piotr-nikiforoff-dalla-russia-con-talento
© OSI / Kaupo Kikkas
ULTIME NOTIZIE Ticino7
Ticino7
1 ora

Nuove correnti. Noi, il futuro e le auto elettriche

Politica e pianeta lo chiedono. Ma speriamo di arrivarci preparati e con le batterie ben cariche alla grande rivoluzione della mobilità
Ticino7
20 ore

2011: dieci anni da ‘El Camino’ dei The Black Keys

Sono solo in due, e con un’intelligenza musicale sopra la norma. La dimostrazione che gli americani il rock non solo lo hanno inventato, ma lo sanno pure suonare
Ticino7
1 gior

2001: vent’anni da ‘Origin of Symmetry’ dei Muse

Eclettico, estroverso, originale. Meno radiofonico di quello che seguì, è un album fondamentale per capire la musica del gruppo e rileggere i vagiti musicali del nuovo millennio
Ticino7
2 gior

1991: trent’anni da ‘Achtung Baby’ degli U2

Forse il capolavoro della band irlandese (al pari di “The Joshua Tree”). L’elettronica entra pesantemente nel suono del gruppo e il tour che seguirà sarà memorabile
Ticino7
3 gior

1981: quarant’anni da ‘The Garden’ di John Foxx

Un disco dove convivono elettronica e romanticismo, tecnologie moderne e misticismo antico, in un geniale incontro fra spiritualità e tradizione. Se non è arte questa...
Ticino7
4 gior

1971: cinquant’anni da ‘Tago Mago’ dei Can

Senza di loro molta della musica – non solo del circuito indipendente – oggi non esisterebbe. O certo sarebbe molto diversa. Un gruppo seminale per un album epocale
Ticino7
5 gior

Il fantacalcio, i gonfiabili degli adulti

Se non ne fai parte non puoi capire che cosa si prova a smazzare giocatori e a costruire squadre immaginarie. Ma potresti rimanerne affascinata, chissà...
Ticino7
5 gior

Che meraviglia il gufo reale

Vola di notte silenzioso. È un uccello maestoso, quando è giorno non sta sveglio, per lui il buio è molto meglio. Della notte è il re! Il suo nome sai qual è?
Ticino7
6 gior

Dentro i cassetti di Georgina Bernardi

Ci sono esistenze che, come alcuni oggetti, vanno di casa in casa attraversando il mondo e portandosi appresso i segni di esperienze variegate
Ticino7
6 gior

Metti un giorno con Martino Rossi

“Non è vero, come molti sostengono, che Robin Hood ‘ruba ai ricchi per dare ai poveri’. È vero invece che ’riprende ai ricchi ciò che essi hanno rubato ai poveri’”
Ticino7
1 sett

Diritti allo stomaco (nel nome del vax)

Nella guerra al Covid sono ammessi anche i ‘colpi bassi’. Da consumarsi davanti a un bel piatto caldo, però
Ticino7
1 sett

Sorelle di sogni. C’era una volta (e anche oggi)

L’ultimo romanzo breve di Daniele Dell’Agnola è un confronto generazionale, attraverso i ricordi, gli incontri ma anche le rinunce di due donne della Bregaglia
Ticino7
1 sett

La vocazione di Sandro Bonetti

Cosa vuoi fare da grande? ‘Il medico, come il mio papà’. Figlio di un gastroenterologo, sin da ragazzo Sandro non aveva molti dubbi su cosa fare nella vita
Ticino7
1 sett

Cosa diresti al te stesso di dieci anni fa?

