spiega la guerra. Partendo da un saggio di Bengt Jangfeldt, alcune riflessioni sulla tragedia ucraina
Ticino7
1 sett

Qatar 2022: due o tre cose sui Mondiali

Nel grande dilemma etico che grava sulla manifestazione sportiva, c’è davvero da sentirsi come il figlio di un dentista dentro un negozio di dolciumi
Ticino7
1 sett

La scaramanzia e altri gesti per sopravvivere (al peggio)

Ha scritto Alejandro Jodorowsky: ‘Essere razionali è bene, ma essere soltanto razionali è una lebbra, una peste, una malattia’. Uomo avvisato...
Ticino7
2 sett

I Modern Lovers nel tunnel del tempo

Un disco apparso nel 1976 ma scritto almeno mezzo secolo fa. Tanto elementare quanto “moderno”, diventato un classico da ascoltare (almeno una volta)
Ticino7
2 sett

L’orto di Gino La Rocca: una metafora sociale

Da oltre 40 anni coltiva un fazzoletto di terra che sovrasta la trincea, all’altezza del ponte tra Lugano e Massagno. Uno vero spazio di ‘resistenza’
Ticino7
2 sett

‘Prima il formicolio alla lingua, poi la bocca resta aperta’

Il racconto di Sheila, Spohie e Nadia, tre donne che la borreliosi l’hanno vissuta (e la vivono) sulla loro pelle
Ticino7
2 sett

Piccole, indesiderate e fastidiose. Ma anche pericolose

Borreliosi ed encefaliti: i pericoli delle morsicature di zecca. Merlani: ‘Ma Ticino (con Ginevra) è il solo cantone a non essere zona endemica’
Ticino7
2 sett

Ecco il Balestruccio (prima che sia troppo tardi)

Nei mesi freddi se ne va al caldo, in quelli più miti nidifica anche nel nostro cantone. Che – pure per questa specie – è diventato un luogo poco ospitale
Ticino7
2 sett

Disavventure Latine. Messico 7: San Luis Potosí

Io a San Luis Potosí non ci volevo proprio andare. Ho provato in tutti i modi a evitarla, aggirarla, superarla senza nemmeno guardarla... Tutto inutile
Ticino7
2 sett

L’uomo parassita in un mondo sempre più caldo

Scriveva Plinio Martini: “Il nostro è un maledetto paese che d’estate ti rompe le giunture e d’inverno ti lascia con le mani in mano". 50 anni fa, però
Ticino7
2 sett

Kunsertu, fra Messina e il Maghreb a ritmo di pop-raï

Dal paginone della musica, sezione ‘Dischi dal retrobottega’, immersioni musicali siciliane no-mainstream
Ticino7
3 sett

Daniela Baiardi, la libertà di creare

Artista, storica dell’arte, studentessa e nuova responsabile della comunicazione per Visarte-Ticino
Ticino7
3 sett

Ballenberg, metti una ‘festa delle feste’ in un museo vivente

Cronaca di una full immersion a 360 gradi nell’essenza stessa della cultura con la bandiera rossocrociata
Ticino7
3 sett

A proposito del Torcicollo...

È un uccello migratore che soggiorna alle nostre latitudini tra aprile e settembre e sverna nelle savane africane
Ticino7
3 sett

Rendiamo grazie alla seminatrice meccanica

Senza Jethro Tull, l’agronomo inglese che la inventò, non ci sarebbe stato il gruppo britannico, che dello stesso s’impiantò il nome
Ticino7
3 sett

‘Di tutto un pop’: Jethro Tull, le visioni del pifferaio magico

Un pubblico fedele al quale, nei decenni, si sono aggiunte seconde e terze generazioni pronte al richiamo dei tour e delle atmosfere sospese nel tempo.
Ticino7
3 sett

Disavventure latine. Messico 6: Real de Catorce

Solo, a bordo di un Willy, una di quelle jeep che sembrano uscite da un cartone animato, verso un quasi-villaggio fantasma in mezzo al deserto
Ticino7
1 mese

A suon di note. Canta: Rossana Taddei

‘Riesco a mantenere un equilibrio interiore e a non sentirmi spaesata’, grazie alla creatività che trasforma ogni suo giorno in qualcosa che ‘le risuona’
Ticino7
1 mese

Le ‘cattive ragazze’ vanno (anche) in bicicletta

Brevi note dal primo Campionato afghano femminile di Aigle, Canton Vaud. Perché le cose più importanti non sono solo le parole della vincitrice
Ticino7
1 mese

