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06.11.2021 - 10:35
Aggiornamento: 08.11.2021 - 11:57
di Natascia Bandecchi

Elisa Lazzari, la chef vegana di Riva San Vitale

“Spesso si pensa erroneamente che ciò che è vegano sia insapore e che chi abbraccia questa filosofia sia un invasato oppure un modaiolo”

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione

È nata il 9 settembre 1988. Chef di alta cucina vegana, definisce il suo carattere fuori dal comune e complesso: la convivenza del suo lato timido e di quello estroverso le dà, ogni tanto, filo da torcere. Quando era ragazza ha seguito prima un percorso scientifico, dopodiché ha frequentato la CSIA di Lugano per dare voce al suo lato creativo e portarsi a casa un diploma in web designer. È vegana, ama stare in mezzo alla natura, pratica yoga e da una manciata di mesi ha realizzato un sogno: dalla scrivania alla cucina il passo è breve se si ama profondamente cucinare. Adora gli gnocchi e non può rinunciare alla cheesecake. Da buona Vergine ha un senso del dovere molto sviluppato che, ogni tanto, le impedisce di connettersi con se stessa, prediligendo l’obiettivo finale. È sposata con Massimiliano e ha due figlie: Ludovica di 7 e Chloe di 4 anni.

Elisa nasce a Varese proprio nel periodo in cui Bobby McFerrin spopolava con il suo “mantra” “Don’t worry be happy”, canzone che a quell’epoca fischiettavano anche i più ostinati paninari. Sarà una coincidenza, ma incontrare Elisa Lazzari (si veda anche elisagreenfood.com) mi ha proprio lasciato questa scia: non preoccuparti e sii felice. Elisa è una giovane donna, moglie e mamma che ha deciso di fare il tanto temuto salto nel buio, diventando imprenditrice di se stessa. Un applauso le va fatto d’ufficio, visti i tempi pandemici che stiamo vivendo e che non incitano forse a mollare il conosciuto per lanciarsi nello sconosciuto. “Amavo il mio lavoro da web designer ma, dopo 11 anni davanti al computer, sentivo che era diventata una professione troppo meccanica e che avevo voglia di rilasciare la mia vena artistica in cucina: creare piatti miei, dedicarmi ai colori delle pietanze, all’impiattamento, stare in mezzo alla gente e trasmettere la mia passione per il benessere a tavola”.

La torta del sabato

I ricordi d’infanzia, che caratterizzano tutti i bambini, nel suo caso sono i momenti trascorsi con la mamma (o la nonna) in cucina tra grembiuli sporchi di farina e dita impiastricciate d’impasto rubato dai mestoli. “Non posso dimenticare i sabati passati con mia mamma a cucinare la torta. Se chiudo gli occhi sento ancora il profumo di pan di Spagna e di mele e l’immancabile prova dell’impasto. Sembrerà paradossale ma ho iniziato a cucinare tardi, avevo 22 anni: sono uscita di casa, mi sono sposata e lì ho iniziato a fare pratica dietro ai fornelli”. Tanti chef vegani, continua Elisa, partono da zero arrivando a 100 in un battibaleno. “Ho un passato da onnivora, poi sono diventata per una questione etica e morale vegetariana e dulcis in fundo sono diventata fortemente intollerante ai latticini, decidendo in quel momento di fare il ‘grande passo’ e diventare vegana”.


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Modo di essere

“Lascia che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo”. Questo è il pensiero del padre della medicina: Ippocrate. Frase che campeggia sull’enorme lavagna che arreda il Green Lab di Elisa. A proposito di alimentazione, per lei la scelta vegana è fondamentalmente un modo di essere. “Desidero proteggere l’ambiente e gli animali e chi verrà dopo di noi. Spesso si pensa erroneamente che ciò che è vegano sia insapore e che chi abbraccia questa filosofia sia un invasato oppure un modaiolo”. Elisa ha aperto da poco, nel cuore di Riva San Vitale, il suo “Green Food Lab” dove offre a chi la va a trovare la possibilità di scoprire un nuovo modo di nutrire anima e corpo. “Ho aperto il mio laboratorio per dare la possibilità a chi lo desidera di assaggiare pietanze diverse dal comune. È meraviglioso notare la sorpresa che nasce sui volti di chi non ha mai assaggiato pietanze vegane trasformarsi in un largo sorriso accompagnato da papille gustative felici”.

Limbo & Mindfoodness

Prima di fare il passo verso una nuova avventura professionale Elisa ha attraversato vari stati d’animo: paura, dubbi, sensi di colpa verso la famiglia... un limbo durato 2 anni e mezzo. “A corroborare la mia nuova direzione in cucina ci sono stati vari segni, tra cui richieste di fare la chef a domicilio, corsi di cucina per persone intolleranti. È stato un momento topico in cui mi sono detta che non potevo più stare nell’indecisione. Il lockdown poi mi ha dato il turbo per prendere la mia scelta definitiva: mollare il lavoro d’ufficio e spiegare le ali verso una crescita, non solo professionale ma anche esistenziale”. Alla base della filosofia di Elisa c’è la creazione di nuove sinergie che, secondo lei, oltre ad arricchirla sono un buon trampolino per mettersi in rete con persone nuove. “Io e Maria Wolff abbiamo dato vita a Mindfoodness. Un progetto dedicato non solo al benessere attraverso l’alimentazione, ma anche a quello psicofisico. Corsi di cucina in cui l’arte del cucinare e il prendersi cura di sé passa attraverso la conoscenza di ciò che mangiamo. Ci piace l’idea di coltivare il nostro corpo, ma anche la nostra mente”.

Cocciuta

A coesistere con quel suo lato un po’ timido e quell’altro più estroverso c’è sempre stato quello trainante e cocciuto. “Quello che volevo nella vita ho sempre cercato di ottenerlo. Sono sempre andata controcorrente e non mi ha mai spaventata l’essere diversa rispetto agli altri. È capitato che mi sentissi non capita nelle scelte che ho fatto, ma non ho mai tradito me stessa e sono andata avanti con il mio sentire di pancia”.

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