Lo dico subito, a scanso di equivoci: io mi sarei detta di stare più tranquilla ed essere positiva. Ma anche di criticare meno e crederci di più. E voi?
Ticino7
1 sett

Bellessere. Volersi bene senza età

Non esistono limiti anagrafici per aver cura del proprio aspetto. Iniziando da una buona dose di sorrisi, voglia di vivere e ottimismo.
Ticino7
1 sett

Lì dove costano meno: la via del turismo farmaceutico

Poiché le medicine in Svizzera costano molto di più, anche i ticinesi fanno shopping oltre confine. Ma cosa nasconde questo importante fenomeno?
Ticino7
2 sett

Sono strani tempi, come sempre

Se devi guardare da qualche parte, meglio farlo ‘in avanti’. Dal passato arrivano (spesso) solo fantasmi
Ticino7
2 sett

Alla scoperta del pettirosso

Il suo arrivo già da metà settembre è annunciato dallo sfrecciare di una macchia rossa tra i cespugli e dal tipico ‘tic tic’ che ne contraddistingue il verso
Ticino7
2 sett

Donazione d’organi: parliamone

Mesi di attesa in cui il ritmo della quotidianità è scandito da costanti visite mediche. Poi finalmente la tanto attesa chiamata. È il futuro che chiama
Ticino7
04.09.2021 - 10:550
Aggiornamento : 07.09.2021 - 10:32

Piotr Nikiforoff, dalla Russia con talento

Da Mosca a Vernate: questa la sorprendente traiettoria dell'affermato violinista dell’Orchestra della Svizzera italiana. Un amore per la musica nato anche grazie alla tv

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione.

Nato a Mosca il primo giugno 1978, ha iniziato gli studi di violino all’età di 5 anni con Victor Nasimov e a 14 anni ha debuttato come solista nella capitale russa. Si è diplomato con il massimo dei voti al collegio Gnesyn di Mosca. Dopo una breve parentesi a Basilea, nel 1995 è giunto in Ticino per proseguire gli studi di violino al Conservatorio della Svizzera italiana. Ha vinto diversi premi e borse di studio. Nel 2009 è entrato nell’Orchestra della Svizzera italiana, dove tuttora fa parte dell’organico. Oltre ai suoi impegni con l’OSI, ha svolto un’ampia attività concertistica e direttoriale in vari Paesi, ma soprattutto in Russia, dove, dal 2015 al 2018 è stato principale direttore ospite dell’Orchestra filarmonica del Caucaso del Nord. A 18 anni conosce Laura, che sposa nel 2000. Oggi hanno due figli, Leon (16 anni) e Anastasia (14). Abitano a Vernate dal 2005.

Lo incontro nel suo rinomato ristorante - l’Osteria del Portico - della pittoresca località malcantonese, dove risiede con la sua bella famigliola. Mi interessa subito sapere come è incominciato il suo feeling con il violino. “Mia mamma Olga (una scienziata) era talmente innamorata della musica, anzi più in generale della cultura, che mi portava sempre ai concerti. Il vero colpo di fulmine tra me e il violino avvenne però – me lo ricordo benissimo – quando sentii in televisione il famoso violinista Vladimir Spivakov suonare Mozart. Successivamente, mia mamma mi iscrisse a una scuola di musica. A dire il vero, il mio impatto fu brusco e deludente: mi diedero un violino in mano e il primo suono che riuscii a produrre fu uno stridio che contrastava talmente con quello che avevo sentito che piantai tutto lì e scappai via. Poi però tornai a più miti consigli perché i miei insegnanti capirono che avevo un certo talento, che tutto mi veniva facile, anche se ero piuttosto monello! Non studiavo mai, ma al momento delle prove, delle audizioni, ero sempre pronto”.

L’arrivo in Svizzera

Facciamo un balzo in avanti e parliamo del suo avvicinamento alla Svizzera. “Quando ero a Mosca, avevo un patrigno svizzero, precisamente di Zugo. L’ho conosciuto a 11 anni e lo considero tuttora come un padre. Quando veniva a trovarmi, mi portava sempre delle cartoline della Svizzera, che con i laghi, le montagne, la natura mi affascinarono talmente che espressi il desiderio di visitarla e di venire a proseguire lì i miei studi musicali. Dopo un breve passaggio all’Accademia di musica di Basilea, il basilese Armin Brenner mi propose di iscrivermi all’Accademia di musica della Svizzera italiana (diventata poi Conservatorio), da lui diretta. Lì ho frequentato la classe di Carlo Chiarappa e nel 2000 ho ottenuto il master con il massimo dei voti”.
Ed è proprio in quegli anni che incomincia la collaborazione di Piotr Nikiforoff con l’OSI, dapprima su chiamata, poi come componente fisso dell’organico. “Per me l’OSI significa tutto. Mi ha permesso di rimanere in Ticino, una terra che mi ha accolto a braccia aperte, che mi ha fatto crescere e che amo molto. Vincere il concorso all’OSI per me è stato come vincere al lotto”. Anche Piotr ha naturalmente sofferto del lungo periodo senza concerti con il pubblico a causa della pandemia, ma per lui questa situazione ha avuto anche un risvolto positivo: “Sì, perché ho potuto dedicare tantissimo tempo alla mia famiglia, che nella mia vita occupa il primo posto, e soprattutto trasmettere ai miei figli tutto il mio amore per la musica, che stanno studiando entrambi: Leon come violinista e Anastasia come pianista e cantante. Questa costante presenza paterna è stata molto importante”.


© OSI / Kaupo Kikkas

Dalla cucina alla politica

Ma oltre alla musica, Piotr Nikiforoff ha altri interessi. Infatti nel 2005, giunto a Vernate, si stabilisce nella casa dove c’era l’Osteria del Portico, chiusa da tempo. “Molte persone, ignare, ci chiedevano se potevano mangiare o bere qualcosa e così, con mia moglie e mia mamma, appassionata di cucina, abbiamo incominciato a farci un pensierino, cosa che si è poi concretizzata con la riapertura del locale l’anno successivo. Proponiamo piatti ticinesi e specialità russe, entrambi molto apprezzati dalla nostra clientela”. Ma il nostro interlocutore è attivo anche in politica. Nel 2019 si è candidato, con i verdi liberali, per le elezioni cantonali e quelle federali, senza riuscire a essere eletto. “La mia esperienza politica risale a molto prima, poiché dal 2012 sono consigliere comunale nella lista civica ‘Vernate Domani’. Poi un mio conoscente mi ha proposto di candidarmi per i Verdi liberali, un partito giovane e forte soprattutto nella Svizzera tedesca. È stato bello, ma per il momento vorrei concentrarmi sulla politica locale: infatti dallo scorso luglio sono presidente dell’Associazione ‘Vernate Unita’ , la cui lista ha  preso il posto di ‘Vernate Domani’ ”.
Tutto questo dimostra quanto Piotr Nikiforoff si consideri – e venga considerato – ormai più ticinese che russo, anche se, come è giusto che sia, ha conservato forti legami con la sua madrepatria. Allora, per concludere questa appassionante conversazione con un personaggio simpatico, affabile e pieno di entusiasmo, mi viene voglia di chiedergli che cosa gli piace della Russia che non c’è in Ticino e che cosa gli piace del Ticino che non c’è in Russia: “I russi hanno più spensieratezza dei ticinesi. Nel contempo, sono anche melanconici (basti pensare ai grandi compositori e scrittori) e direi che sono facilmente compassionevoli. Forse gli svizzeri e i ticinesi sono un po’ più freddi, calcolatori. Del Ticino e della Svizzera mi piace in particolare il contatto diretto che si può avere anche con le più alte personalità politiche. C’è una semplicità nella comunicazione che in Russia non esiste. E poi apprezzo molto l’interesse del popolo ticinese nei confronti della cultura, degli artisti. Avere un’orchestra del livello dell’OSI per una popolazione di 350mila abitanti è davvero eccezionale!”.

© OSI / Kaupo Kikkas
Guarda le 2 immagini
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved