Ajoie
2
Lugano
3
2. tempo
(1-2 : 1-1)
Zugo
0
Bienne
0
2. tempo
(0-0 : 0-0)
Ginevra
2
Losanna
1
2. tempo
(2-1 : 0-0)
Friborgo
1
Berna
1
2. tempo
(1-1 : 0-0)
Langnau
1
Lakers
1
2. tempo
(0-0 : 1-1)
Zurigo
3
Davos
0
2. tempo
(3-0 : 0-0)
Langenthal
1
Olten
3
2. tempo
(1-0 : 0-3)
Ticino Rockets
2
GCK Lions
4
2. tempo
(2-2 : 0-2)
Sierre
0
Zugo Academy
0
2. tempo
(0-0 : 0-0)
un-mistero-chiamato-phil-collins
+4
ULTIME NOTIZIE Ticino7
Ticino7
1 gior

Braccati e in fuga con Matula (e i Pink Floyd)

Metti una sera davanti alla TV. In onda una vecchia puntata del classico “Ein Fall für Zwei”, ma il bello è quello che si sente in sottofondo...
Ticino7
1 gior

L’arte ‘sociale’ di Manuela Villa-Petraglio

"Vado in studio, resto lì… a respirarne l’aria, tasto l’atmosfera, cerco di estraniarmi dal mondo esterno per entrare in una comunicazione con me stessa”
Ticino7
3 gior

Lassù, tra le cime. La vita dello stambecco alpino

Appartiene al superordine degli ungulati e domina le valli dalle vette dell’arco alpino dove esibisce, con portamento fiero, le sue maestose corna
Ticino7
3 gior

Radio e TV: la staffetta di Carla e Lara

“Scrivi più su di lei, mi raccomando!”. “Ma no, ma no, scrivi più su di lei!”. Vabbè, dai... intanto iniziamo a raccontarvi che c’è di nuovo alla RSI
Ticino7
3 gior

Giornata mondiale della neve. Una scuola coi fiocchi

Il 16 gennaio si celebra la Giornata mondiale della neve. Una ricorrenza istituita nel 2012 per ricordare (anche) la sua importanza per il nostro pianeta
Ticino7
3 gior

Ghiacciaio del Chüeboden. Una storia di piccoli iceberg

In un recente volume, il meteorologo e glaciologo Giovani Kappenberger ripercorre la nascita e la scomparsa di un fenomeno inedito per le nostre regioni
Ticino7
3 gior

Sulle cime e sui pendii occhi aperti. Sempre ;-)

Vivere la montagna significa prima di tutto rispettarla, nel nome della propria sicurezza. E una nuovissima pubblicazione del DT potrà darci una mano
Ticino7
1 sett

Rocco Lombardi: non è (solo) una questione di ritmo...

“La si può suonare anche in assenza di elettricità, quindi non inquina, e non importa se è un po’ scordata, il suono sta nelle mani” (e il talento aiuta)
Ticino7
1 sett

Positiva ma non isolata? ‘Caso conforme’, dice il Cantone

Talora i test PCR possono trovare residui del virus anche nelle persone guarite. Il caso di una donna e i chiarimenti del medico cantonale Giorgio Merlani
Ticino7
1 sett

Una ragazza sola al ristorante (per chi vuole ancora crederci)

“C’erano solo lei e la nebbia che la sospendeva dal mondo, e quanto avrebbe voluto sentire sospesi anche i suoi pensieri”
Ticino7
1 sett

La mente, crocevia di ricordi e di rimpianti

Cʼè chi rivede volti e sentimenti di amori perduti. E chi lo vorrebbe fare, ma un destino beffardo glielo impedisce
Ticino7
2 sett

Un diritto e un rovescio con Susan Bandecchi

Quando le si chiedeva cosa volesse fare da grande, la sua risposta era decisa e di pancia: “La cantante!”. Poi è arrivata la racchetta...
Ticino7
2 sett

Sopra e sotto: la vita ‘misteriosa’ della talpa

Le “mani” sono a forma di badile, robuste, indispensabili per lo scavo. Mentre quelli posteriori hanno “piedi” piccoli. No, non è un alieno, pero...
Ticino7
2 sett

Il Capodanno, la Stube e i balli di gruppo

“Dai fior‘ dai fior′ dai fiordi della Norvegia, è sce′ è sce’ è scesa la vichinga. Cerca’, cerca’, cercava un po′ di sole e invece ha trovato l’amor”
Ticino7
2 sett

L’Oroscopo (cinico) 2022 - I Pesci

“Gli ultimi saranno i primi?”. Voi continuate a fare le vittime, siete bravissimi. Poi però non lamentatevi, né con l’Oroscopo e nemmeno con chi vi ama
Ticino7
2 sett

2020, 2021, 2022: ‘Avanti un altro’

Inutile girarci intorno: anche il 2021 non è stato proprio una bellezza. Andrà meglio, abbiate fede. In fondo domani è...
Ticino7
2 sett

L’Oroscopo (cinico) 2022 - L’Acquario

Quando le cose vanno male, potrebbero anche andare meglio. Per la serie: “Quando hai toccato il fondo, può succedere che ti tocchi pure scavare”
Ticino7
2 sett

L’Oroscopo (cinico) 2022 - Il Capricorno

“L’anno vecchio è finito, ormai / Ma qualcosa ancora qui non va”. Lucio Dalla era del segno dei Pesci, e forse per questo aveva già capito tutto
Ticino7
3 sett

L’Oroscopo (cinico) 2022 - Il Sagittario

Credavate di avere già dato abbastanza. Credavate: ma non avete fatto i conti col resto del mondo e tutti quegli “amici” che tanto vi amavano...
Ticino7
3 sett

L’Oroscopo (cinico) 2022 - Lo Scorpione

Avete un pungiglione, vero. A che vi serve però non si sa. Forse a difendervi dal mondo, perché non avete amici, “ma solo nemici” (cantavano i Litfiba)
Ticino7
3 sett

L’Oroscopo (cinico) 2022 - La Bilancia

Ok, per natura dovreste essere persone con un certo senso della giustizia, dicono... Ma dov’è finita? Vi hanno rubato anche quella? Buon Santo Stefano
Ticino7
3 sett

Sergio Piccaluga e l’eterna fanciullezza dell’artista

"Non osservo i fenomeni per dar conto delle mie emozioni (...). Il vero sforzo è vivere volta per volta attimi di eternità che poi vengono fatti cadere”
Ticino7
3 sett

Parole sull’acqua. Quei sentimenti mai detti

La vera storia di una bottiglia, di un amore, di un lago (quello di Locarno). Perché anche nell’era di TikTok certe cose si posso lasciare solo al destino
Ticino7
3 sett

I videogiochi sono il nuovo ‘oppio del popolo’?

Che passare intere giornate davanti a un video-games non faccia bene è plausibile. Che sia una droga capace di minare uno stato, pure (a quanto pare)
Ticino7
3 sett

L’Oroscopo (cinico) 2022 - La Vergine

Buon Natale! Oggi è un giorno meraviglioso. Per tutti. Cioè, dovrebbe esserlo perché è nato il Salvatore (e se sarete buoni salverà anche voi)
Ticino7
3 sett

Babbo Natale: identikit di un uomo generoso

Ma insomma, chi li porta questi regali: un anziano supereroe vestito di rosso, Santa Claus o un bambinello? Una questione mica di poco conto, eh
Ticino7
3 sett

I bambini, i miti, le bugie e i rituali del Natale

Il manuale del ‘buon genitore’ non esiste, anche se molti lo vorrebbero. Un ruolo spesso messo in discussione da dubbi e domande, pure sotto l’albero
Ticino7
3 sett

L’Oroscopo (cinico) 2022 - Il Leone

"Questo animale è considerato il Re della foresta...." (di solito ai bambini si racconta questo, ma di “regale” ahinoi, nei prossimi mesi ci sarà pochino)
Ticino7
3 sett

Pacchi ludici e consigli per l’uso

Va tutto bene, basta non esagerare. Anche perché lì fuori ci sarebbe un mondo che ha bisogno di noi
Ticino7
3 sett