Acque sporche. Se l’inquinamento si fa liquido

Laghi, fiumi, riali contaminati. Sotto accusa industrie, aziende, cantieri, agricoltura. E Berna critica le pene troppo blande applicate nei cantoni…
Ticino7
1 mese

Quando ‘l’arte’ della bestemmia la si coltiva sin da piccoli

"(...) imprecare è un piacere per tutti i poveri diavoli - c’è una piccola ebbrezza di potenza" (da ‘Il crepuscolo degli idoli’, F. Nietzsche, 1888)
Ticino7
1 mese

‘Ascolta, l’ho scritta per te!’. ‘No grazie... cantala tu’

La legge del successo dice che a volte basta una canzone a cambiare una carriera, o ad avviarla. Sempre se si è in grado di guardare lontano
Ticino7
1 mese

Alla ricerca del tempo perduto, previsioni meteo incluse

I ricordi ci portano alle stagioni dell’infanzia. Le letture, spesso, al tempo meteorologico “com’era una volta”: quante speranze abbiamo di ritrovarlo?
Ticino7
1 mese

Il giorno (e la notte) della civetta

In questo caso il capolavoro di Leonardo Sciascia e la mafia centrano poco. Ma essendo un animale “crepuscolare” a certi misteri è forse abituata...
Ticino7
1 mese

Barbara Lehnhoff e le visioni sonore

Dall’arte visiva ai suoni indie dei Peter Kernel, da Camilla Sparksss alla sperimentazione. Lei si sente “punk” (dentro), ma pure sul palco non scherza
Ticino7
1 mese

Se i cambiamenti ambientali opprimono e fanno star male

‘È la fine del mondo che conosciamo... (è ora che me ne stia per un po’ da solo...)’. Perché se il mondo cambia, o ti adatti o le cose si fanno dure
Ticino7
1 mese

Rita Laudato e i suoi amici ‘esserini’

"Quando ero piccola, avrò avuto tre anni, non sopportavo di stare rinchiusa in casa e cosa facevo? Scappavo di casa"
Ticino7
1 mese

Naturalmente... vino! La filosofia dietro al ‘bio’

Cresce la nicchia dei vini naturali in Svizzera, ma mai come in Francia e Italia. Tra coltivazione biodinamica e marketing, come stanno le cose?
Ticino7
1 mese

La vita (difficile) del Codirosso comune

Predilige boschi radi di latifoglie, viali ricchi in vecchi alberi, giardini non troppo ordinati e vecchi alberi da frutta. Habitat sempre più rari...
Ticino7
1 mese

Il vino di Luca. Nei filari del ricordo

“Per questo vino l’etichetta c’è già. È un disegno che Luca aveva realizzato dopo aver vendemmiato con la sua classe” (Domenico Chiefari)
Ticino7
1 mese

‘Il coronamento della loro passione e dedizione per la terra’

‘Chi vuole ottenere un’uva che possa in seguito divenire un vino di qualità deve curare la vite in maniera certosina durante tutti i periodi dell’anno’
Ticino7
1 mese

In volo con Roberto Lardelli (e Ficedula)

Il binocolo del nonno lo ha accompagnato per le sue osservazioni nei boschi già dalle scuole elementari. Una passione per gli uccelli che non si spegne
Ticino7
1 mese

Joe Jackson: New York di giorno e di notte

Note sparse su un cantautore che ha fatto e ha visto mezza storia del pop. Uno “strambo”, musicalmente eccentrico, stilisticamente originalissimo...
Ticino7
1 mese

La rivincita della geopolitica

Con l’invasione dell’Ucraina ha assunto un ruolo centrale nella narrazione del conflitto. Ma cosʼè e quando nasce questa disciplina sulla bocca di tutti?
Ticino7
1 mese

Quel legame tra uso dei social, personalità e depressione

Non sono il male del mondo e sono a volte utilissime, ma non vi è dubbio che le piattaforme di socializzazione mostrino troppo sovente aspetti inquietanti
Ticino7
1 mese

Senti chi fischia! È la marmotta

È il più grande roditore della zona alpina. Predilige valli e pascoli con detriti di rocce. E non vede l’ora di andare in letargo, clima permettendo...
22.01.2022 - 16:43
Aggiornamento: 24.01.2022 - 09:21

Vasco Rossi a Locarno. Cosa succede(va) nel 1985?

A pochi giorni dal 70esimo compleanno di Vasco Rossi, ricordiamo attraverso la lettura dei giornali dell’epoca l’incredibile controversia di Piazza Grande

di Mauro Stanga
vasco-rossi-a-locarno-cosa-succede-va-nel-1985
Particolare di un ritratto del 1985 di Vasco Rossi tratto dal libro fotografico ʻVasco Rossi. Tabularasaʼ (Mondadori, 2012) con gli scatti di Toni Thorimbert.
+5

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato settimanale de laRegione

"Conta, sì, il denaro / Altro che no / Me ne accorgo soprattutto quando / Quando non ne ho / Conta, sì, il denaro / Altro che / Altro che chiacchiere
Cosa succede / Cosa succede in città? / C’è qualche cosa / Qualcosa che non va / Guarda lì, guarda là / Che confusione / Guarda lì, guarda là / Che maleducazione
Egoista, certo / Perché no? / Perché non dovrei esserlo? / Quando c’ho il mal di stomaco / Con chi potrei condividerlo?
Cosa succede / Cosa succede in città? / C’è qualche cosa, sì / Qualcosa che non va / Siamo noi, siamo noi / Quelli più stanchi / Siamo noi, siamo noi / Che dovremo andare avanti
Egoista, certo / Perché no? / Perché non dovrei esserlo? / Quando c’ho il mal di stomaco / Ce l’ho io, mica te, o no? / Ce l’ho io, mica te, o no?
Cosa succede? / Non succede nulla / C’è confusione, sì / Ma in fondo è sempre quella / Non c’è più, non c’è più religione
Guarda lì, guarda là / Anche in televisione / Non c’è più religione / Anche in televisione / Non c’è più religione"

In Ticino Vasco Rossi si era già esibito quattro volte, a partire dal 1982, in locali, palestre e palazzetti tra Ascona, Bellinzona e Chiasso. Il concerto precedente, al Palapenz di Chiasso, rischiò di saltare e iniziò in ritardo, causa il fermo in dogana di due membri dello staff, trovati in possesso di sostanze che non figuravano tra le merci con cui si poteva passare agevolmente la frontiera con uno sbrigativo cenno d’intesa ai finanzieri. Tant’è; la critica musicale di Libera stampa si lagnò per il “disimpegno assoluto” mostrato dal pubblico “in ovina e passiva adorazione rituale dell’idoletto di moda” ma la cosa finì lì, pure piuttosto in gloria. Il riferimento ai guai doganali del 1984 non è casuale: quello della tossicodipendenza era un fenomeno molto presente nella società ticinese di allora, difficile da gestire e prima ancora da capire, in primo luogo all’interno delle famiglie che ne venivano toccate e travolte (sul tema c’è perfino una buona pièce dialettale prodotta dalla RTSI nel 1980: “E gh’è dananz doman”, a volte la ritrasmettono, in caso non perdetevela).


© RSI
Un fotogramma tratto da unʼintervista di Gianni Delli Ponti del settembre 1985 per la trasmissione ʻil Quotidianoʼ. Il prossimo 7 febbraio il cantautore emiliano compirà 70 anni.

Il ruolo della stampa

Ricostruiti contesto e antefatti, possiamo ora addentrarci nella polemica, con gli strumenti giusti per inserirla nello spirito e nelle preoccupazioni dell’epoca. A inizio estate 1985, la Quattrini Spettacoli – che già aveva organizzato le esibizioni precedenti del rocker di Zocca in terra ticinese – annuncia l’intenzione di portarlo in Piazza Grande a Locarno, ancora rovente dopo le vibranti polemiche seguite a un’esibizione di Roberto Benigni, ritenuta da alcuni volgare e blasfema (in prima fila il deputato Armando Dadò, che scomodò pure il Consiglio di Stato con un’interrogazione in merito). Insomma, se pochi mesi prima Il Dovere ebbe modo di presentare un altro concerto in questi rassicuranti termini: “Finalmente dal vivo Eros Ramazzotti. Il nuovo idolo di ragazzine e mamme”, quella che stiamo per ricostruire è tutta un’altra storia, e val la pena ripercorrerla. La stampa ticinese riprende subito la notizia della possibile esibizione di Vasco Rossi ma - si specifica - rimane un nodo da sciogliere, se non addirittura un ostacolo da superare: manca infatti il nullaosta del Municipio cittadino.
L’allora testata locale, l’Eco di Locarno contribuisce non poco ad alzare la pressione sulle autorità, titolando: “Migliaia di giovani guardano a Palazzo Marcacci. Municipio permettendo Vasco Rossi a Locarno” e proseguendo con l’incipit: “Mai come in questi giorni, migliaia di giovani hanno guardato e guardano tuttora, con speciale attenzione a Palazzo Marcacci, sede del Municipio cittadino. Si è infatti diffusa la voce che l’autorità esecutiva intenda negare alla Quattrini Spettacoli la possibilità di usare Piazza Grande”. Per poi piazzare l’affondo: “C’è chi sostiene che all’interno del Municipio vi siano forti perplessità legate alla figura di Vasco Rossi e, in particolare, alle sue vicissitudini con la magistratura italiana in relazione a presunto consumo di stupefacenti”.
Esattamente una settimana dopo, la stessa testata permette alle “migliaia di giovani” di tirare un sospiro di sollievo con l’articolo “Il Municipio ha dato il permesso. Vasco Rossi potrà cantare a Locarno”, in cui si menziona però che la data proposta dovrà essere per forza di cose cambiata perché “quella sera, nella chiesa di San Francesco, si tiene un concerto delle Settimane musicali di Ascona e una ‘contemporanea’ in piazza, come mostra l’esperienza, finisce col disturbare il concerto all’interno della chiesa (è noto infatti che in piazza vengono usati potenti amplificatori)”. Pazienza, verrà presto trovata una nuova data per il concerto in piazza; d’altra parte: “Tra demonio e santità è lo stesso / basta che ci sia posto”.


ʻEco di Locarnoʼ, agosto 1985.


ʻEco di Locarnoʼ, agosto 1985.

Dio salvi città e giovani

Tutto risolto e in gloria verso il concerto? Assolutamente no. Già nel numero successivo dell’Eco di Locarno trova posto una lettera di Claudio Rossi di Gordola, che entra nel dibattito a gamba tesissima, e al grido di “Vasco Rossi in piazza proprio non lo voglio” espone (tra le altre) le seguenti velenosissime argomentazioni: “Vasco Rossi: un uomo che porta sulle spalle un pesante fardello di debiti con la giustizia italiana, che porta dentro la propria coscienza, se forse ne ha una, la responsabilità di aver acconsentito al consumo, allo spaccio, alla réclame di stupefacenti, che nel mondo moderno che lo ascolta e lo sostiene, causa ogni giorno migliaia di vittime. Dar spazio a un simile elemento, sulla cui personalità nessuno, o pochi imbecilli scommetterebbero, sulla pubblica piazza di una bella città è azzardato e ignobile. (…) Se la città di Locarno permetterà ad un inquilino delle carceri italiane, ad un finanziatore e sponsorizzatore di droga, di venire a turbare la quiete delle coscienze di tanti genitori, qui a Locarno, verrà calpestata la volontà di migliorare questa società, per indirizzarla verso orizzonti che trovano sul cammino soltanto nuvole oscure”.
Insomma, la sola eventualità del concerto viene definita come “uno sgarbo e una pugnalata alla società ticinese”. Assolutamente degno di nota è poi il paragrafo conclusivo della missiva rossiana (nel senso del polemista Claudio, non del cantante Vasco…): “Se ciò vien accettato dal Municipio di Locarno, allora Iddio salvi la città sul Lago Maggiore, la sua gioventù ed il suo progresso”. La testata locarnese tenta di raffreddare gli animi, affiancando alla missiva del lettore un invito a “non creare un caso Vasco”, alla luce di questa considerazione: “Non ci pare giusto fare di Vasco Rossi il capro espiatorio di certi mali che affliggono la società”.

Arriva la Chiesa

Troppo tardi. Anzi: il vero carico da novanta deve ancora arrivare, e a sganciarlo, nei giorni seguenti, ci pensa un tanto insospettabile (almeno con il senno di poi) quanto agguerrito Don Gianfranco Feliciani. L’allora vicario di Minusio scrive una lettera tonante e la manda praticamente a tutti i quotidiani e periodici ticinesi (che all’epoca non erano affatto pochi). Significativo il titolo apposto alla missiva dal Giornale del Popolo: “La prevista esibizione locarnese di Vasco Rossi. Possibile esaltare in piazza certa degradazione umana?”.
Riportiamo paro paro alcuni passaggi significativi vergati in quell’occasione da Feliciani: “Lo dico con tutta franchezza: la decisione della pubblica autorità di Locarno di concedere il permesso a Vasco Rossi di tenere il suo concerto in Piazza Grande mi ha vivamente sorpreso, oserei dire quasi sconvolto. (…) Ma lo conoscono poi bene questo squallido e infelice interprete del decadentismo moderno? Sanno esattamente cosa canta? Quale messaggio annuncia? Hanno adeguatamente considerato, non è esagerazione, la gravità del caso? Quale amico della musica moderna e discreto conoscitore dei cantautori italiani vorrei essere ancora più preciso: hanno già ascoltato le seguenti canzoni: ‘Deviazioni’, ‘Siamo solo noi’ o ‘Fegato spappolato’? Sanno con quali espressioni volgari sono ricamati i suoi concerti? Ed infine sanno veramente quale influsso deleterio esercitano sulla psicologia dei nostri ragazzi e giovani? Qui non siamo più nell’ambito della differenza dei gusti, ma siamo decisamente nell’ambito della degradazione umana. (…) Anche chi non è molto informato su queste cose non può non avvertire l’intollerabile sproporzione tra quanto si è detto sul binomio giovani e valori umani e il lasciapassare a questo poveretto della canzone”.


ʻGiornale del Popoloʼ, agosto 1985.

Bum! La polemica è servita

Nei giorni seguenti sulla stampa ticinese fioriscono le reazioni a queste vigorose prese di posizione. Sorprendentemente saranno i giovani “fan” di Vasco a invitare chi si oppone al concerto a far uso della ragione e del senso della misura. E quando mai si erano visti, i fan di un artista uscire dal ruolo del tipo urlante con la fascia tergisudore per invitare i detrattori alla calma, con parole anche gentili… Uno studente liceale di Sorengo interviene su Gazzetta ticinese usando per i detrattori l’elegante giro di parole “persone di generazioni antecedenti la mia”, mentre la sedicenne Cinzia Agosta di Lamone chiude il suo scritto a Don Feliciani in questo modo: “Spero non se la prenda troppo con me per la mia sincerità e per essermi permessa di giudicarla… il fatto è che lei mi ha fatto davvero tanta rabbia!”. Lory e Danny di Ascona chiudono la loro lettera andando perfino oltre, imbastendo una sorta di assoluzione per la parte avversa: “Vogliamo perciò scusare gli autori delle lettere apparse su questo giornale contenenti quelle “condanne troppo gratuite” pensando che siano state dettate dalla mente in un momento di esagerata critica”.
Altre lettere si susseguono, a formare il più classico dei “fiumi di inchiostro”, finché – il 29 settembre 1985 – il concerto ha infine luogo. In Piazza Grande. Per darne conto ci affidiamo alla penna di Michele De Lauretis, che recensisce il concerto per l’Eco di Locarno, sotto il significativo titolo di: “L’uragano Vasco, passato senza danni e la ‘morale cittadina’ è… salva”; “L’evento che per qualcuno sembrava dovesse assumere i toni dell’apocalittico, non ha disturbato più di quel tanto chi si trovava fuori dalla piazza e non ha particolarmente sconvolto i giovani che invece erano al suo interno. (…) Il concerto ha grossomodo registrato gli stessi problemi che avrebbe posto un appuntamento con Orietta Berti. In definitiva dunque concerto di ottima fattura e verginità salva per la morale cittadina: non si registrano più giovani traviati di quanti ve ne fossero prima”.
Si conclude così – con un tripudio di piazza – questa vicenda, e all’epilogo firmato De Lauretis possiamo aggiungerne un altro che – per “un gioco di quei tanti che fa la vita” - ci riporta ai giorni nostri: - Cosa succede in città? (questo il titolo dell’album promosso in quel tour) - Succede che il sindaco di Locarno – oggi – è a capo di una cover band. Di Vasco Rossi, ça va sans dire…


© RSI
Compreso nel suo tour del 1985 che promuoveva lʼalbum ʻCosa succede in cittàʼ, la sera del 29 settembre il pubblico non si fece attendere. Inizialmente il concerto (organizzato da Luca Quattrini) era stato programmato il 13 settembre, poi posticipato. Nel fotogramma un momento dellʼesibizione.


ʻEco di Locarnoʼ, ottobre 1985.

Nota: gli articoli e le lettere su questa vicenda sono stati pubblicati tra il 15 agosto e il 12 ottobre 1985 su varie testate ticinesi e sono reperibili grazie all’Archivio digitale dei quotidiani e periodici del Sistema bibliotecario ticinese (www.sbt.ti.ch/AQP). Nella pagina della RSI dedicata agli archivi (rsi.ch/archivi) è inoltre possibile – inserendo “Vasco Rossi” come chiave di ricerca – visionare un’intervista fatta a Vasco Rossi proprio in occasione di quel concerto, incentrata in particolare su quelli che allora erano “i suoi guai”.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved