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di Gino Driussi

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione

Pallavolista italo-ungherese, è nata a Modena l’8 settembre 1998. Il papà Sándor è un ex pallavolista; la madre Krisztina unʼex giocatrice di pallamano. Per seguire il padre nella sua carriera agonistica, ha trascorso l’infanzia in diversi paesi, tra cui Giappone, Qatar, Ungheria e Italia. In Italia, con Volleyrò Casal de’ Pazzi di Roma, ha vinto il titolo nazionale Under 16 nel 2015 e quello Under 18 nel 2016. Nel 2018-2019 ha giocato nel campionato di Serie A2 con lʼOrvieto. Dal 2019 è giocatrice professionista nel Volley Lugano (nel ruolo di schiacciatrice), dove è capitana dalla scorsa stagione, la sua terza col club ticinese. Mercedesz lavora anche nel mondo della moda come modella.

“Sono nata con la pallavolo e questo sport ce l’ho nel sangue”. Sono queste le parole che mi hanno colpito di più nella piacevole conversazione che ho avuto con lei e nelle quali ci sta tutta Mercedesz Kantor. “Ancora prima che nascessi, quando ero nel pancione di mia mamma, lei andava a vedere le partite del papà. Modena, dove sono nata, è una città impregnata di sport: basta pensare alla Ferrari o alla tradizione che conosce il volley, per cui non potevo non appassionarmi a questa disciplina. Mi ricordo che a quattro anni provavo già a palleggiare e a imitare il papà”. Un padre, Sándor, tra i più famosi pallavolisti ungheresi, che è stato un importante punto di riferimento per lei. “Io l’ho sempre visto come un idolo. Volevo arrivare ai suoi livelli e, avendolo avuto anche come allenatore, ho realizzato che non è solo mio papà, ma pure un mentore per me, quel mentore che tutti vorrebbero avere. Aver beneficiato dei suoi consigli, sia dentro sia fuori dal campo, ha significato molto per la mia carriera”. Ma che cosa piace in particolare della pallavolo a Mercedesz? “Sicuramente lo spirito di gruppo. Per me, stare in campo con altre ragazze, che hanno la stessa voglia, la stessa determinazione che ho io è molto importante. Avessi voluto scegliere uno sport individuale, avrei optato per il tennis, ma mi attirava molto di più uno di squadra, dove il collettivo è fondamentale. È bellissimo condividere con le compagne le emozioni provocate da una vittoria o l’amarezza per una sconfitta”.


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L’arrivo a Lugano

Dopo un inizio di carriera molto promettente e ricco di soddisfazioni, Mercedesz Kantor approda a Lugano nel 2019. Mi incuriosisce chiederle in quali circostanze, perché, per chi viene dall’Italia, finire nel campionato svizzero sembrerebbe una soluzione di ripiego. “No, non è così, anche se quella di Lugano è stata per me la seconda scelta. Dopo aver parlato a lungo con il presidente Paolo Bernasconi, mi è piaciuto molto il suo progetto e in più c’era la prospettiva di partecipare a una competizione europea, la Challenge Cup, una novità per me che peraltro è stata una bellissima esperienza. Nemmeno per un minuto ho rimpianto di essere venuta a Lugano, è come se ci fosse stato qualcosa dentro di me che mi avesse spinto a fare questa scelta, che mi avesse particolarmente attratto”. E questo qualcosa si chiama amore: “Dopo due giorni che ero nella città sul Ceresio ho conosciuto Nikola Stevanovic, noto cestista dei Lugano Tigers. È stato come un colpo di fulmine e da allora viviamo insieme. Lugano ormai per me è casa mia. Mi piace la gente, che è molto gentile. A volte mi riconoscono e mi fermano. Questo mi fa indubbiamente piacere”. Nel Volley Lugano la nostra interlocutrice non è solo giocatrice, ma allena anche la squadra Under 11: “Questa per me è una bellissima soddisfazione. Ho chiesto io alla società di darmi questa responsabilità. Sono 15 ragazzine che da poco hanno incominciato a praticare questo sport. Il loro entusiasmo, il loro piacere di giocare mi danno quella spensieratezza di cui alcune volte ho bisogno”.


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Desideri, sogni e visioni

Mercedesz Kantor è molto attiva anche sui social e proprio in un suo video, oltre a parlare di sacrifici, di rinunce, mi sono imbattuto in una frase di grande interesse, che dice molto del carattere e della determinazione di questa ventitreenne: “I campioni non si costruiscono solo in palestra, si costruiscono dall’interno partendo da qualcosa che hanno nel profondo, un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere resistenza fino all’ultimo punto. Fino all’ultima azione devono avere l’abilità e la volontà”. Le chiedo di commentare queste riflessioni quasi filosofiche: “Essendo nata in una famiglia di sportivi, posso dire che la mentalità che mi hanno trasmesso i miei genitori è concentrata non solo sul lavoro che deve fare una persona per raggiungere determinati traguardi, ma deve anche fortissimamente volerli. Per esempio, mio padre mi ha sempre consigliato di mettere per scritto gli obiettivi che voglio raggiungere, per averli bene in chiaro e cancellarli una volta ottenuti. Da parte sua, l’allenatore che avevo a Roma ci faceva fare una specie di meditazione, che pratico tuttora: ci faceva chiudere gli occhi e immaginare delle cose positive, cosicché anche nel nostro subconscio nasca quella voglia interiore di arrivarci”.
Un altro ambito nel quale Mercedesz Kantor è attiva è quello della moda. “Ho sempre trovato questa attività molto interessante. Ho fatto delle belle esperienze come modella con Roma Fashion Week e ho lavorato con diversi brand, alcuni molto conosciuti e altri meno. Per me è importante abbinare la bellezza, l’eleganza all’intelligenza e questo settore mi ha dato la possibilità di farlo, altrimenti vi avrei rinunciato”. La chiacchierata con questa ragazza così solare, così piena di passione e di entusiasmo per tutto quello che fa potrebbe durare ancora a lungo, ma l’allenamento incombe. Allora quello che posso dire dopo averla incontrata è che fa molto piacere conoscere sportivi come lei.


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