L’Oroscopo (cinico) 2022 - Il Cancro

Cosa vi aspetta per l’anno nuovo? Non fateci caso, guardate oltre. In fondo dopo il 2022 arriverà il 2023 (e non è detto che sarà peggio del 2021)
29.11.2021 - 16:120
Aggiornamento : 16:42

Un mistero chiamato Phil Collins

Le ultime immagini che lo ritraggono (anche sul palco) mostrano tutte le difficoltà legate alla sua salute. Eppure rimane un genio del pop/rock mondiale

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione

Basso, brutto come il peccato e con una voce un po’ così. Come abbia fatto Phil a essere uno dei migliori batteristi della storia del rock e una popstar tale da contendere copertine, prestigio e sold out nelle arene mondiali a quei figaccioni di Simon LeBon e Tony Hadley è uno dei grandi misteri della musica. Eppure, guardando di fino…


Phil con Peter Gabriel, che nel 1975 lascerà i Genesis. Collins diventerà così il leader del gruppo inglese, cantante e batterista.

Il batterista

Se Nursery Cryme (1971) è riconosciuto come uno dei migliori dischi dei Genesis è anche perché la band composta da Peter Gabriel, Tony Banks, Mike Rutherford e l’appena ingaggiato Steve Hackett decise di affidarsi a un batterista semisconosciuto che dopo aver provato a sfondare nel mondo del teatro divenne musicista. E il brano di apertura, “The Musical Box”, è quasi un programma di legislatura. Maestro dei tempi dispari, pura potenza e genialità sullo sgabello, Collins era l’esecutore perfetto per le avventure scritte soprattutto da Gabriel. In anni dove il Progressive la faceva da padrone, Collins con la sua batteria scolpì nella pietra (scrivendo molte parti musicali) “The Cinema Show”, l’assurda poliritmia della sezione “Apocalypse 9/8” in “Supper’s Ready”, le altrettanto assurde sezioni ritmiche di “Back in NYC” e “Riding The Scree” del concept “The Lamb Lies Down on Broadway”. Se Gabriel era l’ingegnere filosofo e Banks era l’architetto del suono dei Genesis, Collins era la manovalanza che mostrava però già tutti i segni di quelli che sarebbero stati i “suoi” Genesis e la sua carriera solista.

Il cantante

Non c’era anima viva, forse nemmeno i quattro orfani, che avrebbe messo cinque centesimi sul futuro dei Genesis quando nel 1975 Melody Maker fece esplodere la bomba in prima pagina: Peter Gabriel saluta e se ne va. Non si perdeva solo un cantante, ma un genio. Che fare? Andare avanti, o quantomeno provarci. Quindi giù con audizioni su audizioni, voci valide e alcune improbabili, il baratro sempre più vicino, l’idea di diventare un gruppo strumentale che comincia a far capolino. Una confusione inimmaginabile. Poi un giorno Collins si ricorda che in due brani nell’era Gabriel aveva già cantato (“For Absent Friends” e “More Fool Me”) e dice “sai che c’è? Provo io”. Regalando così da un lato altri vent’anni ai Genesis, quelli che li fecero uscire dalla bolla prog e li catapultarono negli stadi. Dall’altro, un cambio di rotta lento ma inesorabile. L’esordio è l’anno seguente al gran saluto di Gabriel, con “A Trick of the Tail” dove Collins imita Gabriel quasi meglio di quanto Gabriel imitasse sé stesso. E nei capolavori del disco “Dance on a Volcano”, “Squonk” e “Mad Man Moon” c’è l’antipasto della nuova strada da percorrere. Niente più miti greci ma Emily Brontë – “Wind and Wuthering” (1976) è ispirato a Cime tempestose –, non più ‘one man show’ con una dittatura interna, ma più lavoro collettivo nella scrittura. Poi arriva il mixaggio di Seconds Out, live che testimonia la tournée del ’76, che fa imbufalire Hackett al punto da andarsene pure lui. E mentre in Inghilterra imperversava il punk, i tre Genesis rimasti incisero, con non poca ironia, … And Then There Were Three...: la chiave di volta. L’easy listening comincia a spadroneggiare, le cavalcate prog (come la splendida “The Lady Lies”) si fanno più sparute e brevi, il pop radiofonico arriva con “Many Too Many” e la celebre “Follow You, Follow Me”. Per alcuni è tutto finito: abbiamo perso i Genesis venduti al consumismo e ai gusti del becerume. Per altri iniziò un nuovo mondo: quello delle mega interviste, della televisione, dei concertoni, delle vendite spaziali. Si comincia con “Duke”, che ha ancora alcuni elementi prog a difenderlo. Si continua con “Abacab”, a parte il brano che dà il titolo al disco francamente indifendibile, si precipita con “Genesis” che comunque ha il merito di contenere la fantastica “Mama”, si va a fondo con “Invisible Touch”, apoteosi del pop anni Ottanta anche se suonato divinamente e composto da tre geni. Una virata dal prog al pop dovuta anche al fatto che le energie di Collins, mentali e fisiche, erano ormai altrove. Così come i suoi gusti.

Il solista

Sì, perché a un certo punto i Genesis cominciarono a stargli stretti. Evviva il progressive rock, ci mancherebbe altro. Ma è il 1981 e mica erano ultimi giapponesi come i Rush, capaci di pubblicare Moving Pictures o i King Crimson che incisero Discipline. Quindi Collins, reduce da un divorzio doloroso per lui ma fonte di ispirazione per almeno tre o quattro dischi, si chiude in sala d’incisione e pubblica il primo disco solista: Face Value. Sì, quello di “In the Air Tonight”, canzone che da sola vale una carriera. Nulla, ma proprio nulla a che vedere con i Genesis: pop, romanticismo doloroso, semplicità, una cover di “Tomorrow Never Knows” dei Beatles stratosferica. È fatta: lo sganciamento dal progressive è riuscito, è (ri)nata una stella. Quella che contende le vendite ai Duran Duran, quella che riempie le arene con e senza i Genesis. L’anno dopo arriva Hello, I Must Be Going, con la celeberrima cover di “You Can’t Hurry Love” delle Supremes e nel 1985 l’apice: No Jacket Required. Immediato, fulmineo, artistico nel suo essere così diretto. Con un grande ritorno: nella pietra miliare “Take Me Home” ai cori, oltreché Sting c’è pure Peter Gabriel.
Arriveranno poi il ‘Live Aid’ (luglio 1985) dove, volando col Concorde, suonerà sia a Londra sia a Philadelphia; il brano “I Wish It Would Rain” (1989) con Eric Clapton alla chitarra; e l’Oscar (l’Oscar!) per la terribile canzone del film Tarzan (1999). Giungerà il successo di uno spiantato della periferia di Londra che, mingherlino e palesemente inadatto, riuscì a conquistare il mondo.

L’uomo, oggi

Fa male vederlo seduto su una seggiola da ufficio nei video dei concerti della tournée partita poche settimane fa da Birmingham con i Genesis (nella formazione a tre), seconda reunion dopo quella del 2007. Fa male perché il palcoscenico se lo mangiava e ora non sta in piedi, e perché ogni volta che si muoveva verso la batteria per suonare le parti strumentali c’erano ovazioni di ogni sorta. Ora alla batteria che forse non suonerà mai più, c’è suo figlio Nick. Si gira spesso a guardarlo durante le parti di ‘Firth of Fifth’, ‘Duke’s End’ o ‘Behind the Lines’ che ha suonato per una vita da solo o in combo con Chester Thompson. Ha gli occhi che brillano, mentre lo osserva. Quando canta spesso si aggrappa all’asta del microfono per provare a salire a un tono che si raggiunge solo con i due coristi di spalla, sorride, ringrazia. Con una timidezza che aveva quando riempiva le arene e che ha ora nel momento di massima difficoltà, quello di una tournée con la band di sempre che, a discapito del punto interrogativo di ‘The Last Domino?’, sì, sarà l’ultima della sua vita. Non tanto per i settant’anni che ha, ma per i venti in più che tutto di lui dimostra. Saluta e ringrazia rispolverando pure brani dei fulgidi tempi di Peter Gabriel, a mo’ di ultimo gran saluto. Con la timidezza, la sincerità il mettersi a nudo che lo hanno sempre contraddistinto.

Guarda tutte le 8 immagini
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved