Ambrì
5
Langnau
6
3. tempo
(2-1 : 0-5 : 3-0)
Lakers
6
Zurigo
5
3. tempo
(2-1 : 3-1 : 1-3)
Olten
5
Winterthur
0
fine
(0-0 : 2-0 : 3-0)
La Chaux de Fonds
7
Ticino Rockets
0
3. tempo
(1-0 : 5-0 : 1-0)
Kloten
6
GCK Lions
2
3. tempo
(2-0 : 2-1 : 2-1)
Visp
2
Zugo Academy
4
3. tempo
(1-2 : 1-0 : 0-2)
Turgovia
0
Sierre
3
3. tempo
(0-1 : 0-0 : 0-2)
il-minimo-indispensabile-storie-di-seni-e-di-reggiseni
Shutterstocck
ULTIME NOTIZIE Ticino7
Ticino7
2 gior

Ricorrenze storiche. Era il 25 dicembre...

Secondo la tradizione è il giorno della nascita di Gesù. Una data, però, legata anche ad altri eventi che hanno fatto storia. Scopriamone alcuni
Ticino7
3 gior

Mastro Geppetto e Matteo Oliva

Non è San Giuseppe e nemmeno il personaggio uscito da un classico della letteratura per ragazzi. Ma i segreti del legno, lui, li conosce benone...
Ticino7
3 gior

‘Canto di Natale’. Un racconto di Giorgio Genetelli

‘E mi addormento come in un letargo, Dicembre, alle tue porte, / lungo i tuoi giorni con la mente spargo tristi semi di morte’ (Francesco Guccini)
Ticino7
3 gior

Letterina (sotto l’albero) dal fronte

È partita come ‘influenza’, è diventata un tunnel fonte di scontri e di divisioni. Per fortuna è quasi Natale...
Ticino7
1 sett

Un mistero chiamato Phil Collins

Le ultime immagini che lo ritraggono (anche sul palco) mostrano tutte le difficoltà legate alla sua salute. Eppure rimane un genio del pop/rock mondiale
Ticino7
1 sett

La strategia del ‘revenge dress’ (metti il caso che...)

Giugno 1994: Carlo ammette l’infedeltà nei confronti della moglie Diana. Lei, di tutto punto, tira fuori dall’armadio l’abito della rivincita. Che colpo!
Ticino7
1 sett

Traffico e rumore. Quelli coi tubi in testa

Da Berna presto un giro di vite contro i veicoli rumorosi e gli stili di guida molesti. E in Ticino che si fa per arginare il fenomeno dei “tamarri”?
Ticino7
1 sett

Angélique Beldner: una questione di pelle?

Il percorso, a ritroso ma non solo, di una donna a cui oggi – nel 2021, in Svizzera – non è permesso essere come tante
Ticino7
1 sett

Quando l’emancipazione partì in bicicletta

Solo poco più di un secolo fa andare in bicicletta era considerato uno sport non adatto alle donne. Anzi, pericoloso...
Ticino7
1 sett

‘Gas a martello’ (tanto son tamarro)

Sono spesso giovani e vogliono trasgredire. Ok, ma certe cose oggi è meglio farle in un circuito automobilistico
Ticino7
2 sett

Bindu De Stoppani e le immagini che (s)corrono

Sceneggiatrice, regista e showrunner, cioè chi ‘fa correre’ l’intero processo di produzione di un telefilm. Ma ci sa fare anche con gli “affari di cuore”
Ticino7
2 sett

Ciò che il mondo separa, la poesia unisce

I versi di Francesca Matteoni e la grafica di Luca Mengoni per una raccolta poetica (curata da Fabio Pusterla) che racconta quello che sente il cuore
Ticino7
2 sett

Tra lui e lei: attraversamenti di genere e di vestiti

Uomini e donne non sono semplicemente “maschili” o “femminili”: sono molto di più. E allora si spiegano i fisici scolpiti, i toraci depilati e molto altro
Ticino7
2 sett

Radersi tra salute e consapevolezza, a ‘Movember’

Avete tempo sino alla fine del mese. Ma le buone cause, si sa, non hanno date e scadenze. Soprattutto quando parliamo di benessere, malattie e prevenzione
Ticino7
2 sett

L’ultima libertà dell’ultima cena

Nel nome del vostro bene e di quello dei vostri ospiti, mettete un bel cartello sulla porta di casa, con scritto: "Qui è vietato parlare di Covid’
Ticino7
3 sett

Dio salvi i punkinari! E le loro chitarre

C’è chi ha scritto che è morto nel 1977, altri pensano sia un modo di vivere e vedere il mondo che tiene ancora botta. Noi preferiamo parlare di musica
Ticino7
3 sett

Gli antivaccinisti al tempo del vaiolo (correva l’anno 1931)

“Il pro e il contro nella scienza sono (...) pesati e sempre soggetti a controllo. I controlli poi sono infiniti in una scienza pratica come la medicina”
Ticino7
3 sett

Disavventure Latine 8. Senza tejo, tornerò

Il caffè in Colombia è pessimo. Attenzione, non il caffè prodotto in Colombia, ma quello che bevono: “Il migliore rende troppo per non venderlo..."
Ticino7
31.10.2021 - 10:430

Il minimo indispensabile: storie di seni e di reggiseni

‘Forse è ora di fare davvero ognuna come ci pare, decidere se la lingerie è uno dei piaceri della vita o se non ce ne importa niente’

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione

La scorsa estate si è fatto un gran parlare di reggiseni. Come ogni moda, la discussione è nata a Parigi. Sembra che durante il lockdown le francesi si siano accorte che è bellissimo stare a casa senza reggiseno e quindi si è acceso il dibattito al grido di “Busto libero!”.

Il reggiseno è una questione di comodità o di politica? Chi pensa che ognuno si veste un po’ come vuole, sappia che per certi l’apparenza è piena di messaggi: lascio il pelo perché voglio le pari opportunità; mostro i capezzoli perché sono libera; non metto in mostra le forme perché non voglio compiacere i maschi patriarcali... e se invece mi depilo, uso il push-up e sbandiero il décolleté sto riproponendo la solita immagine della donna-oggetto.
Naturalmente però si può omettere il reggiseno e restare seducenti nel vecchio senso della parola: basta rinunciare a spalline e laccetto sulla schiena, e indossare un reggiseno autocollante (due coppette autoreggenti) o applicare un piccolo adesivo, per esempio a forma di fiore, sui capezzoli. Togliere il reggiseno non è quindi per forza segno di emancipazione né di seno libero.

Un po’ di storia

Il reggiseno è nato come rivendicazione di libertà. Busto libero! Il corsetto ci toglie il fiato, non riusciamo a correre, non vogliamo più essere donne svenevoli! E così a fine Ottocento (in Francia, bien sûr) è nato il reggipetto, quell’aggeggio che usa il principio dello zaino: se le spalle mi aiutano a portare un peso, questo pesa meno. Durante la Prima guerra mondiale il governo americano ha poi chiesto all’industria dei corsetti di risparmiare metallo perché serviva di più all’industria bellica. Bene, allora togliamo le stecche e lasciamo le coppe: nasce il reggiseno e si risparmiano nei soli Stati Uniti 20mila tonnellate di metallo, quanto basta cioè per costruire due corazzate.
Negli anni il reggiseno ha seguito le tendenze estetiche che chissà chi inventava: il seno piatto è androgino quindi intrigante (anni Venti), a punta come un siluro dà allegria e grazia (anni Cinquanta), push-up è barocco, sensuale, fa l’occhiolino al porno e rimanda gradevolmente alle birrerie tedesche (anni Ottanta). Intravedere il seno è bello, è volgare, infantile, provocante. Tra decenza, erotismo, moda e liberazione, si intreccia e fluttua nei decenni l’evoluzione della nostra biancheria intima.


Shutterstocck

Questioni di salute

Qualche anno fa la ricerca di un medico (francese) aveva dato speranza alle donne che si sentono costrette dal reggiseno: “L’impatto del reggiseno è nocivo”, sosteneva il dottor Jean-Denis Rouillon, che nel frattempo è stato smentito. “Non solo non abbellisce, ma inoltre non permette ai tessuti cutanei di irrigarsi a dovere e non lascia lavorare le fibre. Toglietelo e il vostro seno ricomincerà a puntare verso l’alto in modo naturale”. Le ultime ricerche mediche sono più caute: va benissimo metterlo o non metterlo. Meglio però non più di otto ore al giorno ed è importante sceglierlo della giusta taglia: la respirazione non deve in nessun modo essere ostacolata. Il reggiseno è fortemente consigliato negli ultimi mesi della gravidanza, durante l’allattamento e mentre si praticano sport come la corsa, dove i colpi ripetuti possono provocare mal di schiena, cattiva postura, dolori al collo e alle spalle.


Shutterstocck
Istruzioni per l’uso: la banda che corre dietro la schiena deve essere orizzontale e non salire verso l’alto. Se ciò accade il reggiseno probabilmente non è della misura corretta.

Per chi non si ricorda

“Dipende molto anche dall’età”, mi racconta una femminista che oggi ha 70 anni. “Quando vedo per strada le ragazzine con la maglietta attillata e i pantaloncini corti mi paiono provocanti e anche un po’ scandalose. L’altro giorno però ho tirato fuori un album di fotografie e mi sono vista io a quell’età. Erano gli anni Sessanta o Settanta, non mettevo mai il reggiseno e andavo in giro praticamente in mutande e canottiera... Me lo ricordo benissimo perché lo facevo: non era per attirare sguardi o desideri, men che meno per provocare: mi sentivo bene, ero giovane e libera e quindi indossavo il minimo indispensabile. Credo che quando giudichiamo gli altri (i più giovani, gli stranieri, i diversi da noi in generale) pensiamo a noi stessi adesso: se io facessi così adesso sarebbe brutto. E invece dobbiamo pensare a loro in questo momento, che si sentono in un modo che appartiene a loro e a questo momento, e che noi non sappiamo niente delle loro intenzioni le quali forse sono tutte diverse da ciò che ci immaginiamo”.

E dunque?

Quindi forse è ora di fare davvero ognuna come ci pare. Di decidere se la lingerie è uno dei piaceri della vita o se non ce ne importa niente. Chi spesso è in ritardo e corre per prendere il bus, probabilmente troverà comodo non avere qualcosa che ti ballonzola dolorosamente davanti; chi ha un’idea di comodità legata al minimalismo e sta bene così, darà il benvenuto al movimento No Bra. E probabilmente la maggior parte sceglierà di metterlo quando e come ne ha voglia senza farne una questione di principio. Come diceva Germaine Greer nel 1970 nel suo libro L’eunuco femmina: “I reggiseni sono un’invenzione assurda, ma se poni come regola il fatto di stare senza reggiseno, ti stai sottomettendo a un’altra repressione ancora”.

Shutterstocck
Guarda le 3 immagini
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved