Friborgo
5
Berna
3
fine
(1-1 : 0-2 : 4-0)
Lakers
1
Lugano
3
fine
(1-1 : 0-1 : 0-1)
Zurigo
7
Ginevra
5
fine
(1-1 : 3-4 : 3-0)
Ambrì
3
Losanna
2
fine
(0-1 : 2-1 : 1-0)
La Chaux de Fonds
7
Winterthur
0
fine
(1-0 : 6-0 : 0-0)
Kloten
5
Langenthal
2
fine
(0-0 : 4-2 : 1-0)
Sierre
8
Zugo Academy
1
fine
(2-0 : 4-1 : 2-0)
Turgovia
4
Visp
1
fine
(1-0 : 2-1 : 1-0)
e-se-fosse-sbagliato-quello-che-pensi
Una delle numerose riproduzioni del ‘Pensatore’ di Auguste Rodin (orig. 1880)
ULTIME NOTIZIE Ticino7
Ticino7
1 gior

Swiss Riot Girls: il coraggio e le idee fanno la differenza

Un podcast della RSI ricorda 7 donne fuori dagli schemi, controcorrente, che hanno lasciato il segno. Alcune sono svizzere, altre da noi ci hanno vissuto
Ticino7
2 gior

Ti-Press: quando lo scatto è al centro della notizia

Che cosa significa catturare per immagini l’essenza e i cambiamenti della nostra società? Francesca, Davide e il loro team lo fanno da oltre 20 anni...
Ticino7
3 gior

Vent’anni di ‘Tenenbaum’ (un film da rivedere)

“La gente non approva, ma oggi giorno che cosa approva la gente?” (Gene Hackman). Per tutto il resto cercatevelo e godetevelo, me vale la pena
Ticino7
3 gior

La Sindrome dell’Impostore. Se pensiamo di non sapere

‘Il problema (...) è che gli sciocchi e i fanatici sono estremamente sicuri di loro stessi, mentre le persone più sagge sono piene di dubbi’ (B. Russell)
Ticino7
3 gior

Svastiche al sole (ma forse è solo noia)

Ogni tanto compaiono, poi qualcuno le cancella e tutto passa. Altre volte restano lì, a futura memoria, chissà...
Ticino7
1 sett

Gabrielli, fuori! Storia una mente creativa

Antonella ride, piange, fuma e beve mentre la intervisto. Ha preparato un picnic, nel caso in cui ci venga fame: prosecco, insalata di riso, salametto...
Ticino7
1 sett

Buongiorno, sono il signor tasso

Animale di indole solitaria, prudente e sospettoso, cerca cibo solo al calar del sole. Riconoscerlo e facile: seguite le sue strisce nere sul musetto...
Ticino7
1 sett

I mondi perduti di Enzo Pelli (e quelli ritrovati)

“Ogni epoca distrugge in un certo senso quella precedente – non necessariamente con guerre –, quella attuale ha distrutto un modo di vita contadino".
Ticino7
1 sett

Social e comunicazione. I ‘meme’ e le pillole d’ironia

Si presenta come una vignetta ironica, ma si è rivelato uno strumento capace di attirare l’attenzione e di creare un’identità unitaria fra chi lo utilizza. Ecco la loro forza
Ticino7
1 sett

Quando un ‘meme’ fa miracoli

Spesso politicamente poco corretti, intelligenti e acuti al punto giusto. Sempre che siate sul pezzo e in grado di incassare anche i colpi più bassi
Ticino7
1 sett

Clock DVA: incubi passati e presenti

Nel 1981 usciva ‘Thirst’, l’album che li fece conoscere. Più tardi col singolo ‘The Hacker’ crearono la colonna sonora di un mondo che aveva abbracciato il sogno della grande rete
Ticino7
2 sett

New Order. ‘Movement’ compie 40 anni (e scusate se è poco)

Siamo nel 1981. Nell’arco di poche settimane la Factory Records pubblicherà due album: l’ultimo (postumo) dei Joy Division e il primo del gruppo che nascerà sulle sue ceneri
Ticino7
2 sett

Teotihuacan, sulla Piramide del Sole

1521-2021: 500 anni fa un pugno di spagnoli capeggiati da Hernán Cortés conquistava uno degli imperi più grandi e potenti della Mesoamerica. Nel sangue, naturalmente
Ticino7
2 sett

Lo scoiattolo è tra noi

Occhi lucenti e neri, testolina rotonda, pelo bruno-rossiccio e una lunga coda sono le sue caratteristiche. È il parente indigeno più prossimo alla marmotta, l’avreste mai detto...
Ticino7
2 sett

‘... e alla batteria, Sheldon Suter’

Figlio d‘arte, quando era ragazzo si “vergognava” di ascoltare e suonare ’il jazz’. Allora punta sulla chitarra... ma bacchette, cassa e rullante non si sono dimenticati di lui
Ticino7
2 sett

Sessualità maschile. Sapete cos‘è il Punto P?

Un viaggio nell’universo del piacere. Spostando l’attenzione dal ‘solito’ organo fallico ai miti che lo circondano, all’uomo e alla sua complessità
Ticino7
2 sett

La nota stonata (i lati nascosti dell’amore)

Perché non sempre i soli sentimenti – puliti, sani e romantici – permettono di cementare una relazione sentimentale
Ticino7
3 sett

Scusate, ma sono un cinghiale...

Scavatore per passione, può esserci amico o acerrimo nemico. È l’unico animale selvatico sul nostro territorio appartenente alla famiglia dei suidi, quella dei ben più amati maiali
Ticino7
12.10.2021 - 15:000
Aggiornamento : 15:29

E se fosse sbagliato, quello che pensi?

Sono circa 70mila i pensieri che attraversano la nostra mente ogni giorno: e quasi sempre diamo retta a quel flusso di idee, senza nemmeno riflettere

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione

Una media di tremila ogni ora. E la stragrande maggioranza di questo imponente flusso mentale è costituita da pensieri negativi. Perché noi esseri umani si sa, innamorati della vita e fiduciosi in un radioso futuro, lo siamo da sempre. Fin dagli albori dell’esistenza l’uomo ha dovuto fare affidamento sulle sue elucubrazioni mentali per poter sopravvivere; se non si fosse fatto paranoie del tipo: ‘Si sta muovendo qualcosa dietro quel cespuglio?’; ‘Sarà mica un’orma di mammut questa?’; o ‘Forse è meglio cuocerlo questo frutto selvatico’, probabilmente noi non saremmo qui oggi. Charles Darwin ci ha insegnato che la specie destinata alla sopravvivenza non è la più forte né la più intelligente, bensì quella che meglio si adatta al cambiamento e l’essere umano si è perfettamente adattato all’evoluzione del mondo (forse fin troppo), ma la sua mente è andata di pari passo? Cioè, i pensieri si sono aggiornati oppure il nostro cervello è ancora convinto che una tigre dai denti a sciabola possa sbucare da dietro un semaforo e divorarci?


Una delle numerose riproduzioni del ‘Pensatore’ di Auguste Rodin (orig. 1880)

Ecco la lista (dei timori)

La verità è che sebbene possediamo l’immenso privilegio di dimorare nell’epoca storica più sicura mai esistita, continuiamo a vivere la vita proprio come i nostri antenati e cioè… uno spavento alla volta. Una dimostrazione? Il solo pensiero di stare in luoghi troppo affollati ci opprime, ma anche stare in quelli troppo isolati ci intimorisce. Siamo paralizzati dall’idea di poterci ammalare temendo tutte le malattie sopra il raffreddore. Sviluppiamo fobie per animali grandi un centimetro, evitiamo di nuotare al largo perché altrimenti uno squalo ci mozzerebbe una gamba, rimandiamo il più possibile i viaggi in aereo e quando ci saliamo sopra per prima cosa identifichiamo il possibile terrorista con la sua inconfondibile valigetta ventiquattrore. Abbiamo una fifa tremenda di fallire, di non essere accettati, di essere abbandonati, di parlare in pubblico, di essere giudicati perfino da chi non stimiamo e di ammettere che del surriscaldamento globale non ne capiamo molto. Siamo terrorizzati dalla morte, dalla solitudine, dall’invecchiare, dall’ingrassare e, ovviamente, abbiamo una fottuta paura di amare. Sia gli altri ma principalmente noi stessi. Ci spaventa l’idea di sposarci, di fare figli e di crescerli per cui abbiamo imparato a dileguarci appena sentiamo qualcuno pronunciare la parola “responsabilità”. Eppure sono solo pensieri.

Nella ragnatela della mente

Mi rendo perfettamente conto che dovrei stappare una bottiglia del più costoso champagne in circolazione per il solo fatto di respirare, e sono altrettanto consapevole del culo sensazionale che ho avuto nel nascere dalla parte fortunata del mondo, tuttavia la mia mente è capace di creare pensieri ansiosi per il solo fatto di dover scegliere il colore del nuovo divano perché, sbagliando tonalità, potrei rovinare l’arredamento correttamente abbinato nel corso degli anni. Ma perché è così automatico identificarsi con i propri pensieri? Studi recenti hanno dimostrato che il 95% dell’attività cerebrale è completamente al di fuori della nostra coscienza e che siamo in grado attraverso i comportamenti, le azioni e le decisioni (le rare volte in cui abbiamo il coraggio di prenderle), di controllare il rimanente 5% delle attività cognitive. Allora perché permettiamo a un pensiero entrato non per nostra scelta nel cervello di poter essere, come direbbe De André, “arbitro in terra del bene e del male”? Perché commettiamo l’errore di sopravvalutare la mente facendo fatica a considerarla per quello che in realtà è: un semplice organo. Come lo sono il fegato oppure la milza.

Il problema è che siamo convinti di essere noi i registi dei film mentali che ci facciamo, ma quando il lungometraggio non ha un lieto fine, diventiamo spettatori impauriti che non accettano finali alternativi finendo per scappare perlustrando in lungo e in largo mari, abissi e pianeti senza però essere in grado di rimanere dieci minuti da soli per provare a esplorare meglio noi stessi. Forse è proprio lì, tra un pensiero pauroso e un altro, che dobbiamo renderci conto di non poter avere il controllo sul nostro turbinio mentale semplicemente perché non l’abbiamo creato noi e va benissimo così. Perché se Tetris ci ha insegnato qualcosa è che alla fine, per quanto possiamo essere bravi, non tutti i pezzi si incastrano perfettamente ma non ha importanza se qualche volta perdiamo perché possiamo comunque fare una gran bella partita.

Guarda le 3 immagini
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved