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2012, Lugano. Il vecchio sottopasso di Besso ricoperto da giornali per il progetto Arte Urbana Lugano; "(S)guardo Lugano" di Sophie Maffioli, Paola Tallarico.
Ticino7
04.09.2021 - 07:000

I media e il metodo (tanto per capire)

A che servono le ricerche se non a fare chiarezza e a dare una dimensione (obiettiva) alle cose? Sì, poi a volte...

Pubblichiamo l'editoriale apparso su Ticino7, allegato a laRegione.

Dunque, secondo i risultati di una recente ricerca elaborata dall’Uni di Zurigo, in Ticino i più generosi nell’offrire pagine di ‘cultura’ (in senso lato, non sia mai) ai propri lettori sarebbero i giornali gratuiti. Un po’ perplessi e per capirci qualcosa, abbiamo chiesto alla giornalista Natascha Fioretti – che in passato sull’argomento per Ticino7 si è chinata più volte – di provare a chiarire il senso dell’indagine e soprattutto di contestualizzarla. E in effetti, che i risultati emersi siano interlocutori lo ammette lo stesso presidente dell’associazione ‘ch-intercultur’, che ha promosso l’operazione: “Purtroppo la ricerca quantitativa non ci ha permesso di analizzare in modo esaustivo i contenuti dei singoli articoli classificandoli nei diversi generi. Si è usato un concetto di cultura molto ampio. In verità, se si va a vedere, gli articoli di cultura sui portali gratuiti sono quasi sempre dei copia e incolla di notizie d’agenzia. Dunque su questo punto bisognerà tornare a fare un’analisi più approfondita”. Vabbè, nulla di male. Se non fosse che sulla base di queste ricerche aziende e inserzionisti spesso prendono decisioni e pianificano investimenti. E la tanto ricercata “qualità”?

 

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